Mark Jansen (Epica): “non parlerò di politica”

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EPICA: INTERVISTA ESCLUSIVA A MARK JANSEN •

Ormai un concerto degli Epica è un appuntamento annuale fisso per gli amanti italiani del symphonic metal. Per noi fan di vecchia data si tratta quasi di un ritrovo tra amici, considerata la disponibilità di tutti i membri della band, che non esitano mai ad incontrarci per foto, autografi e per scambiare due parole. Con la differenza che stavolta, in data 5 novembre 2015, la chiacchierata con Mark Jansen, in parte nel backstage dell’Estragon di Bologna ed in parte nel tourbus, diventa ufficiale. La sensazione però è sempre la stessa: una piacevole conversazione con una persona ormai assimilabile ad un amico.

Ciao Mark, come stai?
Bene, bene!

Questa è la quinta data in italia per il tour di “The Quantum Enigma”. Cosa pensi dell’Italia e dei fan italiani? Come si distinguono dagli altri fan?
Ci mettono più passione! È sempre un piacere tornare in Italia. Se il pubblico di tutto il mondo fosse come il pubblico italiano sarebbe facilissimo essere in tour! Ci dà molta energia e sentiamo che il concerto va avanti automaticamente. Quando hai un pubblico calmo è più difficile, ma quando il pubblico è come quello italiano è una gran cosa. Mi piace!

Siamo anche parte del fanclub ufficiale italiano, ieri hai anche incontrato il nostro admin Christian.
Oh sì! State facendo un bel lavoro!

Grazie! L’intervista sarà principalmente sul vostro futuro. L’Epic Metal Fest si svolgerà il 22 novembre a Eindhoven e sarà certamente una pietra miliare nella vostra carriera. Come vi sentite a riguardo?
Alla grande! Per molti anni abbiamo avuto l’idea di organizzare un festival e finalmente sta per realizzarsi. Abbiamo già avuto molta esperienza organizzativa con “Retrospect” ed avere un intero festival con molte band che noi stessi apprezziamo è un ulteriore passo avanti… è veramente qualcosa per la quale non vedo l’ora! Credo che abbiamo già venduto molti biglietti, ci sarà molta gente, e si spera che questo sia l’inizio di una cosa che potremo fare più volte, due, tre, quattro, cinque…

Ci sono band che avrebbero voluto partecipare, ma non hanno potuto?
Oh sì, molte! Tante piccole band ci hanno contattato, e sfortunatamente abbiamo dovuto dire di no perché la programmazione era già piena.

In una recente intervista hai detto che avete già 25 pezzi pronti per il nuovo album. Avete già scelto quali canzoni saranno incluse nell’album e quali scartare?
Non ancora. Stiamo ancora lavorando sugli ultimi dettagli e sulle linee vocali, e quando avremo finito inizieremo a prendere le ultime decisioni. Poi proveremo le canzoni e capiremo quali saranno buone e quali no. Abbiamo molti bei pezzi fra cui scegliere, perciò fare una selezione sarà un compito alquanto difficile.

Ci sarà una vera sezione d’archi o una vera orchestra, o vi servirete di suoni digitali?
Avremo una sezione d’archi, ma anche gli ottoni per la prima volta.

Ci saranno ospiti speciali?
Non abbiamo ancora contattato nessuno. Se sentiamo che una certa voce si adatta particolarmente ad una canzone, allora contattiamo quel qualcuno. Aspettiamo sempre per vedere se una canzone richiede qualche extra, e poi chiamiamo qualcuno. Non contattiamo mai nessuno solo per avere un nome famoso nell’album.

I fans hanno apprezzato molto il contributo di Rob (van der Loo, bassista n.d.r.) nel songwriting nelle bonus tracks di “The Quantum Enigma” (“In All Conscience”, “Dreamscape”, “Mirage Of Verity”). Qual è stato il ruolo di Rob nel songwriting del prossimo album, e come si inserisce il suo stile nel sound degli Epica?
Rob è un bravissimo compositore! Sfortunatamente per questo album non ha avuto così tanto tempo, quindi ha scritto solo una canzone, ma è un pezzo che spacca, perciò ho la sensazione che sarà incluso nel disco. Ognuno sta facendo del suo meglio, a volte si ha tanto tempo, a volte no… speriamo che per l’album successivo a questo avrà più tempo, perché i suoi contributi sono sempre fantastici. Staremo a vedere!

Perciò per la maggior parte delle canzoni la divisione del songwriting sarà come negli album precedenti?
Nel passato ho scritto la maggior parte delle tracce, ma ora la cosa è divisa fra tutti i membri della band. Penso che stavolta, eccezion fatta per Rob, Coen, Ariën, Isaac (Janssen, van Weesenbeek, Delahaye – tastierista, batterista e chitarrista n.d.r.) ed io abbiamo scritto la stessa quantità di materiale. Ed ecco perché abbiamo così tanti pezzi buoni! Ognuno ha tanta ispirazione.

Più cervelli, più buone canzoni! Parlando di album concept, abbiamo notato una sorta di pattern attraverso la vostra carriera. Gli album nn. 1, 3 e 5 (“The Phantom Agony”, “The Divine Conspiracy”, “Requiem For The Indifferent”) hanno a che fare con temi come politica, attualità, storia, mentre gli album nn. 2, 4 e 6 (“Consign To Oblivion”, “Design Your Universe”, “The Quantum Enigma”) hanno a che fare con temi più filosofici, spirituali, religiosi e scientifici. Questo pattern è qualcosa di voluto, o è puro caso?
È stato puro caso! Infatti per il prossimo album ho già iniziato a scrivere, e non c’è nulla che riguardi la politica. Il pattern verrà spezzato!

Infatti questa era la domanda che volevamo porti, se potessimo fare supposizioni sul concept del nuovo album basate su questo pattern.
Il problema dei testi riguardanti la politica è che alcune persone reagiscono in maniera suscettibile a certe opinioni, anche se non vogliamo esprimere opinioni estreme, perché vogliamo lasciare che gli altri abbiano libertà di interpretazione. Certe persone però interpretano le cose a loro modo, e si irritano abbastanza, ed è una cosa che proprio non mi piace. Perciò adesso scrivo meno riguardo a queste cose, e più riguardo a cose che giovano a tutti e su cui nessuno può essere in disaccordo. La fisica dei quanti è un tema su cui nessuno può essere in disaccordo!

Probabilmente alcune persone dalla mentalità arretrata potrebbero essere in disaccordo anche sulla fisica dei quanti!
Sì, ma nessuno si arrabbia per questo tema. Certo, ci sono fanatici religiosi che credono che le cose non stiano così, ma non li ho sentiti esprimersi su “The Quantum Enigma”. (ride). Noi non cambiamo direzione a causa dei fanatici, ma facciamo queste cose anche per divertirci, e non mi piacciono certe e-mail di persone che si irritano per cose che loro stessi hanno interpretato male.

La musica dovrebbe unire, e non dividere.
Questo è infatti un altro motivo: vogliamo unire le persone, e non creare divisioni. Alcuni temi, anche se li esprimi in maniera corretta, possono dividere le persone, e hai detto bene, noi vogliamo unire le persone.

Calcate i palcoscenici di tutto il mondo e lo fate da anni: come bilanciate le vostre vite professionali con quelle private? Come trovate il tempo libero? Sentite la pressione dell’industria musicale?
Non sentiamo molta pressione, certamente quando si scrive un nuovo album si sente una certa pressione, ma finché è una sana pressione va bene, perché ti rende motivato. Se a nessuno importasse di noi non ci sarebbe pressione, e non andrebbe bene. Penso che abbiamo una giusta quantità di pressione e lo stesso vale per i live, vogliamo tenere un buono spettacolo, perciò si tratta sempre di una sana pressione. È sempre ciò a cui puntiamo, e quando ci riusciamo siamo contenti, mentre se qualcosa non va per il verso giusto certamente siamo delusi, ma mai in modo da starci male per una settimana. Vogliamo mantenere l’equilibrio ed essere felici del risultato. Se qualcosa va male ne parliamo e ci assicuriamo che la volta successiva vada bene.

Penso che se il risultato finale non è perfetto anche l’industria musicale non ne sarebbe felice!
L’industria musicale non ha nulla da dire a riguardo. Lo facciamo per i fan e per noi stessi, e l’industria musicale è più un male necessario.

Un’ultima domanda. La vostra passione per la musica classica e per le colonne sonore è sempre stata evidente, come possiamo vedere da “The Score” o da tracce come “The Fifth Guardian”. Com’è nato questo interesse, e pensi che farete un’altra colonna sonora o vi piacerebbe farne un’altra?
Sì, prima o poi penso che ci piacerebbe, ma al momento non è una priorità, perché prima di tutto abbiamo un album in uscita su cui stiamo lavorando. C’è un altro progetto, che non ha nulla a che vedere con “The Score”, del quale non possiamo ancora dirvi nulla, che è qualcosa di leggermente diverso, paragonato ad un normale album. Ma se nel futuro, per esempio, un regista ci contattasse e volesse che scriviamo una colonna sonora, ciò potrebbe risultare in un nuovo album come “The Score”, ma ci deve essere una ragione. Non ci metteremmo mai a scrivere una colonna sonora senza un motivo. Se c’è qualcosa di veramente interessante, cogliamo la palla al balzo. È quello che è successo anche con “The Score”.

Ok, è tutto. Grazie per il tuo tempo ed in bocca al lupo per lo show!
Prego! Ci vediamo più tardi!

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