LUPPOLO IN ROCK: Metal never dies!

LUPPOLO IN ROCK: INTERVISTA ESCLUSIVA A MASSIMO PACIFICO •

Il 2022 segna il ritorno della grande musica dal vivo e, con l’arrivo dell’estate, annuncia i grandissimi festival italiani! Tra le manifestazioni di maggior rilevanza non può non spiccare Luppolo In Rock che, con il suo appuntamento annuale, porta con sé non solo la voglia di tornare a quella normalità che tanto è mancata ai metalheads, ma conferma la voglia di un team affiatato di rimettersi in pista dopo un periodo di stop che a lungo ha tenuto a freno i grandi concerti! Per questa nuova ed intrigante edizione, l’organizzazione ha decisamente puntato in alto, portando alcuni dei nomi più importanti della scena metal internazionale quali Jorn Lande, Moonspell, Moonsorrow, Novembre, Leprous, Fleshgod Apocalypse (subentrati in un secondo momento dopo la defezione dei Katatonia, impossibilitati a viaggiare a causa di uno sciopero delle compagnie areee) per le prime due giornate, per poi concludere in grande stile con una serata tutta all’insegna del thrash metal che ha visto i nostrani Skanners ed Extrema in apertura a Heathen, Exodus e Testament. Per l’occasione, Metalforce ha avuto l’onore e il piacere di scambiare due chiacchiere con uno dei fondatori di questo festival, in costante crescita. A voi la nostra chiacchierata con Massimo Pacifico!

Buon pomeriggio Massimo, benvenuto sulle pagine di Metalforce.it! Come stai?
MASSIMO – 
Innanzitutto, ciao a tutti! Grazie per questa opportunità! Sì, oggi sono un po’ tirato, perché non è semplicissimo mettere in piedi tutto, ma si procede comunque con il festival… Abbiamo appena iniziato le serate considerate un pelino “più importanti”, anche se è da martedì che abbiamo iniziato a valorizzare il metal italiano! La situazione in questo momento è buona, positiva, ci sono tutti i segnali positivi per la riuscita del festival.

Oggi siamo qui per parlare di Luppolo In Rock. Prima di addentrarci a fondo in questa nostra intervista esclusiva, vorrei fare un passo indietro e presentare ai nostri lettori ciò che è il Luppolo In Rock. Se non sbaglio siamo arrivati alla quarta edizione. Come è nata l’idea di mettere in piedi questo nuovo festival? Come nasce Luppolo In Rock?
MASSIMO –
Beh, questa è una domanda che mi fanno tutti e a tutti rispondo la stessa cosa! Nasce dall’unione di un gruppo di ragazzi e, fondamentalmente, da una birreria, dove ci siamo ritrovati e si ascoltava solo rock e heavy metal! Da lì abbiamo pensato di fare una festa della birra, poi abbiamo cominciato a fare un evento nel 2018 con Primal Fear, Geoff Tate ed altri artisti ed è così che è nato Luppolo In Rock. La birreria si chiamava “Il Regno Del Luppolo”, che al momento è la mia attività principale, e da lì è nato il nome “Luppolo In Rock”, quindi nasce così, dall’unione di ragazzi che si sono ritrovati e si sono messi nella condizione di voler far musica e portarla nella propria città, perché essendo fan, si andava a Milano, Bologna, Brescia… Si andava a vedere concerti in ogni parte di Italia, ma a Cremona non riuscivamo mai a vedere un concerto di livello! Fondamentalmente, quindi, nasce da lì, poi ci sono state tutte le altre edizioni passate nel 2019 e l’anno scorso, nel 2021, quest’anno c’è stata quella del 2022. Nasce dall’unione e dall’amicizia di amici ritrovatisi dopo anni grazie a questo pub!

La nuova edizione è iniziata ufficialmente lo scorso 12 luglio con ben tre date dedicate all’underground italiano. Da cosa nasce l’idea di dedicare, appunto, ben tre serate alle realtà musicali tutte “made in Italy”?
MASSIMO – 
Beh, non siamo nuovi su questo, perché, comunque, nel 2018 avevamo fatto il primo Luppolo In Rock e successivamente, a novembre dello stesso anno, avevamo fatto il contest per il 2019. Avevamo premiato tre band italiane che si erano esibite al contest e avevano fatto l’apertura in quell’anno, quindi fondamentalmente non è una novità, è proprio la passione e la voglia di far crescere il metal italiano, dove sappiamo benissimo che le band italiane sono sempre un po’ più in difficoltà rispetto a quelle straniere… eppure, di musicisti bravi ne abbiamo tanti! Nasce da quello!

Da oggi, invece, sul palco si alterneranno anche nomi di spicco del panorama metal internazionale. Si inizierà, appunto, con Jorn Lande e Moonsorrow il 15, accompagnati dai Furor Gallico, poi si passerà il giorno successivo con i Katatonia, Leprous e Moonspell, a cui si susseguiranno i Novembre e gli Shores Of Null in rappresentanza dell’Italia e si concluderà in grande stile con la giornata trash per eccellenza, capitanata da Testament, Heathen, Exodus, Skanners ed Extrema. La domanda viene da sé: come è stato pensato questo bill e quali sono state le difficoltà organizzative di riuscire a reclutare così tante band di fama internazionale?
MASSIMO –
I bill nascevano inizialmente con la voglia di portare qualcosa che piacesse a noi, poi ci si rende conto che bisogna portare quello che piace al pubblico e non quello che, magari, piacevano a noi, perché logicamente noi abbiamo un’età intorno ai 50 anni, quindi siamo votati al metal degli anni ’80 e questo preclude tantissimo, perché comunque le band sono di fama internazionale, cosa che è impensabile portare al Luppolo In Rock, anche se la voglia è quella di portarle nel tempo; di conseguenza, un bill nasce e si disintegra allo stesso modo, perché per arrivare ad una lineup completa passa veramente una quantità di nomi industriali che è impressionante! Chi non è del settore, non riesce a capire le difficoltà che ci possono essere a volte con le band, ci possono essere problemi ovunque, ci possono essere conferme e disdette dietro l’angolo… Tu parti con una idea e quell’idea, pian piano, si trasforma, si modifica fino ad arrivare ad una lineup finale.

Ricollegandomi a quanto ti ho appena chiesto, come viene sviluppato il bill di Luppolo In Rock? Non mi riferisco solo a questo, poiché già mi hai detto qualcosa in merito. In generale, su quali basi cercate di fare quello che poi sarà il programma definitivo dell’edizione?
MASSIMO – 
Già adesso, ancor prima che iniziasse il festival, stiamo mettendo giù le basi per il 2023. Ci sono tante situazioni da portare in città, valorizzando Cremona e la musica, poiché la città è legata a Stradivari, Amati, tutta la musica classica, al violino… C’è un progetto nel cassetto molto, molto interessante per il futuro, più altre situazioni che stiamo valutando e cercando di mettere sul tavolo per poi chiuderle. Speriamo che magari, una volta, qualcosa di pensato anzitempo possa andare in porto! Come dicevo prima, strada facendo si mette giù proprio un bill e si conclude!

Ad inizio chiacchierata menzionavo la scorsa edizione che, se non ricordo male, aveva visto sul palco i Moonlight Haze, Epica e Jinjer. All’epoca, se ben ricordiamo, c’era anche il timore della chiusura degli eventi e non si sapeva se i concerti avrebbero effettivamente riaperto i propri cancelli al pubblico, né tanto meno quando. Siete stati anche i primi a riportare un po’ la musica dal vivo…
MASSIMO
– Sì, c’è stata anche qualche critica, perché logicamente un festival metal visto seduti è un po’ difficile da digerire, però mi prendo e ci prendiamo il vanto di aver costruito praticamente in un mese l’unico festival che ci ha messo veramente del suo, che ha rischiato veramente tanto, ma che ha voluto comunque portare musica. Noi siamo fan come te, come tanti altri che amano questo mondo e ci adoperiamo per far contente le persone e noi stessi! È un po’ la nostra filosofia, siamo diversi da altri festival, pur rispettando tutti, ma siamo fatti così! Lo dico sempre, siamo fatti così, volevamo a tutti i costi farlo, ci abbiamo provato in tutti i modi. Tanti non lo sanno ma c’è stato un comunicato, siamo arrivati fino all’Università di Padova, dove il Dottor Crisanti ci aveva firmato un protocollo per fare una sperimentazione al Luppolo In Rock. Quando poi siamo arrivati ai piani alti e abbiamo presentato questa possibilità di venire con green pass, tampone in entrata ed in uscita, tutti questi dati sarebbero stati utili per la comunità, dato che dietro c’era uno studio importante per il covid, e ci hanno detto di no! Questo ci ha lasciato molto amaro in bocca, però ormai eravamo partiti ed in un mese siamo stati bravissimi, ci sono stati bravissimi ragazzi che ci hanno messo anima e corpo, come per quest’anno. Abbiamo voluto farlo e lo abbiamo fatto, come faremo per la prossima edizione e come stiamo facendo per questa…

Diciamo che queste sono state alcune delle difficoltà  incontrate nell’organizzazione di un festival post stop forzato causa covid…
MASSIMO –
Sì, sì, decisamente sì! L’anno scorso è stato tremendo, nel senso che le regole che ci avevano imposto sono state abbastanza pesanti. Alla fine ci siamo divertiti, ci siamo divertiti noi, si è divertito il pubblico, chi voleva comunque ascoltare musica, logicamente con tutte le restrizioni, seduti, mascherine, ha avuto l’opportunità almeno di staccare e di dare, comunque, una continuità alla normalità della vita, come dovrebbe essere!

Il festival nel corso degli anni è stato un crescendo di artisti, c’è un band o un artista che ti piacerebbe davvero tanto portare sul palco di Cremona? Un tuo sogno nel cassetto, per così dire?
MASSIMO –
Ce ne sono, ma sono molto legato ai Judas Priest, però credo che sia molto, molto difficile! Ci proviamo! I Priest sono un gruppo che ho ascoltato sin da ragazzo ed è per me il vero heavy metal! Sono andato a vederli al Rock The Castle, mi sono piaciuti tantissimo, complimenti, perché è una band che ha una storicità ed una impronta molto importante. Rob Halford ha 70 anni, ha cantato molto bene, sono una band che amo. Me la tengo nel cassetto, sarà difficile, perché poi, insomma, gli anni passano ma arrivare a quei livelli lì è difficile, perché dovremmo cambiare location. Noi stiamo bene in questa location, abbiamo un bacino di utenza di 2200 persone, non possiamo permetterci le 9/10mila persone presenti a Rock The Castle, perché sono band che hanno un costo molto elevato! Il costo nel cassetto, però, sono loro!

Massimo, vorrei anche chiederti: come è nata la passione per il metal? Da cosa è nato il tutto?
MASSIMO –
È molto semplice. Sono nato nel ’69 e quando ero ragazzo io e avevo 13/14 anni, non c’erano molte possibilità: o facevi il paninaro, o facevi il metallaro! Io ho scelto di fare il metallaro, quindi da lì, con la mia compagnia di amici, si girava per la città con il chiodo e le toppe e si andava ai concerti. Il mio primo concerto l’ho visto a 14 anni al Palatenda, vidi gli Accept, presentarono “Metal Heart” e per me è stata un’emozione indelebile! Fortunatamente ho una grossissima memoria come gli elefanti, mi ricordo tutti gli aneddoti, ma la risposta è quella: o facevi il paninaro, o facevi il metallaro e io ho scelto di fare il metallaro!

Quanta passione occorre per conciliare l’organizzazione di un festival con il privato e il proprio lavoro?
MASSIMO –
Ci vuole una costanza ed una determinazione impressionante, perché portare avanti un progetto come questo che arriva e che lo aspetti tutto l’anno, in un attimo dopo ti vola via e sei già pronto per l’anno successivo! C’è una intensità che è impressionante, quindi non saprei risponderti più di così! È logico che ci voglia la passione, la costanza, ci vogliono tante cose che escono fondamentalmente dal cuore e quando fai le cose col cuore, io sono convinto che si possa fare un po’ tutto!

Piccola curiosità: abbiamo visto che l’intero staff era presente all’edizione appena conclusasi di Rock The Castle. Che rapporto c’è tra Luppolo e questo bellissimo festival che, ricordiamo, al Castello Scaligero di Villafranca ha portato dei nomi importanti, quali Mercyful Fate e Venom nella prima giornata, Saxon e Judas Priest nella seconda e, infine, i Megadeth?
MASSIMO –
C’è un rapporto di collaborazione, perché comunque collaboriamo con Vertigo, è una agenzia che ci dà delle band, è un’agenzia che abbiamo cercato sin dall’inizio, è l’agenzia che fa tanti festival e che ha in mano le band, quindi con loro abbiamo un buon rapporto! Ci sono qua dei promoter, stage manager, oggi, con cui stiamo già collaborando, è proprio un discorso lavorativo, di aziende che lavorano insieme!

In merito a ciò, vorrei aprire una piccola parentesi sul discorso legato ai festival e ovviamente a Luppolo. La vostra ambizione è quella di diventare una realtà consolidata negli anni con altri festival storici importanti? Non esistendo più, ormai, i vari Evolution festival e Gods of Metal, in Italia sono rimasti pochi festival degni di tale nome. Aggutination e Rock the Castle principalmente, ora anche Luppolo. Te lo chiedo perché comunque già in passato, con le prime edizioni, avete ampiamente dimostrato di  meritare tutto il supporto e tutta l’attenzione possibile e vi auguro una crescita esponenziale da qui ai prossimi anni a venire!
MASSIMO –
Ambizioni particolari non ce ne sono, noi non ne abbiamo, però come ho detto prima, vogliamo portare musica e fare musica nella nostra città. Sappiamo che vogliamo durare il più possibile negli anni, sappiamo di avere una location invidiabile a tanti altri festival. Personalmente non amo molto i festival dove vi è una quantità industriale di persone, perché poi non c’è un rapporto, né servizi, ci sono tante cose che vengono a mancare a livello proprio umano! Non amo molto i festival grossi, forse perché sono anche un po’ vecchio o forse perché non ho più le energie di stare in mezzo 20 mila o 200 mila persone… Bellissimi, chapeu, ma credo che rimarremo così, credo  che saremo pronti l’anno prossimo per le seconde linee, sicuramente le prime, come i Priest o tanti altri nomi di quel livello, ci si spera un domani di arrivarci, ma siamo molto, molto legati a questo posto, quindi vogliamo rimanere così, vogliamo essere né piccoli, né grandi, ma esserci e contare per quello che possiamo fare!

Visto che siamo in chiusura, vorrei chiederti quali sono le aspettative per la prossima edizione e per quella che sta per iniziare?
MASSIMO – 
Beh, le aspettative per questa edizione sicuramente aver fatto le prime tre (2018, 2019 e lo spinoff dello scorso anno) che ci hanno fatto conoscere molto di più, perché ci siamo resi conto anche al Rock The Castle che un 30% di pubblico non conosce Luppolo In Rock! Siamo andati anche al Sonic Park di Bologna per i Maiden, poi sappiamo tutti come è andata a finire e c’è, quindi, ancora una parte di persone che non conosce la nostra realtà. Sono convinto, però, che chi conosce Luppolo In Rock si legherà a noi, perché siamo fatti così, lo vedi che siamo genuini, spontanei, non siamo etichettati o, comunque, “robotizzati”. Siamo fatti così, abbiamo questa passione enorme per la musica e questa voglia di ritrovarci tra di noi amici e condividere tutto questo con molte altre persone, sperando sempre di fare bene e di non far mai del male a nessuno!

Ti ringrazio Massimo per la disponibilità e per la concessione di questo spazio. A te va la chiusura di questa nostra chiacchierata!
MASSIMO –
Grazie a te per l’intervista e “lunga vita al Luppolo In Rock”.