LITHIO – Benvenuti nella nostra Shibuya!

LITHIO: INTERVISTA ESCLUSIVA A DANIELE SCARDINA •

Abbiamo incontrato Daniele Scardina, frontman dei fiorentini LITHIO, per parlare del nuovo album “Shibuya”, pubblicato lo scorso settembre da Bagana Records. In questa interessante intervista il cantante toscano ci ha parlato dell’idea e delle tematiche che hanno portato alla realizzazione del loro nuovo lavoro. Buona lettura!

Ciao ragazzi e benvenuti su Metalforce. Diamo inizio alle danze e parliamo, appunto, dei Lithio! Potreste, gentilmente, presentarvi ai nostri lettori?
DANIELE
– Ciao!!! La nostra bella storia nasce quasi 18 anni fa in quel di Firenze. Io sono il fondatore Daniele Scardina e i miei compagni di viaggio sono Leonardo Mitidieri alla batteria e Marco Melillo alla chitarra!

A settembre è uscito nei negozi musicali il vostro nuovo album, “Shibuya”. Il titolo, da un primo impatto, riporta alla mente immediatamente uno dei quartieri più conosciuti della regione Kanto, in Giappone. Come è nata l’idea di intitolare così l’album?
DANIELE
– Il semplice fatto che tutti gli eventi narrati sono successi lì, e ancora più importante che quel posto sia diventato una mia seconda casa…

Anche la copertina sembra rifarsi alla cultura giapponese, dove vediamo questa specie di origami a forma di farfalla (correggetemi nel caso la mia interpretazione fosse sbagliata). Potreste illustrarcela ulteriormente?
DANIELE
– E’ una libellula. E’ il simbolo storico dei Lithio, ma mai come ora rappresenta la libertà per noi. Tenevamo al fatto che fosse rappresentato con un origami e abbiamo chiesto a un amica giapponese di costruirci un origami a forma di libellula, ed ecco qui. Una piccola curiosità: l’origami è custodito dentro una teca di vetro fatta appositamente, è nascosto in un posto segreto…

Nonostante i vari rimandi giapponesi, il disco, però, tratta tematiche completamente diverse: infatti, negli 11 brani che lo compongono, troviamo una varietà ampia di argomenti, quali il dolore, la disperazione, sembra voler anche dare un messaggio di forza a coloro che, forse, sono proprio rimasti intrappolati in questo turbolento viaggio fatto di oscurità. Cosa potete dirci in merito?
DANIELE
– Il messaggio doveva essere diretto. Il viaggio che ho intrapreso prima di scrivere questo disco è stato duro. Credo che a mio personalissimo parere si debba avere le giuste motivazioni per vivere e per scegliere di farlo e io non le avevo più. Niente mi emozionava e tutto il mondo era diventato solo un posto arido e privo di colori. Poi qualcuno ti fa capire che magari la tua missione nel mondo è salvare i disperati come te. Devo ringraziare una donna che quel giorno decise che io dovevo vivere. Si può davvero avere una seconda opportunità nella vita, è questo il punto.

Quale è il vostro personale messaggio rivolto a chi, come menzionavo poc’anzi, vorrebbe trovare la forza di reagire e ritornare alla luce?
DANIELE
– Non avere rimpianti. E’ l’unica cosa della vita che ti farà del male. Ho visto tanta gente non farcela, caduta nel baratro della depressione, per poi scoprire che la propria debolezza era non sopportare la perdita di qualcosa o di qualcuno. Credo che nella lunga strada della vita tutti abbiano un ruolo e come dico in uno dei brani del nostro disco “Ho scoperto che per me non finirà, nella lunga strada troverò la gente e i suoi perché, quindi troverò anche me”. Non è mai finita perché la vita ti darà sempre un’occasione per essere felice…Costruisci quindi il mondo da te stesso prima.

Quale, invece, potrebbe essere, a detta vostra, un valido aiuto a chi, al contrario, nonostante tutta la propria forza, non riesce proprio a reagire e fa fatica a trovare un sostegno nelle altre persone?
DANIELE
– È una domanda difficile davvero. Nessuno può salvarti da te stesso, quindi puoi raccontare tutte le cazzate che vuoi al mondo, ma se stai di merda continuerai a stare di merda finché tu non vorrai affrontare il problema. Dei dottori non parlo in quanto credo che la psicologia umana sia un argomento che vada aldilà di ogni studio. E infine alla gente non frega niente di te, se non sei abbastanza figo da essere aiutato ti puoi tirare una fucilata in bocca, “loro” continueranno a farsi i selfie e a dire che eri un bravo ragazzo.

Si dice che, spesso, la musica rappresenti una cura anche per chi, appunto, vive momenti duri e molto spesso difficili da superare. Quale è il vostro punto di vista? Questa Arte può essere davvero vista come un’ancora di salvezza per molte persone?
DANIELE
– Sì assolutamente. La musica ha sempre aiutato ad esternare le emozioni sia per chi scrive che per chi ascolta, ma prima c’erano molti più eroi. Mi poteva salvare Mercury, mi poteva salvare Cobain o Vedder…. Ora chi mi salva, Calcutta?

Una cosa che mi ha particolarmente colpito è la vostra proposta musicale, un rock completamente cantato in italiano, fattore spesso sottovalutato, in quanto, si sa, molte band tendono ormai a presentarsi al pubblico portando canzoni scritte e cantate in inglese. Da cosa deriva questa vostra decisione?
DANIELE
– Che siamo italiani prima di tutto. Non lo dico per patriottismo ma per senso di appartenenza. Io voglio che tutti sappiano cosa dico e il messaggio che voglio dare, odio perciò chi sceglie di cantare in inglese solo perché pensa che sia più figo. Si è figo se ci sai cantare in inglese, altrimenti se lo biascichi ti rendi ridicolo…

Il disco è stato presentato lo scorso 28 settembre al Viper di Firenze. Come è stato accolto sia dalla stampa, sia in sede live?
DANIELE
– Bene anche se non avevamo delle reali aspettative qui in italia. Il movimento culturale nel nostro paese e ai minimi storici e il trash prende sempre più campo ogni giorno quindi non sapevamo e non sappiamo che aspettarci. Speriamo di non essere degli alieni in un mondo di idioti.

Vorrei focalizzare la mia attenzione su un brano in particolare: “Fino a Ieri”, singolo che avete lanciato online a settembre, parla di una tematica molto forte e della quale si parla costantemente anche nei tg, l’ossessione in ambito amoroso, dove essa, a volte, si trasforma in un mostro dagli occhi verdi e porta una persona alla follia, a vivere un rapporto malsano. Potreste parlarci nel dettagli del brano? Avete vissuto una vicenda simile?
DANIELE
– Sì, personalmente. Sono stato salvato da una donna di cui mi sono poi perdutamente innamorato. Ci siamo amati e abbiamo fatto follie per stare insieme, ma quando tutto è finito io non riuscivo ad accettarlo e questo mi ha ributtato nell’oblio da cui proprio lei mi aveva fatto uscire. L’ossessione per una persona è una reazione inspiegabile al sentimento del non poter vivere senza di lei, al pensare di non poter andare avanti. Io ho fatto male a me stesso ed è la punizione che mi sono stupidamente dato, ma tanti non accettano la felicità altrui e non accettano che una persona possa andare avanti e commettono davvero gesti estremi. Credo che tu possa fare quello che vuoi su te stesso, ma è necessario lasciar andare le persone che non vogliono o posso no più stare con te. Non si può fare niente per forza. NIENTE.

Che cosa rappresenta per ciascuno di voi “Shibuya”? Quale significato attribuite a questo disco?
DANIELE
– Abbiamo una visione comune che è la voce della gente come noi. Vogliamo che nessuno si senta più solo e che venga nella nostra “Shibuya” per vedere le stesse cose che vediamo noi. Non per niente i nostri concerti vogliono essere dei momenti intimi e ci si può rispecchiare in noi, con i soliti problemi e con le solite paure.

Parlando, invece, dei Lithio, possiamo dire che siete una band giovane e avete ancora tutta la strada spianata davanti a voi. Quali sono finora le più grandi soddisfazioni che avete avuto?
DANIELE
– Ne abbiamo fatte davvero tante di cose belle. Sicuramente la migliore è avere aperto il concerto dei Linkin Park agli Idays di Milano nel 2017, ma anche avere fatto 3 sold out in Russia nel maggio scorso non è male…

Per una band giovane, si sa, spesso è molto complicato riuscire ad attirare l’occhio mediatico e anche l’attenzione delle etichette o del pubblico stesso, visti anche i continui cambiamenti affrontati dall’industria musicale. Se doveste dare un suggerimento a coloro che volessero interfacciarsi con questo panorama e tentare la via del successo, cosa vi sentireste di suggerire?
DANIELE
– Fate trap, dite 3 parolacce, vestitevi da cog**** e il gioco è fatto. A parte gli scherzi, credere sempre in quello che si fa, lavorare per essere i migliori e sacrificarsi. Vedo troppe band che si credono chissà cosa e poi non riescono a scrivere un brano decente o non riescono a fare dei buoni live. Se sei un predestinato arrivi, ne sono sicuro.

Al momento quali sono i vostri progetti futuri? Che cosa bolle in pentola in casa Lithio?
DANIELE
– Il nostro obbiettivo è portare il nostro messaggio al mondo e spianarci la strada per quello che sarà il prossimo progetto Lithio, una totale evoluzione nel concept del new metal e dello show. Già ora nei nostri concerti possiamo vantare di avere uno spettacolo unico fatto di sequenze video apposite per fare immergere lo spettatore nel mondo di Shibuya. Per le prossime date stiamo preparando qualche altra sorpresa per avere degli effetti speciali ancora più spettacolari!

Saranno previste ulteriori date dal vivo o state vagliando qualche opzione?
DANIELE
– Lo “Shibuya Tour” è già alla dodicesima data e ci aspettano altri 17 concerti da qui a gennaio. Saremo a suonare per il capodanno a Volgograd (la vecchia Stalingrado) e da li faremo 10 date in Russia in 10 giorni. Direi niente male. In Italia passeremo da Firenze, Milano e Treviso, che sarà esattamente l’ultima data italiana del 2019!

Bene, ragazzi! A voi le ultime parole per concludere questa nostra intervista, ringraziandovi per il tempo concessoci!
DANIELE
– Ringraziamo voi per averci fatto questa bellissima intervista e per averci fatto parlare di tematiche a noi care. Potete trovarci sul nostri canali social Instagram @LITHIOOFFICIAL, su Facebook @LITHIOLAND e su YouTube sul nostro canale LITHIO. Grazie ancora di tutto!