LIONSOUL: In continua evoluzione

LIONSOUL: INTERVISTA ESCLUSIVA AD IVAN CASTELLI E AURELIO PARISE •

Sotto alcuni punti di vista, il 2022 sembra essere una sorta di “anno di rinascita e cambiamento”. Molte, infatti, sono le band che proprio quest’anno tornano a far parlare di sé, rimarcando quella voglia di voler portare alla luce un qualcosa tenuto un po’ nascosto o, semplicemente, quel desiderio di far capire al pubblico il proprio, vero valore artistico. Anche i LionSoul tornano alla ribalta con il loro terzo lavoro in studio, “A Pledge To Darkness”, primo album che sigla una nuova unione professionale con l’etichetta italiana Rockshots Records e che mostra a 360° questo nuovo appetito musicale della band. Per l’occasione, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Ivan Castelli ed Aurelio Parise, rispettivamente cantante e chitarrista della band, che così si sono raccontati ai nostri microfoni…

Ciao ragazzi e benvenuti su Metalforce.it per questa nostra prima intervista ufficiale. Come state?
IVAN – Fantastico. Io sto molto bene!
AURELIO – Alla grande! Almeno, io sto bene!

Oggi ci troviamo qui per parlare del vostro nuovo album, ‘A Pledge To Darkness’, in uscita il prossimo 29 aprile su Rockshots Records. Vorrei iniziare questa nostra intervista con una domanda molto secca ma utile a capire alcune cose. Il vostro precedente album, “Welcome Storm”, è datato 2017. A cosa è dovuta una pausa di cinque anni tra un disco e questo nuovo? Ci sono alla base delle ragioni che vi hanno spinto a valutare un break così lungo o, al contrario, la lavorazione dell’album ha richiesto più tempo del necessario?
IVAN – Cinque anni sono tantissimi, sono un abisso, un’eternità e su questo siamo tutti d’accordo! In realtà, comunque, per la lavorazione di “A Pledge To Darkness” abbiamo cominciato a lavorarci, più o meno, un annetto dopo la release di “Welcome Storm”. Diciamo che ce la siamo presi un po’ con calma, specialmente all’inizio, un po’ come è accaduto per il periodo tra “Omega” e “Welcome Storm”, poi si è mezzo in mezzo il periodo legato al covid e altre varie cose, insomma… Abbiamo, poi, deciso di cambiare etichetta, ne abbiamo cercata una che ci supportasse un po’ di più! Abbiamo trovato un manager, quindi ci sono state alcune ragioni che ci hanno portato, comunque, a far uscire il disco, appunto, quest’anno. La registrazione, comunque, è partita alla fine del 2019, quando abbiamo iniziato a registrare il disco e, vuoi per il periodo di covid, vuoi per diverse ragioni, ce la siamo presa con calma e lo abbiamo sistemato per bene! Avevamo, comunque, pensato di non uscire durante il periodo 2020/2021 perché non potevamo comunque suonare, quindi ci sembrava abbastanza inutile!
AURELIO – Altrimenti sarebbe stato pronto molto prima! Se non ci fossero stati questi due anni, il disco sarebbe uscito nel 2020…
IVAN – Esatto! Siamo comunque contenti, siamo già al lavoro su altre idee per il prossimo disco, quindi il processo tra questo disco e il prossimo sarà più veloce!

Accidenti! E deve ancora uscire questo in arrivo!
IVAN – Eh sì, vogliamo stare un po’ sul pezzo! Siamo belli pieni di idee, soprattutto in quest’ultimo periodo. Stiamo già elaborando delle nuove idee, questa cosa è molto positiva, sono contento!

Da questo disco avete finora dato al pubblico due piccoli assaggi: ‘Wailing In Red’ e “Amber Of Illusion’. Al momento che riscontri avete avuto?
IVAN – “Wailing In Red” è stata una sorpresa incredibile, perché abbiamo avuto più di 50 mila stream su Spotify! Per una band che aveva un certo tipo di ascolti, poiché arrivavamo da qualcosa come 150 ascolti al mese, adesso siamo arrivati a 50 mila in un mese solo per questo brano, quindi ti posso confermare l’entusiasmo che proviamo, sì! Siamo contentissimi! Non potrei chiedere di meglio, Rockshots sta lavorando molto bene, ci stanno spingendo, quindi cosa potrei chiedere di più se non suonare? A breve arriverà anche questo.
AURELIO – Io sono sulla stessa linea di pensiero, noi arrivavamo da una situazione dove avevamo ascolti bassissimi e questo mese c’è stata un’esplosione. Sono soddisfattissimo, anche perché ‘Wailing in Red’ è uno dei miei brani preferiti, poiché è una mia creatura, quindi sono molto contento!
IVAN – Diciamo che “Wailing In Red” è stato il breaking point tra i vecchi LionSoul e quelli nuovi, perché, comunque, contiene delle sfaccettature un po’ diverse ed è il brano del nuovo percorso della band. Non dico che i LionSoul si stiano staccando dal contesto power, perché non rinneghiamo le nostre origini, non saremo mai una band diversa, però abbiamo aggiunto qualche elemento che dà un po’ di personalità in più alla band.
AURELIO – Pensa che una sera in macchina, Ivan e Giuseppe, il nostro bassista, hanno descritto questo brano come una sorta di “Dark power metal”, proprio per i colori, per il suono abbastanza cupo e quell’atmosfera molto ‘lugubre’. Alla fine, però, è comunque un brano power metal, rispecchia comunque i canoni del genere.

‘Wailing In Red’, quindi, potrebbe rappresentare un buon biglietto da visita per presentare la band a chi, magari, ancora non vi conosce o scegliereste, comunque, altri brani?
AURELIO – Assolutamente sì! È un brano che racchiude un po’ tutto quello che è la band, poi ci sono altri pezzi che sono altrettanto validi, sicuramente, però non li sveliamo! Aspettiamo il 29 aprile!
IVAN – Un altro pezzo cardine, secondo me, è ‘Amber Of Illusion’. Non dico che si discosti tanto, sì, è diversa da ‘Wailing In Red’, ma è uno dei tre punti cardine su cui si appoggia tutto il disco a livello di eterogeneità, di quello che i LionSoul saranno da qui in avanti…

Ho notato che il colore qui gioca un ruolo fondamentale. Devo dire che entrambi i video in parte richiamano proprio i colori che avete utilizzato nell’artwork di copertina e anche nelle foto ufficiali. C’è in qualche modo una correlazione o è semplicemente una scelta dettata da altre motivazioni?
IVAN – È una scelta stilistica dettata dai contenuti e dall’ambiente cyber-punk che abbiamo voluto ricreare all’interno del disco.
AURELIO – Abbiamo voluto mantenere la stessa illuminazione dell’artwork.
IVAN – Esatto, rimanere contestuali in modo tale che, tra dieci anni, un ascoltatore legge o vede un video e lo riconduca a questo periodo, a questo disco. È facile giocare con i colori, in questo senso, quindi abbiamo cercato di essere un po’ contestuali alla copertina e tutto ciò che riguarda “A Pledge To Darkness”. Se dovessimo raccontarlo a colori, sarebbero esattamente questi.

Questo è il primo album con i nuovi membri della band, Giuseppe Lombardo (Fogalord) e Nicolò Bernini. Cosa potete dirci in merito al loro contributo?
AURELIO – Io e Ivan siamo i compositori principali, creiamo noi le canzoni e le loro strutture, il loro scheletro, poi il resto della band ha carta bianca, ovvero può costruire quello che vuole attorno al proprio strumento. L’importante, però, è che sia coerente con il brano! Diciamo che abbiamo contribuito tutti alla stesura dei brani, però lo scheletro è mio e di Ivan! Non so se ho reso l’idea…
IVAN – In fatto di gusti musicali e di sfaccettature del metal, arriviamo tutti quanti da background diversi, più o meno… Io e Aurelio, forse, siamo quelli un po’ più simili, ma gli altri spaziano dal black metal al thrash, dal pagan e via discorrendo… Anche se non si vede o non si vede, tutti questi elementi diversi hanno contribuito a disegnare il sound che abbiamo in “A Pledge To Darkness”, grazie anche all’aiuto di Giuseppe che ha, comunque, gusti diversi dai miei. Il suo aiuto è stato prezioso, soprattutto in fase di arrangiamento dei brani, quindi ben venga la nuova formazione! Non la cambierei mai e poi mai per nessun motivo al mondo! Speriamo di rimanere così per sempre!
AURELIO – A livello chitarristico, nei primi due dischi, i soli erano quasi tutti miei, mentre in questo nuovo lavoro ho voluto dare spazio anche a Francesco, un ottimo chitarrista, quindi ci sono tanti assoli molto belli, performanti eseguiti da lui!

Sapete, c’è il detto che dice che il terzo album solitamente rafforza o stronca la carriera di una band. Personalmente si era già notato un ulteriore passo in avanti con “Welcome Storm” rispetto al debutto, in termini di evoluzione artistica. Ritenete che con questo terzo capitolo discografico, i LionSoul si siano evoluti ulteriormente, mostrando anche, per cosi dire, una nuova facciata del vostro sound tenuta un po’ in disparte o, al contrario, pensate che da qui il vostro percorso musicale possa solo essere in continua ascesa e regalarvi tante soddisfazioni?
IVAN – Credo che l’evoluzione del sound in “A Pledge To Darkness” sia comunque sentita e la volontà, comunque, di esprimere tutte le sfaccettature dei nostri gusti musicali è contenuta all’interno di questo disco. Per quanto mi riguarda, ci piace definirci “in continua evoluzione”, sì! Non ci fermiamo, comunque, con “A Pledge To Darkness” e vediamo cosa succederà più avanti… Rispetto a “Welcome Storm” che è un disco bello, un po’ più classico e “Omega” che è il canonico album power metal, c’è uno stacco! Penso che anche tu lo abbia notato e spero che tutti possano notarlo. Vogliamo evolverci, vogliamo essere un po’ più personali, non su costrizione ma nella naturalità dell’evoluzione, ecco!
AURELIO – Per ogni album vogliamo che ci sia una propria storia, non vogliamo ripeterci sempre! Siamo in continua evoluzione e ci poniamo un sacco di domande mentre componiamo, non vogliamo fare lo stesso disco per anni!
IVAN – Ci stanchiamo! (ride, ndr)
AURELIO – A parte quello, comunque vogliamo sempre dare il meglio e mettere sempre qualcosa di nuovo al sound generale della band! Secondo me questo è un passo ulteriore che definisce il sound. Il prossimo disco sarà sicuramente diverso, però con questo nuovo lavoro si è incanalato un percorso un po’ più originale rispetto agli altri due, visto che negli altri si sentivano maggiormente le influenze di altre band con le quali siamo cresciuti! Siamo più LionSoul e meno Gamma Ray o Helloween, Judas Priest e tutto il resto…

Secondo voi, cosa dovranno aspettarsi i fan sia dai LionSoul che da questo terzo capitolo discografico?
IVAN – Dal mio punto di vista da compositore dei testi, spero che tanta gente vada a leggere i testi che ho scritto, perché io la ritengo una fase importante dell’ascolto del disco! Sì, sono un po’ più ricercati, oltre al sound, a livello stilistico nella stesura delle tematiche siamo andati un po’ a ricercare degli elementi che potessero comunque essere ben amalgamati. Io, quindi, mi aspetto dall’ascoltatore che non gridi al miracolo, nel senso che i LionSoul hanno cambiato completamente genere, bensì che la band è diventata un po’ più originale. Noi siamo partiti da un’idea di fare quello che volevamo senza porci dei limiti e senza dover dire: “No, adesso dobbiamo cambiare, dobbiamo fare questo o quello”… è uscito tutto naturalmente e alla fine, all’ascolto totale, abbiamo comunque visto che è un album completamente diverso dagli altri, quindi ci piace e mi piacerebbe, appunto, che gli ascoltatori possano dare un giudizio del genere, insomma! I LionSoul si sono evoluti senza rinnegare le loro origini!
AURELIO – Io spero che un ascoltatore, magari anche di metal estremo, si avvicini al nostro disco, possa ascoltarlo, perché non vogliamo essere il classico cliché power metal che senti in giro, anzi… Diciamo che si tratta di un disco trasversale che potrebbe piacere sia a chi ascolta metal, sia a chi ascolta power metal! Io spero che possa avere questa sorta di influenza positiva verso anche quegli ascoltatori che, abitualmente, non sono propensi ad ascoltare il genere che proponiamo!

Secondo voi quale potrebbe essere il vero punto di forza dei LionSoul?
IVAN – La band! Io ho ricevuto un sacco di complimenti, mi hanno detto che si vede già sul palco che siamo amici, che c’è, quindi, una intesa tra di noi e, secondo me, questo è un punto di forza totale, adesso come adesso! Tutto ciò che viene dopo, viene più facile, sia in fase compositiva che in quella decisionale dove facciamo tutto, insomma… Io ritengo che questa sia la matrice del funzionamento di questa band!
AURELIO – Sì, concordo! Non ho nulla da aggiungere, penso sia la stessa cosa, anzi, forse dal punto di vista live, riusciamo a dare un impatto maggiore ai brani di “A Pledge To Darkness”! Avranno un impatto più pesante, più positivo, secondo me!

I LionSoul hanno alle spalle anche una bella attività live. Se non ricordo male, avete condiviso il palco con Domine, Iron Savior, GammaRay, Kissin’ Dynamite, Geoff Tate, Tygers Of Pan Tang, giusto per menzionarne alcuni. C’è un live in particolare che ha lasciato il segno o che vi ha trasmesso qualche lezione importante?
AURELIO – Beh, ce ne sono stati tanti che hanno lasciato il segno! Ne parlavo giusto qualche tempo fa con Ivan, per me il live ad Ambria del 2019 con i Grave Digger e White Skull, Domine, appunto… quello è stato uno dei più bei live che abbiamo fatto!
IVAN – Secondo me è stata la prestazione migliore che abbiamo avuto!
AURELIO – Anche in Spagna, quando siamo stati in tour con i Tygers Of Pan Tang! C’è stata la seconda data che è stata un gran bel live, era anche in un bel contesto, all’interno di un festival dove c’era un sacco di gente… E a noi questa cosa piace, perché ci carichiamo un sacco!
IVAN – The bigger, the better! Io ho comunque a cuore il Metal For Emergency, perché per me è stato il punto di svolta per quanto riguarda portare la band ad un certo livello e togliersi un po’ quella polvere da “band outsider”, che rimane lì a suonare nei baretti, a cercare tutte le date possibili ed immaginabili ma ragionare, comunque, in un contesto di crescita, è come se fossimo professionisti. Ecco, il Metal For Emergency è stato un punto di svolta, da questo punto di vista! Sì, ce ne sono stati tanti di live a livello prestazionale dove siamo stati, comunque, a quell’altezza, come quelli con i Kissin’ Dynamite. Ci hanno abbassato il volume e ci hanno chiesto da dove fossimo usciti, perché erano rimasti basiti! La cosa, ovviamente, ci ha fatto piacere, quindi speriamo di farne tantissimi altri e di riprendere bene l’attività live!

Sappiamo che il prossimo 30 aprile sarete a Bergamo con i mitici From The Depth e immagino che per l’occasione presenterete qualche chicca di “A Pledge To Darkness”, essendo che il disco uscirà il giorno prima. Riserverete qualche sorpresa?
IVAN – Presenteremo i brani nuovi, sicuramente… Abbiamo una bella scaletta, abbastanza omogenea, che racchiude un po’ le chicche del passato, del presente e del futuro di “A Pledge To Darkness”. Abbiamo fatto una scelta abbastanza eterogenea, sorprese? Beh, sentirete i LionSoul ancora più incazzati, perché vogliamo uscire da questa situazione – come tutte le band, insomma – di stallo dei concerti. Abbiamo una gran voglia di suonare, quindi vedrete i LionSoul ancora più determinati ed incazzati, appunto, più positivi e più aggressivi, ecco! Ci sarà poi Claudio, la nostra voce growl, quindi il 30 aprile ci sarà una gran festa. Se volete venire, siete tutti invitati!

Al momento quali sono i vostri progetti?
IVAN – Stiamo lavorando, non possiamo dire nulla, perché non abbiamo ancora conferme, però sì! Stiamo lavorando più su questo che su tutto il resto, insomma, che è la cosa che serve di più! Vogliamo suonare, vogliamo trovare i contesti giusti e, adesso come adesso, non posso dire nulla, perché, appunto, non abbiamo abbastanza conferme, però sì, ci stiamo muovendo sull’attività live!
AURELIO – C’è tanta carne al fuoco!

Ok carissimi, vi ringrazio tantissimo per averci concesso questo spazio e, come da tradizione, spetta agli ntervistati chiudere questa intervista al meglio delle proprie possibilità!
IVAN – Non vorrei essere banale, però ascoltate “A Pledge To Darkness”, perché è un album che potrebbe arricchire le vostre menti e le vostre orecchie! Ecco, questo è il mio messaggio, un po’ da Papa Emeritus… Ringraziamo Metalforce per lo spazio, ringraziamo te, Arianna, per le belle domande! Speriamo di vederci dal vivo, al più presto, vi invitiamo tutti il 30 aprile all’UFO di Mozzo (Bergamo), per ascoltare gran parte dei brani di “A Pledge To Darkness” dal vivo! Faremo una gran festa con i From The Depth! A presto!
AURELIO – Grazie a tutti, grazie a Metalforce, da anni parlate sempre bene di noi, soprattutto nelle recensioni live, ci fate sempre delle gran belle foto! Ci seguite davvero dagli esordi e mi ricordo che avete sempre speso belle parole, veramente belle, verso la nostra band, quindi grazie, grazie mille!