LIFE OF AGONY – Alan Robert: ‘’E’ meglio affrontare le proprie paure che fuggire’’

LIFE OF AGONY: INTERVISTA CON ALAN ROBERT •

I Life Of Agony di Brooklyn svelano i dettagli sulla loro ultima uscita discografica ‘’A Place Where There’s No More Pain’’. La band si è formata a New York nei primi anni ’90. Esordiscono con ‘’River Runs Red’’ diventando subito popolari, poiché l’album è stato classificato da Rolling Stone come uno dei 100 più famosi di tutti i tempi. Pubblicano successivamente ‘’Ugly’’ e ‘’Soul Searching Sun’’. Nel 2005 registrano ‘’Broken Valleys’’.
Sono cambiate molte cose da allora, e Alan Robert (bass/songwriting) parla con Metalforce del graduale processo di realizzazione del loro quinto album in studio, della loro imminente data a Pinarella di Cervia e molte altre novità.

Avete fatto sold out per la maggior parte degli show che avete tenuto. Come avete trovato la reazione del pubblico?
ALAN – Abbiamo sempre adorato il pubblico europeo! E’ appassionato della nostra musica! Giriamo in Europa fin dai primi anni ’90 e abbiamo sviluppato una fanbase solida nel corso degli anni, così, sia che ci capiti di suonare in un festival davanti a 80,000 persone o in un locale al chiuso davanti a 2,000 maniaci, è sempre un divertimento.
E’ molto difficile paragonare l’Europa all’America, poiché sono due scenari diversi. In generale, credo che i fan europei siano un po’ più aperti, nel senso che puoi vedere insieme band appartenenti a generi diversi nella stessa serata. Fuori, abbiamo calcato il palco con chiunque, dai Metallica, agli Slayer, agli Slipknot fino ai Black Sabbath, a Neil Young, Bjork e David Bowie. Abbiamo suonato anche con 50 Cent, Fugees e Ziggy Marley. Negli Stati Uniti di solito ci inseriscono con band rock, metal o hardcore.

Dopo 12 anni, avete pubblicato un album, dove le liriche parlano di alcuni aspetti della società. Ci potete spiegare il messaggio che volete trasmettere al pubblico?
ALAN – Trovo i testi molto poetici e sempre aperti all’interpretazione. Nell’ultimo disco sono molto personali e intimi. In ”On A Place Where There’s No More Pain’’ le liriche toccano argomenti disparati, che cambiano da canzone a canzone, ma credo che il filo logico ricorrente sia che nella vita è sempre meglio affrontare le proprie paure che fuggire.

Accordi, ritornelli e ritmica sono molto diversi dal vostro album precedente perché sono passati anni dalla precedente uscita discografica. Ci potete spiegare il percorso evolutivo?
ALAN – Penso che ogni brano dei Life Of Agony catturi un momento preciso e che ognuno di essi abbia uno stile e un sound unico. Quando scegliamo i pezzi da inserire nelle scalette dei live set, è molto interessante questo aspetto perché crea molta diversità nell’abbinamento di stili. Mi diverto a sentire i diversi livelli di energia … E’ un po’ come fare un giro sulle montagne russe con alti caotici e bassi molto intimi e leggeri. Possiamo attirare l’attenzione del pubblico con una frenetica ’’Through & Through off’’ di ‘’River Runs Red’’ e andare verso una canzone più oscura e melodica come ‘’Dead Speak Kindly’’ del nostro ultimo album. Sono questi drastici cambiamenti ritmici che rendono un set unico e speciale.

Avete firmato con la Napalm Records. Com’è iniziata questa collaborazione?
ALAN – Abbiamo appena firmato un altro album con la Napalm per il 2019! Sono un grande gruppo di persone che crede realmente in noi. Quando abbiamo firmato con loro per ‘’A Place Where There’s No More Pain’’ è stata la nostra prima uscita in circa una decade.
Ci hanno dato completa libertà creativa per far uscire l’album che volevamo e non hanno voluto mai ascoltare una singola nota finché il lavoro non è stato masterizzato. E’ stato un grande passo rispetto al nostro precedente lavoro, in cui eravamo sotto una label e i dirigenti volevano ascoltare ogni singola demo prima di prepararla per la registrazione.

Inizialmente, i Life Of Agony erano classificati come band hardcore. Oggi, come sono cambiate percezioni, connessioni, opinioni e interazioni con la scena americana e newyorchese?
ALAN – Abbiamo iniziato nei primi anni ’90 suonando con molte band harcore di New York e siamo ancora amici con la maggior parte di loro. Tuttavia, mentre il nostro primo lavoro, ‘’River Runs Red’’ è uscito nel 1993, con il passare del tempo siamo evoluti e considero il nostro sound più elaborato di quello di band crossover, con una miscellanea di metal ed elementi hardcore.
Non ho mai considerato la nostra band ‘’hardcore’’, come quelle con le quali siamo cresciuti, tra cui gli Agnostic Front, i Cro-Mags e i Sick Of It All, nonostante condividiamo il palco con loro in tutto il mondo. In qualche modo ha funzionato. Avevamo melodia nelle parti vocali e accordi metal molto più marcati, e per questo siamo in grado di suonare con band rock e metal come Ozzy, Korn e Deftones. Le nostre liriche erano sempre reali e personali, simili ai messaggi delle canzoni hardcore. E credo che per questo possiamo inserirci in entrambi gli scenari.

Sei anche un art designer e spesso sappiamo che dipingi mostri. Quando è iniziato il tuo interesse per l’horror e l’arte? Come avete traslato questo aspetto nella vostra musica?
ALAN – Disegnare è stato il mio primo amore. Ho iniziato a suonare musica a metà della mia adolescenza. I Life Of Agony sono la mia prima band a livello professionale. Ho frequentato The School Of Visual Arts ottenendo una borsa di studio per diventare disegnatore di libri a fumetti.
Come insegnante, ho avuto il famoso fumettista americano Walt Simonson, che ha scritto The Mighty Thor. Nel momento in cui mi sono diplomato nel ’93, i Life Of Agony hanno firmato con la Roadrunner Records, così siamo saliti su un van senza mai guardarci indietro.
20 anni dopo, nel 2010, ho avuto nuovamente l’ispirazione per pubblicare la mia prima serie a fumetti intitolata ‘’Wire Hangers’’ via IDW Publishing, e da allora ho pubblicato altre serie, inclusa ”Crawl To Me”, ”Killogy”, e i fumetti a colori ”The Beauty Of Horror”.

La vostra cantante è diventata transgender e recentemente avete cambiato batterista. E’ una ragazza italiana. Per una band come la vostra, è raro vedere nella formazione elementi femminili. Secondo voi, com’è cambiato il mainstream?
ALAN – La nostra cantante Mina Caputo è con i Life Of Agony fin dall’inizio. E’ la stessa volcalist apparsa in ‘’River Runs Red’’. Qualche anno fa è diventata transgender ed è più felice – il che mi fa sorridere.
Veronica Bellino, la nuova batterista, è una ragazza fantastica. Si è unita quest’anno alla band. Ha suonato con Jeff Beck, Richie Sambora e i Run DMC prima di noi. Anche il nostro chitarrista è italiano! Così adesso tutti eccetto me sono italiani … anche mia moglie è italiana, così adesso sono circondato da italiani ovunque io vada (ride) ed è fantastico!
I fan hanno accolto di buon grado il cambiamento di Mina e Veronica a braccia aperte. Una risposta positiva. Ed è stata una grande soddisfazione.

Come pensate possa evolvere il mercato discografico in un prossimo futuro?
ALAN – Credo che sia abbastanza chiaro che i Cd prima o poi andranno a finire. E’ un formato ormai morente. Non ci fanno più nemmeno le auto o i laptop con i lettori, invece lo streaming è arrivato al livello che è attualmente. Il vinile ultimamente sta rinascendo, ma niente in confronto alla popolarità dei servizi in streaming.
Speriamo che trovino il modo di essere più onesti con gli artisti, perché adesso la cosa è senza ombra di dubbio sbilanciata. Soprattutto gli emergenti non hanno budget sufficienti come le band affermate e sono convinto che sarà la causa del fallimento dei grossi studi di registrazione. Gli artisti stanno facendo di più con meno soldi. Anche più di un approccio fai-da-te.

Oggi, qual è il segreto per mantenere i fan fedeli e farsi strada nel mondo della musica, per un emergente?
ALAN – Non sono sicuro che adesso le band lo stiano facendo. Noi siamo sempre stati fedeli a noi stessi e abbiamo fatto sempre tutto da soli.

Presto tornerete in Italia, con una data il 27 ottobre al Rock Planet. Volete lasciare un messaggio per i vostri fan qui in Italia?
ALAN – E’ passato moltissimo tempo da quando abbiamo messo piede sul territorio italiano e pertanto siamo super eccitati all’idea di tornare! Siamo nella trepidante attesa di incontrare i nostri amici ad ottobre prossimo!

 

PHOTO CREDIT: AL BELLO

 

English Version

LIFE OF AGONY – ALAN ROBERT SAYS: ‘‘It’s better to face your fears rather than running away from them” –

Brooklyn NY act Life Of Agony reveals details about their latest issue ‘’A Place Where There’s No More Pain’’. The band was formed in New York in early 90’s. Their first relase was “River Runs Red”, then they became very popular, because their début album was named by Rolling Stone one of the “100 Greatest Metal Albums of All Time”. They released other two more albums, “Ugly” and “Soul Searching Sun”. In 2005 they recorded ‘’Broken Valley’’.
A lot of things has changed, and Alan Robert (bass/songwriting) speaks with Metalforce about the gradual process to release their 5th studio album, their imminent show in Italy and much more.

Now, you had been sold out in the most part of the shows all around the world. How did you find the reaction of the crowd comparing USA to Europe?
ALAN – We’ve always loved European crowds! They are so passionate about this music! We’ve been touring in Europe since the early 90’s, so we have definitely developed a diehard fan-base over the years, so whether we’re playing in front of a festival crowd of 80,000 or a packed club in front of 2,000 maniacs, it’s always a great time.
It’s a bit difficult to compare Europe to US crowds because the scenes are very different. In general, I think European music fans are a little more open minded in the sense that you can see very different kinds of bands playing together on the same bill. Overseas, we’ve played with everyone from Metallica, Slayer, Slipknot, and Black Sabbath, to Neil Young, Bjork, and David Bowie. We’ve even played with 50 Cent, Fugees and Ziggy Marley in Europe. In the States, we usually seem to be paired up with just rock, metal and hardcore bands.

After 12 years, you release an album, where the lyrics are all about society. Could you explain your main message you would give to the audience?
ALAN – To me, lyrics are very poetic and are always opened to interpretation. On the latest record they get extremely personal and intimate. On ”A Place Where There’s No More Pain’’ the lyrical themes touch on a lot of different areas from song to song, but I think the common thread is that it is better to face your fears rather than running away from them.

Riffs, rythm and choruses are very different fom your previous album, because it passed years. Could you explain this kind of evolution in your sound?
ALAN – I think every Life of Agony record captures a moment in time for us and they all have their own unique sound and style. When we choose songs from each of the albums to include in the live set, it’s very cool because there’s a lot of diversity with the mixture of song styles. It keeps it interesting.
I enjoy the different levels of energy… it’s kind of like a rollercoaster ride with chaotic highs and very intimate, stripped down lows. We can bust out an intense, fast-paced crowd favorite like ‘’Through & Through off’’ of ‘‘River Runs Red’’ and easily drop into a darker, sludgier tune like ‘’Dead Speak Kindly’’ off the new album, and then jump into something more mellow like My Mind is Dangerous from ‘‘Soul Searching Sun’’. It’s those drastic transitions that make the set really special for us.

You signed with Napalm Records. How has this collaboration begun?
ALAN – We actually just re-signed with Napalm for another album that will come out in 2019! A great bunch of people that really believe in us. When we signed with them for ‘’A Place Where There’s No More Pain’’ it was our first new music in over a decade, so they actually approached us.
They gave us complete creative freedom to make the album we wanted to make, and they actually didn’t hear a single note until the record was mastered. It was a big change from the previous record when we were on a major label, where the record executives wanted to hear every single song in demo form before we tracked them for the record.

At the beginnig, Life Of Agony were labeled as a New York hardcore band. Nowadays, how has changed your conncection, interaction and opinion about the american scenario?
ALAN – We started out in the early 90’s playing with a lot of hardcore bands in NY and we’re still friends with a lot of them. But by the time our first album ‘‘River Runs Red’’ came out in 1993, we evolved a bit and I would consider our sound more of a crossover band, with a mixture of metal and hardcore elements.
I never really considered us a true “hardcore” band like the bands we grew up listening to, like Agnostic Front, Cro-Mags, and Sick of it All, although we shared stages with them all over the world. Somehow it worked. We had melody in the vocals and more of a metal guitar sound than those bands, so we were also able to play with rock and metal bands like Ozzy, Korn and Deftones. Our lyrics were always very personal and real – which is more similar to the hardcore band messages. I guess we had our feet in both scenes.

You’re also an art designer and you often draw monsters. When did you start applying your interest in art and horror? How did you put this kind of experience into the music?
ALAN – Drawing was my first love. I didn’t get into playing music until my mid-teens. Life of Agony was pretty much my first serious band. I went to The School of Visual Arts on a scholarship to learn how to become a comic book artist.
I had renowned Thor artist Walt Simonson as a cartooning teacher. By the time I graduated in ‘93, LOA got signed to Roadrunner Records and we jumped in a van and never looked back.
20 years later, in 2010, I got the itch again to put out my first comic series called Wire Hangers through IDW Publishing and have put out several more series since then; including Crawl to Me, Killogy, and The Beauty of Horror coloring books.

Your singer is now a transgdender and recently, you changed the drummer. For a band like yours, it’s not common having women in the line up. How has the mainstream changed, in your opinion?
ALAN – Our singer Mina Caputo is actually Life of Agony’s original singer. The same vocalist who appeared on ‘River Runs Red.’ She came out as transgender a few years back, and is much happier – which makes me smile.
Veronica Bellino, our new drummer, is awesome. She joined the band this year. She’s played with Jeff Beck, Richie Sambora and Run DMC’s DMC before us. Guitarist Joey Z is also Italian! So everyone except me is Italian in the band… my wife is Italian too, so I’m surrounded by Italians everywhere I go (laughs), which is great!
The fans have welcomed Mina’s transition and Veronica with open arms. Such a positive response. It’s been a lot of fun.

Which do you think it could be the direction of the music industry into the future?
ALAN – I think it’s pretty clear that CDs will be gone for good sooner than later. It’s a dying format. They don’t even make cars or laptops with CD players anymore, so streaming is where it’s at. Vinyl is making a resurgence, but nothing compared to the popularity of the streaming services.
Hopefully, they’ll figure out a way for streaming to be more fair to the artists they play, because right now, it is very imbalanced. New bands don’t have the recording budgets like bands used to, so I think the days of big studio recordings will die off too. Artists are doing more with less. More of a DIY approach.

Nowadays, what is the secret to fans’ loyalty and to approach to the market for a new band, in your opinion?
ALAN – Not really sure how new bands do it. We’ve always just stayed true to ourselves and we did our own thing.

You will come in Italy, with a show at Rock Planet next 27th october. Could you give a message to all your italian fans?
ALAN – It has been far too long since we stepped foot on Italian soil and we’re all super excited to be back! Looking forward to hangin’ with all our Italian friends this October!

 

PHOTO CREDIT: AL BELLO