Kiko Loureiro: il presente, il passato e pure un po’ di flamenco!

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MEGADETH: INTERVISTA ESCLUSIVA A KIKO LOUREIRO •

In occasione della recente data a Bologna di Megadeth e Gamma Ray, abbiamo avuto l’opportunità d’intervistare il fenomenale chitarrista brasiliano Kiko Loureiro, storica ascia degli Angra, attualmente in forza nel gruppo di MegaDave. Il buon Kiko ci svela i retroscena su un paio di brani, su come sia difficile e stimolante creare un album in una band con una lunga storia alle spalle e sulle sue influenze musicali principali. Buona lettura!
P.S.: tranquilli, non c’è nessun brano di flamenco nell’ultimo disco dei Megadeth!

Ciao Kiko, grazie per il tempo che ci stai dedicando. Sul nuovo album “Dystopia” sono presenti tre brani scritti da te: “Poisonous Shadows”, la strumentale “Conquer or Die” e “Post American World”. In “Poisonous…” suoni anche il pianoforte: come è venuta fuori questa idea? Oltretutto c’è un brano con il piano sul primo pezzo dell’album di debutto dei Megadeth (“Last Rites/Loved To Death” in “Killing is my business…And business is good!”- n.d.r.). È un bel collegamento tra passato e presente!
KIKO – Sì, è corretto, è un buon collegamento. Io sono un ospite su questo disco e quando sono arrivato in studio tutto stava andando molto veloce e tutto era nuovo, sia imparare le canzoni che familiarizzare con gli altri membri della band in breve tempo. Non è stato facile per me perché era tutto molto diverso dagli Angra: la strumentazione, le persone, un nuovo paese, una città in cui non ero mai stato, Nashville in Tennessee, un grande studio, una grande responsabilità per l’album. È stata un’esperienza diversa; ovviamente conoscevo i dischi dei Megadeth, ma ora li ho sentiti con un altro approccio, come membro della band, e ho cercato di capire meglio, più profondamente come avessero lavorato negli anni ’80 e nei ’90, e quello che i fan volevano da loro. I fan probabilmente non sanno quanto sia difficile comporre un disco, non si fanno jams, devi creare qualcosa da zero rispettando la storia e portando qualcosa di nuovo, senza ricopiare cose che hai già fatto. I Megadeth hanno una lunga storia e i fan sanno cosa vogliono, ognuno ha il suo disco o periodo preferito, e tu devi fare un paragone tra ciò che preferiscono e la nuova cosa che stai plasmando. Per esempio… devi prendere la canzone migliore tra tutti e dirti: “Come posso realizzare una canzone bella quanto questa?”. E’molto duro. Puoi aver raggiunto il tuo massimo, la tua vetta, a 23 anni e ora che hai 40/50 anni come puoi battere il te giovane con tutta la sua innocenza ed eccitazione, come puoi essere come allora? Perché i fan tendono a non vedere il distacco temporale, desiderano qualcosa all’altezza di “Rust In Peace”, “Countdown To Extiction”, “Peace Sells…”, loro sono attaccati da una connessione emotiva a quelli e non puoi batterli per loro. Ma nel 2016 “Dystopia” può essere il meglio di quanto può venire fuori adesso! Tutt’ora i Megadeth non si fermano, fanno dischi e tentano di spingersi avanti, sperimentano, ecco perché “Dystopia” ha questo feeling. Conscio di dover dare il mio apporto, ho risentito il vecchio materiale e ho cercato di aggiungervi qualcosa, di far sì che l’ambiente fosse creativo. Da qui viene fuori l’idea del piano. Ce n’era uno nello studio e “Poisonous Shadows” era in fase embrionale, solo gli accordi, e io suonai gli accordi al piano un po’ alla Chopin e Dave lo sentì e pensò che potesse essere una buona idea. Aggiunge una certa oscurità al pezzo, s’integra col sound dei ‘Deth. Ma se non ci fosse stato un pianoforte magari sarebbe andata diversamente. Tu puoi suonare la stessa idea con diversi strumenti, o diverse idee con lo stesso strumento e suona sempre diverso, nuovo. Hai bisogno di qualcosa che ti spinga oltre i luoghi comuni.

Hai una lunga carriera, tra gli Angra e i tuoi dischi solisti. Alla luce della tua esperienza e delle tua capacità, come vedi la strumentale “Conquer or Die”? Come una “sfida” tra te e Dave o come una “patto” a suggellare una  fratellanza?
KIKO – Ipotesi interessante! Comunque… Dave mi disse che voleva dare spazio alle mie abilità in una canzone nel disco, come una lunga intro. È iniziato tutto con una chitarra acustica e io dovevo fare qualcosa di figo, qualcosa di cupo. L’ho fatto sentire a Dave e abbiamo costruito una canzone sempre più heavy che è una sorta di introduzione, di 3 minuti, alla successiva.”

Davvero una bella canzone, complimenti! Allora parlaci della tua passione della chitarra, dei tuoi studi, delle tue radici musicali.
KIKO – Per una qualche ragione, la band che mi ‘prese’ di più all’inizio furono i Led Zeppelin, ascoltavo anche Iron Maiden, Scorpions, Malmsteen e Steve Vai, ma amavo i “vecchi” gruppi oltre che scoprire i nuovi guitar heroes di fine anni ’80 e primi anni ’90. In più in Brasile abbiamo dei chitarristi fenomenali, puoi entrare in un bar e vedere un ragazzo che suona una pezzo molto tecnico e veloce e io volevo diventare bravo come lui! Questo mi ha avvicinato al jazz, alla fusion, a chitarristi quali Scott Henderson, Pat Metheny, band come i Weather Reaport, ma anche Paco De Lucia per il flamenco. Amo il metal, ma non sono stato un fan “duro-e-puro” che non ascoltava nient’altro, ad esempio Astor Piazzolla per il tango la musica classica… la musica è tutta la stessa alla fine. Ti puoi ispirare il mood, la velocità, ti può ispirare a suonare diversamente.

Per concludere, una curiosità: sei ancora membro degli Angra? Pensi di partecipare al loro prossimo imminente tour?
KIKO – Con i ragazzi degli Angra ci teniamo in contatto, sono come un membro esterno della band per via degli impegni coi Megadeth… e no, non potrò partecipare al tour in quanto sono impegnato con Dave e gli altri, anche perché se fossi sempre in tour trascurerei troppo la mia famiglia.

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  elaborazione video:  Federica Borroni