JINJER – La passione ci ha reso forti

JINJER: INTERVISTA A EUGENE ABDUKHANOV

In occasione della pubblicazione del nuovo album, “Macro”, in uscita il 25 di ottobre, abbiamo intervistato il bassista Eugene Abdukhanov della ormai famosissima band ucraina Jinjer. Scoprite, leggendo qui sotto, cosa ci ha rivelato!

Ciao Eugene! Come va? Come sta andando il tour? Vi state divertendo?
EUGENE: Ciao Nick! Certamente! Il tour sta andando alla grande. Prova a dare un’occhiata alle nostre pagine sui social, è quasi tutto sold-out!

Perfetto, mi fa davvero tanto piacere. Mi chiedevo, come è nato il nome della band? C’è un significato particolare dietro il nome “Jinjer”?
EUGENE: Se devo essere sincero, non lo so. Io mi sono unito alla band nel 2011, quasi due anni dopo la sua creazione. Comunque credo che nessuno di noi lo sappia, perché non eravamo presenti quando la band fu creata e chiamata così. Devo dire che non amo particolarmente questo nome, ma sarebbe interessante sapere perché è stato scelto.

Parliamo un po’ del nuovo album, “Macro”, in uscita il 25 ottobre. Che mi dici dell’artwork? Lo trovo molto particolare?
EUGENE: Ci è stato proposto dall’artista con cui eravamo in contatto, Reuben Bhattacharya (Visual Amnesia). Probabilmente è uno dei primi sketch che ci ha mandato appena gli abbiamo comunicato il significato che volevamo dare a questo album. Penso che rispecchi bene il messaggio, anzi, i messaggi. Non voglio usare il termine “concept” perché essenzialmente non si tratta di un concept-album. Questo artwork rappresenta bene i testi delle canzoni, ecco.

Penso sia stupendo, ha uno stile molto Sci-Fi.
EUGENE: Esattamente! Piace molto anche a me proprio per questo suo stile Sci-Fi, appunto. Ho sempre adorato questo genere, sin da quando ero ragazzino. Sono cresciuto con i grandi classici e questo artwork mi ricorda molto quei tempi. Credo sia la copertina più bella che abbiamo mai avuto e penso anche che, in generale, “Macro” sia il nostro album migliore.

E invece che mi dici del nome? Il vostro ultimo EP si chiama “Micro” e l’album in uscita “Macro”. C’è un significato particolare dietro questa scelta?
EUGENE: Certamente. Sono due lavori molto simili, essendo stati creati nello stesso anno. Ovviamente in un anno non si può cambiare molto e, dato che la musica è un modo per esprimersi, “Micro” e “Macro” risultano molto simili tra loro musicalmente. Direi che “Micro” possa essere considerato un antipasto servito prima di “Macro”, ovviamente, che invece è il piatto principale.  Essendo quindi simili stilisticamente ma non per quanto riguarda la lunghezza, visto che uno è un EP e l’altro è un Full-Length, è stato spontaneo chiamarli così.

Adesso ti faccio una domanda un po’ più personale. Ascoltando un brano qualsiasi dei Jinjer, è molto facile riconoscerti. C’è un musicista che ti ha ispirato particolarmente e che ha contribuito alla creazione di quello che è poi diventato il tuo modo personale di suonare il basso?
EUGENE: Sì, certo. Lo dico spesso in realtà. Il musicista che mi ha influenzato maggiormente è, con molta probabilità,  Ryan Martinie. È un grande musicista, davvero bravo, attualmente lavora al suo nuovo progetto chiamato “Soften The Glare”. Però posso dire che quando suono con la mia band si tratta al cento per cento di Eugene Abdukhanov. Sono me stesso, ho sviluppato un mio stile personale.

Nei brani dei Jinjer, spesso troviamo del Reggae o altri stili particolari. È difficile, come band, unire tutti i vostri gusti musicali quando create una canzone?
EUGENE: Forse era molto più difficile in passato, man mano che il tempo passa impariamo a conoscerci e la cosa diventa sempre più naturale. Ovviamente ognuno di noi ha i suoi gusti musicali, ma abbiamo imparato a collaborare e ascoltarci a vicenda quando qualcuno consiglia qualcosa.

C’è una band con cui speri vivamente di poter andare in tour un giorno?
EUGENE: Eh, ce ne sono parecchie! Ognuno di noi direbbe la sua band preferita, ovviamente. Sarebbe bello andare in tour con i Gojira, con i Lamb Of God, con gli Opeth… O con i Sepultura! Li adoro, hanno avuto una grande influenza su di me. Nominerei anche i Meshuggah! Possono piacere o non piacere, ma credo che il novantanove per cento delle band Metal più giovani ne siano state fortemente influenzate.

Qual è stato invece il momento più bello per i Jinjer finora?
EUGENE: Questo tour, amico! Questo tour e questo nuovo album.

Wow! Come mai?
EUGENE: Beh, è il nostro tour da headliner che ha avuto più successo. Come ho detto prima, moltissime date sono sold-out, è un grande traguardo per noi. Riesco a percepire, quando sono sul palco, quanto i Jinjer siano cresciuti come band.

Parlando di traguardi nella musica, posso chiederti quando hai iniziato a suonare e soprattutto quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua vita?
EUGENE: Probabilmente l’ho sempre saputo, sin da quando ho preso un basso in mano per la prima volta. Ho iniziato a suonare a diciotto anni, un po’ tardi. Ho iniziato a diciotto anni e ora ne ho trentadue, sono quattordici anni che suono. Non ho mai voluto diventare una grande rockstar o robe simili, volevo solo suonare. Mi sentivo bene quando suonavo, e succede ancora adesso. Ed eccomi qui, ecco dove mi ha portato la mia passione!

Dicono che la musica abbia il potere di farti sentire vivo…
EUGENE: È così! È assolutamente così. Davvero.

Cosa ne pensi della scena metal odierna? E come è visto il Metal in Ucraina?
EUGENE: Eh… Io credo che la scena metal stia vivendo un periodo abbastanza buio. Basta guardarsi intorno. Okay, noi Jinjer siamo qui in America adesso, in tour come headliner, ma tante band giovani soffrono molto. Non riescono ad andare oltre. A volte sembra che tutta l’attenzione venga data solo ai mostri sacri del metal. Ci sono album di alcune band più giovani che sono veri e propri capolavori! Ad esempio, hai ascoltato l’ultimo dei Car Bomb?

L’ultimo dei Car Bomb? Certamente! È pazzesco. Ascolti altre band giovani?
EUGENE: Ne ascolto tante! Sia band giovani che vecchiotte. Però ti chiedo di consigliarmi qualcosa, adoro conoscere i gusti e i pareri di altre persone. Comunque, ultimamente mi sono goduto questo nuovo album dei Car Bomb e quello dei The Ocean. Sto riscoprendo anche i Deftones! Non li avevo mai ascoltati, devo dire che sono straordinari. Oramai sono delle leggende.

Penso proprio che ti possano piacere gli Erra! Li ho visti live qualche mese fa, sono fantastici.
EUGENE: Gli Erra? Ne ho sentito parlare! Ne ho sentito parlare molte volte ma non li ho ancora ascoltati. Lo farò, promesso. Tornando alla tua domanda iniziale… Il problema fondamentale in Ucraina è che non ci sono abbastanza fan del Metal. Le giovani band faticano a crescere, bisogna essere forti e coraggiosi. Ci sono tanti gruppi interessanti, per esempio gli Space Of Variations con cui siamo in tour ora. Comunque devo dire che ho avuto la fortuna di conoscere molte band giovani, con cui siamo anche stati in tour magari, che hanno mostrato di avere tantissima grinta e non posso che portar loro rispetto e ammirarle.

Restando in tema… In meno di dieci anni, ovviamente con tanti sacrifici, i Jinjer sono riusciti a guadagnarsi un pubblico di tutto rispetto. Come ti fa sentire ciò? Te lo saresti mai aspettato?
EUGENE: No, non me lo sarei mai aspettato. Come ti ho detto prima, io volevo solo suonare. Ho sempre pensato solo a quello. L’obbiettivo principale è sempre stato seguire la mia passione.

E qual è la tua canzone preferita da suonare live?
EUGENE: Al momento direi soprattutto alcuni brani dal nuovo album, ad esempio “Retrospection”, “On The Top”, “Judgement & Punishment”. Ah, adoro tantissimo suonare un brano dell’EP “Micro”, “Ape”!

Sono contento che tu abbia nominato “Retrospection” perché si tratta di uno dei miei brani preferiti di “Macro”, lo sto recensendo!
EUGENE: Mi fa piacere! Nell’album ci sono brani scritti da me, altri da Roman, altri da Vlad. “Retrospection” è scritto da Vlad, ma è il mio preferito.

Mi ha colpito molto anche “Pausing Death”!
EUGENE: “Pausing Death” è un mio brano, l’ho scritto io! Grazie!

So che avete suonato in molti festival questa estate. Preferisci suonare nei festival davanti a molta gente o in locali più piccoli?
EUGENE: Beh, entrambi hanno pro e contro. Diciamo che mi diverto in ogni caso, godendomeli in modo diverso!

Domanda cruciale: descrivi “Macro” con una frase, ovviamente senza particolari spoiler. Cosa dovrebbero aspettarsi i vostri fan?
EUGENE: Di tutto. Dovrebbero aspettarsi di tutto. Siate pronti a tutto.

E per quanto riguarda i testi? C’è un brano intitolato “Noah”, ad esempio. Un nome molto particolare.
EUGENE: Penso che i testi siano molto profondi e pieni di significato, soprattutto “Noah”. Dovresti parlarne con Tatiana, lei disse: “In questo brano voglio riscrivere la Bibbia!” e l’ha fatto! (ride).

Perfetto! Questa era l’ultima domanda. Siamo purtroppo giunti alla fine di questa intervista. Io ti ringrazio davvero di cuore per l’opportunità e per la bella chiacchierata fatta insieme! Se vuoi, puoi lasciare un messaggio ai vostri fan e lettori di Metalforce.
EUGENE: Grazie a te, davvero! È stato un piacere. Il mio messaggio è sempre quello: pace, amore e rispetto verso chiunque. A presto!