JINJER –

JINJER – INTERVISTA ESCLUSIVA A EUGENE KOSTYUK •

I Re della nuova corrente metal europea tornano nuovamente in Italia per un unico appuntamento live in compagnia dei Nailed To Obscurity, nuova rivelazione del death metal teutonico e di alcuni dei giganti che popolano ormai la scena da oltre vent’anni: Soilwork e Amorphis. Per l’occasione, Metalforce ha nuovamente incontrato per voi il bassista dei Jinjer, Eugene Kostyuk, che ci racconta degli ultimi sviluppi della band, delle soddisfazioni ricevute dalla pubblicazione del loro nuovissimo EP, acclamatissimo da pubblico e critica e dalla gioia di condividere il palco con la creme della creme metal internazionale.

Ciao e bentornato sulle pagine di Metalforce.it! Come stai?
EUGENE – Molto bene, grazie! Un po’ stanco, perché siamo alla fine del tour, e dopo questo concerti ne abbiamo solo altri quattro. Iniziamo a sentire un po’ di nostalgia di casa e siamo un po’ stanchi, ma in generale è stato un bellissimo tour, ci siamo divertiti molto. Ma c’è anche un po’ di tristezza di fine tour. Sai, quando stai un mese in tour con certe persone, inizi ad affezionarti a loro e poi ne senti la mancanza. Perciò alla fine di ogni bel tour c’è sempre un po’ di tristezza.

Il vostro attuale tour è iniziato un mese fa. Alcune date sono persine andate soldout. Come vi sentite a riguardo, visto che condividete un tour con NTO, Soilwork e Amorphis e questo permette anche a chi non vi conosce di entrare in contatto con i Jinjer?
EUGENE – Beh, la sensazione è molto diversa rispetto a quando, ad esempio, abbiamo fatto il nostro primo tour come band di supporto con gli Arch Enemy. All’inizio ci sentivamo come se dovessimo la luna a qualcuno, perché condividevamo il palco con tali giganti. Ma poi, l’eccitazione iniziale diventa più leggera, non come lo era anni fa quando eravamo in tour con gli Arch Enemy. Capisco cosa intendi, c’è questo sentimento di orgoglio ed onore nel condividere il palco con band leggendarie, perché gli Amorphis sono leggendari e anche i Soilwork. Non sono mai stato un vero e proprio fan di entrambe le band, ma loro hanno moltissimi fan, e io conosco molte persone che 20 anni fa erano pazzi per queste band, e adesso mi mandano SMS dicendomi: “Non ci credo! Stai davvero andando in tour con loro?”. Forse sono più emozionati loro di me! Ma da parte mia c’è anche quest’altro sentimento che posso condividere coi miei amici e rende il tour speciale.

Questo tour serve anche per presentare la vostra ultima release, “Micro”. È uscito da poco più di un mese. Che tipo di feedback ha avuto?
EUGENE – Sono abbastanza sorpreso dal feedback, già solamente dalla copertura, perché “Micro” è un EP, e di solito un EP è considerato meno importante nell’industria musicale. Ma abbiamo avuto una copertura molto più immediata e molto maggiore rispetto a quella che abbiamo avuto due anni fa con “King Of Everything”. La nostra PR della casa discografica dice di essere assolutamente sorpresa, anzi, sconvolta dall’interesse mostrato dai media. Non è una cosa molto comune per gli EP, questo è quello che mi ha detto!

Mi piacerebbe chiedere qualcosa dei testi, ora. Prendiamo ad esempio “Ape”: secondo te, quali sono gli aspetti su cui l’essere umano dovrebbe vergognarsi di più? Voi stessi, come Jinjer, credete nel creatore descritto nella canzone?
EUGENE – Le parole della canzone non vengono da un dio, ma da quello che chiamiamo “universo”. Si tratta di una personificazione dell’universo, diciamo così. È l’universo che spiega sé stesso. Parlando di cose di cui l’umanità dovrebbe vergognarsi, la lista sarebbe infinita. Ci sono moltissime cose di cui anche io stesso mi vergogno e di cui tutti dovrebbero vergognarsi. Penso che la peggiore sia la violenza e la sete di sangue, perché probabilmente gli esseri umani sono l’unica specie al mondo che si uccide a vicenda solo per piacere, o per nessun motivo, o per soldi, per gelosia, per ideologia e cose simili. Siamo assolutamente perversi. Siamo una specie perversa che fa cose innaturali. Tutte le altre specie viventi agiscono naturalmente, noi no, e questo è il problema principale, tutto il resto è una conseguenza di questo.

“Dreadful Moments” tratta di un argomento molto delicato, ovvero l’abuso sui minori. Cosa potete dirci di questa canzone?
EUGENE – Sì, è un tema molto delicato. La gente mi ha chiesto se fosse autobiografica, e non lo è, non ho mai subito questo tipo di violenza. Ma l’ho vista dalla prospettiva di altre persone che avevano compagni di scuola che venivano picchiati dai propri padri, e poi andavano a scuola coperti di lividi, e nessuno se ne fregava!

La violenza sui minori non è necessariamente sessuale, può essere anche violenza fisica o psicologica, dipende dal contesto…
EUGENE – Sì, dipende dal contesto, ma per me sono tutte la stessa cosa. In ogni caso alla fine il bambino subisce un trauma psicologico che lo cambia da un essere innocente ad uno perverso, e ne sconvolge tutta la vita. Non importa di preciso che tipo di violenza sia stata, ma penso che siano tutte la stessa orribile cosa. E poiché per tutta la mia vita ho visto in Ucraina queste cose, ed ora che sono un padre… è successo così: ho sentito la parte strumentale del pezzo dall’inizio alla fine, e da un momento all’altro quest’idea mi è esplosa nella testa, era esattamente quello di cui volevo parlare. È stata come una palla di neve, ci ho messo dentro tutta la mia frustrazione e la mia negatività a riguardo. Sentivo che era proprio il momento di parlarne.

Un’altra canzone che ha catturato la mia attenzione è “Teacher Teacher”. Forse mi sbaglio, ma ho avuto l’impressione che il testo parli di bullismo…
EUGENE – No, non parla di bullismo. Parla di autorità false. Di quelle persone che non hanno assolutamente idea di qualcosa, ma la giudicano o insegnano agli altri come comportarsi. Da quando c’è internet, tutti hanno la stessa libertà di parola e facoltà di esprimersi. Per questo, questa è l’età d’oro delle false autorità, delle persone che non hanno alcun diritto di giudicare gli altri o di insegnare qualcosa. E questo è esattamente quello che Tatiana (Shmayluk, cantante n.d.r.) voleva dire.

Sono stata colpita in particolare da una frase: “Don’t let the teacher make a fool of you cause the teachers may be fools too!” (“non permettere che il maestro ti faccia sentire idiota, perché anche i maestri possono essere idioti” n.d.r.). Puoi spiegarcela?
EUGENE – È proprio quello di cui stavo parlando! Ci sono molte persone che abusano della loro autorità. Qualcuno arriva e si mostra come esperto di qualcosa. Quindi forse, in un certo senso, può essere inteso come bullismo psicologico. E così spesso queste persone si prendono gioco di te, perché ti ingannano. Ma alla fine gli idioti sono loro.

So che potrebbe sembrare una domanda stupida, ma questa release va ad anticipare un nuovo full length o sarà da considerarsi un’uscita indipendente?
EUGENE – Inizieremo a lavorare sul nuovo album non appena torniamo a casa. Nessuno può dire se si tratta di una sorta di doppia uscita. Ti spiego: non sappiamo mai che cosa ci sarà nel prossimo album, semplicemente ci sediamo e iniziamo a scrivere. Perciò, ora come ora, è assolutamente una tabula rasa, un foglio totalmente bianco, e non abbiamo idea di cosa ci sarà. E forse, considerando che “Micro” è stato scritto solo mezzo anno fa, siamo ancora nello stesso mood creativo, quindi forse il prossimo album sarà un successore di “Micro”, chissà, magari sarà una doppia release, ma c’è anche la possibilità che saranno cose totalmente diverse, come andare da nord a sud. Nessuno lo sa, magari tra un certo numero di anni scriveremo una cosa chiamata “Micro 2” o che abbia a che fare con questo EP.

Speriamo di poter sentire del materiale nuovo, allora!
EUGENE – E la sentirete, ovviamente! Al momento non vediamo l’ora di scrivere musica. Siamo un po’ stanchi di essere in tour, lo siamo da sempre! Abbiamo fatto moltissimi tour come band da supporto, e tra un tour e l’altro abbiamo fatto anche altri tour da headliner!

Ho una domanda per quanto riguarda la canzone “Pisces”. Cosa avevi in mente quando hai scritto questa canzone?
EUGENE – Questa canzone è stata scritta insieme da Tatiana e me. Lei ha scritto due terzi del testo, si è fermata e mi ha chiesto di continuare, e ho scritto l’ultima parte. Penso che questa canzone sia una confessione. Una confessione che riguarda me, chi sono veramente. Tatiana non è del mio stesso segno zodiacale… ma questa canzone parla di chi siamo veramente. Descriviamo noi stessi, semplicemente.

Mi sembra che la canzone sia un modo di offrire la vostra anima ai fan, o sbaglio?
EUGENE – Non proprio così… sì, sicuramente esprimo me stesso e apro la mia anima, ma di certo non la do a nessuno! È qui con me, è come se aprissi il mio petto e mostrassi a tutti il mio cuore. Questa è l’idea.

Quando tornerete in Italia?
EUGENE – Quest’anno torneremo in Italia! Speriamo presto.

Grazie per il tuo tempo!
EUGENE – Grazie a voi.

Ti lasciamo la possibilità di concludere con delle parole per i nostri lettori e per i vostri fan?
EUGENE – Oh, dirò sempre le stesse cose e non sorprenderò nessuno… ma cerchiamo di diventare più intelligenti ed aperti, imparare nuove cose, provare nuove cose, fare nuove esperienze, non solo nella musica ma in generale, ogni singolo giorno.

ringraziamo Ivan Spurio Venarucci per la gentile collaborazione.