HELLOWEEN – L’unione fa le zucche!

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HELLOWEEN: INTERVISTA ESCLUSIVA AD ANDI DERIS •

si ringrazia Nick Picerno e Paolo Fagioli D’Antona per la cortese e preziosa collaborazione nella preparazione dell’intervista.

Tremate, tremate, le zucche sono tornate! Era il 2017 quando, come un fulmine a ciel sereno, le zucche più famose del metal annunciarono al mondo ciò che a lungo era rimasto relegato solamente come un sogno fino a quel momento non esaudito: dopo tanti ripensamenti e incertezze iniziali, gli Helloween si sono riuniti per una reunion che, per l’occasione, vanta la formazione attuale supportata dalla partecipazione dello storico chitarrista Kai Hansen (Gamma Ray) e dell’ugola d’oro di Amburgo, Michael Kiske. Ed è così che ha preso vita Pumpkins United, un sogno, come detto precedentemente, rimasto nel cassetto per oltre due decadi e che, in men che non si dica, ha fatto la felicità di milioni e milioni di fans in tutto il mondo. La magia di questa incredibile e rinnovata rimpatriata viene ora raccontata in “United Alive”, un live album/DVD che ripercorre i tre mirabolanti concerti che la band teutonica ha filmato in occasione del suo ultimo tour mondiale. In esclusiva per voi, vi presentiamo in anteprima un’intervista dettagliata con il cantante Andi Deris, che così si racconta ai nostri microfoni.

Ciao Andi, benvenuto sulle pagine di Metalforce.it! E’ un piacere per noi ospitarti. Vorrei iniziare subito la nostra intervista facendoti i complimenti per ‘Pumpkins United”, il nuovo DVD in uscita il prossimo 4 ottobre per Nuclear Blast. Devo dire che, dopo tantissimi anni, avete in qualche modo ripagato l’attesa e la speranza di quei fan che speravano di vedervi tutti riuniti insieme sullo stesso palco. Come è nata l’idea appunto di questa specie di reunion?
ANDI – Oh, si tratta di una vecchia idea! A dire la verità, è diventata ancora più vera e reale quando ai tempi intraprendemmo il primo tour con i Gamma Ray con l’Hellish Rock I e l’Hellish Rock II. E’ stato fantastico quando abbiamo visto le persone, i fan, durante il momento in cui Kai ci ha raggiunti sul palco durante gli ultimi due brani e il passo successivo sarebbe stato chiedere a Michael Kiske di unirsi a noi in questa cosa della reunion. E’ stato molto tempo fa perché l’Hellish One è avvenuto solo qualche anno fa, ma sono serviti anni affinché la cosa prendesse forma e ora, dopo tutte queste incertezze, dopo esserci domandati se la questione potesse funzionare o se potessimo avere la giusta alchimia ecc, mi ritrovo seduto qui felice come non mai come se per noi tutti non fosse mai stata una situazione diversa! E’ perfetto!

Quale è stata la prima sensazione quando vi siete ritrovati tutti assieme per la prima volta? E quale, invece, quella che vi ha accompagnato durante il primo show di “Pumpkins United”?
ANDI –  Mi ricordo quando all’inizio ci siamo incontrati per la prima volta tutti quanti in un hotel, eravamo seduti ad un tavolo e parlavamo circa di questa idea. Tutti quanti sembravano molto incerti, io non conoscevo personalmente Michael quindi mi chidevo se fosse una persona interessante o malvagia, mi domandavo come fosse. Anche lui ha avuto le stesse sensazioni, io pensavo: “Okay, è un imbecille totale? è una persona interessante?”. Non sapevo cosa aspettarmi, eravamo dei completi estranei, ma dopo essere usciti insieme per un paio d’ore, mi è apparso chiaro che fosse un bravo ragazzo. Siamo usciti insieme, è venuto persino a farmi visita a Tenerife, siamo usciti per un paio di settimane. A dire il vero, avremmo dovuto iniziare a lavorare insieme ma non lo abbiamo fatto. Ci siamo messi a sedere e abbiamo parlato, ci siamo goduti quel tempo ed è accaduto esattamente ciò che dovrebbe succedere all’interno di un perfetto contesto di lavoro. Ho trovato un amico e non ne avevo la minima conoscenza durante tutti questi anni in cui ho cantato con gli Helloween, mi ritrovavo in passato a pensare “Che imbecille, sembra un bravo ragazzo”. Ho dovuto combattere con quelle canzoni, all’inizio ai tempi è stato un incubo e ora che faccio parte della band posso concentrarmi sui miei brani, mi sento molto meglio ora!

Immagino che per te sia stato un grandissimo momento!
ANDI – Non hai idea di che sollievo sia! Quando vedi la gente cantare le canzoni degli Helloween, quando calco il palcoscenico e vedo le nuove generazioni godersi il mio periodo con la band, ti rendi conto di quanto questa sia una combinazione perfetta. Quando vedi la nuova generazione divertirsi con Michael e me, non vedi solo i vecchi fan di Michael o i nuovi fan degli Helloween, ma certamente vedi un sorriso sul volto di tutti quanti. E’ vero! E’ esattamente ciò che volevamo! E quando capisci di avercela fatta, di aver raggiunto ciò che avevi immaginato, ti rendi conto che questa è la vita perfetta. Voglio dire, cosa posso dire? Per noi è un sogno che si realizza e il sogno va avanti, come si suol dire!

Il DVD è stato girato in alcune location, tra cui Wacken Open Air 2018 e Sao Paolo. Come mai avete scelto di includere più location anziché utilizzare il materiale girato in un’unica sessione? Da cosa è dettata questa scelta?
ANDI – Probabilmentese ci fosse stato il concerto perfetto, sarebbe stata utile solo una location, ma ci siamo detti “aggiungiamo qualche pezzo qui e qualche là”. Tirando le somme, abbiamo deciso cosa fare nel caso avessimo voluto realizzare una sorta di album dal vivo o una vera registrazione effettuata in studio. Abbiamo optato per avere il meglio dei tre concerti per avere un buon album live e lo chiamiamo così perché è esattamente lo scopo che volevamo raggiungere.

La tracklist, suddivisa in tre dischi distinti, si bilancia molto bene tra materiale vecchio e materiale nuovo, avete persino eseguito canzoni che non suonavate da molto tempo o, addirittura, che non avete mai suonato. Come è stato il responso del pubblico?
ANDI – Beh, finora è stato super positivo al 90%! L’altro 10% direbbe: “Dovreste suonare questo brano”, “Dovreste suonare quest’altro”, mmh, già! Nel complesso, credo che tutti quanti si ritengano certamente soddisfatti, per così dire, perché eravamo soddisfatti del compromesso fatto in merito alla scaletta. Sai, abbiamo fin troppe canzoni tra cui scegliere e alla fine della giornata anche per la band si tratta pur sempre di un compromesso, perché personalmente a me piace suonare questo o quel brano, mentre a Weiki piace suonare quello o quell’altro ancora. In fine dei conti hai un minimo di tre ore ed è un mix di canzoni, è quello che è e forse in occasione del prossimo tour, potremmo cambiare totalmente il 100% dei nostri brani.

So che ormai sei abituato a cantare anche il materiale più datato ma quale canzone dell’era “Kiske” ti piace eseguire maggiormente sul palco? E quale, invece, quella del tuo periodo? A quale ti senti più legato?
ANDI – Mi sono sempre piaciute “Dr. Stein” e “I Want Out”, mi piacciono ancora! E’ per questo che le faccio sempre cantare in coro, ehehehe! Non posso proprio tacere qua, ahahaha. Amo “Dr Stein” e probabilmente ti aspetteresti di sentirmi dire che sono orgoglioso di cantarla. Per quel che riguardano i miei brani, a me piace il potere, adoro “If I Could Fly” o anche “Are you metal?”, è sempre divertente! E’ difficile in effetti. Dei brani di vecchia fattura certamente amo “Dr Stein” e “I Want Out”, poiché quelle erano le prime canzoni degli Helloween che ho ascoltato!Ho davvero amato quei brani ai tempi in quanto ero io stesso un fan della band. Sai, la mia attuale ex band si chiama Pink Cream 69, abbiamo registrato tutti i dischi e le demo ad Amburgo e così sono entrato in contatto con Weiki durante quell’occasione. Siamo diventati amici, abbiamo iniziato ad uscire e via discorrendo. La morale della storia è che ho iniziato ad ascoltare i brani dell’album “Keeper Of The Seven Keys”, quindi adoro veramente “Dr Stein” and “I Want Out”. Per quel che riguarda il periodo odierno, la maggior parte dei brani che canto sono della mia era, di conseguenza qualsiasi canzone mi chiedessi di cantare, la canterei, perché amo cantarle.

Avete tenuto oltre 69 spettacoli di fronte a più di un milione di persone in 32 paesi e in tre continenti durante l’autunno del 2017, anno appunto che ha annunciato il vostro ritorno. Visto l’incredibile successo che ha ottenuto Pumpkins United durante il suo ciclo promozionale lo scorso anno, ti ha sorpreso vedere quanto entusiasmo avete creato, appunto, nei fan che a lungo avevano atteso questo momento?
ANDI – Sì, certamente e devi capire che, ancor prima che il tour iniziasse, abbiamo dato inizio al tour in Sud America e settimane o addirittura mesi prima dell’inizio di questa leg, ricevevamo notizie giornaliere in merito all’andamento dei concerti perché erano tutti soldout, di conseguenza dovevamo fare un nuovo ingaggio dello stesso show. A volte eravamo contenti di avere tre concerti di fila, perché sapevi di dover suonare in una venue davanti a 3mila persone e all’improvviso dovevi andare allo stadio successivo con 10 mila persone presenti. Di colpo venivi a sapere che quei dieci mila posti erano già soldout e il giorno dopo avresti avuto un altro concerto in un altro locale nuovamente sold out, quindi abbiamo suonato per tre notti. E’ stato un sogno che si stava avverando, stavi seduto a casa a prepararti per il tour e ti ritrovavi a dire: “Wow, che diavolo sta succedendo? E’ incredibile”. Sì, è un sogno! Sai, ogni musicista spera di potersi ritenere orgoglioso di qualcosa nel corso della sua vita o qualcosa del genere, perché la sensazione è inestimabile! E’ semplicemente fantastica! Non ci sono parole, hai le lacrime agli occhi e dici solamente: “Wow, è incredibile”!

Abbiamo menzionato poco fa, appunto, il Wacken Open Air. Se non erro, fu proprio l’organizzazione del festival ad annunciare la vostra partecipazione all’edizione dello scorso anno circa un anno prima dell’avvenimento e, infatti, la curiosità dei fan nel vedervi live sul palco tutti insieme è cresciuta sempre di più nel corso del tempo. Che cosa ti ricordi dell’esperienza avuta a Wacken?
ANDI – Beh, è circa la stessa storia anche in questo contesto! Abbiamo diffuso la notizia e abbiamo pensato che fosse una bella cosa. Abbiamo vecchi fan che probabilmente ora ci seguono e vengono ai concerti, ma ciò che è successo è che non si sono mostrati solo i vecchi fan! All’improvviso tutti i metalheads o qualsiasi altra persona si sono presentati, è stato fantastico! Già, ancora non abbiamo parole per questo, se chiedi a Michael o al resto della band saprai che nessuno si sarebbe aspettato una cosa simile.

Credi che, in qualche modo, questa reunion abbia dato un pochino di linfa nuova alla scena power metal che negli ultimi anni sta soffrendo un pochino nei confronti di altri sottogeneri?
ANDI – Beh, sarebbe una bugia se ti dicessi di no. Voglio dire, tu suoni metal nelle venues il più enormi possibili, quindi già per il metal stesso questo è un fattore molto importante, credo! Sì, spero che gli Helloween abbiamo fatto qualcosa di buono e sì, spero di aver diffuso la speranza per quelle band che sono là fuori ed incitarle a fare, forse, lo stesso!

Come vedi la scena power attuale? A parer tuo, ci sono dei gruppi che segui e che vorresti suggerire anche alla nuova generazione di metalheads?
ANDI – Ci sono un paio di band che mi piacciono. Una di esse è Beast In Black, mi piacciono molto, hanno i tipici elementi power metal e tutto ciò che davvero mi piace. Credo che vi siano ancora molte persone a non essere consapevoli della loro esistenza, ma lo saranno, perché parliamo di qualità! Sì, ci sono delle band che probabilmente possono avere le carte per avere una carriera lunga 20 o 30 anni, devono restare uniti, ma non è questa la domanda. Bisogna avere tanto tempo, pazienza e molto amore verso la propria musica! Questo è, invece, il quesito più importante: le band che stanno là fuori hanno ancora la pazienza? Non lo so. La qualità? Sì! La pazienza? Non lo so!

Questo potrebbe essere un tuo suggerimento a coloro che si affacciano alla musica?
ANDI – Beh, sai benissimo in che periodo stiamo vivendo. Tutto è più veloce, più rapido, quasi come se vivessimo una breve esistenza e ho pensato che il metal non sta infettando questo periodo di tempo, perché al giorno d’oggi abbiamo questi stupidi show televisivi dove ci infarciscono di stupidaggini. I partecipanti nemmeno scrivono le proprie canzoni ed è una cosa imbarazzante! Penso che gli esordienti stiano contagiando tutto quello che è stato fatto finora, non sta funzionando. Se fai parte di una band che vuole rimanere unita per i prossimi dieci o venti, o addirittura trent’anni, devi sapere conquistare il fan, è questo che cambia il mondo, non uno stupido show televisivo. Questa è la vita reale!

La domanda ora viene spontanea: gli Helloween stanno già lavorando ad un nuovo disco o è troppo presto per parlarne?
ANDI – Siamo nel bel mezzo del processo, purtroppo a Dave Mustaine è stato diagnosticato un tumore e lui si sta curando ora. Sostituiremo i Megadeth durante gli show che hanno dovuto cancellare in Brasile, per questa ragione ora siamo nuovamente nella nostra sala prove in Germania (gli Helloween sono stati chiamati a sostituire la band in una serie di date brasiliane che includevano la partecipazione di Rock In Rio e il Rockfest come annunciato qui, ndr). E’ una occasione triste, ma cosa posso fare? Ci rimboccheremo le maniche in Brasile per Dave Mustaine. Potrebbe riprendersi il prima possibile, non è una situazione piacevole, né per lui, né per noi. Credo che i tempi migliori arriveranno. Ci è stato chiesto se avessimo voluto farlo e abbiamo detto:  “Sì, lo faremo senz’altro”, quindi abbiamo dovuto posticipare le sessioni in studio per un altro mese di tour e forse è una cosa buona, perché non è molto salutare rimanere in studio e ad un certo punto aggiungeremo anche qualcosa in più al nostro album.

Pubblicherete qualcosa con la formazione della reunion che vedrà, quindi, Kai Hansen e Michael Kiske?
ANDI – Sì, certamente, sarà un album con la formazione di Pumpkins United.

Il disco sarà supportato da una nuova leg europea o al momento preferite riservare le vostre energie per una ben meritata pausa?
ANDI – No, sotto quel punto di vista ce la prenderemo comoda. Voglio dire, in realtà saremo in grado di fare questo tour in Brasile proprio perché non abbiamo nessuna pressione di sorta. Raccoglieremo più idee possibili anche se potrei dirti che abbiamo già più di 22 buone idee e probabilmente 8 o 10 di esse finiranno in sala prove in modo da poter valutare quale brano verrà poi registrato. Non vedo l’ora, poiché mi sto divertendo e so che abbiamo già tonnellate di idee grandiose, quindi non vedo l’ora. Lo studio è prenotato per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, quindi potrei dire che l’album potrebbe uscire alla fine della prossima estate e torneremo certamente in tour!

Cosa riserverà ora il futuro agli Helloween? Speriamo possa riservarvi almeno altri trent’anni di onorata carriera!
ANDI – Trent’anni sarebbero decisamente tanti, ma sì, il mio cuore è sul palcoscenico, forse il sogno si sta realizzando e arriverò a gettare via tutto quanto quando raggiungerò una certa età. Il sogno forse si sta realizzando insieme alla reunion con Pumpkins United.

Grandi Andi per la concessione di questa intervista. Ti invito a condividere un breve messaggio con i nostri lettori e i tuoi fans italiani!
ANDI – Grazie di tutti questi anni di supporto, poiché questa non è la nostra prima intervista rilasciata a Metal Up Your Ass, heheehe. Grazie di tutto il supporto fornitoci durante queste decadi, l’Italia è un paese che ci è molto caro e non voglio menzionare il cibo! Siete i migliori, sul serio, ma posso dire onestamente che non vivrei mai in Italia perché mi ritroverei a pesare 142 kg, mangerei sempre! Per me è un miracolo, così come lo è vedere che gli Italiani sono tutti così magri! Con quel cibo, io sarei grasso e un pallone, eheheh! Sì, vorrei ringraziare tutti quanti per il vostro supporto. Spero di divertirmi nuovamente con voi e spero che vi sia piaciuto il nostro ultimo show a Milano, è stato grandioso! L’ho adorato! Divertiamoci e metal on!