HEATHEN – Nell’impero dei ciechi l’orbo è il Re

HEATHEN – INTERVISTA ESCLUSIVA A KRAGEN LUM • (English version below)

Non solo evasione a tinte fantasy o gore, c’è anche tanta coscienza sociale e attenzione alla contemporaneità nella musica metal. Uno dei generi più orientato a raccontare e commentare quello che succede nel mondo è sicuramente il thrash metal, che da oltre trent’anni fonde insieme la denuncia per gli errori e i delitti commessi dalla gente comune e dalle classi dirigenti con musica ad alti tassi di velocità e rabbia. Uno degli act più iconici, anche se tra i meno prolifici, della scena sono sicuramente gli Heathen, quintetto della Bay Area messo in piedi dal chitarrista Lee Altus nel 1984 (dal 2005 ascia gemella di Gary Holt negli Exodus) con il batterista Carl Sacco. Con due album in tre anni, “Breaking the Silence” (1989) e “Victims of Deception” (1991), diedero una sonora dimostrazione del fatto che anche il thrash metal può essere melodico e riflessivo senza snaturarsi né abbandonare la sua anima più nervosa. Un lunghissimo silenzio seguì l’uscita del secondo disco e solo nel 2010, nove anni dopo la reunion, arrivò il terzo sigillo della band californiana, “Evolution of Chaos”. Il tempo sembra essere davvero inclemente coi nostri, visto che l’emergenza coronavirus tra i moltissimi problemi che ha causato, ci causa e ci causerà, ha fatto slittare (per fortuna solo di pochi mesi) l’uscito del quarto album “Empire of the Blind”, licenziato su Nuclear Blast. Metalforce ha avuto l’occasione di intervistare il songwriter degli Heathen Kragen Lum, già nella prog band Prototype (in precedenza Psychosis), che si è unito ai nostri nell’ormai lontano 2007. Notizie manipolate dai social media, futuro incerto per quanto riguarda le esibizioni dal vivo e l’importanza della libertà di un artista di fare le scelte che preferisce, questo è quanto è uscito dalla nostra chiacchierata.

Come stai? Le notizie che arrivano in Europa ci raccontano di una situazione non facile negli Stati Uniti, tra la pandemia di coronavirus, le proteste e l’imminente campagna elettorale…
KRAGEN – Molti dei testi dell’album riguardano la grande frattura politica che attraversa il Paese, la capillarità dei social media e come sono usati per manipolare le persone. E’ difficile prevedere cosa accadrà negli Stati Uniti, alcuni argomenti sono usati da entrambi gli schieramenti politici per far apparire l’altro il ‘cattivo’. Alcuni organi di stampa appoggiano una parte, altri un’altra e così diventa difficile distinguere tra i fatti e le opinioni. La traccia che dà il titolo al disco e un altro paio di canzoni, “The Blight” e “The Gods Divide”, parlano degli aspetti negativi dei social e dei media e di come modificano il flusso delle notizie in modo che diventi impossibile riconoscere la verità. In questo periodo molta gente naviga in Rete senza capire cosa è vero e cosa non lo è, c’è troppa propaganda.

Gli Heathen sono sempre stati una band che ha tenuto insieme musica di qualità e tematiche sociali e il nuovo album “Empire of the Blind” ne è l’esempio. Cosa vi spaventa di più: l’odio e la disinformazione dei social network, le diseguaglianze, i leader politici che maltrattano la democrazia o la pandemia?
KRAGEN – Tutte queste cose sono esiste lungo tutto il corso della Storia, come le questioni di classe che vedono contrapposti poveri e ricchi, le diseguaglianze tra le persone e politici che sfruttano la propaganda per vincere le elezioni. Tutte queste cose non sono una novità, la mia maggior preoccupazione è che moltissima gente è connessa tutto il tempo sui social, ma anche semplicemente in Internet, e certi messaggi si diffondono con una rapidità spaventosa. Siamo costantemente online e diamo una risposta molto veloce ed emotiva a questi messaggi che riceviamo. Questo mi spaventa perché non sappiamo quale sia la realtà, se quella che vediamo è l’immagine intera o solo una sua parte. Non abbiamo informazioni complete ma solo quelle che ci vengono fornite. Agire e reagire in modo impulsivo senza sapere come stanno le cose è come se un gruppo di persone decidesse di giustiziare qualcuno dopo un processo nato sui social media.

Nei dischi degli Heathen troviamo anche delle canzoni che parlano dei singoli individui, della loro sofferenza e della loro auto-determinazione. Penso alle recenti “Shrine of Apathy” e “Sun in my Hand”, che si trovano nel nuovo album “Empire of the Blind”. Quanto è importante per voi parlare di questi argomenti?
KRAGEN – La band ha sempre avuto canzoni che parlavano di tematiche sociali e altre che trattano di cose più personali, Basti pensare all’ultimo album “Evolution of Chaos” dove erano presenti “No Stone Unturned” e “Fade Away”. Abbiamo voluto portare avanti questa linea perché questo gruppo non ha mai avuto paura di avere una certa varietà di canzoni e di argomenti. “Sun in my Hand” ha un testo molto personale, dalla mia prospettiva, mentre “Shrine of Apathy” affronta il discorso della perdita perché purtroppo la band, nel corso degli anni, ha dovuto superare la dipartita di alcuni componenti del gruppo o di familiari. Quel brano è un viaggio nell’elaborazione del lutto dopo la scomparsa di una persona cara. Spero che chi la ascolta ‘senta’ qualcosa, perché la prestazione strumentale si sposa perfettamente con il testo. Per qualsiasi band è importante avere degli sbocchi per sentirsi connessi con ciò che si suona.

Rispetto ai vostri album precedenti le canzoni sono più brevi ma nonostante questo molto varie, a volte si sentono influenze vicine al power e al progressive. Come sono nati questi brani, ha giocato un ruolo anche il tuo background prog metal?
KRAGEN – Parto dalla fine, non credo che abbia avuto un gran peso perché gli Heathen hanno sempre avuto degli elementi più progressivi, pensa a “World’s End” sul primo disco! Tutte le influenze si mescolano, non ce n’è una che prevale sull’altra. “Empire…” è pieno di melodie ma anche di aggressività perché vogliamo sempre superare i limiti della band e portare le nostre capacità al livello successivo. Abbiamo un paio di canzoni più veloci con la doppia cassa, qualcosa che credo la band non abbia mai fatto prima, e infine esploriamo e scriviamo quello che vogliamo senza porci dei paletti. Non siamo una band thrash in senso stretto e va bene così, guarda ad esempio i Metallica. I tre dischi con cui hanno formato la loro identità, “Ride The Lightning”, “Master of Puppets” e “And Justice For All”, hanno una grande varietà: strumentali, ballads, canzoni veloci e altre più pesanti. Oggigiorno le band più recenti sembrano dover seguire delle regole sull’accordatura delle chitarre o la velocità a cui suonare un brano per essere thrash metal. Ma la bellezza del thrash è la sua varietà, non un gruppo di regole che limitino la creatività. La varietà all’interno di un disco lo rende più godibile piuttosto che la stessa velocità per l’intera durata. Per esempio la nostra ballad è inspirata a quelle degli anni Settanta, altre canzoni sono più corte e alcune più epiche. Nel 2012 con David (White, il cantante della band ndR) abbiamo parlato di come far per mantenere l’epicità presente in “Victims Of Deception” e “Evolution Of Chaos” pur con dei brani più corti.

Avete impiegato circa un anno per registrare, missare e masterizzare tutti i brani. Un lungo tempo dovuto alla cura per i dettagli? Siete soddisfatti del risultato?
KRAGEN – Certamente abbiamo dedicato molto tempo alla cura dei dettagli, io ho un mio studio personale in casa e ci passo le ore a lavorare, non solo sulle parti di chitarra ma su tutte le canzoni. E’ eccezionale per me avere del tempo in più da dedicare alla musica, anche il rovescio della medaglia è che lavoro troppo. Dopo dieci anni volevamo essere sicuri di pubblicare qualcosa di grandioso, il meglio che potessimo fare. Ho inciso a casa tutte le mie tracce e i mie soli mentre tutto il resto è stato fatto da Christopher “Zeuss” Harris nei suoi Planet Z Studios. Lui è un grande produttore, davvero capace di far suonare ogni band come la migliore versione di se stessa, che siano i Queensryche o i Suffocation. Ha fatto esattamente quello che gli abbiamo chiesto, sposare questo thrash fine anni Ottanta e primi Novanta con la modernità ottenendo una maggior nitidezza insieme al feeling dei vecchi lavori. Ognuno di noi ha riversato tutto se stesso nell’esecuzione, ci siamo motivati l’un l’altro. Il disco mantiene un gran dinamica e si possono sentire tutti gli strumenti in modo chiaro, siamo molto soddisfatti del risultato.

A causa del coronavirus sono stati cancellati i festival in tutto il mondo e non si può andare in tour. Credete che l’arte e la musica, soprattutto l’heavy metal, possa avere una nuova vita in streaming senza la dimensione live?
KRAGEN – Sono davvero tempi molto difficili, non è detto che le cose tornino come prima. Il formato fisico, cd e dvd, sta perdendo quota mentre cresce vertiginosamente lo streaming perché le persone non escono per andare a vedere i film al cinema o i concerti, ma restano a casa. Credo che lo streaming sia il futuro della musica, certo l’heavy metal è l’unico genere musicale dove il supporto fisico ancora vende perché per noi appassionati ha un valore. Io stesso compro ancora cd, li preferisco al vinile, perché mi piace poter leggere le note e tutto quanto. Non so dire cosa succederà, per adesso stanno provando a mandare in streaming nelle case i film nuovi di zecca realizzati per le sale ma non so se, quando le cose torneranno alla normalità, le persone resteranno ancora a casa o meno. A me piace stare a casa comunque, o almeno non mi piace dover indossare la mascherina ogni volta che esco.

State pensando a come promuovere il nuovo album in giro per il mondo, magari anche in Europa passando per l’Italia, alla luce della pandemia, delle misure di contenimento e delle difficoltà a viaggiare?
KRAGEN – Avevamo programmato di far uscire l’album a giugno e di essere in tour adesso, avevamo organizzato due spezzoni di tour ma tutto è stato cancellato ovviamente. Stiamo facendo del nostro meglio per riprogrammare le date il prossimo anno. Vogliamo suonare queste canzoni il più possibile e buona parte dei nostri fan più affezionati si trova proprio in Europa, non vediamo l’ora di tornare lì ma non penso che possa succedere nel 2020. Speriamo che i nostri piani si possano realizzare la prossima primavera, intanto cercheremo di promuoverlo ‘da remoto’.

Buona fortuna per i vostri piani futuri! Spero di vedervi presto in Italia! Vuoi dire qualcosa per salutare i nostri lettori?
KRAGEN – Vi ringraziamo per la paziente lunga attesa per questo nuovo album, vi aspetta una bella fetta di heavy metal! Non vediamo l’ora di suonare per i fan italiani, abbiamo ottimi ricordi degli show in Italia ai tempi di “Evolution Of Chaos”. Vi ringraziamo per tutto il supporto dato agli Heathen in questi anni.


(English version)

It’s not only a distraction from fantasy or gore, there’s also a lot of social awareness and attention to the contemporaneity within metal music. One of the most oriented genre that tells and gives its personal opinion to what currently happens in the world is indeed thrash metal, that, for more than 30 years, merges the report for mistakes and murderers committed by common people and ruling classes with higher and angry music. One of the most iconic acts, even if it’s not amongst the most fecund ones, of the music scene is Heathen, a quintet from the Bay Area founded by the guitarist Lee Altus in 1984 (who is still considered “Gary Holt twin axe” in Exodus since 2005) with the drummer Carl Sacco. With two records out in three years, “Breaking the Silence” (1989) and “Victims of Deception” (1991), they both prooved that thrash metal can also be melodic and pensive without misrepresenting or even abandoning its most nervous soul. A very long silence followed up the release of the second album and only in 2010, nine years after the reunion, the third album came in, “Evolution of Chaos”. Time seems to be very severe with this band, since that the global pandemic has caused us and the world a lot of troubles and it also brought the band to postponed the release of the upcoming fourth album, “Empire of the Blind” (Nuclear Blast) of only a couple of months later. Metalforce had the chance to interview the band’s songwriter, Kragen Lum, who plays also in the progressive metal band Prototype (formerly Pyschosis), who joined the band in 2007. Manipulated news over the social medias, uncertain future to what concerns live performances and the big importance of the freedom of an artist to make his own choices… this is the leit-motif of our chat.

How are you? Here in Europe the news shows a very difficult situation there in the United States because of coronavirus, the marches and the riots after the death of George Floyd and the upcoming electoral campaign?
KRAGEN – Many lyrics on the album are focused on the political divide we have in the country, the prevalence of social media, that’s everywhere in the world, and how it’s starting to be used to manipolate people. It’s difficult to see what’s going on in the United States, certain things are being used by both side to make the other part look bad. Certain news are more leaning to a political side and the other one leaning towards the other, so we don’t know what’s news is. We don’t know what it’s fact and what’s opinion. The message of the title track of the album (Empire of the Blind) and a couple of other tracks, “The Blight” and “The Gods Divide”, it’s about the negative of social media and media itself manipulating the news and the people who are feeding on it they cannot see what truth is. They’re getting from agency news, it’s definitely a strange time right now. People are navigating and not knowing what it’s true and what’s propaganda.

Since the first album, Heathen has always combined high quality music and social themes and the new record “Empire of the Blind” makes no exception? Who are “the blind”, the leaders or the people? And what do you fear most: hate speech and fakes news on social network, inequalities, disease or politicians that mistreat democracy?
KRAGEN – Over the course of history all of these things esisted. The class issue, which is healt people vs poor, the inequalities one people vs another, the politicians using propaganda to win the elections it’s nothing new. The biggest concern I have is with so many people al lover the world connected all the time, via social media or just simply the Internet, is kind of scary how these messages spread quickly. We see these informations on daily basis and because they’re always connected at all time they have fast, emotional response to these things. We don’t have all the informations, we don’t know if it’s a picture or just a part of it that make think or feel something. These manipulation of what scares me the most, because in some cases make all of the other issues worse. When someone has an emotional response to a video he has seen online, do we know if the video is the whole picture? You know we don’t! We don’t have all of the informations a lot of time, we’re just being fed a part of it. What scares me the mosti is seeing how the people acting and reacting so quickly when we ultimately we don’t have all the facts. It’s like  people are ready to go and execute somebody for something when we don’t know is there’s anything. It’s like a trial by social media.

In Heathen records’ we can find songs about the individuals, their suffering and their self-determination. I think to the recent “Shrine of Apathy” and “Sun in my Hand”. How much is important for you to deal on this stuff?
KRAGEN – Heathen has always had a mix between a sort of social topic and more personal lyrics. Even thinking back to the last record (“The Evolution of Chaos”) “No Stone Unturned” and “Fade Away”, those were very much personal topic. We continued with this record, this band has never been afraid to have a variety of songs or topics. For me it’s pretty fulfilling, “Sun in my Hand” is kind more a personal lyrics from my prospective, “Shrine of Apathy” is about loss. Unfortunately in these years the band has lost a number of members and also family members in recent years and friends, the song is about the loss of a friend or a loved one and going through the grieving process. We wanted to match the music and the lyrics so hopefully the listeners could really feel something when they hear it. I think that those stuff are an important outlet for any band. When we are connecting with what we’re writing about we certainly could write better.

Compared to your previous album the songs on “Empire of the Blind” are shorter but there’s a plenty of variety. Sometimes I can also hear similarities with power and progressive metal. Could you tell us something abour songwriting? Did your prog metal background play a role?
KRAGEN – Answering the last one, I don’t think play that much into it because Heathen always had what people referred to has “progressive parts”. Going back to the first records, “World’s End”. I think that’s part of the band and the way the guy see Heathen they don’t think this band as prog or thrash, it’s just metal. And they are just mixing all the influences that they have and putting into the music. I don’t necessarily think that this album has more progressive influences than the last one, there’s a lot of melody and it’s aggressive at the same time. We just want to push the boundaries of what the band does and does well and take to the next place. There are a couple of songs that are maybe faster, there are any other the band has done before, there’s double bass that the band never done before. We write whatever we want to and we always had. There’s alway have been variety and it’s more fulfilling creatively because when we have an idea we can explore it. We don’t put up walls, we don’t have rules. This may affect how people see the band, maybe we’re not the straight thrash band, but that’s ok. That’s what bands are supposed to be like. Look at Metallica and their early albums, the three were they find themselves which was “Ride the Lightning”, “Master of Puppets” and “…and Justice for All”. And if you look those albums you find a loto f variety, instrumentals, ballads, fast songs, heavy songs. Nowadays I think, especially with the younger thrash band, they have all these rules about what tuning you should be in or what speed the song should be or what is o isn’t thrash metal but that’s not how all these bands started. The beauty of thrash is that you can play anyhting. The rules limit what you can do musically and why wuold we have to that? Doesn’t make any sense. Even Metallica has a song on “MoP” tuned to C, “The Thing that Should not Be” and that’s why it’s so heavy! Thrash it’s not having rules and playing what is good to you doesn’t matter what at what speed it is. What make a cool album experience is variety all through the album, if it’s at the same speed or the same type of songs it’s not interesting. We always and want always to have and maximize every bit of it. The ballad is a traditional 70s inspired ballad, we got some epic stuff and shorter songs. It was a conscious decision. Back to 2012, me and Dave (White, the band’s singer) decided to try to keep the epic feel we had in songwriting in “Victims of Deception” and “Evolution of Chaos” but having the shorter song structure as in “Breaking the Silence”. The songs are a bit more concise but they still have some epic quality to them.

You spent almost an year to record, mix and mastering all the tunes. A long enough time due to the care for every detail? Are you satisfied with the result?
KRAGEN – We spent a long time, certain on details. I have the benefits, and also in a way it’s negative because I just keep working, to have a studio here and I spend a lot of time working on the guitar parts and in some instances goinb back and improve songs. From a creative prospective it was great having all that extra time, especially after ten years not having an album. I don’t think anyone of us wanted release anything unless it was great, so that is the goal. We want to make it the best it could be. I record the guitars tracks and my solos here in my house. Everything else was done with Zeuss, he did a fantastic job. He’s a great producer and he’s really able to help each band to sound like the better version of the band itself. He doesn’t put a template on everything, you listen to Queensryche it still sounds as the Queensryche, you listen to Suffocation and they still sound like Suffocation. He helps to have better production, we ask for this mix between late 80s/early 90s thrash album with modern. We wanted more clarity and everything that come with modern production but we still wanted to feel like you’re listening to a classic record. And we think he achieved, he did a really great job with every bit of it and each guy in the band really put their all in the performances. We all pushed each other. It still has dynamics in it, the guitars aren’t so compressed and you can hear the dynamic if you listen with a good speaker, when we do che “chug”. You can hear all the instruments clearly, all sounds natural and really came out great. We are really pleased with the end result.

Festivals all around the world have been canceled due to coronavirus and it’s impossibile to go on tour. Do you believe that art and music, especially heavy metal, could have a new life in streaming on Internet, without live concerts?
KRAGEN – It’s certainly a difficult and different time right now. There’s a part of me that wonders if things ever gonna get back to the way they were before. Everyone’s hesitant to go out, everyone wants to be safe. We’re seeing that physical product sales, like and dvds and vynils, are increasing and streaming is up a lot because people can’t goes to the movies and whatever they are spending more time at home and streaming music. In the end the streaming stuff is the future of music, heavy metal is the only music genre where physical products still sell because we, as fans, value it. I’m not a vynil guy, I buy cds and I wanto to be able to look at the liner notes. It’s hard to say how things they’re gonna go, they’re even tryin’ to have brand new movies  – supposed to be in the theatres – streamed to your house. I don’t know how it’s gonna turn out, I think we’re all anxious toh ave things get back to normal. I think some people are having a hard time feeling like they’re cooked up at home, I’m a guy who likes to be home and this isn’t really bothering me. The only thing that bothers me is to wear a mask when I go out to dinner or not go out to dinner because of the virus. I think it’s gonna take a while before things go back to normal unfortunately.

Are you thinking about how to promote the new album around the world, perhaps even in Europe via Italy, despite the pandemic, the containment measures and the difficulties in traveling?
KRAGEN – The album was supposed to come out in June and we were supposed to be on tour right now. We would have started our tour back in April and we have actually had two separate tours, a bunch of festivals date in Europe, South America… Unfortunately all this stuff has been canceled this year, obviously we’re going to try our best to reschedule everything for next year. We absolutely want to promote the album as much as we possibly can. This band always had the majority of its fanbase in Europe, so we’re definitely  looking to come back to play al lover Europe, included Italy. I don’t think anything’s gonna happen in this year, for us. I’ll be surprised if anything happens like spring of the next year. We’ll promote the album remotely in the meantime.

And last but not the least, good luck for your future plans! I hope to see you in here in Italy soon. Would you say something to salute our readers of Metalforce?
KRAGEN – We like to thank everyone for their passion and their waiting long ten years. We’re happy we finally are able to get out a new slab of metal for everyone and we’re looking for coming over and play for all the italian fans. We have great memories of the tour we did. Thanks to all the italian fans that really supported the Heathen over the years.