Fernando Ribeiro: l’uomo, l’artista, il capo branco

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MOONSPELL: INTERVISTA ESCLUSIVA A FERNANDO RIBEIRO •

In occasione dello ”Special Vintage show”, passato per l’Italia pochi giorni fa (di cui vi invitiamo a leggere il relativo report qui), abbiamo avuto il piacere di parlare con il cantante Fernando Ribeiro che si rivela essere ancora una volta una persona estremamente cordiale e loquace. In questa nostra intervista scoprirete alcune cose interessanti a proposito di un live album e dei prossimi imminenti progetti…

Prima di tutto grazie per il tempo che dedichi a Metalforce… Cosa succederà stanotte? Ovvero: cosa significa questa celebrazione ?
FERNANDO – Prima di tutto non lo facciamo con uno scopo. Come sai noi non siamo una band statica e ora siamo in giro con un lungo tour per presentare “Extinct”, quindi per forza di cose, troppo spesso ci dimentichiamo del nostro passato. Questo passato è ciò su cui noi siamo fondati, così come i nostri fans, credo. Noi lo amiamo e abbiamo molti ricordi vividi di quei momenti, perché abbiamo avuto una storia particolare rispetto ad altre bands: per esempio perché veniamo dal Portogallo, il fatto che avevamo firmato per una grande label, cioè la Cantury Media, e questo successe con ” Wolfheart” proprio vent’anni fa. Poi venne “Irreligious”. È stato un album che se comparato con “Wolfheart” rappresenta un punto di svolta: nel primo eravamo come dei giovani lupi, nell’altro eravamo adulti, più “uomini”… quindi avevamo conosciuto le cose buone e quelle dure della vita avevamo imparato l’arte di vivere e come girano le cose perché eravamo stati a lungo in tour. Così in occasione della ri-edizione in vinile di “Irreligious”, molti promoter ci hanno chiesto perché non facevamo un tour celebrativo… così, dato che comunque non smettiamo mai di suonare canzoni come “Alma Mater”, “Vampiria”, a discapito di altre, abbiamo accettato di suonare tutti e due gli album in location molto selezionate. In Italia “Wolfheart” ed “Irreligious” sono stati accolti in maniera davvero molto positiva: mi ricordo di date in Milano o Roma e la gente diventava davvero matta, c’era una connessione tra gli italiani e noi in quanto band portoghese. Del resto sono un grande fan di band come Mortuary Drape, Death SS, Sadist… c’era una grande scena… perciò penso che venti anni dopo possiamo viaggiare nel tempo ed avere un show molto “emotianal”. Suoneremo queste canzoni per I fans della nuova generazione (sarà quindi la prima volta per loro) e per persone che già c’erano allora.

L’estate appena conclusa è stato un periodo molto pieno per I Moonspell: “Extinct” è stato nominato album dell’anno per la tv o qualcosa del genere: puoi spiegarci meglio Fernando?
FERNANDO – Sì è un riconoscimento molto prestigioso in realtà: ricevuto dalla Portoguese National Author’s Society… penso che siamo stati la prima, non dico metal, ma in generale “rock band” a ricevere questo riconoscimento… siamo in realtà impegnati dalla pubblicazione di “Extinct” perché siamo stati in tour in Europa, poi negli Stati Uniti con i Septic Flesh, Deathstar e poi con gli Epica. Perciò siamo stati parecchio in giro, lavorando però contemporaneamente a nuovo materiale. Su “Extinct” posso tranquillamente dire che è un album molto onesto, abbiamo fato la musica che volevamo, raccontando le storie che volevamo, e penso che il pubblico o almeno il pubblico dei Moonspell abbia apprezzato la qualità dell’album. Dico questo perché ogni notte è differente, ma ho riscontrato il medesimo apprezzamento ovunque nelle date del tour. Stiamo facendo le nostre cose riuscendo a bilanciare un certo tipo di successo (che non è il successo di bands come Sabaton e Amon Amarth) con il fare quello che vogliamo artisticamente. La nostra missione ora come ora è quella di essere creativi e mantenerci su certi livelli. La maggior parte del nostro materiale sta sopravvivendo alla prova del tempo, penso sia una cosa ottima, ma anche il nuovo materiale non è solo qualcosa che la gente mette sullo scaffale e non ascolta. “Extinct” prova esattamente il contrario: attraverso crisi e problemi vari i Moonspell stanno andando ancora avanti.

A proposito di estate e di Portogallo: ho pensato alla vittoria della tua nazionale agli europei, te ne parlo perché so che segui il calcio…
FERNANDO – Ah! che soddisfazione! nche nelle date estive abbiamo sempre sventolato la nostra bandiera. Cioè, intendiamoci: è calcio! Se per me è un gioco per altri è uno sporco business o una mera questione di rivalità, e a volte ci dimentichiamo che è solo una cosa semplice, ma che porta gioia ad una nazione che è stata oppressa dall’economia, dall’Europa ecc. Sono stato anche ospite in alcune trasmissioni di calcio, non sono un grandissimo conoscitore, sono un tifoso del Porto F.C. e ricordo che la prima volta che ho iniziato a seguire il calcio fu la coppa del mondo dell’82, ma il Portogallo non c’era. Ma nell’84 avevamo una grande squadra, perdendo in semifinale contro la Francia che è sempre stata la nostra bestia nera. Per quanto riguarda questa vittoria, invece, penso che il gioco del Portogallo sia stato molto “pratico”; forse non abbiamo espresso il miglior calcio del torneo, ma altre volte, pur giocando meglio, non abbiamo avuto il successo che meritavamo. In definitiva anche se non abbiamo vinto il premio Nobel o qualcosa di socialmente più significativo, è stata una grande fonte di gioia per il paese… una grande mobilitazione di massa.

Siete già al lavoro sul nuovo album o è ancora prematuro parlarne ?
FERNANDO – Beh… non sarà un vero e proprio follow-up di “Extinct”… noi siamo ancora molto old-school non ci piace avere pressioni o scadenze e soprattutto ci piace essere ispirati. Abbiamo già 5 canzoni pronte, ma le metteremo in un concept album su cui stiamo lavorando, quindi più un EP che un follow-up. Dobbiamo essere organizzati perché è la nostra vita, il nostro lavoro, quindi quando facciamo musica ci piace che le cose vadano senza intoppi. Ci autogestiamo, non facciamo un calendario, e facciamo quello che più ci sentiamo. Quindi ancora non so se sarà un EP o alla fine sarà un full length vero e proprio… so che sarà un concept su un terremoto del 1755. Sarà cantato in portoghese, quindi non so se lo considero il nuovo album dei Moonspell o un esperimento, comunque siamo sotto contratto, quindi se vogliamo fare una sorta di esperimento non ci saranno problemi. Parlando in senso stretto del nuovo album dei Moonspell invece, sai, quando progetti troppo una cosa tendi a diventare troppo “clinico” e questo come musicista a volte può essere frustrante e portare a perdere la fan-base. Penso che quando c’è un equilibrio sia il massimo, perché lo scopo principale di un nuovo album non è quello di andare in tour, ma di esprimersi. Può sembrare una cosa banale, ma alla fine è questo che poi innesta il rispetto in una band, quindi la cosa principale per un artista è esprimersi… effettivamente è proprio quello che noi facciamo al momento.

Questo tour quanto durera? Avrà una conclusione “speciale”?
FERNANDO – Durerà tre settimane andremo in Grecia, Bulgaria, Germania e per la prima volta un nostro show in Israele, a Tel-Aviv, poi torniamo a casa e poi faremo una grande serata in un festival nel nord del Portogallo dove suoneremo tre album dal vivo, cioè “Wolfheart”, “Irreligious” ed “Extinct” per intero, poi tour ancora: Francia Spagna terminando ad Eindhoven al Metal Meeting con I Tiamat.

A proposito di Tiamat è nota la tua amicizia con Johann Edlund…
FERNANDO – Sì sì, da molti molti anni… la vita dell’artista non è poi quel letto di fiori che uno può immaginare, ma nel caso di Johann stiamo parlando di un talento genuino, quindi prima come fan poi come amico, mi aspetto grandi cose da loro, noi quando possiamo aiutare ci siamo: per esempio facendo tour insieme. I Tiamat sono una band differente dalle altre. Tutto dipende da Johann dai suoi umori e stati di animo. Ma so per certo, e girano anche molte voci su questa cosa, che il nuovo album sarà proprio quello che i fan stavano aspettando ed io aspetto un nuovo album a mia volta, così potremmo andare di nuovo in tour insieme (ride).

Un’ultima domanda Fernando: siete in tour da anni e anni… quale è l’aspetto migliore e quello peggiore dello stare in tour così a lungo ?
FERNANDO – A volte la gente. E li capisco, perché per capire veramente la vita da tour bisogna provarla e noi abbiamo iniziato più di venti anni fa, quindi posso dirti che per noi non è tutto nero o tutto bianco. Non ragioniamo in termini di momenti peggiori o migliori, come la vediamo noi Moonspell è più o meno così: tre giorni fa, dopo un periodo di stop, c’è stata la prima data in Svizzera. Ci siamo seduti insieme e ci è sembrato di non esserci mai lasciati… perciò immagina il nostro sistema che consiste nel non risentire più dello shock da tour e da ritorno in tour. Non siamo mai stati senza fare tour dal 1995. Forse due mesi per fare un album, ma è sempre stato fare concerti… e questa forse è proprio la parte peggiore, perché sei lontano dalla famiglia, ma a sua volta anche quella dei Moonspell è una famiglia. Cerchiamo comunque di avere una vita “normale”: portare i figli a scuola ecc. Fare tour è uno stile di vita. Quindi bisogna rimanere in vita, visitare i posti, essere presenti… non sopporto quelle band che finito il tour sono come “zombies”. Essendo padre, tornato a casa mi metto in modalità “papà”… insomma bisogna lasciare fluire le cose.

Hai anche trovato il tempo per fare da special guest sul nuovo album dei “Theatre des Vampires”…
FERNANDO – Sì, esatto mi hanno invitato ed è effettivamente stato molto difficile trovare il tempo per farlo. Volevo farlo, naturalmente… In Portogallo sono delle leggende per via del sangue (ride). Mi piace molto Scarlet, non solo il lato pubblico, ma anche quello più intimo… è davvero una bella persona. Sono stato sorpreso perché sono diventati molto più heavy… avrebbero venduto tanto sia con che senza la mia presenza… è stato un vero piacere.

Per concludere ? Questo tour celebrativo avrà una qualche pubblicazione speciale ?
FERNANDO – Sì! Il 4 di Febbraio a Lisbona registreremo un live DVD… sarà però qualcosa di più vicino a un film, certo ci sarà il live, ma sarà qualcosa di diverso. Non anticipo altro se non che sarà un progetto che lo renderà diverso dai soliti live DVD.

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