ELVENKING – i lettori delle rune

 

 

ELVENKING: INTERVISTA ESCLUSIVA A DAMNAGORAS •

In vista della loro prossima uscita discografica, prevista per venerdì 30 agosto 2019 via AFM Records/Audioglobe, Metalforce ha raggiunto telefonicamente il leader degli Elvenking Damnagoras. La nuova fatica si intitolerà “Reader Of The Runes – Divination”, primo concept album di una futura trilogia. E’ un assemblage ben messo, fatto di un sound che si dipana tra il power e l’heavy classico, con testi che intrecciano tra loro miti e leggende nordiche, rune, magia e poteri ancestrali.

Avete scelto di suddividere in varie parti le vostre prossime uscite discografiche, di cui la prima è il 30 agosto. Come si è evoluto il processo compositivo?
DAMNAGORAS 
– Per la realizzazione di questo progetto abbiamo dovuto mettere insieme varie sfaccettature. E’ il primo lavoro di una storia che abbiamo deciso di racchiudere in una trilogia e “Reader Of The Runes – Divination” è una sorta di presentazione e descrizione dei personaggi. E’ per noi una sfida, perché si tratta del nostro primo concept.

In  “Malefica Doctrine”, ci sono personaggi che ricordano anche quelli dei racconti di Licia Troisi. Ci potete dire qualcosa a riguardo?
DAMNAGORAS –
Le nostre tematiche, fin da quando abbiamo iniziato a scrivere album, sono sempre state incentrate su tre argomenti fondamentali: il paganesimo, le rune, la narrativa fantasy. Mi piace Licia Troisi come scrittrice e ho letto qualcosa, ma Malefica Doctrine non ha riferimenti ai suoi racconti. Il paganesimo che abbiamo voluto rappresentare è lo sviluppo di una nostra personale visione, che non ha molto a che fare con quella classica dettata dagli storici e dalla Wicca. Per la narrativa mi sento di dire che nella descrizione dei personaggi e delle ambientazioni abbiamo preso dal romanzo di Umberto Eco, ‘’Il Nome della Rosa’’.

In “Sic Semper Tyrannis” parlate di un despota cattivo e crudele, figura edulcorata da una musica molto pesante. Che filo conduttore avete scelto per legare tutto?
DAMNAGORAS –
Questa è la prima parte, in cui descriviamo i vari personaggi che interagiscono con l’uomo incappucciato che abbiamo inserito nella copertina, il lettore delle rune. Il resto, verrà sviluppato in seguito.

Sembra che il “Lettore delle Rune” sia una figura al di sopra degli uomini che ha la facoltà di deciderne il destino. Che cosa volevate rappresentare?
DAMNAGORAS-
L’intera storia che pubblicheremo ruota attorno al nostro bagaglio letterario e culturale. E’ il risultato di una scelta, che serve per generare un piccolo mondo dove testi e musica si intersecano tra loro, perché  vogliamo far sentire l’ascoltatore in un mondo a parte.

Avete detto che il paganesimo da voi descritto non fa parte della letteratura o della cultura religiosa. Qual è la chiave di lettura?
DAMNAGORAS-
Per noi essere pagani significa non far parte di una setta, di una religione o di un gruppo indetto da religiosi. Per la Chiesa, i pagani erano un gruppo di “reietti”. Il nostro concetto parte proprio dalla figura di “reietto”, di “diverso”, un po’ come molti dei nostri fan si sentono. E’ l’essere fieri di non far parte di un cliché della società.

Avete chiamato questa saga “Reader Of The Runes – Divination”. La divinazione è un antico rito con il quale viene predetto il futuro. Per un titolo così importante, è stato necessario un lavoro immane anche da un punto di vista musicale. Che cosa ci racconti in merito?
DAMNAGORAS –
Una delle prime cose che ci siamo detti è che non volevamo entrare troppo nel merito o fare un trattato storico, perché sarebbe stata una cosa non naturale da parte nostra in quanto sono cose che non abbiamo mai vissuto. In ogni caso, per addentrarci nella stesura di questo progetto ci siamo documentati facendo dei piccoli corsi. Sono citazioni, ma la base rimane sempre la letteratura fantasy classica tolkeniana che leggevo da bambino.

Questa volta avete deciso di creare un grosso distacco rispetto ai vostri precedenti lavori, perché ci sono sonorità più dure e meno folk. A cosa è dovuta questa scelta?
DAMNAGORAS – Abbiamo iniziato nel 1997, anno dal quale abbiamo intrapreso un lungo percorso musicale, pubblicando un album il contrario dell’altro. Con questo nuovo lavoro abbiamo voluto guardare oltre, ma senza necessariamente sperimentare, perché ci siamo mantenuti su quello che ci caratterizza da sempre. Eternal Eleanor è quella che più si avvicina al folk.