ELUVEITIE – Questa è la nostra rinascita!

ELUVEITIE: INTERVISTA ESCLUSIVA A CHRIGEL GLANZMANN •

In occasione del concerto di Lacuna Coil, Eluveitie e Infected Rain di Domenica 3 Novembre all’Orion di Ciampino (qui il live report), ho avuto il piacere di salire nel tour bus dei paladini del Folk Metal svizzero Eluveitie e scambiare quattro chiacchiere con il mastermind della band Chrigel Glanzmann. Buona lettura !

Ciao Chrigel! Innanzitutto quello di stasera sarà la seconda data di questo tour europeo. Ti piace questa line-up con band dal sound così diverso tra loro come Infected Rain, Lacuna Coil e voi?
CHRIGEL
– La adoro! Credo che sia una delle line-up migliori di sempre! Mi piacciono entrambe queste band e sono molto entusiasta dell’idea di andare in tour con loro. Sai, credo che ognuna delle tre band abbia un sound unico e riconoscibile. Ognuna di loro ha il proprio stile e fanno la loro musica… insomma non ci sono molte band che suonano come noi o come i Lacuna Coil o gli Infected Rain. Sono gruppi immediatamente riconoscibili e allo stesso tempo le tre band hanno dei punti in comune come il fatto di suonare musica pesante ma allo stesso tempo con tanta melodia, avere delle parti in growl, avere una voce femminile…facciamo cose diverse ma in un certo senso ci “incastriamo” bene insieme

E tra l’altro avete un tour molto fitto… 44 show in appena due mesi e mezzo! Wow! In ogni caso io ultimamente sono stato un pochino sfortunato nel vedervi live dato che le ultime due volte che vi ho visto dal vivo sono state al Bologna Sonic Park a giugno in compagnia degli Slipknot dove faceva un caldo terribile e il vostro show è stato tagliato e al Wacken dove il vostro concerto è stato interrotto per maltempo….
CHRIGEL
– Ah si mi ricordo l’allerta meteo del Wacken! In realtà però in quel caso il nostro show era quasi finito … abbiamo dovuto tagliare solo un pezzo dalla scaletta

Ah beh meglio così allora. Parliamo di “Ategnatos” il vostro ultimo disco. Innanzitutto complimenti perché trovo che sia un album bellissimo probabilmente il più riuscito della vostra carriera assieme a “Slania”. So che il disco ruota attorno al concetto di rinascita della mitologia Celtica. Puoi dirci qualcosa di più a riguardo?
CHRIGEL
– Beh, innanzitutto grazie mille per i complimenti! Quello che abbiamo fatto, e quello che fa il disco, è contemplare le immagini archetipiche nella mitologia celtica e in queste immagini puoi ritrovare il tema della rinascita più volte. Ovviamente non stiamo parlando della rinascita nel senso di reincarnazione, quindi dal punto di vista più induistico, perché non era ciò in cui credevano i celti. Loro credevano nell’immortalità dell’anima, quindi non parliamo di reincarnazione ma di simboli, immagini e metafore che raccontano di eventi che noi viviamo durante la nostra vita fisica. Tutto riguarda il concetto di rinnovarsi. Durante il corso della nostra vita, almeno di questa vita, molto spesso affrontiamo delle esperienze in cui tutto sembra caderci addosso, e tutto quello in cui abbiamo sempre creduto sembra svanire… in un certo senso “moriamo” e parte della nostra vita muore con noi e si può uscire da queste situazioni “rinati”. La cosa fondamentale però è che in ognuna di queste situazione ci poniamo di fronte a una scelta. Anche in questi antichi testi ci troviamo spesso davanti a ad una scelta difronte alla quale possiamo decidere se “morire” oppure no. Metaforicamente è un po’ come se la nostra vita ci portasse di fronte ad una scogliera ma è solo tua la scelta di quello che farai in seguito e se avrai il coraggio di tuffarti da quella scogliera e quindi “rinascere” come una nuova persona oppure no. In quest’ultimo caso è come se rimanessi in uno stato in cui sei già “morto” perché nulla è successo e nulla è cambiato nella tua vita.

Interessante. Inoltre il concetto di “rinascita” può essere anche associato alla tua band visto che questo è il primo album che fate con la nuova formazione (dopo lo split con la cantante Anna Murphy il batterista e il chitarrista nel 2016 nda). In ogni caso è passato qualche anno ormai e immagino che le cose vadano alla grande…
CHRIGEL
– Vero! Comunque sì, sta andando tutto bene

So che tu personalmente metti tanto impegno e impieghi tanta ricerca nello scrivere i testi delle vostre canzoni. Ricordo che nel bonus DVD di “Everything Remains (As It Never Was)” (quarto album in studio degli svizzeri uscito nel 2010 nda), addirittura facesti un dibattito con una professoressa dell’università di Zurigo sui temi trattati nei vostri dischi…
CHRIGEL
– Oh si verissimo… mi ricordo quella professoressa!

Ti dispiace che molta gente ascolta gli Eluveitie senza badare ai testi e al loro significato?
CHRIGEL
– No ad essere sincero no…

Perché immagino che tu i testi li scriva innanzitutto per te stesso…
CHRIGEL
– Esattamente. Anche perché il modo in cui mi sono sempre approcciato ai testi è sempre stato quello di scrivere a riguardo di alcuni temi che per me hanno sempre significato tanto, ma il modo in cui scrivo di questi temi è abbastanza criptico e enigmatico. Non sono mai ovvi, e per molte canzoni è realmente difficile capirne il significato a meno che non conosci già bene i temi e quindi la mitologia e la storia su cui essi si basano. Se conosci già questi argomenti e ti verrà voglia di approfondire, allora probabilmente capirai il senso dei miei testi ma sinceramente non mi importa quante persone lo facciano. Non è quella la cosa importante.

Come è nata questa passione per la storia e la mitologia? È stata sempre stata presente da quando eri piccolo? Magari sono temi che hai affrontato a scuola?
CHRIGEL
– Questi temi sono sempre stati presenti nella mia vita sin dai tempi dell’asilo. Praticamente ci sono cresciuto assieme. Poi non so come sia la scuola oggi, ma quando ci sono andato io ovviamente si studiava la storia e la mitologia del proprio paese, quindi abbiamo appreso le gesta degli antichi Elvetici. Insomma sono temi che sono sempre stati a me molto cari.

Stavo leggendo tempo fa che gli Eluveitie… si pronuncia “Eluvetii” vero?
CHRIGEL
– Sì, bravissimo!

Ottimo! comunque che all’inizio gli Eluveitie sarebbero dovuti essere un progetto “unico”, nel senso che non pensavi ad una vera e propria band ma a registrare un solo album, poi visto il successo che hai ottenuto col primo album ( in realtà di trattava di un EP ossia “Ven”, del 2003 nda) hai deciso di continuare. È andata veramente così?
CHRIGEL
– Hmmm… non proprio. Non è che volessi che gli Eluveitie fossero un progetto “una tantum” unicamente da studio, ma all’epoca questo era l’unico modo in cui la cosa potesse funzionare. Quando ho deciso di formare un gruppo di quel tipo era perché volevo mischiare le mie due passioni musicali più grandi ossia il folk celtico e il Death Metal. La prima volta che tentai di costruire un gruppo del genere fu quasi otto anni prima degli Eluveitie, ma non ha mai funzionato. Ho formato un paio di band ma poi esse tendevano a mutarsi o in gruppi che facevano folk puro o Metal puro e quindi alla fine decisi di lasciare questi gruppi e loro continuarono senza di me. Sai quella combinazione di Folk e Metal all’epoca non era ancora affermata, ed entrambe le scene avevano “paura” di prendere contatti con l’altra. Se eri in un gruppo Metal e dicevi “ehi voglio formare una band ma con le cornamuse e il flauto” i tuoi compagni ti dicevano “sei matto? questi strumenti non sono roba da Metal!” . E per i musicisti folk era la stessa cosa… magari gli facevi ascoltare il Death Metal e dicevano “oddio che è sta roba!? Strillano!? Oh mio Dio!”. Era praticamente impossibile riunire i due mondi, ci ho provato un certo numero di volte e ho fallito sempre, a quel punto ho detto, fanculo la band! Farò un mio progetto e pagherò dei musicisti per suonare in esso, in modo tale che nessuno dei musicisti si sarebbe dovuto legare permanentemente. Quindi mi sono messo a registrare a casa una sorta di demo con tutte le parti che potevo suonare io stesso e poi ho distribuito il cd ai vari musicisti dicendo “ecco queste sono le canzoni, queste sono le linee per i vostri strumenti, per favore imparatele e poi in un determinato giorno potete andare in studio a registrarle”. In questo modo ha funzionato, ed è divertente il fatto che quando registrammo “Ven” ci fu un solo momento in cui tutti i musicisti che non si conoscevano si riunirono insieme per la prima vola… e quella era la foto di gruppo per l’album! Prima non si erano mai visti! Quindi in questo modo ha funzionato. Non era necessariamente il modo in cui volevo farlo funzionare all’inizio ma era l’unico modo in cui potevo registrare i miei pezzi e farli pubblicare. E poi sì, successe proprio quello che mi hai detto tu ossia il CD è andato “sold out” molto velocemente e l’ho dovuto ristampare, ha ricevuto un sacco di belle recensione ovunque, abbiamo iniziato a ricevere tante richieste per degli show dal vivo ecc… a quel punto mi sono iniziato a domandare, “beh forse è il caso di formare una band!”. Però in quel momento era più facile farsi avanti nei confronti di altri musicisti perché da una parte avevo un CD, un prodotto da mostrargli, e gli potevo dire “ecco come suona”, e dall’altra potevo mostrargli che la cosa funzionava, non era una idea stupida e alla gente piaceva! Quindi a quel punto fu più facile ma in ogni caso più della metà dei musicisti che avevano suonato su “Ven” non hanno voluto continuare. Dissero che si erano divertiti a registrare le loro parti ma non avevano alcun interesse a stare in una band del genere. Quindi ho iniziato a cercare nuovi musicisti ma come ho detto prima a quel punto fu più facile. E quindi è così che la nostra prima line-up si è formata e da lì abbiamo iniziato a suonare live, e qualche mese dopo abbiamo iniziato a lavorare al nostro primo album “Spirit”.

Interessante! Ho notato che voi mettete un sacco di impegno anche nell’aspetto più visivo della band, per esempio nei vostri video che sono veramente bellissimi e poi l’artwork nei CD è sempre molto curato… ci sono band che spesso non mettono tutto questo impegno nella parte visiva… ok forse non hanno il budget per farlo… in ogni caso ti diverte l’aspetto dei videoclip, il loro concept ecc?
CHRIGEL
– Assolutamente adoro queste cose! Inoltre penso che un album debba essere un opera d’arte completa quindi anche la parte visiva è importante e i tesi sono altrettanto importanti. È un tutt’uno per me! Onestamente non penso sia una questione di budget, noi non abbiamo mai avuto il budget ma spesso abbiamo fatto tutto da soli. Io mi dedico alla realizzazione di tutte le copertine dei nostri album recentemente mi sono occupato della realizzazione di due lyric videos per “Slumber” e “Worship” ed erano completamente self-made! Avevamo un budget di qualche centinaia di euro per comprare qualsiasi oggetto di scena di cui avevamo bisogno, ma per il resto abbiamo fatto tutto da soli!

Grandi! Parlando del vostro ultimo lavoro “Ategnatos” come lo vedi ora che sono passati circa sei mesi dalla sua uscita? Per quanto mi riguarda è uno dei miei top-album di quest’anno, e io lo vedo leggermente meno estremo dei precedenti e a tratti più sinfonico, specialmente nella title-track. Tu come lo vedi rispetto agli altri dischI?
CHRIGEL
– Onestamente non credo sia più sinfonico, ovviamente ci stanno alcuni pezzi come la title-track che sono sinfonici e bombastici ed è così proprio perché volevamo che il risultato fosse questo… alla fine credo che sia semplicemente un altro disco degli Eluveitie dove abbiamo fatto quello che facciamo sempre e ciò include ovviamente provare cose nuove. Per esempio questo è il disco dove le parti di chitarra sono di gran lunga le più elaborate che abbiamo mai avuto…

Sì, ho notato che avete iniziato a introdurre degli assoli di chitarra nei vostri pezzi! Non credo che precedentemente li abbiate mai avuti…
CHRIGEL
– Abbiamo avuto in precedenza un paio di pezzi con qualche assolo di chitarra ma mai così tanto come in questo disco. Sai questa è la cosa… in ogni album ci piace provare cose che non abbiamo mai fatto prima. Quindi direi che è una naturale conseguenza del nostro precedente disco, e inoltre quando si tratta di una band come noi che è sempre in tour ogni album è una sorta di fotografia che rispecchia il momento in cui siamo, dove siamo ecc..

Già! mi ricordo che rimasi sorpreso quando vidi per la prima volta il videoclip di “Rebirth” (primo singolo dell’album) con gli assoli di chitarra. E a proposito di quel vidoeclip, voi avete pubblicato quel video un sacco di tempo fa. E se non erro avete pubblicato quel video poi siete usciti con l’album acustico (“Evocation pt. II”)…
CHRIGEL
– No il contrario! Abbiamo pubblicato l’album acustico con tanto di singoli e videoclip ma solo un mese dopo abbiamo registrato e pubblicato il videoclip di “Rebirth” che era il singolo per il nostro nuovo album nel nostro solito stile prettamente Folk Metal (al contrario di “Evocation part II” che era un disco folk sì, ma puramente acustico nda)

Ahhh ecco perché mi confondevo… le date di uscita erano molto vicine! E come mai venne pubblicato il video per “Rebirth” così tanto in anticipo rispetto all’album “Ategnatos”?
CHRIGEL
– Beh erano passati tre anni tra l’uscita di “Origins” (ultimo disco prettamente Folk-Metal degli Eluveitie prima di “Ategnatos”nda ) e “Evocation pt II”. Non era mai passato così tanto tempo tra due dischi. Quindi abbiamo registrato “Evocation” la cui uscita era già stata decisa ai tempi di “Origins”…. in effetti abbiamo lavorato ai due progetti parallelamente quindi era chiaro che l’album acustico sarebbe stato il prossimo ma dato che era passato così tanto tempo dal nostro ultimo vero e proprio album in pieno stile Eluveitie che era appunto “Origins”, ed era del 2014, era un sacco di tempo che non pubblicavamo qualcosa di Metal ! Quindi sentivamo veramente il bisogno di rilasciare qualcosa e pensavamo che sarebbe stata una bella sorpresa… inoltre chi è che fa più una cosa del genere? Chi è che rilascia un disco e poi il mese successivo il singolo del disco successivo? Era folle ma molto spontanea come idea!

Sì e penso anche che “Rebirth” sia una delle migliori canzoni del disco!
CHRIGEL
– Già, ed è stata la prima. Avevamo appena iniziato a lavorare al concept di “Ategnatos”e abbiamo quindi scritto questa canzone, “Rebirth” e ci siamo detti, fanculo! Registriamola e pubblichiamola ora! Ma è solo dopo questa canzone che ci siamo messi a lavorare sulle altre ecco perché poi ci è voluto un altro anno per ottenere il risultato finale

Hai qualche canzone dal nuovo album che ti piace particolarmente suonare? E ce ne stanno invece altre che non sopporti più dai precedenti dischi magari?
CHRIGEL
– No in realtà no… per me quando sei un compositore le tue canzoni cono un pochino come dei tuoi figli e quando hai dei figli non vai da loro e gli dici “tu sei il mio preferito”. Li ami tutti ed è un po’ come mi sento io nei riguardi dei nostri pezzi.

Poi credo che anche se dovesse esserci un pezzo che ti ha un pochino stufato perché dal vivo lo hai suonato mille volte, come nel vostro caso “Inis Mona” è comunque bellissimo vedere il pubblico che invece si accende e diventa così passionale!
CHRIGEL
– Sì, e sembra stupido ma ancora adoro suonare quella canzone!

Beh meglio così dato che è una delle preferita dei vostri fan…quali sono invece i vostri piani per il futuro? Mi immagino che vi aspettino un sacco di tour…
CHRIGEL
– Sì, in questo momento siamo nel bel mezzo del tour di “Ategnatos” che è pazzesco, probabilmente il più esteso che abbiamo mai fatto. È passato già quasi un anno dall’inizio del tour … mi pare fosse iniziato a fine gennaio nell’America centrale e meridionale e poi dopo siamo stati in Asia, China, Taiwan, poi la Nuova Zelanda e poi in Europa per una sessione estiva piena zeppa di festival… non abbiamo mai suonato così tanti festival in una sola estate! Poi abbiamo avuto una pausa di due settimane e poi di nuovo in America. Dopodiché siamo ritornati in Europa per questo tour che continuerà fino a Natale!

Immagino che in oramai abbiate suonato in qualsiasi luogo del pianete ospitabile!
CHRIGEL
– Beh, non in Afghanistan per esempio, però in ogni continente sicuro!

Ok Chringel, l’intervista è finita, grazie mille!
CHRIGEL
– Grazie a te!