DORO: il ritorno della regina del metal

DORO: INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA CANTANTE TEUTONICA •

A quasi sei anni di distanza dal suo ultimo album in studio, giunge finalmente il disco che tutti stavano aspettando con impazienza. “Forever Warriors, Forever United” verrà consegnato alle stampe il 14 Agosto e con grandissimo onore, MetalForce vi da una succosa anteprima di quello che potrete ascoltare dopo questi lunghi anni di silenzio in studio. La nostra amata Doro Pesch ovviamente non è stata con le mani in mano e, dopo un lungo tour, ha deciso di regalarci questa perla che non si può non considerare come una tra le migliori della sua discografia. In attesa di poter gustare finalmente questo disco (magari per molti di voi sotto l’ombrellone e con in mano una bella birra ghiacciata), ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni la meravigliosa Doro!

Ciao Doro e benvenuta su Metalforce e soprattutto bentornata in Italia! Per festeggiare i tuoi 35 anni di carriera hai scelto un titolo emblematico per il disco: “Forever United, Forever Warriors”. Hai messo a nudo il tuo vero io oppure c’è ancora una Doro che i fan non conoscono?
DORO 
– No, quello che vedi è ciò che ottieni. Non vi è nient’altro, non include la mia vita privata. Parla di quando sono in tour, sul palco, di quando compongo un disco o scrivo delle canzoni. È bello pensare di avere in mente delle idee che possono essere apprezzate dai fan. Sono così eccitata, sono così felice. È un qualcosa che ti viene fuori da dentro e non sai se si tratta di un brano o di un’idea o di magia. Non vedo l’ora di poter suonare dal vivo! Finora non ho ancora avuto modo di suonare nessuna canzone di questo nuovo album, ma spero che possa piacere ai fan, visto che i pezzi sono nati direttamente dal cuore. Questa è l’assoluta verità, non vi è nulla di costruito, proviene tutto direttamente dal cuore, eccezion fatta per le cover, che amo, ma tutti i brani son nati dal cuore.

“Lift Me Up” è una ballad stupenda, personalmente ho pianto tanto quando l’ho ascoltata la prima volta. Che storia c’è dietro questo brano?
DORO – L’intero disco è stato pensato positivamente per responsabilizzare le persone. Uno dei primi titoli a cui avevo pensato era “Soldiers Of Metal” e ancora “Enpowered United”, ma quando ho scoperto di dover realizzare un doppio album, ho pensato a “Lift Me Up”. È un brano che prova a sollevare le persone e così ho cercato di raccontare una storia: molte volte nella mia vita mi sono ritrovata a vivere situazioni complicate, o meglio disperate, e ho sempre avuto questa sensazione di ricevere aiuto dall’alto… per cui è quasi come se avessi inviato una mia preghiera agli angeli o qualcosa del genere. Ho sempre creduto che funzionasse e, forse tu non lo vedi, ma io ho sempre visto questa grande energia. Una volta, ad esempio, sono stata coinvolta in un brutto incidente mentre ero in tour. Abbiamo avuto questo giorno di riposo durante la vigilia di Natale e il giorno dopo sarei dovuta ripartire nuovamente per il tour. Ricordo che stavo guidando la mia auto in autostrada ed un BMW stava viaggiando ad alta velocità. Mi sono chiesta: “Ma cosa succede?” perché la macchina continua ad avanzare su e giù e ricordo di essermi sentita triste, perché pensavo che fosse finita. Io volevo continuare il mio tour, scrivere ancora canzoni… Continuavo a vedere le macchine scivolare l’una addosso all’altra e pensavo che fosse veramente finita. Ad un certo punto ricordo di aver provato una specie di blackout e ho visto delle persone tirarmi fuori dall’auto che era distrutta. Ho sentito di aver ricevuto una sorta di intervento divino. Da quel momento ho sempre pensato che ci sia qualcosa che ti aiuti anche durante i momenti bui e “Lift Me Up” racconta proprio di questo, di ricevere aiuto dagli angeli o da un qualche potere divino.

Hai dedicato “Living Life To The Fullest” al tuo amato Lemmy. Quanto c’è nel tuo attuale stile musicale in riferimento a lui?
DORO– Ricordo la prima volta in cui ho incontrato Lemmy. È stato in Inghilterra nel 1992-1993, io non parlavo ancora inglese. Eravamo seduti in un pub a bere Whiskey Cola e a fumare sigarette e da subito abbiamo provato questo sentimento di amicizia, quasi come se fossimo migliori amici, anche se io non sapevo parlare inglese. Gli anni poi son passati e ho iniziato a parlare la lingua in modo da poter capire meglio Lemmy, ci siamo fatti delle grandissime chiacchierate. Lui era molto profondo, espressivo ed intelligente, era molto sensibile e lui capiva immediatamente quale sensazione tu potevi provare! Lui ha giocato un grosso ruolo in questo disco a livello di ispirazione, di esempio ed è venuto a mancare esattamente quando sia la melodia che il testo di “Living Life To The Fullest” erano stati composti. Ero al suo funerale e la melodia continuava a ballonzolare in testa, il testo era già praticamente finito, così una settimana più tardi mi sono recata in studio per registrare direttamente il brano. Mi sono detta: “Oh, non sai mai cosa possa succedere domani o da qui a un anno, per cui sarebbe meglio farlo ora!”. A dire il vero ero agli inizi della registrazione del disco e stavo prendendo tutto sul serio. Uno dei primi brani che abbiamo registrato è stato “Lost In The Ozone”, perché è uno dei brani dei Motorhead/di Lemmy che adoro maggiormente, credo che il testo sia così profondo ed espressivo. Uno dei versi finali, non so se lo hai mai ascoltato, recita: “I turned my face to God but his face was turned away”. Quando l’ho sentito, mi sono detta: “Oddio mio”! Non so se riuscirei mai a suonarla dal vivo, perché è una canzone molto commovente, non è facile riuscire a non piangere!

Questo doppio album rappresenta, a mio parere, alla perfezione le due anime che convivono in una donna: l’animo romantico e quello guerriero. In “All For Metal” mostri la tua devozione verso questo genere. Che messaggio speri di lasciare nei metallari di oggi che seguono sempre meno “la vecchia scuola”?
DORO
– Quando avevo 24 anni, in qualche modo ho sentito di dover prendere una decisione: dedicare la mia vita ai fan e al metal. Per una qualche ragione, credo fortemente che i metalheads siano le persone più pure ad avere il cuore al proprio posto e quando ho dei brani di musica, sento che essi debbano essere puri, non importa come. Non devono essere ‘radio-friendly’ o chissà cos’altro, devono essere onesti e puri, possono anche essere heavy o hardcore, selvaggi o ancora espressivi, sensibili, romantici… Per me il metal ha sempre avuto il significato di libertà, con questo disco voglio dare un’energia buona, positiva, sotto ogni singolo aspetto, in ogni modo, proprio per responsabilizzare le persone. Come dicevo pocanzi, uno dei primi titoli scelti per l’album era “Soldiers Of Metal / Empowered United”, ma ho capito che la gente si sarebbe domandata il significato della parola “Empowered”, così ho pensato che fosse una parola piuttosto comune anche se, in realtà, non lo è e quindi avrei dovuto spiegarne il significato. Il titolo, per me, deve sempre essere chiaro! Davvero, voglio mettere le persone nelle condizioni di trarre energia positiva, qualcosa a cui poter credere, qualcosa che non possa svanire o essere addirittura superficiale. Non voglio che si tratti di un qualcosa che ascolti una volta e che svanisca poco dopo! La mia vita è dedicata ai fan, per cui non vorrei mai arrendermi o dir loro addio, finché loro lo vorranno, io lo farò. Finché vorranno sentire qualcosa, io farò del mio meglio per fare qualcosa che possa avere un significato per la gente. Ogni brano è diverso, ha un suo sapore, una sua differente atmosfera, ma ci sono certe canzoni che scaldano il tuo cuore e ti toccano l’anima, lo spirito. Sono contenta di tutto questo lavoro, il dolore ne è valso la pena, perché ogni volta che si compone un disco può essere così doloroso. Sai, non sono una madre per cui non posso sapere cosa si prova, ma realizzare un disco è quasi come dare alla luce un bambino: ogni giorno ti ritrovi a chiederti se uscirà qualcosa di buono e cose simili… ma quando la gente viene da te a dirti che ha amato quella canzone in particolare o che la stessa ha un significato importante per quella persona, sai che ne è valsa veramente la pena!

“Bastardos” è un brano molto potente, idealmente potrebbe essere una sorta di dedica a qualcuno che ci ha fatto del male. Ci sono stati dei “bastardos” cui hai pensato quando hai composto il brano?
DORO –
 Sai, dal momento in cui mi trovo su questo pianeta da parecchi anni ormai, non ho mai percepito il mondo come qualcosa di pericoloso, spaventoso, confuso, mentre invece la gente è completamente pazza. Basti vedere come escono di testa i politici e per questo credo che le brave persone debbano restare uniti e combattere le battaglie buone! Ho sempre avuto un’energia buona, positiva, ma alle volte sento di dover combattere, c’è il tempo di festeggiare qualche evento simpatico, mentre altre volte c’è il tempo di combattere per qualcosa di buono. Bisogna essere liberi, tolleranti, bisogna vivere a pieno la vita… Sai, giusto l’anno scorso ho dovuto fronteggiare parecchie restrizioni: non potevo più andare in alcuni paesi dove ero solita andare in tour o addirittura per tenere dei festival, perché sono una donna! È praticamente impossibile tornare in alcuni paesi, è come se fossimo tornati nel Medioevo, è incredibile! Io credo che per alcune cose tu debba combattere, devi combattere il male, come ad esempio i politici o quella gente che non tratta bene le persone. È un mondo così cattivo….

Mi ha colpita molto “If I Can’t Have You, No One Will”, perché è cantata da due voci in stile “Beauty And The Beast”: molto aggressivo per quanto concerne la voce femminile. È dedicata a qualcuno in particolare?
DORO –  Quando ero giovane, mi è capitato di innamorarmi qualche volta, anche se, a dire il vero, è capitato solamente due volte! Sai, quando si è giovani, non si sa come gestire la propria vita e non si sa come gestire le relazioni, per cui ero arrivata a dire: “Se non posso avere quell’uomo, nessuna lo avrà”. Ero così appassionata, emotiva… quindi, come dicevo, mi è capitato di innamorarmi due volte. Ero così giovane… Pensa, ero innamoratissima di un uomo che è arrivato a sposare la mia migliore amica, per cui in una botta sola ho perso l’uomo che amavo e la mia migliore amica. È stato terribile! Un paio di anni più tardi mi sono nuovamente innamorata, ero veramente presa e innamorata ed è successo che questo ragazzo si fosse sposato con un’altra mia migliore amica. Ero così devastata… però poi ho pensato che se avessi sposato uno di questi uomini non sarei mai stata in grado di formare una band o di fare musica; quindi è successo tutto per delle buone ragioni. È stato straziante, ho dovuto gestire così tante emozioni: ero appassionata, ero così gelosa… Per fortuna sono ricordi legati a quell’era, ho avuto modo anche di fare una canzone con gli Amon Amarth nel loro ultimo album, si chiama “A Dream That Cannot Be”, dove c’è questa specie di duetto molto passionale, dove il ragazzo vuole questa ragazza ma lei non ricambia. È un pezzo molto brutale! È successo, poi, che abbiamo suonato due volte l’album “Triumph And Agony”, l’anno scorso ha festeggiato il suo 30esimo anniversario e ho chiamato per l’occasione il mio vecchio chitarrista, Tommy Bolan. Abbiamo suonato l’album nella sua versione integrale una volta allo Sweden Rock e al Norway Rock. Abbiamo avuto ottimi riscontri e ci siamo divertiti molto. Ci siamo ritrovati persino alle cinque del mattino a improvvisare, pur sapendo che due ore più tardi mi sarei dovuta muovere per prendere un aereo… e invece, alle cinque del mattino eravamo in hotel a suonare, a improvvisare e così ci siamo ritrovati ad avere per le mani questo brano, “If I Can’t Have You, No One Will”. Mi sono così detta: “Questo potrebbe essere qualcosa per Johan”, così l’ho chiamato, gli ho mandato il demo e gli ho detto: “Se vuoi scrivere il testo o le strofe, fai pure” e così Johan ha fatto! È stato bello, non è una ballad, è piuttosto un brano molto appassionato e altresì molto brutale, e questo rappresenta quel lato particolare dell’amore, probabilmente un lato che molte persone conoscono. Ho amato questo brano, è probabilmente un altro grandissimo duetto e credo che Johan sia forse uno dei migliori frontman. Ha tanta buona energia e ha quest’immagine di vichingo tosto, con la barba, ma è una persona molto, molto dolce! Poco dopo le registrazioni siamo diventati buoni amici e questo brano è un pezzo molto bello. È stato un onore per me avere Johan come ospite su questo disco, così come io sono stata molto contenta di essere l’ospite sul disco degli Amon Amarth. Sai, sono una grande fan della band, ho avuto modo di vederli anche al Wacken Open Air. È stato tre anni fa, o forse quattro, ricordo che mi trovavo sul palco ad osservare la loro performance, era presente con me il mio manager e gli ho detto: “Li adoro, li adoro! Sarebbe interessante fare una collaborazione con loro”. Lui rispose: “Sì, sarebbe figo”. Qualche mese più tardi ho ricevuto un’email dalla band, in cui mi veniva chiesto se fossi stata interessata nel realizzare un duetto con Johan! Non ci credevo! Avevamo avuto la stessa sensazione! Adoro la band, adoro Johan, sarebbe bello poter portare questo duetto dal vivo, magari a Wacken?

Purtroppo siamo già giunti al termine del nostro tempo, per cui mi tocca rivolgerti l’ultima domanda. Come ben sai, recentemente è venuto a mancare il grandissimo Vinnie Paul, storico batterista dei Pantera. Ci sarà modo di rivolgergli una dedica o un brano in particolare in occasione di uno dei tuoi prossimi concerti?
DORO – 
Sì. L’album è già stato stampato ed è stato dedicato a Lemmy, lo potrai vedere nel booklet, quindi essendo già stato stampato in precedenza non sarà più possibile aggiungere un’altra dedica, ma sicuramente una dedica verrà fatta al mio prossimo live show.

Ci sarà modo di vederti anche qua in Italia?
DORO – Sì. L’ultima volta che sono venuta qua ho suonato a Brescia, ho saputo tramite vie traverse che il locale, il Colony, non esiste più ed è stato chiuso, nonostante l’organizzatore stia combattendo per aprirne un altro, ma ci stiamo definitivamente preparando per tornare. Non mi importa quale sarà la città, ma certamente succederà l’anno prossimo. Adesso ci saranno i festival, poi faremo un tour a novembre e dicembre, poi nuovamente a marzo, quindi rimanderemo all’anno prossimo!


   elaborazione video:   Federica Borroni