DESECRATE – Back to the roots

DESECRATE: INTERVISTA ALLA BAND.

Nati nel 1995 i DESECRATE si rendono subito protagonisti della scena undergound Italiana. Dopo l’incisione del primo promo CD arriva nel 1998 il primo vero contratto discografico con la MEPHISTO RECORDS che pubblicherà ll primo Full length “MOONSHINY TALES (THE TORMENT AND THE RAPTURE)”. Il disco ottiene ottimi riscontri da pubblico e critica e permette al combo genovese di esibirsi in tutti i più prestigiosi club del territorio nazionale. L’attività viene comunque cessata nel 2001 a causa di divergenze musicali tra componenti della band. Nel 2010 la decisione di rimettersi in gioco e due anni più tardi la pubblicazione di un nuovo album intitolato “XIII, THE DEATH” edito e distribuito dalla finlandese INVERSE RECORDS. I DESECRATE si ripresentano al pubblico in veste rinnovata, anche negli intenti, se pur rimando fedeli al loro sound: death metal di matrice europea strettamente legato alle aggressive e graffianti sonorità dei primi anni 90’, mette in luce alcune innovazioni negli arrangiamenti che uniti all’uso costante del pianoforte, contribuiscono alla creazione di un sound del tutto personale. Nel 2013 l’importante firma con House of Ashes prod. che li porta in un tour italiano e in apertura alla data italiana dei DARK TRANQUILLITY storica band svedese alla quale i nostri si ispirano fin dagli esordi. Nel 2015, sempre sotto HoA prod. il nuovo album ORPHEUS, concept album ispirato al mito di Orfeo, la cui copertina è realizzata da Niklas Sundin storico chitarrista dei DARK TRANQUILLITY. Nel medesimo anno viene pubblicato il video di “To The Hades And Back” diretto dal regista Alberto Bogo (Extreme jukebox, Terror Take Away ecc..). Nel 2017 il secondo video tratto da ORPHEUS è “Nevermore” diretto dal regista Ildo Brizi il quale sceglie proprio il brano in questione per il suo film STRIDOR. Dal 2016 la band è in tour promozionale toccando paesi come Bulgaria, Romania, Ucraina, Malta ecc… oltre naturalmente all’Italia, affiancando gruppi come PYOGENESIS, PRIMORDIAL, ORPHANED LAND, CIVIL WAR, EXTREMA e molti altri. Nei primi mesi del 2019 nuovo lavoro in studio, video del singolo IN HIS IMAGE e tour. Nel Maggio del 2020 realizzano il video lyric del nuovo singolo OBSCURE TIMES.

 

Buonasera Desecrate e benvenuti su Metalforce! La band nasce nel 1995… come e in che circostanze? Un periodo quello degli anni ‘90 in cui c’era fermento nell’ambiente underground, come lo avete vissuto nella vostra città, Genova? Chi è rimasto della formazione dell’epoca ancora oggi?
DESECRATE: Buonasera, un saluto alla redazione di Metal Force e a tutti i lettori. La band nasce nel 1995 come cover band ma, appena la formazione si è dimostrata stabile, abbiamo iniziato a scrivere pezzi originali fin da subito. Gli anni ‘90 furono anni d’oro, come hai detto la scena era pregna di validissime bands. Si andava a vedere i concerti , le sale erano sempre piene e ci si aiutava tantissimo tra gruppi scambiandosi nomi di locali e organizzando date insieme. Era davvero un’epoca dove non si perdeva l’occasione di supportare la scena in qualunque modo possibile. C’era posto per tutti e tutti ci si dava da fare per suonare e supportarsi l’uno con l’altro. Della formazione originale oggi è rimasto Paolo Serboli, batterista. Da dire che fino a tre anni fa era presente anche Gabriele Giorgi, cantante e co-fondatore della band (insieme ad Alessandro Paolini, ex bassista e compositore) e della reunion nel 2009 fece parte anche Francesco Scavo, chitarrista presente dal 1998 al 2015. In tutti questi anni la line up è passata attraverso diversi musicisti tutti molto validi che hanno contribuito in maniera concreta e professionale al percorso della band. Oggi con la formazione attuale, che annovera Edoardo “Irmin” Iacono, Paolo Serboli, Alessio Reale, Oscar Morchio e Gabriele “Hyde” Gilodi, si può dire che si è raggiunta la stabilità sotto tutti i punti di vista.

La scelta del genere death melodic metal deriva dalle influenze e dal background di ognuno dei componenti della band? Come cambia il vostro sound dagli esordi ad oggi?
DESECRATE: Diciamo che il percorso fatto dagli esordi ad oggi ha sempre avuto una base costante nel tempo che è quella della sperimentazione. Le influenze di ogni membro della band che è passato da qui ha lasciato qualcosa. E’ difficile attribuire un’ etichetta al percorso musicale dei DESECRATE proprio perché alla base di tutto c’è la voglia di sconfinare e non porsi limiti. Se proprio dobbiamo dare un elemento di base possiamo parlare di “melodic death” perché il genere, all’epoca, fu la nostra maggiore fonte di ispirazione e, per certi versi, ancora oggi è per noi un punto di riferimento. Ma da allora le cose si sono evolute, e per capirlo basta ascoltare i nostri lavori.

Insomma attività live nel pieno degli anni ‘90 ma anche due demo: “Tranquillity” e “Promo ‘98”. Come si sviluppa lo stile dei Desecrate nei primi anni di attività?
DESECRATE: “Tranquillity” fu il primo demo e fu un’esperienza emozionante per tutti. All’epoca non era come adesso, registrare dei pezzi in studio era qualcosa di importante. Uscire con una produzione (anche solo un demo tape) voleva dire cominciare ad affacciarsi sulla scena nazionale con delle recensioni sulle riviste specializzate, voleva dire inviare del materiale fatto bene ai locali fuori città per poter prendere delle date e soprattutto i fan potevano avere la tua musica da sentire sullo stereo o nel walkman. Dopo “Tranquillity” qualche piccola etichetta indipendente cominciò a chiederci di partecipare a delle compilation, da li venne l’idea di registrare alcuni pezzi inediti da poter offrire come “esclusiva” per questi lavori. Nacque così “Promo ‘98”. Praticamente una sorta di uscita per i soli addetti ai lavori ma che poi, in qualche modo finì sul mercato facendo si che divenne una vera e propria release. Per quel che riguarda lo stile, possiamo dire che fu un percorso che venne piuttosto naturale sicuramente influenzato dalle centinaia di uscite sul mercato di nomi oggi storici, fonti di ispirazione per qualsiasi band underground dell’epoca.

Nel 1999 uscì il vostro primo album “Moonshiny Tales (The Torment and the Rapture)”. Cosa ci dite? Sound, tematiche e stile ad oggi vi rispecchiano ancora appieno?
DESECRATE: Le cose andavano bene, la strada era tracciata, idee e riff per la composizione di pezzi nuovi erano in piena attività. In quel periodo la scena internazionale era più prolifica che mai, come detto eravamo nel pieno delle uscite discografiche che fecero la storia e noi non ne eravamo certo immuni. Le influenze furono tantissime, il “melodic death metal” che arrivava dai paesi nordici da gruppi come Dark Tranquillity e In Flames in modo particolare ci aveva letteralmente travolti. “Moonshiny Tales” nacque sotto queste influenze ma non solo. Ognuno di noi aveva i propri riferimenti, i propri gusti e in quell’album ci finirono tutti. Oggi il nostro stile è sicuramente cambiato anche perché sono cambiate le teste e il modo di lavorare.

Nel 2001 la band si scioglie… perchè? Vi ritrovate poi a distanza di quasi un decennio, qual è la molla che fa scattare il riavvicinamento e la voglia di rimettersi a suonare? Cosa avete trovato di diverso nella scena metal? Quali sono le difficoltà o i vantaggi che avete trovato catapultati 10 anni in avanti?
DESECRATE: La band stava procedendo come un rullo compressore per la promozione di “Moonshiny Tales” su tutti i fronti, sia live che riviste, recensioni, interviste ecc. Più si andava avanti e più aumentava la visibilità. Così, come spesso accade, cominciarono ad arrivare proposte ai singoli membri del gruppo da parte di altre band (qualcuna anche più conosciuta) per lasciare i Desecrate ed entrare nelle loro formazioni. Senza entrare nei particolari, a qualcuno queste proposte piacquero e decise di andarsene. Fu così la fine del progetto proprio alla vigilia del nostro primo tour all’estero. Nel 2009, in maniera del tutto casuale, Paolo incontra Matteo Campora, tastierista e pianista appassionato di black metal il quale propone di lavorare al suo progetto di fare del metal estremo caratterizzato, per quanto riguarda le tastiere, dal solo suono del pianoforte rendendolo protagonista al pari degli altri strumenti. L’idea piacque e ci si mise subito al lavoro. Del progetto fecero parte Alessio Reale alla chitarra e Dave Piredda al basso. Dopo qualche settimana di prove ci accorgemmo che i pezzi avevano qualcosa che poteva ricordare la strada lasciata ai tempi dei DESECRATE, spinto dai ragazzi della band Paolo Serboli ricontattò Gabriele Giorgi e Francesco Scavo decidendo cosi di far rinascere la band. La scena musicale era cambiata parecchio, con l’avvento di Internet è nata la possibilità di accedere in maniera più rapida e semplice a tutto. Pubblicare produzioni, recensioni, interviste, pagine web e social, contatti con i locali, tutto è stato molto più semplice e rapido. Indubbiamente un altro pianeta per chi, come noi, ne veniva dal lustro precedente. Tutto questo però ha un rovescio della medaglia. L’enorme calderone mondiale in cui si perdono decine di migliaia di band e artisti sparsi in tutto il mondo.

Nel 2013 una grande apertura live per i Dark Tranquillity per la loro data italiana, nonché, negli anni che seguono la reunion della band, tour in giro per l’Europa con a fianco nomi del calibro di Orphaned Land e Pyogenesis per citarne alcuni. Quali altri live vi hanno segnato e con quali nomi vorreste suonare in futuro?
DESECRATE: Ogni concerto che prepari, ogni data o tour che fai è una storia a sé, piena di situazioni e aneddoti che difficilmente puoi dimenticare. L’esperienza con i Dark Tranquillity fu la realizzazione di un sogno, ma anche una tappa fondamentale per i Desecrate. Da li in poi abbiamo sempre lavorato con un approccio diverso e più professionale il quale ci ha permesso di intraprendere date e tour insieme ad alcuni gruppi storici del panorama. Con chi vorremmo suonare in futuro? Non ci siamo mai posti questo problema, per noi suonare live è la nostra linfa vitale e ci piace farlo a qualunque livello. Sicuramente oggi, con la pandemia la nostra risposta può essere “Non importa con chi o come, basta poter tornare a suonare!”

Cosa ci dite riguardo a “Orpheus” uscito nel 2015? E’ un disco che sappiamo essere un concept album, le tematiche che affrontate nei testi di solito hanno un filo conduttore in comune che li lega?
DESECRATE: Dopo “XIII, The Death” del 2012 e alcuni cambi di line up, uscì “Orpheus” nel 2015, appunto. L’album fu accolto piuttosto bene da critica e fan. Fu prodotto da House Of Ashes e ci permise di aprire diverse porte. Prima fra tutte la collaborazione con Niklas Sundin (Sentenced, Spiritual Beggars, Turisas, Arch Enemy, In Flames, Dark Tranquillity) per l’artwork, con il regista Alberto Bogo prima e Ildo Brizi successivamente, per i video dei singoli estratti. Per quel che riguarda il concept possiamo dire che “Orpheus” si lega al concetto del suo predecessore, “XIII, The Death”: la morte come cambiamento, passaggio, trasformazione. Il concetto è l’immortalità attraverso ogni forma d’arte; l’uomo diventa immortale nella memoria dell’opera e nell’eternità stessa dell’atto creativo.

Tasto dolente di cui parlare ma doveroso: come state vivendo l’emergenza Covid-19, in cui riversiamo oggi tutti noi? Nonostante la pandemia, avete fatto uscire a maggio dell’anno scorso il nuovo singolo, “Obscure Times”. Siete riusciti a promuoverlo adeguatamente? Che ruolo riveste per voi l’utilizzo dei social media, li odiate o trovate siano utili per chi fa musica? Avete progetti da pubblicare per il futuro?
DESECRATE: E’ molto difficile parlare di questa situazione senza pensare che, qualsiasi cosa si possa dire, è sempre qualcosa di doloroso a tutti i livelli. Per quel che ci riguarda possiamo dire che nonostante siamo stati obbligati ad interrompere quella che era la routine delle prove, come tutti, stiamo comunque riuscendo a lavorare con internet, cosa alla quale siamo piuttosto abituati in quanto abitiamo in due città diverse e per noi è normale svolgere la maggior parte del lavoro in questo modo. Cosi facendo abbiamo scritto un po’ di materiale e, in questo momento ci stiamo organizzando per entrare in studio. “Obscure Times” è un pezzo che abbiamo registrato un po’ di tempo prima del primo lockdown e sarebbe dovuto uscire come nuovo singolo accompagnato da un video che però non siamo riusciti a realizzare per via della chiusura. A quel punto abbiamo optato per un lyric. Per la promozione ci siamo affidati a Cerberus Booking che riteniamo abbia fatto un ottimo lavoro, oltre ad esserci impegnati noi stessi attraverso i nostri canali social. In quest’epoca i social sono diventati fondamentali per la promozione e per la divulgazione dei lavori. I tempi sono cambiati e non adattarsi sarebbe la fine. Come per tutte le cose ci sono i pro e i contro, ma questo è il mondo. Negli anni ‘90 mai avremmo potuto immaginare che con un semplice tasto qualcuno dall’altra parte del mondo avrebbe potuto ascoltare un nostro pezzo in tempo reale, per le nuove generazioni tutto questo è normale, ma per chi ha iniziato 30 anni fa è straordinario.

Grazie per il tempo che ci avete dedicato! Volete lasciare un messaggio ai lettori di Metalforce?
DESECRATE: Grazie a voi di Metalforce per lo spazio che ci avete dato e grazie a Metal Underground Music Machine per l’enorme lavoro che svolge tutti i giorni per la promozione delle band in ambito Underground. Ringraziamo i lettori che sono riusciti ad arrivare in fondo a quest’intervista e li invitiamo a visitare i nostri canali social. Un saluto a tutti e grazie per il grande lavoro che state facendo.