DEATH SS – la luce che attraversa le tenebre

DEATH SS: INTERVISTA A STEVE SYLVESTER •

Quando l’esoterismo incontra il Metal, il binomio è sempre irresistibile, ma pochi sanno rendere vividamente in musica certe tematiche come fanno ormai da 40 anni i Death SS. La band, capitanata dal Negromante del Rock Steve Sylvester, racconta il nuovo album “Rock ‘N’ Roll Armageddon” in anteprima per Metalforce.

Ciao ragazzi, benvenuti su Metalforce.it! E’ un vero piacere ed onore avervi come nostri ospiti oggi. Vorrei subito iniziare la nostra intervista: ho ascoltato il disco in loop ed è spettacolare, e non delude assolutamente le aspettative dei fan! Speriamo abbia un riscontro altrettanto positivo nei fan di vecchia data, anche perché non è facile. Io sono ancora abbastanza giovincella, ma come ben sapete non è sempre facile accontentare i fan di vecchia data. Anche la copertina è molto bella, ricorda molto i film di vecchio stampo, molti anni ’80, un po’ alla Lucio Fulci! Da che cosa deriva il titolo?
STEVE SYLVESTER – “
Rock N Roll Armageddon” è un titolo emblematico che sintetizza in sé la difficile situazione attuale nel mondo, sia economica che politica e sociale. Auspichiamo che la forza del rock n roll possa aiutare le nuove generazioni a risollevarsi… La copertina è stata realizzata da Alex Horley, un disegnatore italo-americano che ha realizzato covers anche per Kiss e Rob Zombie e che solitamente lavora per Marvel e la DC Comics. Rappresenta i nostri classici personaggi horror, traslati in un futuro apocalittico…

Potremmo quindi definirvi una sorta di “Avengers moderni”…
STEVE SYLVESTER – Perché no? Gli Avengers del Metal!

Mi ha colpito molto il brano “Creature of the night”, una canzone abbastanza horror, di vecchio stampo… Si sente molto l’atmosfera goth anche degli anni ’80…
STEVE SYLVESTER – Sì, stilisticamente richiama un certo stile goth tipico degli 80’s, ma arrangiato con suoni assolutamente moderni ed attuali. Parla di una “creatura della notte”, un vampiro, un essere borderline, diverso da tutti gli altri, costretto suo malgrado a sopravvivere in un mondo che avverte freddo, ostile e solitario, mentre fondamentalmente quello che vorrebbe è solamente un po’ di amore..

Ecco, infatti volevo chiederti a che cosa ti fossi ispirato, appunto, visto che la canzone è molto suggestiva, poi, magari, sentirla quando c’è il temporale ti porta facilmente ad immergerti nell’atmosfera! Un’altra canzone molto bella, a mio avviso, è “The Glory”! Mi ha colpita, soprattutto, il fatto che il brano sia più ‘western’ rispetto al resto del disco, è un po’ in stile Morricone, diciamo!
STEVE SYLVESTER – Sì. è una cover di un brano dei Thelema e si riconduce ad un poema di Aleister Crowley (“The Book Of The Law”, ndr). Ho molto interiorizzato questa canzone che amo particolarmente, riarrangiandola nel nostro stile personale, tanto che ormai la consideriamo un brano “nostro” a tutti gli effetti…

C’è qualche aneddoto particolare riguardo a dei brani come “Forever” o “Hellish”?
STEVE SYLVESTER – “Forever” è un brano che ho composto con Al DeNoble, qui presente.. Il testo esorta a combattere giorno per giorno per cercare di realizzare i propri sogni, senza mai arrendersi, coltivando dentro di sé la “fiamma della ribellione” che ci mantiene eternamente giovani. Contrariamente a quanto vogliono farci credere la maggior parte delle religioni totalitarie, bisogna cercare ora, in questa vita, il proprio “paradiso”, senza sottostare passivamente a dogmi e restrizioni che ci mortificano, con la promessa di ricevere una eventuale “ricompensa” dopo la morte…

Come brano di chiusura “Forever” è una canzone molto bella! Mi piace moltissimo, è un brano sempre di vecchio stampo, in stile Iron Maiden, se vogliamo, a tratti…
STEVE SYLVESTER – Sicuramente ha influenze un po’ più “power” e contiene degli ottimi assoli di chitarra!

Esatto! Stavo proprio per dirtelo perché è un brano potentissimo! A me è piaciuto tantissimo dal primo ascolto! Credo che, al momento, sia una delle mie tracce preferite dell’album, anzi… la sento anche dentro, abbastanza mia, perché è piuttosto futurista!
STEVE SYLVESTER – La cosa mi fa piacere perché vuol dire che la tua sensibilità ti ha permesso di cogliere il messaggio che volevamo lasciare, ovvero che in fondo a tanto dolore e distruzione c’è sempre posto ad messaggio di speranza…

Rispetto a quando avete esordito, la scena metal, secondo voi, specialmente quella black metal, come pensate sia cambiata? È cambiata in meglio o pensate che ci sia qualcosa per cui preoccuparsi ancora, ovvero la classica ‘sentenza’ del tipo “Il metal sta morendo, quindi salviamolo!”?
GLENN STRANGE – E’ una domanda difficile! Il Rock, non quindi il solo “black metal” non è morto e non morirà mai! Forse in alcuni paesi è più sofferente, non per la qualità ma piuttosto per una questione geografica! Occorre però il supporto dei giovani, che sono la sola medicina che lo può curare!

Io ho notato, dai racconti che mi arrivavano dai miei genitori o, comunque, dal mio ragazzo che è un po’ più grande di me, che nella scena all’inizio vi era molto più supporto, quindi vi era molta fratellanza! Pensate che, in parte, si sia persa oppure…?
ALDO DENOBLE – Per la mia esperienza sul campo, io non l’ho notato,… anzi! Si è parlato a volte di diatribe tra le band, ma sono cose che lasciano il tempo che trovano! Personalmente non l’ho mai riscontrato.

Parlando di band, molti pensano che i Deathless Legacy siano in qualche modo i vostri “eredi”. Conoscete la band? Cosa ne pensate a riguardo?
STEVE SYLVESTER – Certo, sono nostri cari amici! Sono stato io a suggerirgli il nome! Sono nati come cover band dei Death SS ma sono subito riusciti a sviluppare le loro coordinate musicale con una forte identità, realizzando degli ottimi lavori! Sì, possono essere tranquillamente considerati i nostri eredi, perché gran parte del loro background culturale, anche se sono molto più giovani, è praticamente lo stesso.

Secondo voi pensate che sia possibile ancora oggigiorno raccogliere un’eredità oppure è una cosa più amata e vista in altri stati?
FREDDY DELIRIO – Vediamola così: c’è ancora tempo per lasciare l’eredità, ahahaha. Siamo ancora “giovani!!

Veniamo ora alla domanda più spinosa: avete già espresso ampiamente la vostra opinione riguardo la vostra esibizione all’Agglutination Metal Festival. Secondo voi è possibile o perlomeno ancora accettabile nel 2018 sentire parlare di metal = satanismo, con tutto ciò che ne segue?
STEVE SYLVESTER – Mmmh, che ti devo dire? È una cosa che ci ha lasciato molto sconcertati, sono anni che ci scontriamo con questo tipo di problematiche! E’ triste vedere che nel 2018 ci siano ancora persone così “ignoranti”, così mentalmente chiuse che si arrogano il diritto di sentenziare su cose che non conoscono. Gran parte delle accuse che ci sono state mosse sono state fatte da persone che neppure erano presenti al concerto e che si sono basate sul “sentito dire”. Già questo dice tutto! Per la milionesima volta ribadisco che i DEATH SS fanno uno spettacolo teatrale, sicuramente particolare e horrorifico, rivolto alle persone che ne sono interessate e che pagano per questo un biglietto. Coloro che non ne sono interessati possono semplicemente astenersi! Non siamo andati a suonare in un “luogo di culto” ma in un’arena dove ci hanno chiamato appositamente. Tutto il resto è “aria fritta” che puzza palesemente di strumentalizzazione politica…

Ultima domanda per voi: rispetto a “Black Mass”, quanto si è evoluto il vostro stile musicale?
STEVE SYLVESTER – E’ passato tanto tempo è c’è stata una normale evoluzione del sound… Cresciamo come persone e come artisti, viviamo giorno dopo giorno nuove esperienze ed è naturale che anche il nostro modo di fare musica ne risenta… Diciamo che l’”Energia” di base è sempre la stessa, mentre è mutata la sua forma esteriore…!

C’entra in qualche modo anche la tua rinascita spirituale in questo percorso artistico?
STEVE SYLVESTER – Non si finisce mai di crescere e di imparare per chi vuole mantenere viva la propria intelligenza… Il vero male del mondo non è Satana, bensì l’ignoranza!

Sono pienamente d’accordo. Vi ringrazio davvero per questa intervista, ragazzi! Avete qualcosa da dire ai lettori di Metalforce?
TUTTA LA BAND
 – Un “Satanico” saluto da tutti i ragazzi dei Death SS! Stay Rock!