CYHRA – Nessun santo in paradiso!

CYHRA – INTERVISTA ESCLUSIVA A JAKE E • (English version below)

Lasciatosi alle spalle il suo lungo percorso artistico condiviso con gli Amaranthe, Joacim Berg (in arte Jake E Berg) si è dedicato anima e corpo ad un nuovo progetto musicale che potesse essere completamente suo. Dalla sua voglia di dimostrare al mondo di non essere l’ex cantante di una delle band più in voga del panorama musicale e di avere, quindi, una sua identità musicale molto chiara e forte all’interno di un ambiente sempre più affamato di nuova musica, il musicista svedese ha dato vita ai Cyhra, progetto modern melodic metal che vanta tra le proprie fila niente di meno che Alex Landenburg (Kamelot) e Jesper Stromblad (ex- In Flames).  In occasione del secondo disco della band, “No Halos In Hell”, in uscita questo venerdì per Nuclear Blast, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il cantante di Goteborg che ci illustra la nascita di questa nuova creatura musicale e di un nuovo album tutto da scoprire!

Ciao Jake e benvenuto sulle pagine di Metalforce.it! Prima di iniziare l’intervista vera e propria, vorrei fare un piccolo passo indietro, al 2017 circa. Molti ti conoscono, appunto, per il tuo contributo negli Amaranthe. So che sicuramente te lo avranno chiesto centinaia di volte, ma a me ancora risulta poco chiara la situazione: cosa ti ha spinto a lasciare una band che ti ha, in qualche modo, lanciato nel metal per dedicarti a un progetto che fosse solo tuo?
JAKE E – È una lunga storia, cercherò di farla breve: personalmente, mi sono lasciato tutto alle spalle, il passato è passato, cerco di guardare al futuro il più possibile, anche se sono stato io a fondare gli Amaranthe. Ho creato io la visione che si è poi trasformata in qualcos’altro. Sai, non volevo che la band ne risentisse, avevo un altro percorso che volevo affrontare ed è per questo che ho lasciato la band, volevo perseguire la mia strada. Sai, a volte allontanarsi è la soluzione più semplice.

Ok, torniamo a noi. Oggi, siamo, infatti qui per parlare dei Cyhra. Partiamo subito da una domanda basilare: che cosa significa il nome? Non ti nascondo che io ancora devo capire come si pronuncia!
JAKE E – Il significato? Beh, ad essere sinceri, non significa nulla! Abbiamo cercato di scoprire cosa potesse essere ottimizzato alla ricerca di un qualcosa che si può facilmente trovare, perché oggi giorno è davvero, davvero difficile riuscire ad inventare un nome unico! Ci sono così tante band che, più o meno, hanno gli stessi nomi, quindi stavamo controllando e abbiamo trovato la parola Cyra senza la h nel mezzo. Senza l’ausilio della lettera, si riferisce ad un nome personale e, in qualche modo, significa “luna”. Ho una figlia che si chiama Celine, il suo nome significa “luna” nella lingua latina o in quella francese, quindi ho pensato che fosse un nome interessante; di conseguenza, abbiamo aggiunto la H nel mezzo per farlo sembrare bello! Anche perché ha cinque lettere e un simbolo piazzato al centro.

Nel 2017 avete dato l’annuncio della nascita di questa nuova band e, nello stesso anno, avete prima firmato un accordo con Spinefarm e poi avete dato alle stampe il vostro album di debutto, “Letters To Myself”. Quali sono stati i primi responsi da parte di critica e pubblico?
JAKE E – È stato principalmente buono, direi che al 90% delle persone che ci hanno contattati tramite i commenti ai video e così via il disco sembra essere piaciuto davvero! A volte ci sono sempre questi fan delle nostre vecchie band che ci criticavano, perché pensavano che con l’entrata di Jesper Strömblad in formazione, l’album fosse più orientato su qualcosa in stile vecchi In Flames, una sorta di melodic death metal ed erano delusi riguardo la direzione della musica; a parte ciò, abbiamo avuto i migliori fan durante questo viaggio. Sono stati molto di supporto, è stato fantastico veder crescere la fanbase al punto dove ci troviamo ora e la band esiste da solo due anni.

Potremmo dire che è una sorta di ‘super gruppo’, visto i membri che la compongono: troviamo, infatti, Alex Laudenburg di Kamelot ed ex Luca Turilli’s Rhapsody, Jesper Stromblad (ex In Flames) e Euge Valovirta. Come sono stati reclutati i membri?
JAKE E – Sai, siamo tutti amici, come si tende spesso dire, siamo in questo business da molto tempo, non possiamo farci nulla, siamo amici famosi, eheheh, ma l’intera cosa è partita durante una sessione di scrittura da parte mia e di Jesper. Ci siamo trovati a non sapere cosa volevamo fare di quei brani e così, dopo un po’, ci siamo decisi: “Okay, formiamo una band”. Alex è stato un mio amico per molto tempo, io stesso ho suonato con i Kamelot sette anni fa in veste di corista durante i loro tour e ogni volta che si suonava in Germania, Alex passava a trovarci perché era amico dei ragazzi della band e con il tempo ho imparato anche io a conoscerlo… Quando abbiamo iniziato a considerare l’idea di rendere la band ancora più reale, Alex è stato il primo nome che mi è venuto in mente. Gli ho mandato alcune demo, senza mai dirgli di che cosa si trattasse, gli ho detto: “Hey, ho portato qualche brano, ti va di ascoltare?” e lui direttamente ha replicato: “Semmai dovessi far qualcosa, vorrei farne parte”. È stato molto carino! Con Euge è stata la stessa cosa, seppur in un’altra direzione e, ovviamente, poi si è aggregato  anche Peter. Aveva lasciato gli In Flames e si è approcciato a noi dicendo: “Hey, posso unirvi a voi?”, abbiamo risposto: “Assolutamente”, perché per noi era molto importante che funzionasse l’alchimia della band, avere la stessa visione, gli stessi obiettivi in musica. Non abbiamo formato questa sorta di supergruppo, avevamo delle carriere prima della nascita dei Cyhra, siamo una vera band e ambiamo a diventare la più grande rock band della storia e del tempo, giusto? Un po’ come molte altre band prima di noi, ahahaha!

A novembre presenterete il vostro secondo album, “No Halos In Hell”. Quali sono stati i cambiamenti maggiori rispetto a due anni fa? Sicuramente il primo è da riscontrarsi nella lineup, poiché non troviamo più Peter Iwers, un’altra, sicuramente, è legata al passaggio di etichetta da Spinefarm a Nuclear Blast… e il resto?
JAKE E – Il resto, come menzionavo prima, è questo: quando avevamo i brani già scritti per il primo disco, non c’erano piani, né etichette, ne un’idea di cosa avremmo fatto di quelle canzoni. Non sapevamo se avremmo inciso un disco, ma sai, stavamo scrivendo senza avere alcuna pressione e non avevamo in mente nessuna tipologia di esibizione live quando abbiamo composto il materiale. Sono molto orgoglioso del nostro album di debutto, ma quando siamo andati in tour, ci siamo resi conto che alcune di quelle tracce non erano forti abbastanza in sede live. Non sto dicendo che i brani siano malvagi, solo che alcuni pezzi per una band come la nostra non funzionano dal vivo. Abbiamo tanta energia sul palco e vogliamo davvero interagire con il pubblico, ma sappiamo di avere brani malinconici e un po’ più lenti, dei mid-tempo e via discorrendo… quindi quando abbiamo iniziato a scrivere i pezzi per questo album, la mia priorità principale era di far sì che quei brani potessero essere presentati dal vivo, quindi mi sono costruito questa immagine nella testa quando li ho scritti. Questo è stato il cambiamento maggiore affrontato dai tempi di “Letters To Myself” sino a “No Halos In Hell”.

Se posso permettermi un appunto, vorrei dire che a parer mio i Cyhra hanno un’identità maggiore e più forte rispetto agli Amaranthe (non me ne voglia la band, please). Mi spiego meglio: ascoltando “No Halos In Hell” ho avuto l’impressione di ascoltare ad una band tutta d’un pezzo, possente, percepisco anche una tua maggior libertà vocale ed espressiva, quasi come se tu ti fossi completamente liberato dal passato e fossi rinato, pronto a dare tutto te stesso e il tuo potenziale in una band che, a mio avviso, è molto genuina e meriterebbe il miglior supporto possibile!
JAKE E – Oh, grazie mille! Hai completamente ragione quando parli di emozioni e cose simili! Sai, quando sei abituato a cantare in una band per un paio di anni dove al tuo fianco hai altri cantanti che necessitano del loro spazio e hai lo stesso tempo a disposizione per registrare un album in studio, ti senti un po’ sotto pressione. Credo che valesse la stessa cosa per tutti i componenti della mia precedente band, ma quando sei da solo, all’improvviso ti ritrovi ad avere forse due settimane per incidere le linee vocali, hai il tempo di esplorare nel dettaglio il significato dei testi e anche le emozioni vengono espresse tramite la tua voce in qualche modo. Nei Cyhra le canzoni sono scritte per essere adattate alla mia voce, il che dà un’altra dimensione a tutto quanto!

Effettivamente, pensandoci attentamente, risulterebbe anche assai difficile etichettarvi o inquadrarvi dentro un genere particolare. E’ sì metal, ma sembra una specie di metal pensato un po’ “fuori dalle righe”.
JAKE E – Credo che sia una buona, perché odio etichettare la musica! Capisco che i giornalisti e i fan vogliano avere a tutti i costi un’etichetta da affibbiare al genere di musica che stanno ascoltando, vogliono capire se si tratta di symphonic metal o doom o speed o qualsiasi cosa sia, ma i Cyhra sono una band melodic metal, in qualche modo è moderna. Se dovessi etichettare il genere, opterei per “modern melodic metal”, ma non mi curo delle etichette poste dalla gente. Per me si tratta di buona musica e la buona musica potrebbe essere melodic metal o gli ABBA, perché non importa, fin tanto che la musica è ottima!

Già, la vostra musica è, in un certo modo, molto variegata, dato che non segue un percorso ben preciso!
JAKE E – Esattamente! Voglio dire, la linea che stiamo seguendo prevede dei ritornelli efficaci e melodie orecchiabili, che a volte si tramutano in qualcosa di più veloce, che sembra anche avere dei riff thrash; successivamente, il brano successivo è una ballad power, quindi sì, siamo piuttosto divisi per quel che riguarda questa cosa. Siamo molto aperti sotto il punto di vista musicale, per così dire!

Se dovessi descrivere la band a chi non ha familiarità con voi e suggerendo almeno un paio di brani tratti da ‘No Halos In Hell’ per dargli/le un’idea sul genere di musica proposta, cosa consiglieresti?
JAKE E – Come dicevo prima, direi che si tratta di una band melodic, è metal con ritornelli grandiosi, voce pulita ed un fattore ‘coro’ fantastico. Voglio dire, solitamente la penso in questo modo: costruisco il brano affinché una volta ascoltato, ti rimanga in testa per un po’. Se dovessi scegliere due brani da questo disco, probabilmente punterei a “No Halos In Hell”, la titletrack, e “Battles From Within”. Questi due pezzi rappresentano la diversità che vogliamo avere nella band, è una cosa molto buona!

Parlando, invece, del titolo e della copertina cosa mi puoi dire? Trovo entrambi molto suggestivi, di carattere, specialmente se si pensa che la parola halo dovrebbe rappresentare qualcosa di solare, di angelico e vista l’associazione di testo ed immagine, fa strano pensare a una cosa lucente all’inferno…
JAKE E – La mia interpretazione? Prima di tutto si tratta di un gioco di parole che ha inventato Jesper. Voleva usarlo come titolo del primo album, ma abbiamo atteso l’arrivo del secondo. Sai, “No Halos In Hell” può essere interpretato dall’osservatore in diversi modo, ma per me già le canzoni così come il concept significano mostrare il mignolo alle religione, che è un argomento che non riesco a gestire. Non sto dicendo che la gente religiosa sia cattiva in qualche modo o cose simili, ma credo che la religione, senza alcuna specifica menzione, sia organizzata e che vi sia una grossa ipocrisia, il messaggio è che c’è qualcuno di sacrilego. È per questa ragione che ho scritto questo brano, sai, parlo di come la gente potrebbe essere triste laddove capissero di aver combattuto una vita intera, pensando e credendo che ci sia una vita dopo la morte, dove per qualche motivo credi di poter stare sulle nuvole per l’eternità e, ovviamente, nessuno potrà mai vedere questa cosa verificarsi. Più o meno sono dispiaciuto di questo ma non può essere tutto nero.

Nel disco c’è una canzone molto forte e allo stesso tempo delicata che tratta un tema che sta molto caro a molte persone nel mondo: il suicidio. Parlo del brano ’Battle From Within’, non voglio addentrarmi oltre per vari motivi, ma vorrei chiederti questo: essendo, appunto, il suicidio un tema molto delicato, quali pensi possano essere dei validi aiuti per fornire il proprio sostegno a quelle persone che al di fuori sorridono, ma internamente urlano chiedendo un aiuto silenzioso che non viene ascoltato? Si tende spesso a dire “si poteva far di più per evitare simili tragedie”, o ancora, “non abbiamo fatto abbastanza”. Ti chiedo questo perché anche io ho avuto persone a me care che hanno commesso il suicidio. Ascoltare qualcuno può essere un reale aiuto secondo te?
JAKE E – Prima di tutto, sono molto dispiaciuto della tua perdita, è triste sentire questo e devo dire di essere totalmente d’accordo con ciò che hai detto! Credo che, prima di tutto, ci sia una cultura silenziosa che ha fatto sì che questo diventasse un grosso problema, perché hai questa cosa che funziona in così tanti modi, in tante diverse nazionalità e in diversi paesi, soprattutto per quel che riguarda gli uomini. Dicono che dovresti essere forte, che non dovresti mostrare le tue emozioni e che non dovresti essere debole, per così dire! Per me è un grosso no, perché poi la gente pensa che le proprie emozioni siano più profonde. Io posso parlare per quel che riguarda la Svezia, perché vivo qui e il sistema sanitario è grandioso! Voglio dire, se ti rompi una gamba, tutti lo vedranno e diranno: “Oh, ti sei rotto la gamba. Aggiustiamola, perché possiamo farlo qui in ospedale!”, ma se qualcuno si presenta e dice: “Soffro di malattie mentali”, la gente non ti prende sul serio. Ti diranno di farti forza, che andrà tutto bene… Credo che tutti noi dovremmo cambiare, questa è la cosa più importante, prima di tutto bisognerebbe accettare di parlare dei propri sentimenti, per connettersi a quelle persone che necessitano di aiuto. Ci sono così tante persone che hanno paura di mostrare le proprie emozioni, perché temono il giudizio altrui, temono che la gente possa dire che tu sei una persona debole e via discorrendo… Credo che il sistema sanitario dovrebbe portare le malattie mentali allo stesso livello di cura delle persone che hanno gambe rotte o il cancro.

Ok, cambiamo argomento! Vorrei chiederti ora una cosa in merito all’andamento della scena metal attuale. Molti tendono a dire che ci sono troppe band nuove e spesso quest’ultime tendono a scopiazzarsi a vicenda o a far gara a chi vende di più, a chi ha più sold out in giro per il mondo o a chi fa la musica più figa. Secondo te perché si arriva spesso a questa situazione dove la gente sembra voler dar più peso a cose futili come questa piuttosto che badare alla qualità della musica che offre?
JAKE E – Non ho mai sentito parlare di questa cosa,  credo che la comunità metal – almeno per quel che riguarda le band che conosco – sia l’esatto opposto! Intendo dire che tutte le band hanno alle spalle una grande carriera, come i Kamelot, gli Hammerfall o i Sabaton, ci sono tante band… Quando intraprendi un tuo percorso come nuova band, si tende a chiederti se hai bisogno di aiuto, perché vorrebbero che tu diventassi più grande. Vedo questa sorta di competizione tra band che hanno iniziato da poco, io chiamo questi gruppi “band demo”, sono quelle band che non hanno ancora un contratto, mi riferisco a quelle persone giovani che cercano di provare la loro esistenza a qualcuno… Puoi avere questo genere di mentalità, ma per quel che riguardano le band grosse… Beh, sai, tutte le band qui a Goteborg sono amiche, noi usciamo a bere insieme, andiamo ai rispettivi compleanni, usciamo! Non ho mai sentito alcuna competizione, non credo che tu sia meglio di me solo perché io ho venduto un concerto all’arena o cose simili! Non mi sono mai sentito in questo modo. È questa la situazione che avete lì in Italia?

Sì, ovviamente in alcuni casi!
JAKE E – Okay, è una cosa strana. Sai, Anders Johanssen, il batterista degli Hammerfal, una volta mi ha detto una cosa. Ero così felice per essere stato trattato benissimo durante il tour con la band e lui mi ha detto: “Amico, faccio questo da 30 anni, ho fatto carriera per tutta la mia vita, ma arriverà il momento in cui dovrò fermarmi, perché le cose vanno e vengono. Se dovessi comportarmi male con te, non permettermi mai di suonare un concerto prima che la tua band possa diventare più grande della nostra. Sai, proprio un paio di settimane fa è successa questa cosa, Anders ha lanciato una nuova band (i Tungsten, ndr) e ha aperto agli show dei Cyhra, perché ovviamente era un’opportunità per poter aiutare la band a farsi conoscere, hanno aperto per noi! È così che dovrebbe funzionare!

A novembre, in concomitanza con la pubblicazione dell’album, intraprenderete un nuovo tour europeo. Purtroppo non vi sarà alcuna tappa Italiana, ma speriamo possa esserci l’occasione in futuro. Hai delle aspettative a riguardo? Ti senti pronto a diffondere il verbo dei Cyhra anche on stage?
JAKE E – Assolutamente! Voglio dire, è piuttosto strano il fatto di non essere mai andati in tour in Europa in supporto al nostro primo disco, siamo stati solo negli Stati Uniti. Non vedo l’ora di iniziare questo tour europeo, soprattutto a causa della partecipazione dei Battle Beast, perché sono nostri grandi amici ed è una band pazzesca, specialmente in sede live. Non vedo l’ora di vederli dal vivo, di incontrare i loro fan e via discorrendo. È davvero grandioso poter andare in nuovi territori, voglio dire, abbiamo suonato in Germania e in altri paesi per via dei festival, ma non abbiamo ancora mai suonato nel Regno Unito o in Austria o in Svizzera con i Cyhra, quindi sarà molto carino presentarci ad un nuovo pubblico! Per quel che riguarda l’Italia, io la amo, è un posto fantastico e ci vado spesso in vacanza, mi piace anche suonare lì e ho buoni contatti con le agenzie di booking. Verremo in Italia, prima o poi!

In chiusura, vorrei chiederti: cosa rende, secondo te, i Cyhra così unici? Quali sono gli elementi chiave che vi contraddistinguono dalla massa?
JAKE E – Direi che spicchiamo rispetto alle altre band metal, il cuore pulsante della band è l’amicizia, siamo una band formata da amici. Ci piace uscire insieme, ci piace suonare insieme, è una fratellanza ed è qualcosa insolita per quel che riguarda la mia carriera musicale. Ho suonato e cantato a livello professionale per circa 20 anni! I ragazzi della band sono i miei fratelli, abbiamo un grande management e una buona agenzia di booking. Tutti quanti vogliamo la stessa cosa, non vi è alcuna negatività e quando non ci sono negatività, ti senti più forte, perché lavori come un’unità ed è un qualcosa di molto, molto buono! Per quel che riguarda la musica, cerchiamo di diffondere più gioia possibile, abbiamo ottimi concerti dal vivo e canzoni fantastiche. Solitamente quando la gente ci viene a vedere per la prima volta, diventa quasi subito fan ed è buono! Un’altra cosa insolita, forse, è legata al fatto che noi stessi ci prendiamo il nostro tempo per rispondere ai nostri fan: ogni volta che qualcuno ci invia un messaggio, facciamo in modo di rispondere e mettiamo i mi piace ai commenti, cerchiamo di coinvolgere i fan il più possibile. Quel che dico sempre è che senza i fan noi non saremmo niente! È la verità! Se nessuno comprasse i nostri dischi o venisse ai nostri concerti, noi non avremmo un lavoro, quindi siamo molto grati di questa cosa!

Okay Jake, ti ringrazio per avermi concesso questo spazio e la possibilità di scambiare due chiacchiere con te! Non vedo l’ora di vedere i Cyhra dal vivo in Italia!
JAKE E – Sì, non vedo l’ora! Vorrei incontrarti di persona e vorrei davvero tornare in Italia. Grazie per esserti presa il tempo di fare questa intervista con me e spero che tu abbia apprezzato il disco!!


(English version)

Leaving behind his long artistic path in Amaranthe, Joacim Berg (aka Jake E Berg) has dedicated his body and soul to a new music project who could be only his. From his desire of proving the world that is not only the former singer of one of the most successful bands around and that he has his own clear and strong musical identity in a music business that is getting more and more hungry of new music, the Swedish musician gave birth to Cyhra, a new modern melodic metal project that sees the attendance of Alex Landenburg from Kamelot and Jesper Stromblad (ex-In Flames). On the occasion of the second release, “No Halos In Hell”, that will be out via Nuclear Blast on November 15th, we exchanged a few words with the singer from Goteborg who now introduces us this new band and this second album!

Hi Jake and welcome to Metalforce.it! Before starting the interview, I’d love to make a step back to 2017, more or less. A lot of people know you because of Amaranthe. I know that probably a lot of people asked you the same question all over again, but the situation is still unclear to me: what has pushed you to leave a band that, indeed, has launched you in the metal scene in order to dedicate yourself to a project that could only be yours?
JAKE E – It’s a long story, I’ll try to keep it short: I mean, like, for me personally I’ve left that behind me, I mean, past is the past, I try to look into the future as much as I can, but I was the one creating Amaranthe, you know. I created the vision and that vision turned into something else. You know, I didn’t want the band to suffer over that, I had another path I wanted to go, so that’s why I left it, I wanted to pursue my own thing. You know, sometimes you grow apart, that’s the easiest solution of it.

Ok, let’s talk now about Cyhra. Let’s begin with a very basic question: what does the name mean? I don’t hide that I still have to understand how to pronounce it!
JAKE E – The meaning? Well, to be honest, it doesn’t mean anything! We tried to find out something that was ‘versable’, optimized, that when you search for it, you will find it directly, because nowadays it’s really, really hard creating a unique name! There are so many bands like, more or less, have the same name, so we were checking things out and we found the word Cyra without the h in-between… without it, it’s a person name, that in some meaning, means “moon”, for example. I have a daughter and her name’s Celine, which means “moon” in the Latin language or in the French language, so I thought it was cool and then we added the h in between to make it look good! And also, it has five letters, so that was, you know, you have the symbol in the middle.

In 2017 you’ve announced the world the news concerning the birth of this new band and, in the same year, you’ve also signed a record deal with Spinefarm and released your debut album, “Letters To Myself”. What have been the first responses from both the press and fans?
JAKE E – It was mostly right, I would say 90% of everyone who reached out to us in the comments on videos and so on, seemed to really, really like it! Sometimes I call them ‘gold’?, but sometimes there’s always fans of our former bands, that you know have this criticism about it, because they leave, because of Jesper Strömblad is part of the band, they believe this was gonna be a new claimed album, with the old In Flames melodic death metal kind of music and they were disappointed about the direction of the music, but other than that we had the most fantastic fans during our journey so far. They’ve been really, really supportive, it’s been amazing to see the fanbase grow to where we are today and we only existed for two years.

We could say that Cyhra is a sort of super group, since we find Alex Landenburg from Kamelot and Luca Turilli’s Rhapsody, Jesper Strömblad from In Flames and Euge Valovirta. How have the members been recruted?
JAKE E – You know, we are all friends, as we usually say we’ve been in this business for so long, so we can’t help, we are famous friends, eheheh, but the whole thing started out as a songwriting camp from me and Jesper, where we really didn’t know what we were gonna do with the songs… and then, after a while, we decided: “Okay, let’s form a band out of this”. Alex has been a friend of mine for a long time, me myself I was playing in Kamelot, you know, seven years ago, as a back up singer on tours, whenever we played in Germany back then, Alex always came by, because he was friend with Kamelot guys, so I learned to know him back… and for me, when we were talking like by having a real band, Alex was the first name that popped up in my head. I sent him over some song but I never told him what it was, I just said: “Hey, I brought some song, do you wanna hear?” and he directly said: “If you ever do something for this, I wanna be part of it”, so that was really, really nice! And then Euge was exactly the same, but on another direction… and then, of course, Peter joined as well. He left In Flames and he approached us, saying: “Hey, can I join?” and we said: “Absolutely”, because for us it was very important that the band’s chemistry worked, having the same view, the same goals with our music and we never formed this kind of supergroup, we just had careers before this and prior to Cyhra, but we’re a real band, we’re aiming to be the biggest rock band of the hystory and time, right? Like any other band before, ahahah!

On November 15th you’ll release your second album, “No Halos In Hell”. What have been the biggest changes compared to the ones you’ve dealt with two years ago? The first one is indeed connected to the lineup, since Peter is not there anymore, then the passage from Spinefarm to Nuclear Blast… what about the rest?
JAKE E – The rest, as I mentioned before, when we wrote the songs for the first album, we had no plan, we had no labels, we had no idea if we were just gonna write songs, if we were gonna make an album and record, but you know, we were just writing with no pressure and we never had a live performance in mind when we wrote the songs. I’m so proud of our debut album, but when we’re touring, we realized that some of those songs were not strong enough in the live set. I don’t mean they are bad songs, it’s just like some songs just don’t work live when you are a band like us, I mean we have a lot of energy on stage and you know, we really want to interact with the audience, but we have some songs that are melancholic and a little bit slower, mid-tempo and so on… so when we started to write songs for this album, my main priority was to make sure that those songs were gonna be able to perform great live, so I had a live set already in mind when I wrote those songs, so I think that is the biggest change that we made from “Letters To Myself” up to “No Halos In Hell”.

If I may tell you my own point of view, Cyhra has indeed a stronger music identity compared to Amaranthe (I hope the band won’t be disappointed by this vision of mine). I explain better: listening to ‘No Halos In Hell’, I’ve been under the impression of listening to a real new and powerful band, I sense also a greater vocal and expressive freedom in you, as if you were unleashing yourself from the past and it’s like you kinda reborn, in order to allow yourself to give the fullest potential with a band that, indeed, is very genuine and who could deserve a greater support by anyone!
JAKE E – Oh, thank you very much! You’re completely right on that part, when it comes to the emotions and stuff like that! You know, when you’re used to play in a band for a couple of years where you have two other singers who also need their space and you have the same time to record an album in the studio, you know, you always feel a little bit pressure. I think all of us always did that in my former band, but now that you’re alone, all of a sudden you have maybe two weeks to record your vocals, to have it tight completely deep into the meaning of the lyrics and the emotions are also expressed in your voice in another way; also now in Cyhra the songs are written to fit my vocals perfectly which also gives it another dimension, I think!

Indeed, thinking of it carefully, it may be hard to label you within a single label or music genre, because yeah, it’s metal but it seems you’ve thought outside the box!
JAKE E – I think that it’s good, because I hate labelling music! I understand that journalists and fans want to have a specific drawer with what kind of music they listen to, if it’s symphonic metal or doom metal or speed metal or whatever it is, but Cyhra is melodic metal, in one way modern. I usually call it like, if you just have to label it or something, “modern melodic metal”, but I don’t care what the people label, for me it’s good music and, you know, good music can be melodic metal, can be ABBA, because it doesn’t matter as long as music is good!.

Yeah, indeed your music is very varied in a way, since it doesn’t really follow one path!
JAKE E – Exactly! I mean, the line that we follow, I guess we have hooky choruses and catchy melodies, then sometimes we go into the faster pace and you know, like do almost kind of thrash riffs and the next one is a power ballad, so yeah, we’re pretty divided when it comes to that. We’re pretty open on the musical space, so to say!

If you were to describe the band to somebody who’s not familiar at all with you and if you were to pick two singles from ‘No Halos In Hell’ in order to give him or her a picture of the music you do, what would you suggest?
JAKE E – I would say, as I said before, it’s melodic, it’s metal with great choruses, clean vocals, a great sing-along factor. I mean, our “duty” is usually built up that way, as that you heard that song one time, you will have it stick into your brain a little bit and if there are two songs from this album, I would probably show ‘No Halos In Hell’, the lead track, and ‘Battles From Within’. Those two songs represent the diversity that we have as a band and it’s really good!

Talking about the album title and the cover, instead, what can you tell? I think they’re both peculiar, especially if you think that the word halo may suggest something shiny, angelic and given the association of these words and the image itself, it sounds strange to think of something shiny in hell…
JAKE E – In my own interpretation, first of all it’s a play of words that Jesper came up to and he wanted to be the title for the first album, but we waited for the second release. You know, ‘No Halos In Hell’ can be interpreted in so many ways for the observer, but for me the whole song and the concept around it is that I give the little finger to religion, which I just don’t really cope with. I don’t say that religious people are bad in any way or whatever, but I just think that religion, no specific religion mention, I think is about organized religion, but I think it’s a big hypocrisy and that the message is someone sacrilegious. That’s why I wrote this song, I write things that, you know, about how sad people would be if they were to understand that they only fight for their live to think and believe that there’s a life after, for some reason, that you believe that you’ll sit somewhere upon the clouds for the eternity and, obviously, no one will see it happen but, more or less, I say I’m sorry but it’s all can be black.

In the album there’s also a very strong and intimate song that deals with a topic that is very dear to a lot of people out there: suicide. I’m talking about ‘Battle From Within’. I don’t wanna dig into it too much for so many reasons, but I would like to ask you this: I personally had one loss ten years ago in the family, for the same reason and since then, given the delicacy of this theme, I’ve always heard people saying: “maybe you or we haven’t done enough” or “we could have done more in order to avoid this tragedy”. My family for so long asked the same questions without having a full answer to it. Listening to somebody could be a real help in your opinion? I always thought that life is one and if people are facing some trouble, they shouldn’t give up, they should fight even more, but I realize that sometimes is hard to talk about your own problems, because you’re afraid of not being understood. What do you think?
JAKE E – First of all, I’m very sorry for your loss, it’s sad to hear and I must say I just agree with every word you just said! I think that, first of all, it’s this silent culture that has made this become a big problem, because in so many ways and so many different nationalities and different countries, you have this thing work, and especially when it comes to men, you shall be strong, you should not show your emotions and you know, you shall not be weak, so to say! I think this is a big no, because then people just think that their feelings are deeper and deeper into themselves. I could only speak for Sweden, because I live here but the health care system here is great! I mean, if you break the leg, everyone sees that, like: “Oh, you broke your leg, let’s fix it, because we can fix broken legs here at the hospital”, but if you come in and say: “I have a mental issue”, people don’t take you seriously, they more or less say that you can cheer up and it’s gonna be fine. I guess that’s the most important thing that we need to change, first of all we need to make it accept to talk about your feelings, to reach out to people that need help. There are so many people that are afraid to show their emotions, because they are afraid of what people are gonna say, that the people are gonna say that you’re weak and so on… and I think that the health system should take mental issues at the same level as they treat people with broken legs or cancer.

Now I’d love to ask you something concerning the current metal music scene. A lot of people tend to say there are too many bands around and that usually these bands tend to copycat themselves or to start a competition about who’s the one who sells more copies, or who has the most sold out shows around, or again who’s the one in making very cool music. In your opinion, why do we tend to reach this point where people seem to pay more attention to the competition they create around instead of paying more care and attention to the music itself?
JAKE E – I have really never heard of that, I think that the metal community – at least for all the bands I know – is the complete opposite! I mean, bands that have had a great career like Kamelot or Hammerfall or Sabaton, tons of other bands… I mean, when you come up as a new band and they ask you something like “We want you to be bigger”, I see this kind of competition between bands who recently started. I mean, I refer to them as “demo bands”, bands who don’t have a record deal yet, when you met young guys that you know are trying to prove their existance to someone… You can have this mentality going around, but for bigger bands… you know, all the bands here in Goteborg are all friends, we go out drinking, we go to each other birthday’s parties and you know, we hang out! I’ve never felt any competition, I don’t think you’re better than me, because I sold out this arena or something like that! I’ve never felt that way. Is that the situation you have in Italy?

Yeah, of course it is, a lot!
JAKE E – Okay, that’s weird. You know, Anders Johanssen, the drummer, he told me once when I was on tour with Hammerfall, he told me because I was so happy because I’ve been treated so well and so on, and he told me: “Dude, I’ve been doing this for 30 years, you know, I’ve been climbing up the ladder my whole life, but that one time that I will come down, you know, everything goes up and down. If I’ll behave like a dirt bag to you, you will never let me play a show before your band is going bigger than ours”. You know, a couple of weeks ago that happened, so Anders has a new band and they opened up for Cyhra, because obviously that was an opportunity to help the band to stand out, they opened up for us! That’s the way it should be, I think!

On November, you’ll embark on a new European tour. Unfortunately you won’t play in Italy but I hope there’ll be a chance for it. Do you have any expectation concerning this European leg? Do you feel ready to spread Cyhra’s word on stage as well?
JAKE E – Absolutely, I mean, it’s pretty weird, we never did a real European tour for our first album, we only toured the States. I’m really looking forward to this European tour, especially because of Battle Beast, because first of all Battle Beast is great friends of ours, it’s a fantastic band and it’s even better live. I can’t wait to see them perform, to meet their fans and so on, but also it’s really, really great coming to new territories, I mean we played in Germany, some other countries were festivals, but we never played in UK or Austria or Switzerland yet with Cyhra, so it’s gonna be really, really nice, to show us to a new audience! For Italy, I love Italy! It’s a fantastic country that I love to go on vacation, I love to play there too and, you know, I have great contacts when it comes to booking or something like that. We will come to Italy one day or the other!

As the final question I’d love to ask you this: in your opinion, what does make Cyhra so unique? What are the key elements that identify yourself from all the other metal bands?
JAKE E – I would say that we stick out from all other metal bands, like from the core of the band it’s a band of friends. I mean, we love hanging out, we love playing with each other, it’s a brotherhood and that is something that has been unheard for me in my musical career and I’ve been playing music professionally for almost 20 years! So, you know, the guys in the band are my brothers, we have a great management, a great booking agency like everything is just like, you know, we all want the same thing, there is never any negativity going on… and when there’s no negativity going on, it makes you stronger because you always work as a unit and that is something really, really good! When it comes to the music, we just try to spread as much joy as possible, we have great live shows and great songs, so usually the people that see us live for the first time, they usually become fans and I think that is a great thing! Another thing that maybe is unheard is that we take a lot of time to respond our fans: anytime anyone sends us a message, we always make sure that we reply to them and we like the comments, we include our fans as much as possible, because what I’ve always said is without our fans, we’re nothing! That’s the truth! I mean, if nobody bought our albums or came to our shows, we wouldn’t have a job, so we’re really thankful for that!

Okay Jake, thanks for giving me this spot and for allowing us to interview you! So I will wait for you and the band to come to Italy!
JAKE E – Yeah, I can’t wait! I would love to meet you in person and I really would love to come to Italy, so thank you for taking the time to interview me and I hope you liked the album, by the way!