CRAZY LIXX- Liberi per sempre

Photo credits: Ilaria Degl'Innocenti

 

CRAZY LIXX: INTERVISTA ESCLUSIVA A DANNY REXON • (English version below)

Metalforce, durante la seconda giornata del Metalitalia.com Festival 2019, ha intervistato Danny Rexon, leader e fondatore degli svedesi Crazy Lixx. “Forever Wild”, uscito recentemente in seno alla Frontiers Records, è il sesto lavoro in studio, ispirato a sonorità classiche anni ’80, ma che abbraccia allo stesso tempo uno stile personalizzato più schietto e moderno, ben assemblato. Tra riff di chitarra, giri vorticosi di basso e batteria, si può apprezzare a pieno il messaggio principale della band, il concetto di libertà, che Danny spiega in modo dettagliato.

Ti vediamo in veste di produttore per la seconda volta. Com’è oggi Danny Rexon paragonato al Danny cantante di prima?
DANNY –
Adesso ho un’esperienza più forte perché ho iniziato a produrre gli album da solo. Chiaramente, ho avuto molte responsabilità  a cui pensare, anche per le registrazioni di “Forever Wild”. C’erano un sacco di cose che non sapevo e che ho imparato strada facendo. La differenza sostanziale tra prima e ora, quindi, è che ho imparato qual è il punto in cui devi iniziare e devi finire, cosa correggere: è questo ciò che è importante da capire.

E’ anche la seconda volta che pubblichi un album con la stessa line-up: non era mai avvenuto prima nella storia dei Crazy Lixx, visto che c’erano sempre stati riassetti e cambi tra un lavoro e l’altro.
DANNY-
Non avevamo mai avuto la possibilità di farlo. E’ stata la prima volta in cui sono state coinvolte le stesse persone e questo si è sentito sia nella musica che nei brani, perché abbiamo dato il massimo. 

Jens ha iniziato nel 2015 con la vostra band come turnista, ma poi è diventato effettivo.
DANNY –
Sì, inizialmente era entrato per alcuni show, poi è diventato parte della band.

Avete sempre avuto un riferimento artistico riguardante l’hard rock stile anni ’80. “It’s out” contiene influenze che ricalcano i Bon Jovi, mentre i Def Leppard e gli Skid Row sono molto più marcati in “She’s  wearing yesterday’s face”. Com’è cambiato  il songwriting?
DANNY –
Sì, le influenze alle quali mi ispiro ogni volta che scrivo, sono più o meno quelle di sempre, anche se mi piace scoprire nuove band e nuove sonorità. Il songwriting è fondamentalmente rimasto lo stesso: non mi sono mai posto degli obiettivi precisi, ma idee che poi ho sviluppato. 

“Eagle” e “Silent Thunder” sono due brani molto diversi tra loro, anche come testi. Nelle parole e nelle immagini dei video appare il concetto di volare. Perché? Qual è la vostra licenza poetica?
DANNY –
Il concetto di libertà è presente in tutto il lavoro, che in questo caso riguarda le Freedom Forces. “Silent Thunder” è la prima canzone che abbiamo scritto, ed ecco perché per il videoclip abbiamo scelto il film degli anni ’80, “Top Gun”. Era quello che più si addiceva a ciò che volevamo rappresentare.

Jack Kerouac e Laurence Ferlinghetti nelle loro poesie si soffermano spesso sul concetto di libertà. In che ottica si pone ‘’Forever Wild’’?
DANNY –
Ciò che concettualmente intendo per libertà, è uscire dalla routine quotidiana. Quando gli anni passano, tendiamo sempre di più a rinchiuderci in azioni meccaniche che ogni giorno svolgiamo, perché c’è una famiglia a cui pensare e le responsabilità aumentano. Le occasioni per andare ai festival o a un concerto con gli amici diventano sempre più rare. Non intendo dire che devi rimanere ventenne per sempre: è lo spirito libero che rimarrà dentro di te. Ecco perché il titolo dell’album è “Forever Wild”. 

Avete da sempre proposto uno stile schietto e univoco. Questa volta, avete dichiarato che il vostro ultimo lavoro in studio è da festival estivi. Che cosa intendete dire?
DANNY –
Abbiamo voluto proporre canzoni dirette, composte da riff studiati per un’interpretazione live. 

Siete conosciuti anche in Giappone, terra che per una band europea non è facile da conquistare. Con che formula vi siete approcciati a questa  particolare fetta di mercato?
DANNY –  La distanza è stato il nostro principale problema: è una spesa considerevole affrontare un viaggio fin là. Abbiamo incluso una bonus track in lingua giapponese, perché  non abbiamo mai incontrato fino ad ora i nostri fan. E’ per questo che abbiamo omaggiato il Giappone con una canzone. 

I Crazy Lixx esistono dal 2002, un ampio gap temporale durante il quale ci sono state vicissitudini che hanno coinvolto direttamente la  line up. Come si può riclassificare il processo evolutivo della vostra musica nel corso degli anni?
DANNY –
Quando abbiamo iniziato a suonare, non si poteva parlare di mercato, perché ancora non si era creata una vera e propria scena. Erano agli inizi anche i Crashdïet e gli Hardcore Superstar. E’ passato molto tempo da quando abbiamo fatto uscire il nostro primo singolo “Do Or Die” e da allora le cose sono cambiate vertiginosamente.

Adesso, siete uno dei pilasti di questo genere, lontani da quando avete aperto ai Crashdïet con Dave ancora vivo alla voce…
DANNY –
Abbiamo calcato grandi palchi e anche la nostra esperienza da musicisti è maturata nel tempo.

Prima di questo album avete interagito attivamente con i fan, facendo su facebook più di un live stream. In molti hanno espresso la loro preferenza per sentirvi anche in show acustici. Non ne avete in realtà mai fatti, perché?
DANNY –
Erano dirette che ho tenuto dal mio studio,  una cosa per me del tutto nuova. C’erano moltissimi followers che sono stati ad ascoltare quello che avevo da dire. Per quanto riguarda la domanda sugli acustici, le nostre canzoni sono fatte per i live show in elettrico, quindi non ne abbiamo al momento in programma.

Avete anche spiegato cose riguardanti i Crazy Lixx, così come il perché una delle tue pietre miliari sono i Def Leppard. Che cosa ti ha colpito in particolare della loro filosofia?
DANNY –
Mi piacciono molto i Def Leppard, soprattutto perché negli album in studio sono elastici nei cori. 

Nella band adesso ci sono i due Jens e Chrisse. Come hanno contribuito alla parte melodica?
DANNY –
Credo che questa sia una delle formazioni più longeve e stabili, come ho detto prima, della nostra carriera.  E’ stato molto importante  non solo in sede di performance dal vivo ma anche per la composizione dei brani, in cui c’è un po’ di ognuno di noi.

Chrisse Olsson prima militava nei Dirty Passion. Come questo bagaglio ha influenzato il vostro stile?
DANNY –
Siamo stati fortunati, perché nel momento in cui noi eravamo rimasti senza chitarrista, i Dirty Passion stavano abbandonando le scene. Chrisse era libero e ha quindi accettato di far parte della nostra band.

Che consigli daresti alle nuove band che iniziano ora a suonare, in veste di produttore discografico?
DANNY –
A differenza di comporre musica a casa tua, con il tuo pc, fare rock significa suonare con le proprie forze, prendere uno strumento in mano dal vivo e condurre uno show. Posso consigliare di non mollare troppo frettolosamente, ma di continuare. E’ molto difficile, ma bisogna crederci. 

Come trovi la scena degli ultimi anni, comparando tra loro le città che hai visto durante i tour in tutto il mondo?
DANNY-
Ci sono molti locali che hanno chiuso i battenti negli ultimi anni, non solo in Svezia, ma in tutta Europa. Credo che questo dipenda dal fatto che i giovani di oggi non hanno recepito il concetto di rock’n’roll come le generazioni più vecchie di metallari. Non ho visto un vero ricambio generazionale. 



(English version)

CRAZY LIXX: EXCLUSIVE INTERVIEW WITH DANNY REXON •

Metalforce, during the second day of Metalitalia.com Festival 2019, interviewed Danny Rexon, leader and founder of the Swedish Crazy Lixx. “Forever Wild”, recently released on Frontiers Records, is the sixth studio album, inspired by classic 80’s sound, embracing at the same time a more modern sound, put in a well-assembled personal style. Between guitar riffs, whirling bass and drums, you can fully appreciate the band’s main message, the concept of freedom, which Danny explains in detail.

This time we see you as a producer. How is Danny Rexon today compared to Danny singer?
DANNY –
Now I have a lot more experience because I started producing the albums by myself. Clearly, I had a lot of stuffs to think about, even for the “Forever Wild” recordings. There were a lot of things that I didn’t know and that I learned along the way with experience. The main difference between the beginning to now is that you know a lot more about when you need to start and when you have to finish, and what you have to correct: the most difficult things to understand.

It is also the second time you released an album with the same line-up: it had never happened before, since there had always been rearrangements and line-up changes.
DANNY – We’ve never had the chance to do it before. It was ultimately the first time that the same people were involved and this was felt both in music and in songs, because we gave it our all the best. 

Jens started with your band as a session musician in 2015, then he became a real member.
DANNY – Yes, he had initially entered for some shows, then he joined the band definitively. During your career you have always had an artistic reference with the hard rock of the ’80s.

 “It’s out” has influences that follow Bon Jovi style, while Def Leppard and Skid Row are much more marked in “She’s wearing yesterday’s face”. How has your songwriting been changed?
DANNY – Yes, the influences that inspire me every time I write, are more or less the same, although I like to discover new bands and new sounds. The songwriting has basically remained the same: I never set myself specific goals, but only ideas that I later developed.

Eagle “and” Silent Thunder “are two very different songs. The meaning of flying often appears through the lyrics and images of your videos. Why? What’s your inspiration?
DANNY – The concept of freedom is present in all the work, which in this case concerns the Freedom Forces. “Silent Thunder” is the first song we wrote, and that’s why for the videoclip we chose the film of the 80’s, “Top Gun”. It was the one that best suited this song.

Jack Kerouac and Laurence Ferlinghetti often talked about Freedom in their poems. What’s the meaning of Freedom you put into “Forever Wild” lyrics?
DANNY – What I mean for  freedom is to get out of the routine. As the years passed, we tend more and more to shut ourselves up in a sort of daily routine, because there is a family to think about. Going out to festivals or to a live concert with friends are becoming more and more rare, even if  you would like to quit yourself from everyday life. I don’t mean to say that you must remain twenty forever: it’s the free spirit that will remain within you, which is why the title of the album is “Forever Wild”.

You have always offered a unique style. This time, you stated that your last studio album had been studied for summer festivals. What do you mean?
DANNY – This time we should offer more direct songs, which were suitable for a live show, composed by riffs suitable for a live interpretation.

You have also landed on the Japanese market, a country that is not easy for a European band to conquer. How did you approach to the market of this country?
DANNY – The long distance was the real problem: it is very expensive to take a trip there. We have included a Japanese-language bonus track in “Forever Wild” to honor this country. We have never met our fans so far and that’s why we decided to include a song written in Japanese language.

Your band existed since 2002, during which time there were many  changes in your line up. How can the evolutionary process of your music be reclassified over the years?
DANNY – When we started playing music we couldn’t talk about a real market, because we hadn’t yet created a real scene. Crashdïet and Hardcore Superstar were also at the beginning. It’s been a long time since we released our first single “Do Or Die” and since then things have changed really much.

Now, you are one of the main acts in Europe, far from when you opened to Crashdïet and there was still Dave on vocals …
DANNY – We walked big stages and also our experience as musicians changed and growed up over time.

Before this album you interacted actively with your fans, doing more than a live stream on facebook. Many of them expressed their preference to see also acoustic shows. You never actually made them, why?
DANNY – They were direct from my home studio and for me it was something completely new. There were many followers who were listening to what I had to say about it. As for the question about acoustics, our songs are made for live shows in electric.

You have also explained many things about Crazy Lixx, as well as why you’re inspired by Def Leppard. What has particularly impressed you in his philosophy?
DANNY – I really like Def Leppard, especially because in studio albums they are very flexible even for choirs.

In the band there are now the two Jens and Chrisse. How did they participate to the melodic part?
DANNY – I think this is one of the most stable formations, as I said before, of our career. It was very important especially for live performances and also for the composition of the songs, in which there is a bit of each of us.

Chrisse Olsson first worked in Dirty Passion, which plays another style. How did this experience influence your style?
DANNY – We were lucky, because at there same time we needed a guitarist, Dirty Passion were leaving the stage. Chrisse was free and therefore agreed to be part of our band.

What advice would you give to new bands that are now starting to play, as a record producer?
DANNY – Unlike composing music at home, with your PC, playing rock means playing with your own strength. I can advise you not to give up too quickly, but to continue. It’s very difficult, but you have to believe it.

How do you find the scene of the last few years, comparing the cities you saw all over the world?
DANNY – There are so many venues that closed during the recent years, not only in Sweden, but throughout Europe. I think it depends on the fact that today’s young people don’t understand  the concept of rock’n’roll like the older metalheads. I haven’t seen a true generational change.