Corrosion Of Conformity – quattro chiacchiere con l’anarchia!

CORROSION OF CONFORMITY: INTERVISTA ESCLUSIVA CON PEPPER KEENAN •

 

In attesa della serata che ha visto a Roma come headliner i Converge, accompagnati dalla storica band Corrosion Of Conformity, noi di Metalforce ne abbiamo approfittato per fare quattro chiacchiere con il frontman di quest’ultima: Pepper Keenan, che ci ha concesso il suo tempo per rilasciarci una piccola intervista davvero originale!

Iniziamo parlando del vostro ultimo album, “No Cross No Crown”. Secondo molti è una sorta di ritorno alle origini dei Corrosion Of Conformity: come mai questa scelta?
PEPPER – Beh, era giunto il momento di farlo. Le persone non sono costanti, a volte vogliono tornare indietro, altre volte vogliono andare avanti. A volte tornare indietro è una cosa positiva. L’ultimo album che abbiamo fatto tutti insieme è stato “In The Arms Of God”, e quello sembrava un trampolino per andare avanti, ma poi invece il risultato è stato diverso. Alla fine si fa ciò che viene, non ha senso controllare troppo, si inizia a scrivere un pezzo e quello prende una vita propria.

“The Luddite” è uno dei pezzi preferiti dei fan: ci si ritrova lo stile dei Black Sabbath e ci fa ritornare ai vecchi Corrosion Of Conformity. Cosa pensi di questo brano?
PEPPER – Beh, io e Reed (batterista, n.d.r.) abbiamo scritto questa canzone in circa 20 minuti, poi l’abbiamo provata un paio di volte, e poi ci abbiamo scritto sopra il testo. Come dicevo, una volta che hai l’idea, il pezzo prende vita per conto suo, ed è da stupidi cercare di controllarlo.

E cosa puoi dirci dell’artwork?
PEPPER –  Ci abbiamo pensato io e Vance Kelly, con cui lavoro per le copertine. Forse non tutti lo sanno, ma abbiamo avuto l’ispirazione per il titolo da una chiesa in Inghilterra. Una volta deciso il titolo, sapevamo già come doveva essere. Abbiamo fatto un po’ di ricerca fra le immagini, e alla fine abbiamo deciso per un artwork che rappresentasse visivamente il sound dell’album.

Ora che la band è di nuovo riunita, cosa farete? Ci sono delle novità in cantiere?
PEPPER – Finito questo tour abbiamo un paio di festival, poi torniamo in tour negli Stati Uniti con i Black Label Society e gli Eyehategod, per circa un mese, e poi torneremo nel Regno Unito con gli Orange Goblin e i Fireball Ministry. La nostra intenzione, poi, è di tornare in Europa a febbraio.

Nelle vostre scalette non mancano mai pezzi come “Albatross” e “Clean My Wounds”: che effetto fa suonare questi pezzi e vedere che sono ancora molto apprezzati?
PEPPER – Beh, ci sono moltissimi pezzi, di ogni periodo, ovviamente i classici non possono mancare. Cerchiamo di scrivere una setlist che possa accontentare tutti i fan, quindi questi pezzi non possono non esserci.

Il vostro ritorno in Italia è stato a lungo atteso. Cosa pensi dei fan italiani?
PEPPER – Personalmente, l’Italia, la Grecia, la Spagna e il Portogallo sono i posti in Europa dove preferisco suonare. La gente, il loro modo di fare… mi sento veramente a mio agio qui!

Ti ringrazio!
PEPPER – Ma è la verità! Ok, in Germania ci si diverte… ma qui ci si diverte di più!

Com’è essere in tour con i Converge? Avete due stili completamente diversi!
PEPPER – L’ultima volta che abbiamo suonato con i Converge è stato in un festival in Svizzera. Sono grandi ragazzi! Sono autentici, così come lo siamo noi. È vero, facciamo musica molto diversa, ma l’intensità che ci mettiamo è la stessa.

Personalmente ritengo che i Corrosion Of Conformity siano una band simbolica della scena metal e che siate una grande ispirazione per molte band. Cosa pensi della scena metal attuale?
PEPPER – Dipende da molti fattori. Ad esempio, al giorno d’oggi molti giovani mi fanno ascoltare le loro demo e i loro album, e capita spesso che si ispirino a cose mai sentite prima. Ci sono molti giovani che sono dei veri mostri a suonare la chitarra. Ci sono molte band buone, a mio parere.

Nella storia della band, avete cambiato stile spesso. Avete iniziato con l’hardcore punk, per poi passare al metal. C’è qualcosa che vorresti cambiare del tuo passato?
PEPPER – Oh, no! Se sei un musicista devi evolvere, non puoi passare tutta la vita a suonare sempre la stessa roba che suonavi a 16 anni. È una cosa che non puoi controllare, come dicevo prima, prendi ciò che hai e lo usi per fare del tuo meglio. Ancora adesso quando suoniamo “Albatross” i ragazzi che amano l’hardcore punk si scatenano, ma ora ho 50 anni, non posso mica mettermi a cazzeggiare con delle band hardcore! All’epoca facevamo quella roba, ed era giusto così, ma poi abbiamo dovuto uscirne e fare qualcosa di nuovo… anche se l’hardcore è uno stato mentale!

Cosa ti aspetti dai fan di Roma stasera?
PEPPER – Non ne ho proprio idea! Neanche una fottuta idea! (ride, n.d.r.).

ringraziamo Ivan Spurio Venarucci per la preziosa collaborazione

 

  elaborazione video Federica Borroni