CONCEPTION – La grande rinascita

CONCEPTION – INTERVISTA ESCLUSIVA A ROY KHAN •

Dopo il buio, torna sempre il sole. In seguito ad un periodo lungo, considerato da molti suoi fan quasi interminabile, che lo ha tenuto lontano dalla scena musicale internazionale, Roy Khan torna nuovamente in pista e questa volta lo fa in grande stile, portando alla luce la sua band primaria, i Conception. Assenti, ormai, dai riflettori da oltre due decadi, la prog-power metal band norvegese rivive di nuova luce e nuova linfa vitale e regala al grande pubblico una piccola anticipazione del frutto di tanti anni di lavoro, “My Dark Symphony” (qui la recensione). Un ritorno, questo, particolarmente atteso soprattutto dai fan di lunga data dei Kamelot, ancora molto affezionati alla figura umana ed artistica di Roy Khan che, in questa esclusiva intervista rilasciata a Metalforce, ci racconta dei cambiamenti vissuti in questi ultimi sette anni, della sua rinascita personale e professionale e ci svela qualcosa in più su questa sentitissima e voluta reunion dei Conception.

Ciao Roy e benvenuto su Metalforce.it! Personalmente per me è un grandissimo piacere e un grandissimo onore averti qua con noi! Come stai?
ROY – Grazie, piacere mio, davvero! Sto davvero bene, come tutti quanti voi sapete sono tornato con i Conception, abbiamo pubblicato questo singolo e questo nuovo EP, stiamo preparando alcuni concerti… Già, la vita è bella!

Vorrei rompere subito il ghiaccio parlando, appunto, di te e dei Conception. Ben 21 anni sono passati dalla release di “Flow”. 21 lunghissimi anni. Cosa vi ha portati a questa pausa? Cosa vi ha spinto a tenere il progetto in standby per così tanto tempo, considerata poi la vostra lunghissima amicizia e il vostro forte rispetto reciproco professionale!?
ROY –  In seguito alla pubblicazione di “Flow”, mi aggregai ai Kamelot o forse è stato qualche anno più tardi… Da quel momento le cose si sono evolute con i Kamelot, sai, ero impegnato e pensavo a molte cose. Oggi potrei pensarla diversamente, perché in questi giorni la gente fa collaborazioni e side projects su larga scala, come c’è da presupporre. Ai tempi Tore era occupato con gli Ark e Arve era impegnato con i Crest Of Darkness… Eravamo impegnati, di conseguenza non c’era il tempo per riattivare la band e tutto il resto stava andando avanti. Come tu stessa hai menzionato, siamo sempre rimasti grandi amici, ci siamo incontrati regolarmente e non abbiamo suonato a lungo. Ero felice in merito a questa reunion, quando l’avevamo valutata nel 2005, in occasione dell’anniversario di Scream Magazine in Norvegia, quando poi abbiamo anche ricevuto l’invito a suonare al Prog Power negli Stati Uniti.

Devo ammettere che molti tuoi fan – inclusa la sottoscritta – hanno sperato a lungo in un tuo ritorno sulle scene dopo la dipartita dai Kamelot. Molti, ad esempio, erano fermamente convinti che saresti tornato entro una decina d’anni in veste solista… Mai e mai si sarebbero aspettati di rivedere “in vita” i Conception! Cosa vi ha spinti a tornare sulle scene?
ROY – No, no, nemmeno io sono giunta alla conclusione di come siamo tornati tutti insieme, anche perché sono passati almeno sette anni dal mio abbandono dai Kamelot a questo, ma Tor mi ha contattato alcuni anni fa, forse due o addirittura tre anni fa, per sottopormi alcuni brani che stava abbozzando, e Tor ai tempi stava scrivendo molto, tutto il tempo! Non ricordo se fossi stato io ad essere stato ingaggiato per fare qualcosa o cosa, ma certamente qualcosa dentro di me si è acceso e mi ha spinto a tornare, a fare nuovamente musica; quindi ci siamo messi sotto a scrivere nuovo materiale durante queste sessioni di songwriting ed è stato fantastico ritornare con i ragazzi, sono musicisti grandiosi, considerando anche che sono amici, quindi è un’ottima combinazione! Ci siamo divertiti, abbiamo messo insieme qualche bel brano, il risultato al momento è rimasto uguale con i Conception e con l’EP “My Dark Symphony”, rilasciato poco prima di natale.

Invece, cosa ha spinto te a tornare?
ROY – Come ti dicevo prima, non so cosa mi abbia spinto, forse era un processo che dovevo affrontare, per prepararmi o forse è stata solamente una combinazione di questo. Sai, attualmente ho un lavoro stabile, ho lavorato in chiesa nel club giovanile, ho anche lavorato un po’ come insegnante, ho incontrato persone favolose e mi sono divertito, ho passato molto tempo con la mia famiglia… sai, questo processo è aumentato senza alcuna fretta o slancio di voler tornare, volevo fare ciò che amavo, ovvero cantare e comporre canzoni o, se vogliamo vederla sotto un altro punto di vista, scrivere canzoni ed esibirmi. Beh, era ora, era giunto il momento!.

Quali sono state le emozioni che hai provato nel tornare di nuovo ad abbracciare la tua band primaria, tornare a fare la musica che ti piace?
ROY – E’ stato fantastico, voglio dire, questo è stato un processo graduale per noi, non è stato un “Boom” dove tutti quanti noi siamo tornati insieme. è partito lentamente con alcune poche idee basilari e queste sono, poi, sfociate in qualcosa su cui abbiamo lavorato e si sono sviluppate col tempo. E’ veramente bello essere ritornati con questi fantastici musicisti, Tor è anche un grandissimo compositore, è davvero un successone! Non vedo veramente l’ora di andare là fuori e suonare dal vivo con questi ragazzi, bisogna vedere come funzionano i Conception in sede live.

Possiamo quindi dire che la magia è finalmente tornata? Che i Conception si sono ritrovati per il bene di tutti, in particolar del vostro?
ROY – Sì, sì, lo puoi dire! Certamente non è qualcosa che facciamo così per fare, molte band si affidano a queste reunion per guadagnarci qualche soldo in più e tutta la gloria, ma non è questo il nostro caso! Per qualche ragione, mi sono chiesto: “E’ veramente ciò che voglio fare?”, la risposta è positiva e la ragione è attribuibile alla qualità della musica e il talento musicale è davvero fantastico, questa è la ragione principale, fin tanto che riusciremo a produrre musica che ci rispecchia. Se alla gente piace e ci ascolta, va bene, è fantastico! La questione primaria è che vogliamo essere felici con ciò che ci piace fare e lo siamo! E’ una cosa buona!

In un periodo dove alcune band sembrano quasi non avere più stimoli o non aver più sinergie tra i vari componenti della formazione, è una cosa bellissima vedere e percepire così tanto entusiasmo e così tanto rispetto reciproco! Si percepisce proprio una gran bella sinergia, ci eravate davvero mancati ragazzi!
ROY – Grazie! Grazie! Voglio dire, il mio obiettivo è far felici le persone, soprattutto quelle che hanno aspettato così tanto a lungo! Ci rende felici!

Per festeggiare questo gradito evento, ad ottobre avete rilasciato l’EP “My Dark Symphony”. Come è stato accolto dal pubblico?
ROY – E’ stato fantastico! E’ iniziato tutto con la nascita di questa campagna fatta ad aprile. La campagna è andata molto bene e il feedback che abbiamo ricevuto sin dall’inizio è stato travolgente! Avevamo avuto qualche problema con la casa discografica che ha facilitato la campagna, non so se tu ne fossi a conoscenza ma vi sono state delle cose che, lentamente, sono state riorganizzate. La campagna in sé è andata molto bene, il supporto ricevuto dai fan è stato enorme; anche la accoglienza del nuovo materiale è stata grandiosa, abbiamo anche raggiunto buone posizioni, molto alte, su iTunes, specialmente nelle classifiche in Norvegia, raggiungendo anche il secondo posto in Svezia, così come in Finlandia, dove siamo arrivati terzi, credo! Abbiamo raggiunto la top 10 in diversi paesi. Considerando il fatto che noi siamo una band con l’appoggio di una nostra etichetta, ovvero abbiamo prodotto noi stessi, abbiamo pubblicato noi in maniera indipendente e l’organizzazione che abbiamo è disponibile, non è come fare i conti con una compagnia grossa quindi ciò che abbiamo raggiunto con questa nuova release è, a parer mio, fantastico! Ora siamo concentrati sui lavori live, vedremo che cosa succederà più avanti!

Questo disco anticipa in qualche modo un prossimo ed atteso full lenght o…?
ROY – Sì, l’EP è una release indipendente. Certo, vi sono un paio di tracce che avremmo potuto fare meglio, ma al momento non abbiamo piani concreti in merito a cosa arriverà in seguito. Ci stiamo focalizzando su questi nuovi show, a questi concerti che terremo in primavera e in estate. Questo è attualmente il nostro obiettivo primario, dopodiché vedremo che cosa succederà…

Come ti sei sentito nel ritrovarti nuovamente in uno studio di registrazione dopo così tanto tempo?
ROY – E’ stato interessante, lo è stato! Sai, sono entrati in molti studio durante questo percorso, anche nel periodo tra i Kamelot e i Conception. E’ stato bello entrare e registrare la propria musica, sapendo che sarebbe diventata una pubblicazione fisica, che sarebbe potuto essere un EP, un CD, la mia prossima release! E’ stato interessante! Una cosa diversa, questa volta, è l’aver fatto tutto nei nostri studio, a casa nostra, ma è andato tutto bene

Parlando, invece, dei brani, erano già pronti durante il tuo periodo di riposo, o sono stati pensati e scritti in previsione del disco?
ROY – Le canzoni sono state scritte insieme alla musica, sì!

Come dicevo poco fa, la pausa dei Conception è durata oltre due decadi. Come sai, il tempo cambia ma anche la tecnologia e i metodi di promozione cambiano. Per quest’ultimo EP, se non sbaglio, avevate incuriosito anche i fan offrendo un paio di estratti e addirittura avete offerto lo streaming dello stesso su molte piattaforme digitali. Un grosso cambiamento rispetto agli anni ’90, per cosi dire… Si potrebbe dire che, in qualche modo, vi piace coinvolgere i fan e dar loro ciò che vogliono?
ROY – Ci sono due facciate di questa situazione: oggigiorno è molto più facile raggiungere e comunicare con le persone con tutte queste diverse piattaforme, social medias, poiché vi sono diverse piattaforme che ti permettono di lanciare la tua musica e hanno facilitato questa campagna di raccolta fondi, hanno aiutato a diffondere la musica; d’altro canto, la competizione è diventata molto più imponente, perché oggi giorno tutti possono fare queste cose! Ci sono molte band là fuori, ve ne sono molte che sono ottime. Ai tempi quando incidevamo i dischi e li pubblicavamo sul mercato in maniera tradizionale, era già difficile, perché non era facile ottenere un contratto discografico, era ardua avere un buon budget. Credo che la cosa primaria sia avere musica e talento, bravura con una certa integrità, per essere in grado di aprirti un varco. Se possiedi queste qualità, ce la farai in qualche modo, almeno a lungo termine, poiché queste qualità e questa integrità ti verranno in aiuto! Saranno sempre apprezzate e richieste dalle persone, dai fan!.

In effetti, se si pensa a come andava la promozione ai tempi, le case discografiche giocavano quasi un ruolo totale, autoritario, mentre oggi l’artista può autopromuoversi, con o senza il consenso dell’etichetta…
ROY – Sì, questa situazione si lega circa alla tua precedente domanda. Una cosa veramente interessante è il poter controllare noi stesso ciò che pubblichiamo, ai tempi avevi a disposizione solo una certa somma di denaro, ti recavi in studio, registravi il tuo disco, consegnavi il mastering e incrociavi le dita, sperando che l’etichetta potesse fare del suo meglio per promuovere la tua musica! A volte, magari, non faceva proprio il meglio… ad ogni modo, al giorno d’oggi possiamo solo colpevolizzare noi stessi: se mandiamo tutto a rotoli, è colpa nostra, siamo noi quelli da condannare. Possiamo solamente girarci intorno più velocemente, perché noi possiamo prendere una decisione e renderla un’azione subito, il che implica inviare email alla compagnia, discuterne tra noi, contattare il nostro rappresentante dell’etichetta, poiché lui può prendere in mano la situazione e darle una forma, poi presentare tutte le idee al nostro rappresentante della compagnia. Questo è un processo che, la maggior parte delle volte, richiede molto tempo perché va avanti e indietro, richiede molta energia. Il modo in cui lavoriamo ora è molto più efficace e molto più piacevole! Non lo gestiamo comunque noi, abbiamo la nostra casa discografica, siamo sì noi quattro, ma dietro c’è una grande squadra, molto professionale, a cui spetta un particolare campo. Un’etichetta non farà mai un determinato lavoro per te, lo farà per se stessa.

In merito alla promozione, questo EP è stato reso disponibile anche in vinile? considerando, poi, che questo supporto è tornato molto di moda negli ultimi anni, sarebbe un’idea carina per chi ama LP con tutti i suoi dettagli, le foto, il cartoncino…
ROY – Sì, sì, assolutamente! A proposito, è stata una gran bell’esperienza! Quando abbiamo ricevuto la prima prova su vinile, beh… Devo dirti che non ho più nessun lettore intorno, sto rivalutando di acquistarne uno anche per testare questi formati, il mio l’ho dovuto fornire ad un club e ho fatto finta di comprare un nuovo lettore, cercando di sistemarlo con un buon sistema. Mi sono comunque seduto e ho ascoltato questo LP, pensando che avesse diverse sonorità, diverse frequenze, un sound diverso, ma mi ero reso conto che si trattava di “My Dark Symphony”. Mi sono seduto e mi sono detto: “Wow! C’è qualcosa nel formato vinile che non esce fuori con quello digitale!”. Ho notato poi l’artwork di copertina e devo dirti che mi mancavano quei giorni dove c’erano queste visual grandi, questi enormi cartoncini che tenevi di fronte a te, già! Il vinile è davvero interessante, fico, amiamo quel tipo di supporto!

Pensi che i vecchi album dei Conception possano essere ristampati, in qualche modo? Molti vecchi album, ad esempio, sono ormai “out of print”, fuori produzione e ai fan costa molti soldi recuperarli…
ROY – Sì, lo capisco totalmente! Credo che i diritti ora siano detenuti da BMG, ma la buona notizia è che stiamo negoziando – o meglio, ci sono persone che stanno facendo un negoziato adesso – per far qualcosa con quel catalogo. Voglio dire, non ha alcun senso tenere quel materiale lì senza che nessuno faccia qualcosa, nessuno ne sta traendo profitto o guadagno e nemmeno noi, per cui la gente va a dare un’occhiata alla nostra musica su Youtube… per cui sono certo che possa accadere qualcosa in questi anni, vedremo! Vedremo che cosa riuscirà a fare il nostro manager!

Vorrei ora parlare di te. Personalmente, ho un ricordo veramente bellissimo di te e dei tuoi ultimi live con i Kamelot. Parlo ovviamente della mia persona: ricordo l’unico live in cui ti vidi allo Z7 di Pratteln qualche anno fa. Per me fu un momento entusiasmante! Ricordo anche che tu stesso, ai tempi, condividesti la foto che ci siamo scattati sul tuo profilo Myspace. Grazie ancora! Quando pochi mesi più tardi venne dato l’annuncio del tuo abbandono, ti giuro, ci rimasi malissimo perché fu letteralmente un fulmine a ciel sereno! Da allora sei praticamente sparito, hai fatto una cosa che nessuno, forse, sarebbe in grado di fare. Senza rimarcare troppo cosa è successo, poiché è stato reso noto da più fonti, che cosa ti ha spinto a staccare letteralmente la spina dal mondo?
ROY – Beh, stavamo diventando sempre di più una band di successo, stavo vivendo la mia vita non in salute, sentivo di vivere questa cosa da rockstar. Da una parte, mi sentivo un musicista pieno, una rockstar, dall’altra ero un ragazzo normale, un padre di famiglia e via discorrendo… Tutto questo, combinato con uno stile di vita molto complicato, mi ha devastato. Probabilmente dall’esterno tutto sembrava essere giusto, sembrava andar bene, io ero veramente al vertice della mia carriera, alla fine ero in grado di guadagnarmi da vivere con la musica, con ciò che sognavo da quando ero un ragazzino! Alla fine, tutta la fama, tutto il successo, tutta questa egomania non erano ciò di cui avevo bisogno, mi ha distrutto, mi ha rovinato. Durante l’estate del 2010 non riuscivo nemmeno più a dormire, avevo seri problemi nel dormire per settimane, credo di aver dormito… beh, molto, molto poco per circa sei o sette settimane. Per settimane dormivo a fatica, stavo lentamente impazzendo, è abbastanza strano vedere te stesso uscire di testa, perché ne sei consapevole ma sai che stai passando un brutto periodo e non è un’emozione proprio piacevole! Insieme a questo disagio legato alla mancanza di sonno, mi sentivo mentalmente e fisicamente consumato, alla fine dell’estate o addirittura all’inizio dell’autunno sapevo che questa situazione non sarebbe potuta andare avanti, dovevo andare via! Dieci minuti prima di calcare il palco al Wacken Open Air, nel 2010, ero consapevole di aver finito, per cui dal backstage mi recai al main stage sapendo che stavo giungendo alla fine, sapevo che era la fine, sapevo che non avrei voluto tenere più altri concerti, sapevo che avrei potuto cancellare l’imminente tour americano che stava per arrivare. Dopo il Wacken, ho partecipato ad altri due o tre festival, è andata così! Prendere quella decisione ha fatto schifo, la vita nei Kamelot era grandiosa, eravamo un grande team, ma non riuscivo più a sopportare quello stile di vita, non riuscivo a fare i conti con il successo, con me stesso. Mi mancava l’essere me stesso. E’ stata una buona decisione, era una scelta che dovevo fare, non me ne sono mai pentito. So di aver deluso molte persone e, ovviamente, il resto dei ragazzi della band, ma ero devastato! A quel punto della nostra carriera si sono trovati questa situazione con il cantante, ha sprecato molto tempo. Già, dovevo farlo!

Quanto è cambiato Roy Khan in tutti questi anni di silenzio?
ROY – Oh wow, beh, credo di essere cambiato gradualmente nel corso degli anni.. Ho decisamente un ego minore rispetto a quello che avevo in passato, sono molto più incline ad ascoltare le persone, penso di essere meno arrogante, sono più umile e sono molto più open minded, di più larghe vedute rispetto a come ero in passato. Certamente vivo la mia vita in un modo molto più sano rispetto a prima.

Al momento quali sono i vostri piani futuri? Avrete modo di tornare live sul palco?
ROY – Faremo un concerto in Spagna il prossimo 15 giugno, è l’unico show che faremo quest’anno al di fuori della Norvegia. A dirti la verità, il nostro piano era quello di non programmare affatto nessuna data per quest’anno. Abbiamo ricevuto questa proposta da un festival, il Karmøygeddon, che si trova in Norvegia e ci siamo detti: “Ok facciamolo!”. Faremo pochissimi concerti, terremo questo e alcuni show di ‘riscaldamento’ a Kopervik, nella nostra città, alla fine di aprile. Sarà la prima volta che calcheremo un palco dopo 15 anni, beh parliamo di circa due decadi… Faremo questi due show al di fuori della Norvegia, quest’altro festival, il Rock The Coast, in Spagna, in Malaga, credo? o qualcosa di simile… Fuengirola? Successivamente parteciperemo ad un festival dove ci saranno gli Slayer, Volbeat e Tesseract venerdì 28 giugno. A parte questi cinque show, non vi sarà alcun piano di farne altri per quest anno. Credo che capiremo il perché, ehehe.

Roy, per me è stato un piacere ed un grandissimo onore aver potuto parlare con te, oggi, davvero!
ROY – Il piacere è stato tutto mio, davvero!

Come sai, da tradizione le parole finali spettano sempre al nostro intervistato, quindi a te la parola!
ROY – Vorrei solamente dire una cosa ai nostri fan in Italia: grazie per aver atteso così pazientemente per tutti questi anni, non vedo davvero l’ora di tornare lì e vedervi, ragazzi, di persona! Ciao Italia!