CETI – 25 anni di sinfonia metallica

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CETI – INTERVISTA ESCLUSIVA A GREG KUPCZYK E TOMMY TARGOSH •

Non si poteva di certo rinunciare a conoscere meglio e a scoprire tantissimi aneddoti di una band, probabilmente poco nota a noi italiani, CETI, che è diventata sicuramente il simbolo della scena hard’n’heavy della Polonia, da più di 25 anni ormai! E’ stato quindi un piacere poter parlare con un artista carismatico e poliedrico come il buon Greg Kupczyk, fondatore del gruppo, ex storico vocalist dei Turbo (altra storica realtà polacca degli anni ’80 da conoscere), una vera e propria celebrità nel suo paese, dove gli sono stati dati molti riconoscimenti per la sua lunga e longeva carriera nel mondo della musica rock e non solo!
Alla piacevole chiacchierata si è unito anche il nuovo membro del gruppo,Tommy Targosh (basso), entrato ufficialmente nell’organico nell’Aprile 2013, per sostituire Bartek Urbaniak, lo storico bassista, uno dei pilastri della formazione sin dal lontano 1995, affetto da una grave malattia. Tante le domande che ci hanno permesso di ripercorrere alcune tappe fondamentali della loro carriera, costellata da più di 15 album (tra studio e live): dagli esordi nell’ottobre del 1989 al concerto con un’orchestra sinfonica in un teatro nel 2008, dalle influenze iniziali del rock classico all’evoluzione sonora che mischia elementi di musica classica, locale insieme ad una solida base di sano heavy metal. Ma andiamo quindi a conoscere direttamente i CETI, attraverso le parole dei diretti interessati, che si sono rivelati molto simpatici e disponibili a raccontarci la loro interessante storia!

Prima di tutto, vorrei personalmente ringraziarvi per il prezioso tempo che ci avete dedicato, a noi di METALROCK. Quali sono le vostre aspettative da questo imminente, dove suonerete non solo in Polonia, ma anche in Repubblica Ceca e germania? Quale reazione vi aspettate dal pubblico che vi verrà a vedere?
GREG KUPCZYK – Ciao Raffaele, grazie a voi per la possibilità che ci avete dato di poter parlare della nostra musica! Beh, prima di tutto, la nostra principale aspettativa, come sempre, è quella di incontrare i fan della musica che più amiamo, l’hard rock, e di condividere con loro la nostra musica. Penso che sarà molto divertente!
TOMMY TARGOSH – Ahoy! I CETI sono una vera e propria crociata di heavy rock, e il nostro obbiettivo è appunto quello di farci conoscere per la musica che proponiamo: vogliamo arrivare in ogni angolo del continente europeo e oltre, sempre al servizio del rock’n’roll energico e di alta qualità.

In più di 25 anni di attività avete pubblicato più di 15 dischi (tra studio e live). Ci potreste brevemente riassumere i momenti più importanti della vostra lunga carriera, dagli esordi nel 1989 fino ad oggi?
GREG KUPCZYK – Penso che ogni momento che abbiamo vissuto in tutti questi anni sia stato importante. Il primo album (“The Black Rose” – n.d.r.) sancì il nostro debutto discografico, ma al contempo reputo tutti gli altri album successivi degli ottimi dischi, e non abbiamo alcun motivo per vergognarci di ogni nuova uscita che faremo: ciascuno dei nostri album riflette un momento ben preciso della nostra vita. Tra i momenti da ricordare sicuramente, l’aver partecipato a diversi festival, con spesso più di 20000 presenti! Particolare attenzione merita, secondo me, il periodo più recente del gruppo: il successo che hanno avuto gli ultimi due lavori è sicuramente senza precedenti. L’album “Brutus Syndrome” (2014), pubblicato non soltanto in Polonia ma in tutta Europa, è una dimostrazione che nel nostro paese esistono, oltre ovviamente ai più conosciuti Vader e Behemoth, anche tante altre band di hard’n’heavy. Tra le tante band che esistono in Polonia, sicuramente i CETI sono ritenuti tra i più importanti in assoluto di tutta la scena locale.

Quali sono le vostre influenze musicali e gli artisti che vi hanno profondamente ispirato a partire dal vostro debutto come musicisti?
GREG KUPCZYK – Personalmente le band che mi hanno maggiormente influenzato sono stati i Led Zeppelin, i Deep Purple, i Whitesnake e ovviamente tutto il resto del rock classico in generale.
TOMMY TARGOSH – Ciascun membro ha i suoi artisti preferiti: i miei primi amori musicali furono i Rolling Stones, gli AC/DC, i Motörhead, i Mötley Crüe, ma sicuramente condivido con tutti gli altri componenti del gruppo la passione per mostri sacri come gli Iron Maiden, Dio, i Black Sabbath, i Judas Priest e molti altri.

Come è nata la scelta di cantare sia in polacco che in inglese nei vostri dischi?
GREG KUPCZYK – E’ molto semplice, nelle ultime decadi la situazione mondiale è cambiata e cosi anche il mondo della musica: l’inglese è ormai diventata una sorta di lingua internazionale. Da qui è scaturita la nostra decisione di cantare anche in inglese, proprio al fine di soddisfare le esigenze del mercato al di fuori della Polonia, e quindi ci siamo adeguati alle scelte più comuni.

La vostra musica ha molte influenze che traggono ispirazione da molti generi musicali diversi (musica classica, rock, epic, progressive, ecc.). Come definiresti in poche parole la vostra proposta musicale?
TOMMY TARGOSH – La nostra musica è da sempre stata una combinazione classica di hard rock ed heavy metal. Inoltre, come scrive la critica musicale, molto del nostro successo è dovuto a quello che noi siamo ed esprimiamo come CETI, e la nostra musica rispecchia appunto la nostra personalità: pazzo, veloce, aggressivo, a volte esilarante, romantico e cosi via (sorride).

Nel 2008 avete deciso di registrare dal vivo un concerto speciale, straordinariamente originale, con un’orchestra sinfonica e un coro (“Chords Of Words or Symphonic Rock Metal”) in un posto così unico come la Philharmonic Opera. Potete raccontarci le emozioni e i sentimenti che avete avuto durante questa incredibile esperienza?
GREG KUPCZYK – E’ stata una straordinaria esperienza, e la consapevolezza di aver toccato qualcosa di quasi sacro. In Polonia, siamo l’unico gruppo hard rock che ha preparato un concerto di questo livello. Abbiamo fatto alcuni concerti con l’ausilio dell’orchestra e del coro: il più importante e forse anche quello più spettacolare si è svolto alla Poznan Opera House. L’atmosfera e l’arredamento di questo posto sono unici e riflettono perfettamente il punto di forza e la classe di questa arte!

Il prossimo 23 Ottobre ho letto che avrete un altro concerto sinfonico, giusto? E due giorni dopo, il 25, aprirete per una band leggendaria come i Deep Purple. Potete raccontarci qualcosa su queste interessanti date? Quali sono le vostre aspettative?
GREG KUPCZYK – Il concerto con l’orchestra sinfonica riguarda la chiusura delle celebrazione del nostro 25° anno di attività della band: veramente un ottimo modo per festeggiare. L’altro concerto è stato un invito speciale dei Deep Purple ad aprire per loro qui in Polonia ed è un sogno che si avvera, che fino a poco fa sembrava impossibile potesse accadere. Entrambi i concerti sono quindi la sintesi di 25 di carriera musicale!
TOMMY TARGOSH – Il concerto di rock sinfonico è una fantastica avventura da condividere con altri giovani musicisti che amano la musica e il modo inusuale anche di saperla presentare, mentre il concerto di apertura ai Deep Purple è solo la conferma di come il nostro duro lavoro venga apprezzato (sorride).

Nell’agosto di questo anno avete iniziato una collaborazione con il promoter olandese Big Bad Wolf Records, riguardo la presentazione e il supporto della vostra musica nelle radio, per le recensioni della stampa estera e anche per inviti a festival prestigiosi. Come è nata questa collaborazione?
GREG KUPCZYK – Tutto è nato grazie al mio amico Heiko, un appassionato della nostra musica che ha deciso di aiutarci: ecco come siamo arrivati in Olanda (sorride). Ma non solo, perchè anche grazie all’importante lavoro della nostra manager Monika Gasiorek, con l’agenzia M-ART e dell’interessamento per la nostra musica da parte di quella meravigliosa persona che è Tamme Oosterhof (il boss della Big Bad Wolf Records).

Adesso, una domanda per il leader nonché membro fondatore dei CETI, Greg Kupczyk. Quale è stata la cosa (o il momento) più divertente che ti è successa durante la tua lunga carriera che hai voglia di ricordare e condividere con noi?
GREG KUPCZYK – Una volta, negli anni ’90, siamo andati ad una grande festival a Varsavia: ci aspettavano circa 70000 persone. Ci siamo fermati e….capisci? (ride). E tutti quanti i nostri fan sono saliti sull’autobus! Io però non ero risalito sul tour bus, e loro si sono accorti che non c’ero solo dopo alcuni chilometri. Per fortuna faceva caldo, ed io ero seduto su di un prato accanto alla strada, ma capisci, all’epoca non esistevano i cellulari cosi non ho potuto chiedere soccorso! (ride)

So che durante la vostra carriera avete suonato (anche se solo per poche date) anche in Francia. Avete mai pensato di estendere i vostri prossimi tour anche in altri paesi europei, come Spagna e Italia?
GREG KUPCZYK – Si naturalmente!! Ho avuto l’occasione di cantare una volta ad Agrigento: bellissima esperienza! Sogno di ritornarci in futuro. In Spagna non abbiamo ancora mai suonato ma spero di poter andare anche li. In passato abbiamo suonato in Scozia, in Inghilterra e ovviamente in Francia, come hai giustamente ricordato tu, ecc.

TOMMY TARGOSH – Suonare in paesi stranieri è una grande esperienza: ti incontri con una cultura diversa dalla nostra, conosci persone nuove con le loro usanze. Beh, stiamo facendo di tutto per farci conoscere e apprezzare anche in altri posti, come già succede da noi in patria. Personalmente ho avuto modo di suonare in diversi paesi europei come membro del gruppo Crystal Viper oltre a lavorare come tecnico per i Vader. Con i CETI ho suonato solo in Scozia, perché come ben sai sono nuovo nella band (sorride).

Dopo l’ultimo album, “Brutus Syndrome”, uscito lo scorso Novembre, che ha ricevuto ottime recensioni, non solo in Polonia ma anche in Germania ed in altri paesi europei, quali sono i progetti futuri della band? State lavorando a del materiale nuovo per il prossimo disco? Quando potrebbe uscire?
GREG KUPCZYK – Al momento la nostra casa discografica, Metal Mind Productions sta per rilasciare un doppio Best Of dal titolo “Dalla del Vault E Universo”. Il nuovo album in studio è già in lavorazione: ci piacerebbe registrarlo nella primavera del 2016 e pubblicarlo il prossimo autunno.
TOMMY TARGOSH – “Brutus Syndrome” è stato secondo me un grande passo in avanti nella storia della band. Io sono fortemente concentrato nella creazione del nuovo materiale, dagli accordi, alle melodie, all’effetto finale: pensa che ho lasciato addirittura il matrimonio per realizzare i miei sogni (ride). Insieme a Greg, siamo i principali compositori dei nuovi brani e, per quanto riguarda il nuovo album, siamo attualmente nel processo di creazione dei pezzi. Musicalmente parlando, questi brani sono sulla stessa lunghezza d’onda dei precedenti: un heavy rock sanguigno, con belle melodie, ma sempre potente e selvaggio.

Bene, siamo arrivati all’ultima domanda per voi. Grazie ancora per la vostra disponibilità! Volete lasciare un messaggio a tutti i vostri fan e ai lettori di METALROCK?
GREG KUPCZYK – Vogliamo venire a suonare da voi! Se è un vostro desiderio lo realizzeremo. Un saluto a tutti voi e spero di vedervi ai nostri prossimi concerti. Grazie per averci offerto la possibilità di fare questa intervista anche per voi dell’Italia, è stata una bella esperienza anche per noi. Raccomandiamo a tutti i lettori di ascoltare la nostra musica, con la speranza che sia di loro gradimento.
TOMMY TARGOSH – Let There be Rock! Spero di vedervi presto ai nostri concerti!

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