C.O.P. UK: la passione per la musica non è un crimine

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C.O.P. UK: INTERVISTA ESCLUSIVA A DALE RADCLIFFE E CHARLES STATON •

Molto affabili, disponibili, dei veri gentlemen: questi sono gli inglesi C.O.P. UK, noti ai più con il nome di Crimes Of Passion. Li abbiamo incontrati in occasione del loro passaggio nella nostra penisola all’Alcatraz di Milano come opening act di Helloween e Rage (il cui report potete leggere qui), e ci hanno raccontato dei loro trascorsi, del loro modo di interpretare la musica ed in particolare dell’attenzione che pongono verso chi li ascolta.

Ciao e benvenuti! E’ la prima volta che venite in Italia?
DALE Oh no, no, abbiamo suonato qui con i Saxon, qualche anno fa, abbiamo fatto qualche data con loro.

Con il nuovo album avete apparentemente utilizzato un nuovo nome, l’acronimo C.O.P. UK invece di Crimes Of Passion. Non pensate che possa confondere i vostri fans?
DALE Il nuovo nome C.O.P. sta per Crimes of Passion, il nome che aveva la nostra band, ma volevamo un nome più corto e più di impatto, ed abbiamo aggiunto UK per portare attenzione sul fatto che siamo una band Inglese. Quindi, questa è la ragione per la definizione C.O.P. UK! Ma siamo ancora gli stessi Crimes Of Passion! Sono sicuro che le persone inizino a capire che c’è sempre la stessa band dietro a questo nome. Chi ancora non lo ha capito, presto capirà che dietro le quinte ci sono sempre i Crimes Of Passion! Credo comunque sia stata una buona mossa, ci piace il nuovo logo dei C.O.P., è bello anche per le t-shirts! (ride) Non appena abbiamo visto questo design ci siamo detti che era troppo bello e che ci sarebbe piaciuto averlo per la nostra band!

Come è nata la band?
DALE Originariamente siamo stati io e Kevin (Tonge, il batterista n.d.r.) a formare la band. Kev era in un’altra band e io mi sono unito a quella band per un breve periodo di tempo, poi abbiamo cambiato il nome della band ed abbiamo iniziato a scrivere del materiale più heavy. Poi Charles e Andy si sono uniti alla band, e circa un anno dopo e diversi momenti di transizione, gli elementi della band andavano e venivano, fino a che ad un certo punto ci siamo ritrovati con 6 persone che si focalizzavano sugli stessi obbiettivi. Gli elementi della band volevano fare le stesse cose, musicalmente parlando.

Quali sono le principali influenze della band?
DALE Potrei dire che tutti noi abbiamo profonde influenze da Dio, Dokken, Ratt, Winger. Per quanto mi riguarda posso dire che sono stato influenzato profondamente anche da gruppi come Avantasia, Edguy, Helloween, questo è perché sono anche queste le band con le quali siamo stati in tour o abbiamo suonato nei festival!

Quanto tempo ci è voluto per registrare “No Place For Heaven”?
DALE (ride) Beh, molto, molto tempo! Tre anni! Noi viviamo nel Regno Unito, e abbiamo lavorato con Sacha che vive in Germania (Sacha Paeth il produttore n.d.r.). Sacha è un produttore molto impegnato, stava lavorando con gli Avantasia, Edguy, Kamelot, e altro, così noi riuscivamo ad andare da lui nei weekend. Ma il lungo processo alla fine è stato ripagato, perché è uscito fuori un album meraviglioso che noi assolutamente amiamo.

Siete soddisfatti del risultato finale quindi? Era il sound che stavate cercando?
DALE Assolutamente sì! Abbiamo lavorato con il produttore delle nostre band preferite, io sono per esempio un grandissimo fan dei Kamelot. Sono al settimo cielo! Sì, era proprio il sound che volevamo, e con l’ingresso di Henning alle tastiere, abbiamo trovato l’ingrediente che mancava! Questo tour si sta rivelando davvero emozionante, abbiamo fatto due shows per ora, e il feeling sul palco è grandioso!

Siete stati coinvolti nei processi di produzione o missaggio dell’album oppure no?
DALE No, lo abbiamo lasciato fare a Sacha che è ben più esperto. Ovvero, noi scriviamo le canzoni a modo nostro, e Sacha ovviamente è profondamente coinvolto anche nel songwriting, e come produttore per esempio per dei testi mi dice: “Ok, mi piace il significato di questa riga, ma come produttore non la trovo molto fluida. Troviamo un modo per renderla molto più leggera e scorrevole”. Siamo coinvolti entrambi nella produzione e nel songwriting in questo modo. Il mastering lo abbiamo lasciato completamente nelle sue mani.

In pratica voi suonate e lui ci lavora sopra.
DALE Sì esattamente! (ride)

Cosa ispira il vostro songwriting?
DALE Le canzoni di solito iniziano con un riff di chitarra di Charles. Charles, cosa ti ispira a scrivere un riff?
CHARLES Non saprei, nomini una cosa, mi ispira e scrivo una canzone su di quella! (ridono prendendolo in giro)
DALE Per quanto riguarda i testi, la mia ispirazione sono proprio le cose della vita. Le cose belle, le cose difficili, le cose con le quali tutti si trovano ad affrontare nella vita. Ma scrivo in maniera non diretta, i miei testi sono sotto forma di testi fantasy e molti non riescono a vedere direttamente quello di cui scrivo.

Nell’album compare la cantante Cloudy Yang che ha collaborato anche con gli Avantasia. E’ stata una partecipazione vecchio stile, fatta in studio, o come si fa ora nei tempi moderni e tecnologici è stato tutto elaborato digitalmente tramite invio di files ed e-mail?
DALE E’ stata una collaborazione in studio! Lei vive molto vicino allo studio, per cui ha registrato tutto lì! Avevamo questa canzone nella quale inserire un duetto con una voce femminile, e Cloudy ci è sempre stata in mente per farlo! Ho sempre detto a Sacha “Amo la sua voce!”, e quando lei ha potuto registrare per noi ero veramente al settimo cielo! Quando facciamo questa canzone live, non questa sera però, Andy (Mewse, il secondo chitarrista n.d.r.) si mette dei vestiti, e canta le parti da donna! (ridono)

Una domanda per Charles ( Staton, il chitarrista n.d.r.): nella canzone “Catch Me If You Can” e “One In A Million” ci sono dei solos molto interessanti…
CHARLES “One In A Million” è una canzone molto interessante, e per quanto riguarda il solo volevo mantenere l’atmosfera molto heavy, ma allo stesso tempo sulla melodia della canzone. Per quanto riguarda “Catch Me If You Can” è venuto fuori così, sulla melodia della canzone! (ride)

Molte delle vostre canzoni hanno dei ritornelli che sono perfetti per i live, un po’ come degli inni.
DALE Anche negli album precedenti, il nostro obbiettivo era sempre quello di avere dei ritornelli melodici. Per noi è sempre stato molto importante! Indipendente da quanto le canzoni erano heavy, il ritornello doveva sempre essere molto melodico. Qui è dove vengono fuori le influenze della “vecchia scuola” Dokken, Winger… un ritornello che ti rimane fisso in testa!

Quando scrivi una canzone, quando scrivi il ritornello, cerchi il ritornello perfetto per il pubblico o è semplicemente casuale?
DALE Di solito il ritornello è la prima parte della canzone che si materializza, non abbiamo in mente niente di solito, arriva da solo, di solito funziona così, è una cosa molto comune! E sappiamo che qualsiasi cosa scriviamo può piacere al pubblico, perché abbiamo sempre scritto cose orecchiabili, e lo faremo sempre! Se piace a noi, sappiamo che piacerà anche al pubblico!

Il prossimo show è stato annullato. Si doveva svolgere al Bataclan di Parigi, giusto?
DALE Sfortunatamente sì. E’ una cosa molto triste.

Cosa pensi dei fatti accaduti al Bataclan?
DALE E’ una vera tragedia. Il Bataclan è una sede per degli eventi musicali, un’attrazione turistica, c’erano delle persone che si stavano solamente divertendo e sono state uccise! Qualsiasi sia la religione, qualsiasi sia il motivo dietro a tutto questo, è assolutamente shockante. Nessuno merita di morire, nessuno.

Che cosa vi aspettate dal pubblico Italiano?
DALE Mi aspetto molto sudore, teste che si muovono, facce all’aria! I ragazzi qua sono davvero pazzi! E non ci aspettiamo niente di meno che pazzia!

 

si ringrazia per la traduzione Connor
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elaborazione video 
Federica Borroni

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