BLIND GUARDIAN TWILIGHT ORCHESTRA – I guardiani delle terre oscure

BLIND GUARDIAN – INTERVISTA ESCLUSIVA AD ANDRé OLBRICH • (English version below)

“Per essere straordinari, bisogna fare cose straordinarie”. Così André Olbricht ci presenta il nuovo, bombastico progetto targato Blind Guardian. La celebre band metal tedesca torna in questo 2019 con la sua nuova creatura musicale, un lavoro, questo, che ha richiesto alla band oltre 20 anni di cura nei dettagli e particolar attenzione in ciascun aspetto che compone “Legacy of The Dark Lands”, in uscita a breve su Nuclear Blast. Un progetto a lungo atteso dai fans di vecchia e nuova data del combo teutonico che prende ora vita persino in un romanzo, che verrà pubblicato nel mese di novembre in inglese. In esclusiva per i nostri lettori, vi presentiamo un’esaustiva intervista condotta con il celebre chitarrista che ci racconta la nascita e lo sviluppo di questo interessantissimo, nuovo lavoro in studio.

Ciao André. Benvenuto su Metalforce.it, è un piacere ospitarti!
ANDRE’ – Grazie! Sto bene, sono qui a casa a condurre le mie interviste in una situazione totalmente rilassata, ehehe.

Oggi siamo qui per parlare di “Legacy Of The Dark Lands”. Correggimi se sbaglio, so che avete iniziato a dar vita a questo progetto, o perlomeno iniziato a pensarci seriamente, già nel 1996. Come è nata l’idea?
ANDRE’ – È esatto! Beh, io e Hansi stavamo già lavorando alla composizione di “Nightfall In Middle Earth” ed era chiaro che volevamo realizzare un concept che trattasse i lavori di Tolkien, ho pensato: “Come posso andare ancora più a fondo nel suo universo e collegare questi sentimenti del suo mondo con la musica?”… quindi ho fatto alcuni esperimenti con strumenti orchestrali e ho creato alcune colonne sonore, le ho girate ad Hansi e mentre lui lavorava alle sue linee vocali, ne sono rimasto affascinato, perché cantava in modo diverso rispetto a ciò che era solito fare con i Blind Guardian! Sapevo da subito che ciò che avremmo avuto tra le mani sarebbe stato qualcosa di speciale! Hansi cantava con diversi personaggi ed era più spensierato con la sua voce e la combinazione delle sue linee vocali dal vivo e le mie colonne sonore era un nuovo concetto di musica, così ho detto ad Hansi: “Sarebbe uno spreco avere solo un brano come questo!”… Abbiamo acconsentito, quindi, a realizzare un album completo. È stato quello il momento in cui ha preso forma l’idea!

L’idea, poi, si è fatta più concreta nel 2015. Ricordo bene quando venne dato l’annuncio durante lo show italiano e la notizia stessa lasciò i vostri fan basiti. Come mai avete tergiversato così a lungo?
ANDRE’ – Beh, all’inizio avevamo queste poche tracce e volevamo collezionare più materiale. Sapevamo che in futuro ne avremmo fatto una produzione, per cui si è trattato perlopiù di raccogliere brani, comporre canzoni e potevamo fare questo  quando arrivava il tempo dei Blind Guardian, poiché è una band metal che avrà sempre la priorità. Abbiamo successo, siamo sempre molto impegnati e sfruttiamo le produzioni durante i tour, quindi non c’era molto tempo che avremmo potuto sfruttare per questo side-project. Credo di aver raccolto brani sino al 2003, dopodiché stavamo lavorando a ‘A Night At The Opera’ con Charlie Bauerfeind. Ci disse di aver studiato a Berkley come effettuare le orchestrazioni, gli avevamo raccontato del nostro lavoro con questi brani e lui ha creato alcune composizioni, producendole, quindi l’idea di continuare con quest album e produrlo è diventata ancora più intensa nel 2003. Charlie ci disse che sarebbe stato molto difficile realizzare un progetto come questo e necessitavamo di una squadra, quello fu il momento in cui abbiamo iniziato a cercare alcune persone che potessero aiutarci nell’impresa. Nel 2005 abbiamo trovato Matthias Ulmer, incaricato di scrivere le partiture per le composizioni, stavamo cercando anche la giusta orchestra, ovviamente, perché non tutte le orchestre suonano bene quando si trovano a che fare con un genere di musica che suona come una colonna sonora! Abbiamo fatto qualche esperimento e alcune registrazioni di prova e abbiamo optato per la Prague Filmharmonic, la produzione, le reali registrazioni sono iniziate solamente nel 2007. Era la prima volta nella quale avevamo le partiture pronte e credo di aver registrato due brani all’epoca, poiché abbiamo dovuto mettere tutto in stand-by a causa dei Blind Guardian e ad ogni stagione – beh, una stagione per i Blind Guardian equivale a un periodo di quattro anni – avremmo terminato due o tre brani per poi registrarli! Non era possibile fare di più, perché era un lavoro troppo intenso e avevamo tutte le tracce messe assieme, solamente nel 2017 abbiamo potuto dire: “Okay, finalmente abbiamo tutte le parti strumentali pronte e registrate. Ora Hansi può scrivere i testi e cantare tutto, in modo da poter finire il disco”, prima non sarebbe stato possibile!

Siete consci che, dopo un’attesa così lunga, i fan avranno delle aspettative enormi su questo disco? La cosa vi rende in qualche modo nervosi?
ANDRE’ – No, no, perché sono certo che questo disco soddisferà le aspettative! Sono molto fiducioso riguardo alla qualità dei brani, della magia che abbiamo messo nel disco, dell’intero stile e lo spirito, i sentimenti che abbiamo creato nelle persone, perché ogni volta che ascolto il disco o ogni volta che vedo cosa accade alle persone che lo ascoltano, è una cosa commovente! Cosa posso dire? Sono certo, molto sicuro che il lavoro sarà apprezzato dalla maggior parte dei nostri fan. Ovviamente non potrà piacere a tutti, perché se non ti piace la musica classica, ti viene solamente voglia di ascoltare il metal, la batteria, le chitarre e questo sarà un album sbagliato per te… ma se, invece, in qualche modo ti piace l’immaginario fantasy e ti piace giocare a questo genere di giochi, allora questa è la tua musica e ti piacerà sicuramente, poiché le composizioni sono fantastiche!

Quale è stata la difficoltà maggiore nella realizzazione del progetto?
ANDRE’ – La difficoltà maggiore è stata quando abbiamo co-scritto i brani e abbiamo programmato tutto con un computer, i nostri demo erano magici, avevano quell’atmosfera magica e ricrearli con un’orchestra è stato molto arduo, perché perdi sempre molto durante le fasi di produzione e volevo mantenere lo spirito originale nella canzone finale. Dovevamo essere molto attenti quando lavoravamo alle partiture per i musicisti e curare maggiormente i dettagli in modo da ottenere lo stesso approccio, la stessa intensità che avevano le composizioni originali. Avevamo dalla nostra parte Matthias Ulmer, ha fatto un lavoro eccezionale, poiché ha capito come stavo pensando e come ho realizzato le mie composizioni, ha davvero cercato di ricreare tutto questo con un centinaio di musicisti.

Ho avuto modo di vedere anche qualche piccolo trailer pubblicato sul canale Youtube di Nuclear Blast e concedimi di dirlo, sono rimasta molto colpita dalla clip nella quale si vede la registrazione in presa diretta dei suoni, degli effetti sonori, dove tu e Hansi battete i piedi lungo le assi di legno all’interno di una torre o un castello. È una cosa che mi piace molto, in quanto sono patita della fonia in ogni sua forma e adoro il ruolo del foley artist. Avete curato personalmente ogni minimo dettaglio delle registrazioni o vi siete affidati anche a persone esterne?
ANDRE’ – Volevamo avere una ambientazione davvero unica, volevamo avere qualcosa che potessimo realizzare da soli, perché in altre occasioni dovresti affidarti a delle librerie del sound, poiché non si riescono a trovare certi tipi di sound. È un mix, un 50 e 50, abbiamo creato i nostri sound per questo genere di ambiente, mentre altri sono stati prelevati dalle biblioteche. Insieme al nostro team, abbiamo creato quelle stanze e quelle location, perché Hansi aveva in mente una visione davvero dettagliata di come sarebbero dovute apparire queste stanze, quando gli attori recitavano e quando abbiamo registrato, ad esempio, in studio le voci degli attori, ci era apparso troppo profondo. Non suonava affatto come lo avevamo suonato, quindi abbiamo pensato: “Okay, come possiamo farlo? Come possiamo realizzare questo bagliore?”. Hansi ha avuto l’idea e ha detto: “Okay, dobbiamo cercare un castello. Ce ne è uno nel nostro paese, perché non andiamo là e ri-registriamo gli attori?”. Avevamo stanze originali di quella vecchia epoca che si adattava perfettamente allo scenario e lo abbiamo fatto! Abbiamo ri-registrato tutto quanto nel castello e il risultato è stato fantastico! È uscito esattamente nella maniera in cui volevamo che uscissero le voci, devi fare cose straordinario per ottenere risultati straordinari!

Su cosa si basano i testi dell’opera? Seguono sempre il filone fantasy dei vostri precedenti dischi?
ANDRE’ – No, quando abbiamo iniziato a lavorare al disco, l’ambientazione scelta era quella del Signore Degli Anelli di Tolkien, successivamente uscirono i film, i quali ottennero successo e non ci sentivamo più a nostro agio, perché la gente avrebbe potuto pensare che volevamo un pezzo di quel successo. Non ne avevamo bisogno, il nostro materiale era forte, solido sui propri piedi, volevamo la nostra storia, quindi Hansi si è messo alla ricerca di alcuni autori e dopo un po’, ha trovato questo autore tedesco, Markus Heitz. Lo ha contattato e siccome Markus era un grande fan dei Blind Guardian, ha accettato immediatamente la collaborazione con noi, gli abbiamo suonato la nostra musica, ovvero i demo di questo progetto orchestrale e lui si è trovato d’accordo nello scrivere un romanzo per noi. È uscito a marzo, è scritto in tedesco e sarà pubblicato anche in lingua inglese a novembre, così credo. Il romanzo è la base di questo universo, è il prequel della storia per la quale Hansi ha scritto i testi. In questo album abbiamo un nostro tema, avremmo potuto avere una storia ancora più profonda da essere abbastanza grande per realizzare tutti questi dialoghi con gli attori e gli intermezzi e ora abbiamo qualcosa, questa commedia audio combinata alla nostra musica, abbiamo una storia piena, un concept album che darà alle persone, agli ascoltatori, l’opportunità di addentrarsi ancora di più nella nostra musica.

In “Legacy Of The Dark Lands” ritroviamo anche Douglas Fielding, storico attore e narratore scomparso recentemente. Fielding aveva già preso parte in veste di narratore in “Nightfall In Middle Earth”, se non ricordo male. Vi è venuto spontaneo e naturale chiamare nuovamente a bordo questo attore per intraprendere questa nuova collaborazione?
ANDRE’ – Beh, eravamo alla ricerca di voci davvero buone per questo progetto, stavamo ascoltando a tantissimi esempi in rete per trovare i giusti personaggi, ma dopo un po’ ci veniva da fare paragoni con “Nightfall”, perché se raggiungi una certa qualità, non vuoi andare più in basso, vuoi mantenere lo stesso livello o addirittura vuoi andare ancora più in alto… Dopo un po’, ci siamo detti: “Hey, in qualche modo le voci presenti in ‘Nightfall’ erano estremamente buone, perché non proviamo a contattare nuovamente questa persona per chiedergli se gli va di fare qualcosa?” e Hansi si è messo alla ricerca. Questa persona era ancora in giro e stava lavorando in uno studio a Londra, avrebbe persino potuto fornire le voci mancanti, perché questa volta avevamo bisogno di molti più attori e questo studio ne aveva alcuni a portata di mano. Hansi è volato a Londra e prodotto tutti questi dialoghi con loro. È stata una gran bella cosa fare tutto questo, poiché avevamo realizzato un altro video trailer che verrà pubblicato a breve e racconterà il lavoro con questi attori.

Come è cambiata la fase di composizione per questo disco rispetto ai vostri dischi classici? In particolare da dove è partito il processo compositivo visto che, questa volta, non ci sono chitarre elettriche? È partito dalle melodie vocali, da alcune parti di tastiera? Immagino che, comunque, sia tutto stato scritto da te e Hansi, principalmente!
ANDRE’ – Beh, la musica è stata scritta da me, lavoro al computer utilizzando una tastiera per comporre questi arrangiamenti strumentali. Quando raggiungo un certo punto, passo questi arrangiamenti ad Hansi e lui lavora alle voci e ai cori, che rappresentano una grossa parte. Sì, entrambi andiamo molto d’accordo su questo, siamo una squadra sin dagli inizi, una buona squadra di compositori e per noi è stato molto impegnativo lavorare in questo modo, perché sappiamo di avere un campo migliore, un range più ampio che possiamo usare con una rock band, dal momento in cui in una band rock hai una sorta di limiti. Le chitarre, ad esempio, sono nella stessa dinamica, non puoi cambiare molto, le chitarre pesanti sono là e Hansi deve cantare con una certa forza per sovrastare quella chitarra. Con l’orchestra, hai un range più vasto, puoi andare dalle note basse a quelle molto più alte, quindi Hansi poteva giocare con la sua voce e creare melodie che non gli sarebbero state possibili in un contesto metal. Lo stesso vale per me: posso trovare melodie con tutti questi strumenti diversi e fare una specie di collage, che risulta nuovo ed interessante allo stesso tempo, per cui per noi è stato bello avere così tante opzioni.

Immagino che tu sia un fan delle colonne sonore dei film e questa possa essere stata una bella ispirazione… Quali sono le tue preferite?
ANDRE’ – No, niente affatto! Non sono per questo genere di cose, la mia ispirazione deriva da punti di vista differenti. Gioco ai giochi di ruolo, come ad esempio World Of Warcraft, gioco a questi giochi immaginandomi il nostro sound e penso alla musica che vorrei ascoltare mentre gioco! Vale lo stesso discorso quando realizzo composizioni metal: non voglio essere influenzato da nulla, non voglio essere influenzato dalla musica classica o dalle colonne sonore, perché mi ritroverei a fare cose che hanno già fatto altre persone! Non voglio questo, voglio creare qualcosa di nuovo che sia solo mio e posso farlo quando ho le mie visioni. Queste visioni dovrebbero essere libere da qualsiasi cosa, da ogni regola, da ogni tecnica e dalle cose che sono state realizzate da altri… quindi per me la cosa migliore da fare è lavorare in maniera indipendente nel mio mondo ed essere influenzato dal mio umore quando gioco o suono.

Certamente si potrebbe dire che ad oggi questo è il lavoro più ambizioso dei Blind Guardian e del metal in generale. Ti ritieni soddisfatto di questo incredibile lavoro?
ANDRE’ – Sì, sono molto soddisfatto perché era un’idea come questa non appare così spesso durante la propria carriera musicale. Si è trattato di un concept speciale che abbiamo creato, un nuovo concept che potevamo veramente realizzare, eravamo forti abbastanza da proseguire quel percorso durante tutti questi anni in modo da poter raggiungere l’obiettivo del quale sono orgoglioso! È questa la ragione per la quale sono un musicista, esploro nuove cose e cerco di dare al mondo una nuova musica, cerco di creare qualcosa di veramente innovativo, questo è il mio scopo e con questo disco abbiamo dato prova che tutto è possibile anche nel 2019! Non hai bisogno di tutti quegli album retro che sono rimasti fermi agli anni 80 o cose del genere, c’è un sacco di spazio per trovare nuovi metodi di creare musica per me in quanto mi reputo un nerd fantasy. Questa è la musica che ho sempre voluto, quella che noi giocatori e nerd fantasy vogliamo ascoltare. Questa è esattamente la colonna sonora di cui abbiamo bisogno per questo genere di ambientazione fantasy!

Vi sarà un seguito?
ANDRE’ – Sarà possibile un proseguo e ne stiamo discutendo da ieri, perché ci sono alcune rimanenze che non sono state incluse nel disco e una di queste è la mia canzone preferita. Ero molto triste quando non è stata inclusa nell’album, per cui ho iniziato già a lavorarne ad un’altra, ho iniziato un nuovo brano per cui la possibilità di realizzare un altro album come questo è alta e la cosa buona è che sappiamo come farlo. Ora che abbiamo un team che può produrre musica del genere, non richiederà troppo tempo. I fan potranno essere sollevati nel sapere che non dovranno aspettare altri 20 anni per un altro disco!

So che la domanda potrebbe risultare forse sciocca, ma a seguito della release del disco, seguirà anche qualcosa di ancora più bombastico, come un adattamento cinematografico alla Lord Of The Rings? Un adattamento in teatro con tanto di vera orchestra a raccontare questo incredibile viaggio?
ANDRE’ – Al momento stiamo raccogliendo idee, perché vogliamo vedere come funziona questa cosa anche on stage, ma ci siamo resi già conto che un tour sarebbe troppo pesante, scarrozzarsi 80 musicisti in giro per il mondo sarebbe troppo costoso. Ci stiamo concentrando su un evento unico della durata di due o tre giorni e cercheremo di creare un’ambientazione ottima per realizzare questo evento possente, sono certo che faremo qualcosa.

Grazie Andre. E’ stato un gran piacere intervistarti! Da tradizione, ti lascio carta bianca per poter condividere con i nostri lettori e i tuoi fan le parole finali… e ci vediamo in Italia!
ANDRE’ – Grazie mille, è stata una bella intervista! Posso solamente dire ai nostri fan: date una possibilità a questo disco, anche se siete dei metalhead purosangue, forse vi aprirà un nuovo mondo e spero che possiamo apprezzarlo tanto quanto lo abbiamo fatto noi quando lo abbiamo composto!


(English version)

“You have to do extraordinary things to get extraordinary results”. André Olbricht introduces this way the brand new and bombastic project by Blind Guardian. The famous German metal band comes back in this 2019 with its new music creature, a work that has requested the band more than 20 years of accurate attention for the details and a very accurate attention for each aspect of “Legacy of The Dark Lands”, out on November 8th via Nuclear Blast. A project that has been awaited for so long from both the old and new fans of this German band who now is brought to life also with a novel that will be released in English as well next month. Exclusively for our readers, we present you a very detailed interview conducted with this amazing guitar player who tells us the story and the development of this intriguing and new studio album.

Hi André. Welcome to Metalforce.it, it’s a great pleasure hosting this chat with you this evening! How are you?
ANDRE’ – Thank you! I’m fine, I’m at my home doing interviews in a very relaxed situation, ehehe.

So, we’re here in order to talk about “Legacy Of The Dark Lands”. Please correct me if I’m wrong, I know that you’ve started working on this project already in 1996. How did the idea come to life?
ANDRE’ – That is correct! Well, Hansi and me were working on the songwriting for ‘Nightfall In The Middle Earth’ already and it was clear that we wanted to do a concept album about Tolkien’s work and I was thinking: “How could I go even deeper into his universe and connect these feelings of his world to the music?”… so I did some experiments with orchestral instruments and create some soundtracks alike, then I passed it to Hansi and while he did his vocals, I was amazed because he sang in such a different way from everything he did in Blind Guardian before! Then I knew immediately that it was something special we had in our hands! Hansi sung with different characters and he was more playful with his voice and the combination of his musical live vocals and my soundtrack alike music was something a completely new concept of music, so I told Hansi: “It would be a waste to have one song like this!”… so we agreed to do a complete album. That was the moment where the idea was born!

The idea then became more concrete in 2015. I do still remember when you gave the announcement during your Italian show in Milan. All the fans were literally surprised. How come did it take so long in order to really create and bring this project come to life?
ANDRE’ – Well, in the beginning we had these few songs and we only wanted to collect more material. We knew it would be far in the future to do a production, so, ja, it was more collecting songs, writing songs and we only could write when it was time for Blind Guardian, because Blind Guardian is a metal band that is always a priority. We are very successful, we are very busy and we use productions between touring, so there was not so much time we could spend on this side project. I think we collected some songs until 2003 and then we were working with Charlie Bauerfeind on ‘A Night At The Opera’. He told that he studied orchestrations in Berkley and we told him about the songs and he did a couple of compositions and produced it, so the idea to go for this album and produce it became more intense from 2003. Charlie told us that it would have been very difficult to go for a project like this and that we needed a team and that was the moment when we started to search for people who could help us with this. Like I think in 2005 we found Matthias Ulmer who was in charge to write partitures from my compositions and we were searching for the right orchestra of course, because not every orchestra sounds good when they have to play a soundtrack-character music! We did some experiment and some test recording and in the end we decided for Prague Filmharmonic and the production, the real recordings only started in 2007. It was the first time that we really had some partitures done and I think we recorded two songs at that time and then, again, we had to put it on ice because of Blind Guardian and each season, well, in Blind Guardian a season is like four years, we maybe could finish two or three songs and record them! More was not possible because it was too much intense and we had all the songs together, which was only in 2017, we could say: “Okay, finally we have all the instrumental stuff prepared and recorded. Now Hansi can write the lyrics and sing everything to the whole vocal performance and we can finish the album”, before it was impossible!

Are you aware about the fact that, after such a long await, the fans will surely have big expectations concerning this record? Does this factor indeed make you nervous, somehow?
ANDRE’ – No, no, because I’m sure that this album fulfilled all the expectations! I’m very confident about the quality of the songs, the magic we put in this album, the whole flair and the spirit in there and the feelings we create in the people, because whenever I listen to it or whenever I see what happens to people when they listen to it, it’s very emotional! What can I say? I’m sure, I’m really sure it will be appreciated by most of our fans. Of course not everyone will like it, because if you’re not into classical stuff at all, you only want to listen to metal, drums and guitars, then this is the wrong album for you… but if you, somehow, are in the fantasy scene and you love playing fantasy games, then this is your music and you will enjoy it for sure, because the compositions are great!

What has been the biggest difficulty in the composition and the creation of the project itself?
ANDRE’ – The biggest difficulty was when we re-wrote the songs and we programmed everything in a computer, our demos were like magical, they had this magic moment, and to re-create this real play with the orchestra was very difficult, because you can lose a lot during the production and I always wanted to keep this original spirit to transport this in the final song, so we needed to be very careful when we worked on the partitures for the musicians and draw more in details that it would have the same approach, the same intensity that the original compositions had. We had Matthias Ulmer by our side, he did a brilliant job because he understood how I was thinking and how I did my compositions, and he really tried to recreate this with one hundred musicians.

I’ve seen the first trailer dedicated to the record on Nuclear Blast’s official Youtube channel and please allow me to state this: I’ve been extremely impressed by the clip in which we can see you and Hansi recording the sounds effects inside this sort of castle. This is something I really enjoyed, since I’m a fan of this kind of things and of foley artists as well. Did you manage to take care of every single detail of the recordings or did you ask for some external help?
ANDRE’ – We wanted to have it very unique, a unique setting we visualized, something you can do by your own, while for some others you need a sound bank, because you cannot find these sounds, but I can say that it’s a mixture, 50 – 50 we created our own sound for these settings and other sounds we took from sound libraries… but creating these rooms and locations was done completely by us and our team, because Hansi stick? The story and he had a really detailed vision of how the rooms should look, when the actors play and all this and when we recorded, for example, the voices of the actors in the studio, for us it sounded too death for the room. It didn’t sound like the time that it was played so we thought: “Okay, how can we do it? How can we realize this flare?”, and Hansi had the idea, he said: “Okay, we can try to find a castle. There’s a castle close to our hometown, why don’t we go there and re-record the actors there?”. We had original rooms from the old times that fit perfectly the scenarios and we did it! We re-recorded everything in the castle and it came out amazing! It came exactly the way we wanted to sound the voices so yeah, you have to do extraordinary things to get extraordinary results!

What about the lyrics? Did they follow the same fantasy path of your previous records, somehow?
ANDRE’ – No, when we started the album, the setting was Lord Of The Rings Tolkien, but then the movies came out and they became so successful that we didn’t feel comfortable with that anymore, because people could think that we only wanted to grab a piece of that success. We didn’t need that, our own material is strong, extended on its own feet, we wanted our own story, so Hansi was searching for authors and after a while, he found the German author Markus Heitz. He contacted him and Markus was a Blind Guardian’s fan since his teenage age and he was immediately up for a collaboration with us, so we played the music to him, the demos of the orchestral project and he agreed to write the novel for us, so Markus Heitz completed the novel, which was released in March this year in German and it will be released in English in November, I guess. That novel is the basis for this universe, it’s the prequel to the story that Hansi wrote the lyrics about. On this album we have our own theme, we could have even a deeper story that was huge enough even to do all these dialogues with the actors and the interludes and now we have something, this audio play combination with our music we have a full story, a full concept album which gives people, the listeners, the opportunity to get even deeper in our music.

In “Legacy Of The Dark Lands” we also find the participation of Douglas Fielding, who recently passed away and whose contribution were also present in “Nightfall In Middle Earth”. Was it a sort of a spontaneous choice to bring him back for this new cooperation?
ANDRE’ – Well, we were searching for really good voices for this project and we were listening to many examples online to find the right characters, but after a while, we always compared everything to “Nightfall”, because ‘Nightfall’ we did and that should be… yeah, how can I say? If you reach a certain quality, then you don’t want to go low, you want to be at the same level or higher… After a while, we said: “hey, somehow the voices we had on ‘Nightfall’ was outstandingly good, why don’t we try to contact this guy if he’s around?” and Hansi did. He was still around and working in a studio in London, they could even provide the missing voices, because this time we needed more actors and they had some at hand, so Hansi could fly over to London and produce all these dialogues with them. It was a really great thing to do it like this, because we did another video trailer which will be released very soon about the work with these actors.

How did the composition of this new material change compared to your previous records? In particular, where did it start, since there’s no electric guitar in it? Did it start from the vocal lines and some keyboard passages? I guess that everything has been written by you and Hansi!
ANDRE’ – Well, the music has been written by me, I’m working on a computer system and a keyboard and compose these instrumental arrangements and then when I’m up to a certain point, I pass ‘em to Hansi and he composes his vocals and the choir, which is a big part as well. Yeah, I think that we get along very well with this, we’re a team since the beginning, a songwriting team and for us it was very challenging to work this way, because we both have a better field, a wider range we can use than a rock band, because in a rock band you have kinda limitations. The guitars, for example, they are in the same dynamic, you cannot change that much, the heavy guitar is there and Hansi has to sing with a certain power to be on top on this guitar… but in the orchestra you have a wide range of dynamic, you go from very low to very high, so he can play around with his vocals and create melodies that wouldn’t be possible for him in a heavy metal setting. The same goes for me: I can find melodies with all these different instruments and do a sort of sound collage, which is new and interesting to me as well, so for us it’s heaven to have so many options.

I guess you’re a fan of movie soundtracks as well and that this sort of inspiration could have been a big source of inspiration. What are your favorite movie soundtracks?
ANDRE’ – No, not at all! I’m not into this, my inspiration comes from very different sights. I’m a role play gamer and when I play role play games, like World Of Warcraft, I played them with our sound and I imagine the music I want to hear while I play! It is the same way when I do the metal compositions: I don’t want to be influenced by anything, I don’t wanna be influenced by classic music or by soundtracks because then you do the same thing that other people did already! I don’t want this, I want to create something new of my own and I can only do this when I have my own visions. These visions should be free for everything, for every rules, for every technique and for things that have been done by other people… so for me the best thing is to work really independent on my world and influenced by my mood when I play.

We could surely ay that so far this is Blind Guardian’s biggest and most ambitious record to date, maybe the most ambitious record in metal scene as well. Are you kinda satisfied about the work you’ve done here?
ANDRE’ – Yes, I’m very satisfied because an idea like this you don’t have so often in a musical career. It was a very special concept that we created, a new concept that we could really fulfill, that we were strong enough to go on that way all these years to reach our goal I’m kinda proud of, of course! This is why I’m a musician, I explore new things and try to give new music to this world, to create something really new, that is my goal and with this we proved that it’s possible even in 2019! You don’t need all these retro albums that are stuck in the eighties or whatever, there’s a lot of space in finding new ways for music and for me as a fantasy nerd, that is music that I always wanted, that we gamers or fantasy nerds who are only lovers of this stuff. That is exactly the soundtrack alike opera music we need with these fantasy settings!

Will there be any follow up?
ANDRE’ – It is possible to continue and since yesterday we have talked about it, because there’s some song leftover that didn’t make it to the album and one of these is my favorite song. I was very sad when it didn’t make it to the album, so I already worked on another one, I started a new song so the possibility to do another album like this is high and the good thing is now that we know how to do it and now that we have a team to produce music like this, we will not take that long anymore. Fans can be relieved that they won’t have to wait for 20 years for another album!

I know that the question may sound a bit trivial but, after the release of the record, will there be anything more bombastic, like a film adaption, or a stage production with a real orchestra involved?
ANDRE’ – We are collecting ideas right in the moment, because we want to see it on stages as well, but we figured out already that a tour would be too tough, because carrying around 80 musicians in the world would be just too much, so we are focusing on one unique event, maybe for two or three days, and then trying to create an ultimate setting for an orchestra that we can really bring on stage with high quality! It will not be in the near future, because it needs some time to plan it, if you really want to do a huge even, but I’m sure we will do something.

Thanks Andre. It was a big pleasure hosting this chat with you today. As our tradition wants, I give you carte blanche to share the final words with us! And see you soon in Italy!
ANDRE’ – Thanks so much, it was a nice interview! I can only say to our fans that I hope that even if you’re a complete metalhead, please give this album a try, it has something special and maybe will open up a new world for you in the music universe and I hope you will enjoy it as much as we did when we created it!