BLACK MIRRORS – la musica è lo specchio dell’anima

BLACK MIRRORS: INTERVISTA ESCLUSIVA CON MARCELLA DI TROIA E PIERRE LATEUR • (in collaborazione con MMR MetalMaximumRadio

In occasione della data italiana dei Black Mirrors al Legend Club di Milano, in apertura ai The Night Flight Orchestra (qui il report), abbiamo fatto una bella chiacchierata con i quattro simpatici ragazzi della band. Ecco cosa ci hanno detto in questa intervista condotta in collaborazione con Metal Maximum Radio.

Ciao ragazzi! Qui DJ Mike di Metal Maximum Radio, insieme a Roberto di Metalforce. Come state?
MARCELLA – Bene grazie!
PIERRE – Tutto bene!

Iniziamo l’intervista. Parlateci della band, come si è formata e quali sono stati i vostri primi passi.
MARCELLA – Abbiamo iniziato la band 5 anni fa. Volevo fare una rock band al femminile, perciò ho iniziato con due mie amiche, una al basso e l’altra alla batteria, e stavamo cercando una chitarrista, ma non riuscivamo a trovarne una all’altezza. Io conoscevo già Pierre, che suonava in un’altra band, e abbiamo detto: “ok, ha i capelli lunghi, giocando con le luci possiamo farlo passare per una donna” (ride, n.d.r.). Allora abbiamo iniziato a fare jamming noi tre ragazze e Pierre, poi siamo passati a canzoni più strutturate, volevamo registrare demo e fare delle serate, non solo fare jamming. Le due ragazze, però, volevano solo fare musica, non avevano abbastanza tempo per prendere sul serio il progetto, e allora ci siamo separati, perché sapevamo che avremmo potuto trovare un’altra sezione ritmica. Perciò abbiamo chiesto a due nostri amici, Gino (Caponi, ex-bassista n.d.r.) e Edouard (Cabuy, ex-batterista n.d.r.). Abbiamo iniziato così, abbiamo registrato una demo e da lì abbiamo iniziato a suonare i nostri primi live in giro per il Belgio.

Qual è il significato del nome della band? Come l’avete scelto?
MARCELLA – L’abbiamo scelto ispirandoci alla serie tv “Black Mirror”, se non la conoscete dovete assolutamente guardarla perché è bellissima! Parla di come la tecnologia può interferire nella nostra vita quotidiana. È un tema che ci tocca, perché ovviamente non possiamo vivere senza i nostri smartphone, e personalmente abbiamo i nostri social media da curare, dobbiamo usarli, ma siamo più per un approccio naturale, ed ecco perché abbiamo deciso di chiamare la band ispirandoci a questa serie, semplicemente perché è un tema che ci tocca da vicino.

Cosa vi ispira in quanto musicisti?
PIERRE – Fondamentalmente la musica ispirata dal blues. Non siamo direttamente ispirati dal blues, ma in band come Led Zeppelin, Jimi Hendrix, si può veramente sentire il blues, l’emozione, le scale blues, nel modo in cui suonano la chitarra e come cantano. Perciò queste band sono molto importanti per noi, insieme a band degli anni ’60 e ’70, anche i The Doors, Janis Joplin, ma anche roba più moderna, come i Queens Of The Stone Age, tutti progetti di Jack White, i The White Stripes, i The Dead Weather, i The Racounteurs. Anche queste band più moderne hanno molte influenze blues. Fondamentalmente sono queste le band che preferiamo.

Abbiamo appena sentito un vostro brano durante il soundcheck, e siamo veramente curiosi di sentirvi live! Avete pubblicato due EP e un full-length, “Look Into The Black Mirror”. Come nasce un vostro brano? Cosa vi ispira per i testi?
MARCELLA – Fondamentalmente la vita quotidiana, è quello di cui mi piace parlare. Ma ad esempio “Burning Warriors”, una delle canzoni che suoneremo stasera, parla di uno dei più grandi eccidi di indiani d’America del gruppo Lakota, il cosiddetto “massacro di Wounded Knee”, non so se ne avete sentito parlare. È stato uno dei più grandi, se non ricordo male 300 nativi americani sono morti in questa battaglia. Ho voluto scrivere una canzone che ne parlasse, perché siamo toccati molto profondamente dalle vicende dei nativi americani, e forse è anche questo il motivo dietro il mio make-up sul palco. Ma parlo anche di sciamanismo, siamo molto influenzati anche da quello… ma poi anche cose quotidiane, come l’amore, “Moonstone” è una canzone d’amore, “Inner Reality” parla di quando chiedi qualcosa all’universo e quel qualcosa si realizza. Ecco le nostre tematiche.

Abbiamo appena finito un’intervista con i Night Flight Orchestra, e anche loro ci hanno parlato della stessa cosa: canzoni d’amore! Comunque, com’è andare in tour con loro?
MARCELLA – Veramente bello! Ci stiamo divertendo molto! Alcuni dicono che lo stile delle due band è molto diverso, ma in realtà penso che vediamo la musica allo stesso modo, perché anche loro vogliono canzoni con melodie accattivanti, e anche se forse non lo facciamo di proposito, per noi è importante avere delle buone melodie, e i Night Flight Orchestra hanno la stessa visione della musica. È molto bello!

C’è una nuova ondata di band rock-blues, come i Blue Pills o i Rival Sons. Cosa vi ha stimolato a seguire più un genere vintage piuttosto che proporre qualcosa di più mainstream che vi avrebbe portato più visibilità?
PIERRE – Non è stata propriamente una scelta. Non l’abbiamo scelto, abbiamo iniziato a suonare insieme la musica che avevamo in testa, la musica che ci piace. Non abbiamo deciso a tavolino “vogliamo fare rock-blues o vintage”. Abbiamo semplicemente iniziato a suonare insieme e questa è la musica che si è realizzata.
MARCELLA – Penso che c’entri anche la nostra formazione, da adolescenti ascoltavamo molta di questa musica, delle influenze di cui parlavamo, come i Queens Of The Stone Age, e penso che quest’influenza si possa cogliere nella nostra musica, anche di Jimi Hendrix, dei Led Zeppelin. Questo è il nostro modo di comporre, perché questa è la musica che ci piace e noi vogliamo fare qualcosa che ci piace, non abbiamo l’intento di far piacere alle persone. Facciamo innanzitutto ciò che ci piace, e se poi piace anche alla gente, ancora meglio. Ma non ci pensiamo.

Ricordate il vostro primo in cui avete suonato live? Quali erano le vostre sensazioni?
PIERRE – Me lo ricordo molto bene! Era un contest in realtà, credo 5 o 6 mesi dopo che abbiamo fondato la band. È stato molto bello, perché prima, con le band con cui suonavamo in precedenza, facevamo sempre musica molto tranquilla. Quella è stata la prima volta in cui siamo saliti su un palco a fare casino con musica rock’n’roll, per noi è stata un’esplosione. Ricordi bellissimi, ricordo la location, ricordo le altre band, il promoter, molto bello!

Quali sono i vostri progetti futuri?
MARCELLA – Andare in tour per promuovere il nuovo album, e poi scrivere nuove canzoni per il secondo album. Stiamo già pensando a canzoni per il prossimo album, che probabilmente uscirà molto presto, non dovrete aspettare cinque anni! Si spera l’anno prossimo.

E qual è il vostro sogno nel cassetto?
MARCELLA – Oh, è difficile… per quanto mi riguarda, è come se stessi già vivendo un sogno, perché da quando ero un’adolescente volevo essere una cantante ed avere una band con i miei pezzi ed andare in tour, proprio come sto facendo adesso. Mi piacerebbe che la nostra musica fosse conosciuta di più, ma per ora va bene così.
LOÏC – Penso che ogni giorno in tour è un passo avanti nella realizzazione del sogno, perché tutti noi quando abbiamo iniziato avevamo il sogno di andare in tour in diversi paesi, ed ora ci siamo totalmente dentro. Stamattina magari ci siamo svegliati con un nuovo sogno, ma è per quello che lavoriamo e a cui puntiamo. Siamo totalmente all’interno del sogno adesso, ed è importante esserne coscienti, perché se guardi troppo in avanti poi ti dimentichi di quello che stai facendo ora.

Come sta andando il tour?
MARCELLA – Alla grande! Incontrare nuove persone è una cosa che ci piace molto, il pubblico è il più delle volte molto partecipe, sta andando bene!
PIERRE – Siamo andati in alcune città per la prima volta, ad esempio Londra, ed è stata una cosa pazzesca, il pubblico è spettacolare!
MARCELLA – Come ci aspettavamo!
PIERRE – A Londra c’è questa cosa che i locali chiudono tutti molto presto, e se le persone alle 6 del pomeriggio non sono ubriache c’è qualche problema (ridono, n.d.r.). Perciò abbiamo suonato di fronte a un pubblico folle e pieno di birra. È stato pazzesco!
LOÏC – Il nostro fotografo ha fotografato Pierre mentre suona la chitarra ed un tipo a due centimetri da lui che si gode la musica. Questa foto è molto rappresentativa di quello che è successo a Londra. Un gran bel ricordo!
MARCELLA – Un’altra cosa molto bella è che i Night Flight Orchestra attirano molte persone, quindi anche se le persone non ci conoscono per noi è comunque buona promozione. È bello, ogni sera conosciamo molte persone nuove.

Ultima domanda: cosa possiamo aspettarci dallo show di stasera?
LOÏC – Un casino! (ridono, n.d.r.)
MARCELLA – Qualcosa di selvaggio, come facciamo di solito, buona musica, divertimento.
PIERRE – Anche uno bello spettro di emozioni, alcune canzoni saranno più sognanti, altre più esplosive ed aggressive, che ti fanno venir voglia di spaccare tutto. Sarà una bella esperienza!

Facciamo un gioco: siamo negli anni ’70. In che band vorreste suonare?
LOÏC – Jimi Hendrix!
PIERRE – Hendrix anche io, sicuramente.
MARCELLA – Vanno bene anche i primissimi anni ’70? Perché pensavo a Janis Joplin o i The Doors!

Grazie ragazzi, è stato un piacere parlare con voi!
MARCELLA – Piacere nostro, grazie mille!

ringraziamo Ivan Spurio Venarucci per la gentile collaborazione.

a questo link il podcast dell’intervista su Metal Maximum Radio.