BENEDICTION – Lunga vita al death metal old school!

BENEDICTION – INTERVISTA ESCLUSIVA A PETER REWINSKY • (English version below)

I Benediction non necessitano certamente di alcuna presentazione. Leggendaria realtà death metal attiva sin dagli anni ’90, a seguito di alcune dinamiche interne, la band ha dovuto fare i conti con alcuni cambi di formazione che, per l’occasione, vanta lo straordinario ritorno dietro al microfono dello storico cantante Dave Ingram. Da una ritrovata energia e sintonia, i Benediction presentano a distanza di oltre 11 anni un nuovo tassello che va ad aggiungersi alla nutrita discografia della band, “Scriptures”, in uscita il prossimo 16 ottobre per Nuclear Blast, da sempre in prima linea a sostenere una delle maggiori potenze in campo death metal. In esclusiva per voi, Metalforce vi presenta un’intervista inedita con Peter Rewinsky, che così si racconta ai nostri microfoni…

Ciao Peter e benvenuto sulle pagine di Metalforce.it! È un vero piacere per me poter condurre con te quest’intervista. Come stai?
PETER – Sto bene, grazie di avermelo chiesto. Non siamo ancora tornati alla normalità, ma non è andata così male come, invece, è accaduto a voi ragazzi, sono tempi difficili.

Oggi siamo qui per parlare dei Benediction. Il 2020, nonostante le gravi e grandissime difficoltà a cui sta andando incontro da febbraio, ha riservato anche belle sorprese: infatti avete annunciato ai metalheads il vostro grandissimo ritorno, in quanto siete una delle migliori realtà death metal del mondo; infatti tornate a distanza di 12 anni dalla vostra ultima release, ‘Killing Music’, pubblicata nell’agosto del 2008 e ultimo lavoro con Dave Hunt alla voce. Come mai avete aspettato così tanti anni prima di dare alle stampe un nuovo album? C’entra in qualche modo la fuoriuscita di Dave dal gruppo a causa del suo dottorato di ricerca o, semplicemente, avete preferito concentrarvi su altre attività (tour, live) prima di avere tra le mani del nuovo materiale?
PETER – Beh, è passato molto tempo, ma con altri impegni nella nostra vita, abbiamo tutti un lavoro regolare e abbiamo subito alcuni cambi di formazione, questo ci ha bloccati un po’. Inizialmente non sembrava giusto in quel momento sfornare un altro album e con tutte le persone che richiedevano i vecchi classici, sentivamo che non fosse il momento giusto. Durante questo periodo abbiamo ancora avuto un programma piuttosto fitto di concerti in giro per il mondo. Quando finalmente abbiamo mantenuto una formazione stabile con Dan Bate al basso e l’italiano Giovanni Durst alla batteria, abbiamo sentito che fosse il momento giusto, poi però Dave Hunt se ne è andato, amichevolmente. Successivamente è avvenuto il ritorno di Dave Ingram.

È bello sapere del grandissimo ritorno di Dave Ingram, il vostro storico cantante, il cui annuncio era stato dato, appunto, la scorsa estate, poco dopo l’uscita di Dave Hunt. Al contrario di molte band, le quali, magari, per dare una ventata di freschezza si concentrano sulla ricerca di nuove voci, voi avete voluto richiamare a bordo Dave (a mio avviso uno dei migliori vocalist del panorama death metal internazionale). È stata una scelta dettata dal cuore, dai ricordi e dalle belle esperienze condivise insieme in quegli otto anni di militanza della band o, semplicemente, volevate offrire al pubblico qualcosa sì di fresco, ma al tempo stesso legato in parte al vostro passato d’oro?
PETER – In un primo momento, volevamo saggiare il terreno, poiché abbiamo poco, se non alcun contatto con Dave nel corso degli anni, ma era così entusiasta di ritornare nella band così gli abbiamo inviato alcune demo e il sound era grandioso, certamente lui non ha perso il suo tocco nella sua capacità e nel suo modo di scrivere. Aveva anche un suo senso con la direzione che la band aveva scelto di intraprendere, poiché ci eravamo prefissati di realizzare un disco classico moderno dei Benediction. È stata davvero una scelta facile una volta saputo che Dave era la persona giusta, è decisamente nella sua forma maligna migliore come se si fosse liberato dall’inferno. 

Se non erro, proprio a gennaio era stato annunciato un ricovero d’urgenza per Dave. Il vocalist è dovuto rimanere a riposo per qualche tempo, ma questo non ha comunque compromesso i lavori del nuovo album. Cosa ci puoi dire in merito? Innanzitutto Dave come sta? Si è finalmente ripreso?
PETER – Quando si è riunito alla band, ci aveva menzionato del suo intervento chirurgico per la sostituzione di un’anca, per cui abbiamo ingaggiato i concerti in modo da poter far combaciare gli impegni. Sfortunatamente, in occasione dei concerti italiani che abbiamo tenuto lo scorso anno, le sue condizioni sono peggiorate ed è stato ricoverato per un’operazione d’urgenza. Ai tempi eravamo preoccupati per la sua salute e, purtroppo, abbiamo dovuto posticipare alcuni show, i fan hanno capito. Si è ripreso completamente e ora ha sistemato anche l’altra anca. Quando l’ho visto la scorsa settimana per un video shoot, stava saltellando in giro con la sua nuova gamba, ridendo come un pazzo. Va tutto bene, queste sono le meraviglie della medicina moderna.

‘Scriptures’ uscirà il prossimo 16 ottobre per Nuclear Blast, una delle etichette più importanti del settore, nonché anche vostra fidata “compagna” sin dai primi lavori della band. Possiamo certamente dire che è uno dei rapporti più longevi della storia della musica e, sempre con la stessa Nuclear, darete alle stampe questo nuovo album. Come descrivereste il vostro rapporto con Nuclear Blast? Siete contenti di aver proseguito questo incredibile sodalizio con la label tedesca?
PETER – Già, siamo state una delle prime band ad aver siglato un contratto con l’etichetta e abbiamo costruito una solida amicizia con quei ragazzi. Come sono cambiate le cose… È bellissimo essere rimasti fedeli a loro e vedere come loro sono rimasti fedeli a noi.

Ho ascoltato ‘Scriptures’ e, sin dalle prime battute (perdonami se dirò qualche castroneria!), sembra di avere a che fare con un sound che richiama molto lo stile old school, brutale e diretto, degli anni 90. Questo nuovo capitolo discografico è decisamente più potente rispetto al passato (perlomeno gli album storici con Dave alla voce), il suono è puramente in stile Benediction, quasi una sorta di omaggio parziale al passato, un omaggio che sembra anche ricollegarsi, appunto, all’artwork di copertina.  Vi è effettivamente qualche collegamento con i vostri capitoli precedenti o la mia è semplicemente un’interpretazione libera?
PETER – Inizialmente abbiamo iniziato a scrivere un album old school, più vecchia scuola dei Benediction che avremmo potuto scrivere circa 20 anni fa, un classico moderno. Prima di tutto, lo volevamo fare per accontentare noi stessi, ci interessa molto ciò che facciamo. Scrivere e registrare questo album è stato davvero rinvigorente perché ci sembra davvero di essere tornati alla vera essenza dei Benediction. Abbiamo aiutato a progettare la copertina dell’album con un vecchio membro della band per incapsulare la sensazione di “Scriptures” e siamo più che soddisfatti dei risultati. Dovremmo anche realizzare un’ottima maglietta. Tutto sommato lo è anche il pacchetto completo.

Il titolo, così come la copertina, sembra avere qualche riferimento preciso, tant’è che nella copertina stessa si intravede un libro. Cosa potresti dirmi in merito e cosa, invece, puoi far trapelare in merito alle tematiche analizzate?
PETER – Beh, il brano “Scriptures in Scarlett” si basa sul franchise di Evil Dead (vecchia scuola), ma sentivamo che “Scriptures” fosse un titolo piuttosto orecchiabile per il disco e si lega molto bene anche con il nostro nome e con ciò che volevamo raggiungere con questo album. Una volta ottenuto il titolo, abbiamo cambiato leggermente la copertina per riflettere questa sensazione e il libro deriva semplicemente da un’idea che queste potrebbero essere le scritture sacre dei Benediction scritte in un manoscritto. Se dai un’occhiata al design ci sono alcuni piccoli riferimenti ai nostri vecchi lavori. Per quanto riguarda il contenuto, è il tipico old school che volevamo, in quanto abbiamo trattato tematiche fantasy, sci fi, horror insieme a contenuti un po’ più personali, rimane sempre aperto per diverse interpretazioni. È la nostra arte, ognuno di noi presenta idee differenti e, alla fine, vogliamo che le persone interpretino a modo loro.

Recentemente avete pubblicato il singolo ‘Rabid Carnality’ per dar un assaggio del disco. Quali sono state le prime reazioni del pubblico? Leggendo in rete qualche commento, ho notato tantissimi messaggi di fan “hardcore” che condividevano telematicamente alcuni ricordi legati ai vostri primi periodi, ma anche molti messaggi positivi di fan di primo pelo. Diciamo che, bene o male, l’entusiasmo si evince sin dalle prime note…
PETER – Beh, è bello vedere questo genere di reazioni dopo tutti questi anni, ma è ancora più dolce dato che è stata una strada lunga ed è stato difficile per far uscire questo album con tutti questi ostacoli. Se si crede davvero in quello che si fa, ci si rialza dopo essere stato abbattuto con ancora più determinazione.

Cosa puoi dirmi del lavoro di stesura dei brani e del processo stesso di registrazione? Come è stato suddiviso il lavoro all’interno della band, sia in studio che fuori dallo studio?
PETER – La musica è composta da Daz e me e nasce principalmente dal semplice suonare in camera tua o ovunque tu sia a suonare, come chiunque altro, ma in questa occasione avevamo un obiettivo ancor più mirato su ciò che volevamo raggiungere e molte delle tracce del disco sono state co-scritte, credo che questo sia il nostro materiale migliore. Come menzionavo prima, abbiamo inviato una demo a Dave e lui ha aggiunto il suo tocco, la canzone poi evolve. Successivamente il bassista e il batterista aggiungono i loro tocchi ma cambia tutto costantemente fino al momento della registrazione. Dan e Gio hanno lavorato con Scott Atkins in precedenza e non riuscivano a raccomandarcelo abbastanza. Dopo aver ascoltato un paio dei suoi lavori, volevamo davvero averlo nel disco. Abbiamo passato molto tempo a registrare questo disco rispetto a qualsiasi altro, dato che Scott è un vero maestro. Non saremmo andati oltre fino a che tutte le parti non fossero a posto, è stato piuttosto difficile ma ha funzionato. Scott è un ragazzo davvero esperto e abbiamo imparato molto da lui, per cui deve prendersi molto merito per il suo lavoro nel disco, ci ha aiutati a trasformare un buon disco in un album fantastico.

Se dovessi dare tu stesso una breve descrizione di questo disco, come lo presenteresti ai vostri fan storici e anche a quelli che, recentemente, si sono avvicinati alla vostra musica?
PETER – Nessuna sciocchezza, onesto, musica metal che ti arriva dritta in faccia, suonata come dovrebbe essere.

A dicembre avete tenuto tre date in Italia con i Distruzione (band death italiana). Se si pensa che parliamo solamente di qualche mese fa, vista la situazione attuale, sembra esser passato un secolo. Cosa ne pensa degli ultimi ‘sviluppi’ in merito alla questione concertistica (drive in / live in streaming)? Sinceramente, non riuscirei mai ad immaginarmi un live dei Benediction, così come nessun altro live proposto in una sede così atipica… però pare che i primi ‘esperimenti’ fatti sia in Germania con Doro che in Regno Unito abbiano dato qualche piccolo frutto…
PETER – Lo streaming è una piccola cosa per i fan, ma non può avvicinarsi all’atmosfera e all’esperienza di un concerto dal vivo. Non lo escluderei completamente se questa pandemia dovesse continuare, ma al momento non è un qualcosa che prenderemmo in considerazione, va contro i nostri principi e preferiamo suonare per un pubblico presente.

Pensi che tutto possa tornare alla normalità, prima o poi? O al momento tutti noi rimarremo ancorati ai vecchi ricordi dei live passati, pregando che, appunto, la situazione possa avere svolte positive in un futuro non troppo lontano?
PETER – Beh, abbiamo dovuto cancellare o posticipare degli show che erano stati già prenotati e continuiamo con gli ingaggi in modo da poterci far suonare, eventualmente. Non credo che nessuno abbia idea di cosa succederà in futuro, ma credo che i festival outdoor (all’aperto) potranno svolgersi la prossima estate. Sto sperando che possa accadere il prima possibile, perché abbiamo prenotato degli spettacoli fantastici. La pazienza delle persone si sta esaurendo, ma le cose stanno lentamente tornando alla normalità, sono solo le ondate locali a causare il problema ora.

Parlare di live al momento sarebbe pressoché impossibile, data la situazione molto pesante che l’industria musicale sta affrontando, ma laddove il contesto tornasse nuovamente alla normalità, valutereste mai di proporre in sede live anche gli storici album nei quali Dave ha cantato o, nel caso, prendereste in considerazione di estrapolare solo qualche brano di quei dischi per riproporli al pubblico?
PETER – Quando suoniamo, cerchiamo sempre di dare una copertura di tutta la nostra discografia provando a mescolare qualcosa, dal momento in cui abbiamo a disposizione un grosso catalogo ma dobbiamo anche promuovere il nostro nuovo album. È difficile, poiché non puoi accontentare tutti, ma tentiamo e ascoltiamo i nostri fan, suoniamo ciò che loro vogliono ascoltare. Quando Dave è rientrato nella band, abbiamo riproposto qualche vecchio classico, dal momento in cui non lo suonavamo da un po’, provando ad aggiungere qualcosa in più. Abbiamo cercato di suonare il maggior numero possibile di concerti nei locali per quanto possibile per poter suonare un set più lungo o suonare in festival underground più piccoli. Staremo a vedere.

Siete una delle band più longeve del panorama death metal e musicale internazionale di sempre. Come tante altre realtà, avete vissuto i cambiamenti dell’industria musicale e anche della scena stessa. Io sono nata alla fine degli anni 80 e, purtroppo, non ho potuto vivere quella bella era, la quale viene descritta dalle tante band “figlie” di quel periodo come un’era bella intensa, piena e certamente memorabile. A tuo avviso, la scena odierna, se paragonata ai primi anni 90 e, volendo, anche 2000, è migliorata o peggiorata? Se sì, in cosa è migliorata o, al contrario, peggiorata?
PETER- Finché c’è ancora musica metal là fuori, sono felice. Nascono nuove band e spero che possa continuare a lungo… È difficile per le band essere originali e, secondo me, le band al momento stanno solo cercando di risultare le più estreme possibili, suonano più velocemente e hanno sia lo stile vocale, che il contenuto dei testi più oltraggiosi. Non fa per me, ma ciascuno valuta per conto proprio, stiamo solo cercando di riportare un po’ di stile e classe. All’inizio degli anni ‘80 era molto diverso, perché era nuovo e fresco e le band stavano costruendo il loro suono, il loro stile e sembrava una comunità davvero grande e amichevole, tutti conoscevano tutti. A Birmingham all’epoca c’era una scena fantastica con band come Napalm Death, Doom, Boltthrower ecc. Erano davvero giorni fantastici ma il vero cambiamento avvenne quando le band iniziarono ad andare in tour in Europa e alla fine degli anni ‘80 / primi anni ‘90 dovevi avere concerti sold out ogni sera. È stato fantastico vedere le band in locali piccoli, più intimi in tour perché sarebbero stati ben stretti e al top del loro gioco. Al giorno d’oggi è tutta una questione di festival, i quali sono fantastici perché puoi vedere molte band diverse, ma si tratta più di contenuto che di qualità, a mio avviso. Mi mancano i vecchi tempi, per me questa è la differenza più grande, ma le cose devono andare avanti.

Il mondo musicale, come saprai, si popola di nuove realtà musicali tutti i giorni. A mio avviso, c’è forse troppo ‘sovra popolamento’, ci sono molte band valide, certamente, ma c’è anche da dire che ci sono molti gruppi che credono di essere bravi ma, in realtò, non hanno molto da offrire al pubblico. A volte ci si trova di fronte a formule già trite e ritrite, altre volte, invece, ci troviamo a contatto con qualche proposta musicale completamente priva di originalità o contenuto. Quale è il tuo pensiero in merito alla situazione attuale del music biz?
PETER – Come menzionavo, va bene finché la scena va avanti e nascono nuove band. Cerchiamo di tenere tutto questo vivo iniziando da qualche parte. La gente ha gusti diversi, chi siamo noi per giudicare?

Peter, io ti ringrazio per il tempo concessoci! Come da tradizione, all’intervistato spettano le parole finali e, tenendo le dita incrociate, speriamo di rivedere i Benediction live prestissimo! Grazie di averci dedicato la tua attenzione!
PETER – Vorrei ringraziare tutti per il loro supporto donatoci in questi anni e vorrei anche dire “Benvenuto” a qualsiasi nuovo fan. Torneremo live sul palcoscenico appena ce lo permetteranno, non vediamo l’ora di tornare a suonare dal vivo!


(English version)

Benediction doesn’t need any introduction. Legendary death metal reality since the early 90s, the band had to deal with some lineup changes that, on this special occasion, sees the extraordinary coming back of the very first singer of the band, Dave Ingram. From a new found energy and alchemy, after 11 years Benediction now gets back on track and is ready to unveil its brand new record that enriches the vast band’s discography, “Scriptures”, that will be out on October 16th via Nuclear Blast, proud and loyal label that has always supported one of the leading death metal bands since day one. Exclusively for you, Metalforce now introduces you a brand new interview with Peter Rewinsky…

Hi Peter and welcome to Metalforce.it! For me it’s a huge honor exchanging a few chats with you! How are you and how are the things going so far there in UK?
PETER – Fine thanks for asking, we’re not back to normal yet but not quite as bad as you guys have had, tough times…

Today we’re here in order to talk about Benediction. Despite the serious and arduous obstacles that the world is living since February, 2020 managed to ‘save some surprise’: indeed you’ve announced the metalheads your great comeback to the scene, since you’re one of the biggest and best death metal music realities of the world. You come back 12 years after the release of “Killing Music”, your latest record, that was released on August 2008 and which is the latest album with Dave Hunts on vocals. How come did you wait so many years before getting back on track with a new studio album? Was it due to Dave’s abandonment or was it simply due because you’ve preferred focusing on your live activities before having some real new material in your hands?
PETER – Well it has been a long time coming but with other life commitments, we all have regular jobs and some line up changes, it has stalled us quite a bit. Initially it just didn’t feel right at the time to just churn out another album and with everyone demanding the old classics it wasn’t the right time. During this period we still kept up quite a busy schedule playing shows all around the globe.When we finally had a stable line up with Dan Bate on bass and Giovanni Durst (an Italian) on drums we felt the time was right then Dave Hunt left, amicably. Cue the return of Dave Ingram.

It’s amazing to see that Dave Ingram is back again on board. You’ve announced his re-entry in the band last summer, soon after Hunt’ abandonment. Unlike many other bands who likely prefer focusing on the research of new voices in order to offer “something fresh”, you kinda preferred announcing Ingram, who, to me, is one of the best vocalist of the Internation death metal scene. Was this a decision ‘born by heart’, by memories and very amazing experiences you both shared together in those eight years or was it simply because you wanted to offer something yet fresh but also connected to your golden age?
PETER – At first we just wanted to test the waters as we had little to no contact with Dave over the years but he was so euthused about returning to the band we sent him over some tunes to demo and they sounded great, he certainly hadn’t lost his touch with his delivery and song writting. It also made sense with the direction the band was heading in as we set out to make a modern classic Benediction album. Really it was an easy choice once we knew he was well up for it. He is definitely at his malevolent best like he’s on day release from hell.

If I’m not mistaken, it was said that Dave has been recovered in January due to some serious health issue. He had to rest for a little while, but this didn’t compromise the work you’ve done for the new record. What can you tell about it? How’s Dave at the moment? Did he manage to recover soon?
PETER – When he rejoined he mentioned to us he had a hip replacement operation scheduled so we booked shows to coincide with this. Unfortunately during the Italian shows we did last year his conditions worsened and he had to be rushed into an emergency operation. We were concerned at the time for his health and unfortunately had to postpone quite a few shows but the fans understood. He has made a full recovery and he is now having the other hip done. When I saw him last week on a video shoot he was hopping around on his new leg laughing manically to himself.So all good, the wonders of modern medicine.

‘Scriptures’ will be unleashed via Nuclear Blast on October 16th. NB is indeed one of the best and most important metal music labels and we can surely say that you established one of the strongest relationship ever with this record company. How would you describe your professional and human relationship? Are you indeed happy about the fact that you pursued this incredible professional partnership with the label?
PETER – Yeah we were one of the first signed to the label and we built up a strong friendship with the guys running it at the time from their bedrooms, how things have changed. It is just great to stay loyal to them and them to us.

I listened to ‘Scriptures’ and, since the very beginning (I beg you if I’m gonna say some mistaken thing), I was under the impression of listening to a sound that really recalls some old school style, very brutal and straight forward, from the early 90s. this new album is indeed more powerful compared to the previous ones, at least the ones with Dave Ingram on vocals, the sound is clearly Benediction’s and it seems a sort of partial tribute to what you’ve done in the past, a tribute that seems to be connected also to the album cover. Is there indeed some sort of reference or is mine a free interpretation of it?
PETER – We set out in the begining to write an old school Benediction album that could have been written 20 or so years ago, a modern classic. First and foremost this was to please ourselves. We do care about what we do. Writing and recording this album has been really envigorating because it really feels like we have returned to the true essense of Benediction. We helped design the album cover with an old member of the band to encapsulate the feel of “Scriptures” and are more than happy with the results. Should make a great shirt as well. All in all the full package.

The album title, as much as the album cover, seems to have a precise reference, so much that we can clearly see a book. What can you tell me about this and what can you say, instead, about the lyrics you’ve dealt with here?
PETER – Well the song “Scriptures in Scarlett” is based on the Evil Dead franchise (proper old school) but we felt that “Scriptures” was a really catchy title for the album and ties in nicely with our name and of what we were aimimg for with this album. Once we had a title we changed the cover slightly to reflect this and the book quite simply comes from the idea that these would be Benediction’s scriptures written in a book. If you look at the design there are a few references to our past releases as well. As for the lyric content for the rest of the album it is typical old school as we wanted it, dealing with fantasy, sci fi , horror among some other more personal stuff but it is always open to different interpretation. It is our art, we each brought different ideas to it and ultimately we want people take it their own way.

In order to give a small appetizer of this brand new album, you’ve unleash the single “Rabid Carnality”. What has been the first fans’ reactions? Reading here and there, I’ve noticed a lot of messages from your hardcore fans who shared some of their best memories related to your early efforts, but there were also tons of positive comments by the newest fans. Let’s say that, more or less, there’s a lot of enthusiasm around…
PETER – Yeah its great after all these years to be getting these reactions but it feels all the sweeter as it has been a long hard road to get this album out with set back after set back. If you truly believe in what you do you just get back up after you are knocked down with more determination.

What can you tell me about the writing and the recording process of the record? How did you divide the work within the band, both in and off the studio?
PETER – The music is composed by Daz and myself and is pretty much born from playing your guitar sitting in your bedroom, or wherever you play just like everyone else but on this occasion we had a more focused goal on what we wanted to achieve and much of the albums songs are co-written which I believe is our best material. As I mentioned before, we then send a demo over to Dave and he adds his bit and the songs evolve, then the bassist and drummer add their touches but it constantly changes all the way until it is recorded. Dan and Gio had worked with Scott Atkins previously and couldn’t recommend him enough. After listening to some of his previuos work we really wanted to use him. What a top guy, he is a real fan of metal music and completely bought into what we were trying to do on this album. We spent much more time recording this album than any other as Scott was a very hard task master. We wouldn’t move on until the parts were just right, it was really tough but well worth it. Scott is a really knowledgable guy and we learnt a lot from him so he needs to take a lot of credit for the album, he helped turn a good album into a great one.

If you were to give a picture or a small description of this brand new album, how would you describe it to your hardcore fans and also to those who approached your music recently?
PETER – No nonsense , honest , in your face metal music played like it should be.

You’ve played here in Italy in December with Distruzione, a death metal band from our country. If we think that this happened only a few months ago, given the current situation, it seems that it kinda happened a century ago. What’s your own opinion about the latest “developments” related to the live show area of interest (drive in / live streaming)? Honestly, I cannot imagine neither a Benediction nor any single live show set up like this, but it seems that the first “experiments” done both in Germany with Doro and in UK recently has given some small feedback…
PETER – Streaming is at least something for the fans but it just can’t come anywhere near the atmosphere and experience of a live gig. I wouldn’t completely rule it out if this pandemic continues but at present its not something we would consider, it kind of goes against our ideals and we prefer playing to a live audience.

Do you think we can get back to normality, sooner or later, or at the moment we will be anchored to old memories of old concerts, hoping that the situation could turn positive in the future?
PETER – Well we have had  shows booked that have been cancelled or postponed and we keep booking shows so they have got to let us play eventually. I don’t think anybody has got a clue about what is going to happen next but I think next summer outdoor festivals will happen. I am hoping for as soon as possible as we have some great shows booked. People’s patience is wearing thin but things are slowly returning to normal – it’s just local outbreaks causing the problem now.

If the situation became better anytime, would you ever take into account the chance of playing live some of the older material with Dave Ingram on vocals or, indeed, would you consider to play some song here and there from those old albums in order to entertain the audience?
PETER – We always try to cover material from all our releases when we play and mix it up a bit as we have quite a big back catalouge with some class tunes but you have to promote your new album. It is difficult as you can’t please everyone but we do try and listen to the fans and play what they want to hear. When Dave returned we did bring back a couple of old tunes we hadn’t played for a while and we were rehearsing some more to add. We had been trying to play as many club shows as we can as you get to play a longer set or playing smaller undeground festivals. We wiil see.

You’re one of the biggest and enduring music realities of the death metal and International scene ever. Like any other great bands, you’ve lived yourselves/yourself the changes of the music industry and also the ones concerning the music scene itself. I was born in the latest 80s, so I didn’t grow up in an era that everyone described as “one of the most intense, full and memorable”. In your opinion, has the current music scene got worse or did it improve, compared to the one you’ve lived in the 90s or even the first 2000s? if so, what has been the improvement or the worsening?
PETER – As long as there is still metal music out there I am happy and new bands coming out, long may it continue….It is hard for bands to be original and in my opinion bands at the moment are just trying to be the most extreme as they can, play the fastest and have the most outrageous vocal style and lyric content. Its not for me but each to their own – we are just trying to bring back a bit of style and class. In the early days in the 1980s it was very different as it was new and fresh and bands were building their sound and style and it felt like a really big friendly community and everyone knew everyone else. In Birmingham at the time there was a great scene with bands like Napalm Death, Doom, Boltthrower etc. they were indeed great days but the real change happened when bands started touring around Europe and in the late 80s/early 90s you would be playing to sold out clubs every night. It was tremendous to see bands in small, intimate venues on tour as they would be well tight and on top of their game. Nowadays it is all about festivals which are great as you get to see lots of different bands but it is more content but less quality in my opinion. I miss the old days – for me that’s the biggest difference but things  do have to move on.

As you may know, the music world is always full of band who pop up every single day. To me, there’s maybe too much crowding around. Yes, indeed there are some great valid band, but there are also a lot of bands that think to be so good but, actually, they are not! They don’t offer anything new or original. What’s your own opinion about this matter?
PETER – As I mentioned as long as the scene is still going and new bands are coming out great…….lets keep it alive and you have got to start somewhere. People have different tastes and who are we to judge?

Peter, thanks so much for giving us this spot! As our tradition wants, it’s up to the interviewee to share the final words with us. I really hope to see Benediction live soon! Thanks so much for being with us today and for giving us your attention!
PETER – I just want to say thanks to everyone for their support over the years and like to say welcome to any new fans and we wiil be back live on stage as soon as they will let us, we can’t wait to play live again.