BEAST IN BLACK – il lato metal della bestia

BEAST IN BLACK: INTERVISTA ESCLUSIVA CON ANTON KABANEN •

Rilassato ed entusiasta di calcare a breve il palcoscenico italiano per regalare ai fan emozioni uniche ed incredibili. E’ così che si presenta il nostro interlocutore, Anton Kabanen, noto chitarrista dei Beast In Black, nuovo progetto del mastermind finlandese nato in seguito alla sua dipartita dalla sua storica band primordiale, i Battle Beast. In occasione dell’unica tappa italiana del combo finnico prevista per questa stagione, Metalforce ha colto la palla al balzo e ha scambiato amichevolmente un paio di battute con il talentuoso musicista, il quale ci anticipa gustose novità in merito alla nuova release della sua band e anche qualcosina in più…

Ciao Anton, benvenuto ancora una volta su Metalforce. Siete in tour con i Nightwish da quasi un mese: come è stato il feedback del pubblico?
ANTON – Fantastico! Ogni show ha avuto tanto successo. Abbiamo guadagnato molti nuovi fan, ogni sera andiamo al merch per incontrare e salutare le persone, ed ogni sera ci sono un sacco di persone, molte delle quali non ci avevano mai sentito prima. In tanti ci hanno detto che ritorneranno a vederci quando torneremo nella loro città. Perciò per noi è perfetto, è proprio quello di cui abbiamo bisogno.

E dal tuo punto di vista, questa esperienza è stata formativa? Vi sta dando lo spunto per nuove idee?
ANTON – Tutto ti insegna qualcosa. Dopo ogni tour si impara qualcosa, dopo ogni album si impara qualcosa. Perciò sì.

Ormai siete quasi alle date conclusive e presumo vi prenderete un breve periodo di pausa prima di affrontare il vostro primo tour da headliner, che avete annunciato per il prossimo febbraio: con che spirito vi state preparando a questo che sarà un tour diverso dal solito e più importante per voi?
ANTON – La più grande differenza sta nel fatto che dobbiamo imparare molte nuove canzoni. Con questo tour abbiamo suonato solo pezzi del nostro primo album, e non abbiamo fatto nessuna prova prima di questo tour o cose simili. Per il nuovo tour, dobbiamo provare molto le canzoni nuove, per assicurarci che il tour vada bene. Oltre a questo, c’è sempre la questione dell’organizzazione, delle logistiche eccetera, roba che però riguarda ogni tour. Come ho detto, la più grande differenza riguarda le canzoni nuove, sulle quali dobbiamo esercitarci e che dobbiamo imparare.

Come sai, avremo la possibilità di vedere i Beast In Black tra quattro giorni a Milano in supporto dei Nightwish. Che tipo di spettacolo offrirete al pubblico italiano?
ANTON – Noi diamo sempre il massimo di fronte a qualsiasi pubblico. È un set di 50 minuti quello che suoniamo, e ogni volta che saliamo sul palco è il momento in cui siamo più felici di solito, e vogliamo condividere quest’emozione. Penso che le persone riescano a vederlo, perché è chiaro che per noi quella è la parte migliore di ogni tour. Vogliamo che le persone si divertano tanto quanto noi, e vogliamo condividere questo sentimento.

Il nuovo tour sarà il trampolino di lancio per il secondo capitolo dei Beast in Black “From Hell With Love”: quali sono le sostanziali differenze con il disco precedente?
ANTON – Saranno le persone a deciderlo quando lo ascolteranno e a dire la propria opinione. Dal mio punto di vista di compositore non vedo troppa differenza dal passato, è ancora lo stesso stile. La produzione, ovviamente, è sempre un po’ differente in ogni album di qualsiasi band, perciò a livello di sound avrà i suoi tratti specifici, ma dal punto di vista musicale, almeno per me, sarà più o meno lo stesso. Vedremo, forse ci sarà un feeling più anni ’80, e alcune parti sono anche più aggressive, ma si tratta comunque dello stesso stile, è sempre heavy metal condito con tastiere e sound anni ’80-’90.

Ci puoi anticipare cosa si dovranno aspettare gli ascoltatori quando spingeranno il tasto play?
ANTON – Come ho detto, lo stile sarà più o meno lo stesso del primo album, quindi qualsiasi cosa l’ascoltatore abbia sentito da quello, sarà qualcosa di simile. Ti confesso che è davvero una domanda difficile a cui rispondere per me, dire cosa qualcun altro potrebbe sentire o aspettarsi, perché per me è più o meno lo stesso tipo di musica. Ma in quanto compositore, sono piuttosto legato a queste canzoni, non riesco bene a vederle da una certa distanza o da una prospettiva diversa.

Come avete strutturato i brani? E’ stato un lavoro collettivo o il songwriting è frutto della tua mente vulcanica?
ANTON – Ho scritto tutte le canzoni da solo, come nel primo album. Molte canzone erano già state scritte prima ancora del primo album, perché mi piace passare il tempo libero a scrivere nuovo materiale. C’erano molte canzoni fra cui scegliere per questo album, all’inizio c’erano circa 15-20 canzoni, e abbiamo dovuto scegliere quelle che poi sarebbero finite nell’album. Alcune canzoni sono state scritte più recentemente, verso la fine dell’anno scorso o all’inizio di questo, ma la maggior parte era già scritta al 90% prima ancora del primo album.

Hai dichiarato che i testi del vostro primo album “Berserker” sono stati influenzati da manga e anime giapponesi: è così anche per “From Hell With Love”?
ANTON – Sì, perché è una cosa che tengo sempre in mente. È stato così sin da quando ero nei Battle Beast, e non è diverso nemmeno questa volta, ci saranno 5 canzoni riguardanti “Berserk”. Anche se la musica è stata scritta da me, questa volta la più grande differenza è che io e il mio amico Paolo Ribaldini, che è italiano, ma vive ad Helsinki, abbiamo scritto insieme alcuni dei testi, e lui conosce bene il manga “Berserk”. Un testo è interamente suo, mentre altre sono state scritte insieme. È stata una bella esperienza lavorare in questo modo stavolta.

Una costante delle band in cui hai militato (parlo di Battle Beast, prima, e Beast in Black, ora) è quella di aver scovato alcuni dei membri su YouTube, in particolare i vocalist. È stata casualità o ti sei messo di proposito ad ascoltare questi “provini virtuali”?
ANTON – Ho sempre trovato tutti i cantanti tramite Internet, a partire dalla prima cantante dei Battle Beast, Nitte (Valo, n.d.r.), è stata lei a contattarmi. Poi ho trovato Noora (Louhimo, attuale voce dei Battle Beast, n.d.r.) su YouTube, e sono andato a vederla live con un paio di membri della band. Per i Beast In Black, ho trovato Yannis (Papadopoulos n.d.r.) su YouTube e l’ho contattato. Ci siamo sentiti tramite Internet, e poi ci siamo incontrati faccia a faccia nel 2015 in Grecia, e gli ho chiesto di unirsi a questo mio nuovo progetto al quale stavo lavorando all’epoca e che ancora non aveva un nome. Gli ho detto che stavo lavorando a qualcosa di nuovo e gli ho chiesto se fosse interessato, e lo era. Ecco com’è andata.

Ora mettiamola in modo simpatico: se tu dovessi dare a qualcuno la possibilità di ascoltare i Beast In Black, che motivazione offriresti a questa persona per ascoltare e supportare la band?
ANTON – Direi semplicemente che se gli piace musica accattivante ed energica, che ti fa sentire bene, soprattutto se gli piace la roba semplice e diretta degli anni ’80, i Beast In Black sono quello che fanno per te. E anche se non è così, direi comunque di dare un ascolto, perché spesso troviamo fan tra gli ascoltatori di generi quanto mai disparati, alcuni dei quali non ascoltano affatto questo genere musicale ma comunque è fan dei Beast In Black. Perciò direi in ogni caso di dare una possibilità alla nostra musica, perché tanto non c’è nulla da perdere.

Hai sempre professato il tuo credo nell’heavy metal più classico: di quale band degli anni ’80 ti sarebbe piaciuto far parte e perché?
ANTON – I Judas Priest! Sono la mia band preferita da sempre. Offrono i migliori show heavy metal e i migliori pezzi heavy metal. Non conosco nessuna band che lo faccia bene quanto loro. Al giorno d’oggi non sono più al massimo naturalmente, ma negli anni ’80 erano i migliori.

Qual è stato il primo brano in assoluto che hai ascoltato da ragazzo e che ti ha fatto dire: “Ehi, questo è quello che farò da grande!”?
ANTON – Bella domanda! Ricordo che c’erano alcuni cartoni con sigle che adoravo, ma se dovessi citare una band, ce ne sono un po’… penso che avevo 6 anni quando ho sentito per la prima volta i Deep Purple e un paio d’anni dopo ho ricevuto questa compilation che racchiudeva molte altre band, Black Sabbath, Motörhead, Saxon, Warrant, e band di questo tipo. Ho realizzato che c’è qualcosa di veramente potente in questa musica, e da lì ho iniziato ad aver maggiore familiarità con l’hard rock. Poi ho sentito i Judas Priest quando avevo 13 o 14 anni, e da lì mi sono appassionato a loro, ai Manowar, ai Black Sabbath. Ma da ragazzo ascoltavo molto anche canzoni dei cartoni, ad esempio “He-Man e i dominatori dell’universo”, aveva una sigla bellissima che ancora mi piace, e anche le Tartarughe Ninja, anche quello aveva una gran bella sigla! Quando le ascoltavo mi sentivo veramente ispirato! È quella la musica che mi faceva sentir bene.

Dato che il Natale si avvicina, che regalo vorresti trovare sotto l’albero di Natale?
ANTON – Ad essere sincero non mi aspetto nulla… il più grande regalo ce l’ho, posso vivere la mia vita scrivendo musica, ho la mia famiglia e i miei amici con me. Non posso chiedere nulla di meglio. Per Natale preferirei fare regali piuttosto che riceverne.

Grazie Anton per il tuo tempo e per la tua disponibilità! Dato che tra pochi giorni sarai in Italia, ci sono delle ultime parole che vuoi condividere con i tuoi fans italiani?
ANTON – Oh sì! Prendete il vostro biglietto e venite a vedere i Beast In Black, perché probabilmente sarà una delle ultime volte che suoneremo uno show simile col nostro album di debutto, e sarà una grande esperienza e chiunque verrà si divertirà. Se volete divertirvi, non mancate! E grazie per il supporto, grazie a tutti i fans italiani! Continuate ad essere fiduciosi e a seguire le novità dei Beast In Black, perché abbiamo sempre qualcosa di nuovo che bolle in pentola. Stay tuned!

 

ringraziamo Ivan Spurio Venarucci per la gentile collaborazione.