BATTLE BEAST: Circensi non si nasce, si diventa!

Battle Beast - Circus Of Doom, 2021. From left Eero Sipilä (base), Juuso Soinio (guitar), Janne Björkroth (keyboard), Noora Louhimo (vocals), Joona Björkroth (guitar), Pyry Vikki (drums). Nuclear Blast Records. Photo by Terhi Ylimäinen

BATTLE BEAST: INTERVISTA ESCLUSIVA A EERO SIPILA •

A distanza di appena due anni dal precedente “No More Hollywood Endings”, i ruggenti finlandesi Battle Beast inaugurano questo 2022 con l’annuncio di un nuovo album. “Circus Of Doom”, in uscita il 21 gennaio su Nuclear Blast, ci consegna nuovamente una band in piena forma e con una vitalità musicale ed artistica sempre più crescente. Abbiamo parlato di questo nuovo capitolo discografico col bassista Eero Siipila. A voi la nostra intervista esclusiva!

Ciao Eero, benvenuto sulle pagine di Metalforce.it! Come stai?
EERO – Sto piuttosto bene. Ci stiamo preparando per l’ultimo show di quest’anno che si terrà stasera al nord, è qualcosa che non vediamo l’ora di fare!

Oggi ci troviamo qui, a distanza di due anni dalla nostra ultima intervista, per parlare del nuovo album dei Battle Beast, “Circus Of Doom”. Il disco uscirà il prossimo 21 gennaio su Nuclear Blast, etichetta con la quale avete anche rinnovato il vostro contratto. Come ci si sente ad aver rinnovato la propria “proposta” ad una delle maggiori etichette del settore?
EERO – Non direi che ci sia così tanto sentimento coinvolto… Credo che la nostra relazione con Nuclear Blast sia cresciuta senza alcun ulteriore grattacapo. Loro fanno ciò che dicono di voler fare e tutto funziona alla grande. Non è che non vi sia alcuna comunicazione con loro su base giornaliera e cose simili, ogni volta che c’è qualcosa da fare, loro fanno la loro parte del lavoro ed è piacevole, ma lavorare con le case discografiche è un discorso che rimane distante per la band stessa, in quanto davvero influenza il lavoro che fai.

L’idea del circo e di un mondo fantastico legate alle sue creature e ai suoi personaggi da sempre affascina anche i metalheads più duri. Il circo, ad esempio, è stato usato dai Kiss nel loro celebre “Psycho Circus” o dai Nightwish nel loro “Imaginaerum” (anche se era più un parco divertimenti), o ancora dagli Amberian Dawn nel loro “Circus Black”, i Mago De Oz nel loro “Illusia”. Che cosa ha ispirato l’idea di “calarvi” nei panni dei circensi del metal? Da dove nasce questo circo del doom?
EERO – Beh, questo non è un vero concept album, per cui fondamentalmente avevamo questo brano con questo titolo che funzionava, chiamato “Circus”. È stata un’idea di Jonne, il nostro tastierista, ha suggerito di usarlo per la titletrack e pensare all’album come una scena circense… Come dicevo, non è davvero un concept, ma credo ancora che, sostanzialmente, l’idea del circo racchiuda la descrizione della musica presente nel disco. È un album davvero variegato, ci sono questi momenti musicali veramente folli e credo che tutti i brani abbiano qualcosa di diverso, non ruota tutto intorno alla struttura basilare dei pezzi… Questo, secondo noi, rappresenta questa idea folle del circo, dove può succedere di tutto e dove tutto è possibile! Credo che sia questa l’idea che avevamo in mente per questo album.

Esattamente come succedeva per “Bringer Of Pain” e “No More Hollywood Endings” anche questo disco presenta una varietà musicale nuova, ci sono elementi freschi che da subito catturano l’ascoltatore. Come appunto accadeva con “No More Hollywood Endings”, volevate continuare sul percorso già intrapreso con il vostro precedente disco, mostrando nuovi lati nascosti o semplicemente, avete voluto puntare ancora più in alto presentando, appunto, elementi innovativi del vostro sound?
EERO – Secondo me è una specie di evoluzione naturale e musicale della band, in ogni album vogliamo metterci alla prova, vogliamo andare oltre a ciò che abbiamo fatto in passato, vogliamo realizzare brani migliori con una produzione migliore, scoprire nuovi territori e portare la nostra musica verso nuovi lidi… ma non è che programmiamo tutto, come se avessimo queste canzoni e volessimo avere una produzione più vasta o un sound più imponente che possa adattarsi al disco. Credo che quegli elementi nuovi che tu stessa hai menzionato diano un’anima e uno spirito all’album, per farne un pacchetto comune. Nella band avvengono questo genere di cose, noi componiamo canzoni e ci lavoriamo, poi controlliamo ciò che abbiamo. È così che funziona…

Chiedo perché, ad esempio, “Wings Of Light” sembra uscita direttamente da un disco dei Sabaton e la cosa mi entusiasma assai! Ad ogni modo, nel disco c’è un brano che ha un messaggio che, a mio avviso, è bellissimo nella sua interezza: “Where Angels Fear To Fly”. Il brano, infatti, affronta temi come la denigrazione, la discriminazione, il pregiudizio, fattori molto negativi che, come ben sappiamo, possono anche affossare o distruggere una vita, l’autostima e l’integrità di una persona. Cosa puoi dirci di più di questo singolo?
EERO – Credo che tu abbia azzeccato la mia interpretazione, il brano parla esattamente di questo, come la società moderna che fa leva ed usa questa discriminazione, tutto questo schifo che va avanti nel mondo. Credo che in questo nuovo disco ci siano quelle canzoni, come menzionavi tu, come ‘Where Angels Fear To Fly” che parlano di cose reali che accadono nel mondo, poi ci sono quei brani che non hanno nulla a che fare con tutto questo e parlano di fantasia, immaginazione, sogni e cose così! In un certo modo, canzoni come “Where Angels Fear To Fly” rappresentano l’altra parte dei brani che incoraggiano la realtà nella quale viviamo.

Nasce da episodi reali vissuti sulla propria pelle o, semplicemente, vuole in qualche modo denunciare questi atti ingiusti nei confronti delle persone più colpite?
EERO – Credo che tutti questi brani generalmente non trattino un singolo argomento, ma siano più correlati a situazioni e a sentimenti nei quali ciascuno di noi può incappare. Una sorta di problema che tutti quanti possono affrontare nelle loro vite, per cui sono argomenti universalmente in cui ci si può identificare, in un certo senso, piuttosto che affrontare argomenti che trattano di un singolo istante.

Il disco è stato anticipato da un primo singolo, “Master Of Illusion”. Nel video vediamo Noora vestire i panni di una sorta di “domatrice” / direttrice di orchestra che fa “una sorta di doni” ad un coro composto da tantissime persone vestite di bianco… Cosa ci puoi dire del concept del video stesso?
EERO – Beh, non ho scritto io la sceneggiatura, quindi per me è una domanda assai difficile. beh, tu che cosa hai pensato? Che cosa ne pensi, personalmente?

Beh, credo che la mia interpretazione sia questa: non bisognerebbe mai dare alla gente false speranze o così sembra. Non dovresti ingannare le persone, portando la gente a credere cose false, dandogli quel genere di illusione, ma credo che la mia versione possa essere sbagliata!
EERO – Credo che la tua sia un’ottima interpretazione, penso che tu abbia perfettamente centrato in pieno l’idea!

Diciamo che presto particolarmente attenzione a dettagli che ad altri, magari sfuggono… per questo ti chiedevo di darmi qualche lucidazione in merito a questo singolo!
EERO – Sì, credo che questo genere di video possa aprire le porte a diverse interpretazioni. Credo che la tua sia un’ottima analisi, molto solida! Credo anche che se realizzi video del genere, tutti possono guardarlo e farsi una propria idea della trama del video. Questo genere di video era stato pensato per adattarsi alle persone, dare un significato al video e alla canzone e credo che funzioni perfettamente, sotto questo punto di vista; come dicevi prima, la persona deve avere un’interpretazione molto chiara del significato e forse qualcuno potrebbe avere un’idea totalmente diversa, ma potrebbe essere altresì un’analisi solida!

Dall’album di debutto del 2011 “Steel”, avete raggiunto oltre 200 milioni di ascolti sulle piattaforme digitali per non parlare degli altri innumerevoli successi ottenuti scalando le classifiche in Germania e i vari tour che avete avuto in Europa e Nord America. A distanza di dieci anni ti saresti mai aspettato un successo del genere?
EERO – Ecco, sì e no, è come se non avessi avuto voglia di guardare poi così tanto al futuro. Nel 2011 non avrei mai pensato a ciò che avrei potuto fare in dieci anni, ma ovviamente già allora speravo per il meglio, di poter fare questo lavoro per vivere e aver successo con la nostra musica e i nostri tour. Sono una persona piuttosto fortunata, perché tutte queste cose sono diventate reali e questa è un genere di fortuna che poche persone possono sperimentare, avere il lavoro dei propri sogni. Credo che i Battle Beast siano bravi in questo e ciò che è ancora meglio è che alla gente piace quello che facciamo, è davvero appagante! Nessuno può predire molto lontano, ma se fossimo stati così dieci anni fa, saremmo stati qui, ora siamo qui e ai miei occhi questo sembra un viaggio lunghissimo, abbiamo dato il cuore in ogni cosa.

Secondo te quale è la chiave del successo dei Battle Beast?
EERO – Beh, so che ora potrebbe suonare kitsch, ma credo che come band noi abbiamo sempre dato il meglio alle persone, le abbiamo sempre divertite e dato loro il meglio. Ogni volta che calchiamo il palcoscenico, anche se ci sentiamo totalmente uno schifo cinque minuti prima di entrare in scena, non appena facciamo il nostro ingresso diamo il meglio per offrire intrattenimento alla gente e credo che le persone capiscano e rispettano questa cosa. Oggi giorno ci sono persone che vanno ai concerti dei Battle Beast e si sentono molto contenti, si sentono bene. Ovviamente, noi ci mettiamo un enorme impegno nei nostri dischi e nei nostri pezzi, abbiamo cercato di migliorare il nostro mestiere cercando di scrivere sempre canzoni migliori, avere una migliore produzione, ma non credo che questo sia davvero un segreto! Qualunque band può fare queste cose ma, come dicevo, non è un segreto. Dovrebbe essere una cosa basilare, ma forse noi possediamo questa fortuna strana e abbiamo una reale devozione che ci aiuta!

Sappiamo che avete annunciato delle date per l’anno prossimo, tra cui una data in Italia a marzo, ma come ben sappiamo è difficile riuscire a fare piani effettivi, visto anche il corso globale della pandemia. Al momento è tutto confermato?
EERO – Beh, tu conosci la situazione esattamente come me. Avevamo pianificato quei tour e al momento possiamo solo sperare per il meglio. Non ho una sfera di cristallo, non so cosa potrà succedere. Spero solamente che tutto quanto possa andare come programmato, ma non si sa mai… In quest’epoca devi prendere le cose per come vengono, giorno dopo giorno, essere felici di suonare qualsiasi show e essere contenti di avere qualsiasi opportunità per suonare in questo nuovo pazzo mondo!

Avevo letto che il vostro tastierista aveva affermato che state preparando uno show a tema “horror-carnevalesco” da portare, appunto, on stage con visuals molto forti per accompagnare l’album. Non voglio rovinarmi la sorpresa, perché immagino sia qualcosa di estremamente affascinante, ma laddove i live show riuscissero a svolgersi nel pieno rispetto delle normative, porterete on stage una scenografia imponente?
EERO – Sì, il tema circense è molto buono in quel senso. Ovviamente devi pensare ad un milione di cose che puoi portare all’interno di un contesto live, ma d’altro canto, devi pensare a cosa possa essere effettivamente plausibile, in termini finanziari, e considerare quanta attrezzatura puoi impacchettare all’interno di un tour bus. Al momento abbiamo un sacco di idee e vedremo che cosa succederà, che cosa sarà fattibile in fin dei conti e che cosa possiamo abbandonare, ma la nostra intenzione è portare on stage una produzione ancora più grossa e aggiungere questi nuovi elementi. Questo è il nostro obiettivo, decisamente!

Eero, ti voglio ringraziare per aver concesso questo spazio a Metalforce e per averci concesso questa splendida intervista! È stato favoloso, grazie per avermi ospitata!
EERO – Grazie mille, il piacere è stato mio!

Ovviamente, come la tradizione richiede, spetta all’intervista concludere l’intervista come meglio crede! Speriamo di avere a breve tempi migliori e di rivedere a breve i Battle Beast anche in Italia!
EERO – È ciò che speriamo, portare più musica, vivere più musica dal vivo e tornare ad avere il mondo che avevamo prima!