AT THE MOVIES: Nessuno può metterci in un angolo!

AT THE MOVIES: INTERVISTA ESCLUSIVA A CHRIS LANEY •

Gli anni ’80 e ’90 hanno rappresentato per una generazione intera il cosiddetto “periodo d’oro”. Dando uno scorcio al passato e a ripensare a tutto ciò che questa lunga decade ha rappresentato per ognuno di noi, porta immancabilmente ad una serie di ricordi a cui, chi più, chi meno, siamo tutti legati: dalle pubblicità più conosciute, ai tormentoni estivi, il Festivalbar e… i film! A distanza di tanti anni, è impossibile non ricordare con nostalgia e tanto affetto le pellicole prodotte in quel periodo, dai vari “Pretty Woman”, “Dirty Dancing”, “Ghostbusters”, “Top Gun”… la lista è infinita, certamente, ma questo lungo lasso temporale ed annessi ricordi ancora oggi vengono custoditi nel cuore di chiunque con molto affetto! Ne sanno qualcosa anche Chris Laney ed i suoi At The Movies: durante il periodo di lockdown, il musicista Svedese/danese ha, infatti, dato vita e voce ad alcuni brani delle pellicole più iconiche e ne ha realizzato insieme alla sua band ben due volumi! Un progetto definito da molti “sciocco” o “banale” ma che, nel complesso, si è rivelato divertente ed interessante. A tal proposito, abbiamo voluto approfondire al meglio questo neonato progetto musicale proprio con il mastermind danese in questa nostra nuova intervista esclusiva!

Ciao Chris e benvenuto su Metalforce!
CHRIS – Ti ringrazio!

È un piacere per me ospitare questa chat. Come stai?
CHRIS – Sto bene, sto bene. Tu come stai? È tutto ok?

Diciamo di sì, nonostante la situazione legata alla pandemia… Al momento qui le cose vanno bene…
CHRIS – È un’ottima cosa!

Oggi ci troviamo qui per dar spazio agli At The Movies, band che, seppur ancora poco conosciuta, si sta facendo già conoscere proprio per la peculiare proposta musicale offerta: infatti, essendo voi una cosiddetta “all star” scandinava, vi cimentate nella ri-esecuzione di alcuni adattamenti di successi musicali cinematografici. Da dove è nata l’idea? Devo ammettere che è piuttosto originale…
CHRIS – Sì, mi piaceva! Beh, no, diciamo che è nato per caso, il tutto ha preso vita con me, mi trovavo seduto a casa durante il primo periodo di lockdown, sai, le cose si sono susseguite in maniera veloce, guardavo un sacco di film e stavo guardando questa pellicola chiamata “Scrivimi Una Canzone”, credo fosse un film interpretato da Hugh Grant. Lui vestiva i panni di una specie di pop star e cantava questa canzone intitolata “Pop! Goes My Heart” e ho amato quella canzone, per cui mi sono recato in studio e ho inciso una demo, in una versione un po’ più rock! L’ho inviata a Bjorn, perché so che a lui piacciono questo genere di cose e anche ad Allan Sørensen e mi sono detto: “Oh, c’è bisogno di fare qualcosa! Facciamo un’altra canzone che la gente conosca!”. È così che è partito questo progetto!

Devo ammettere che appena ho letto il nome di Bjorn Strid tra i membri della lineup sono stata super contenta perché, a dire il vero, una cosa del genere potevo giusto aspettarmela da lui!
CHRIS – Già! (ride, ndr)

Già ai tempi fu una grande scoperta quando annunciò la nascita dei The Night Flight Orchestra e credo che sia il personaggio più adatto a cimentarsi in imprese come queste! Come è nata l’idea, appunto, di fondare una band simile reclutando alcuni dei personaggi più in voga del rock e del metal svedese?
CHRIS – Seriamente, come ti dicevo prima, questi sono i ragazzi ai quali ho inviato la canzone, dopodiché io ed Allan abbiamo colto la palla al balzo e ci siamo detti: “Non dovremmo fare una di quelle cose “da covid”? Realizzare un brano tratto da qualche film. Facciamolo!”, poi ho pensato di reclutare Morten Sandager direttamente dai Pretty Maids. Sai, lui è il ragazzo che sto sostituendo nella band, siamo ottimi amici, poi abbiamo cantato insieme, ho chiamato Bjorn, dal momento in cui avevamo parlato a lungo di lavorare insieme, ma non era mai accaduto… Lui ha risposto positivamente, così ho poi chiamato i miei due amici dei Zan-Clan, i due Pontus, Pontus (Norgren) e Pontus (Egberg) e voilà (ride, ndr)! Successivamente è entrata anche Linnea che ha cantato nel secondo brano! Conosco questa ragazza da tantissimo tempo, pensa che le cambiavo persino i pannolini, dal momento in cui sono un grande amico del padre (Thomas Vikstrom, cantante dei Therion, ndr) da quando avevo 17 anni! Posso dire di conoscere Linnea da tutta la vita, lei era il meglio del meglio, per cui credo di aver messo insieme una grandiosa lineup! Siamo tutti amici, sebbene questi ragazzi danesi non si siano mai incontrati con gli svedesi!

A gennaio pubblicherete ben due volumi con Atomic Fire Records. A cosa è dovuta la scelta di pubblicare parallelamente due dischi allo stesso momento? Scelta dettata dalla label o, semplicemente, ci sono altre ragioni dietro?
CHRIS – La ragione è che il primo volume era stato pubblicato da noi un anno fa! Lo avevamo fatto per divertimento, poiché era iniziato tutto con un brano solo, poi sono diventati tre, cinque e all’improvviso erano 22! Realizzavamo un brano a settimana, il che è folle! L’idea era quella di pubblicare due album, affinché la gente potesse acquistare il primo direttamente da noi, abbiamo creato anche questa campagna di raccolta fondi e nell’arco di 25 ore, avevamo raggiunto il limite per produrre questi CD e DVD, ovviamente anche i vinili in formato più piccolo, una sorta di mini volumi. L’etichetta si era detta contenta e voleva produrci, per cui abbiamo realizzare un intero volume che la gente non aveva assolutamente mai ascoltato o di cui possedeva copie in formato fisico…

Questi primi due album verranno rilasciati sotto l’egida di Atomic Fire Records, una nuovissima etichetta heavy metal indipendente: siete, infatti, una delle prime band che si sono aggregate a questa label. Come è nata la vostra partnership?
CHRIS – Ad essere sincero, è accaduto tutto tramite il nostro manager, che era uno degli ex responsabili di Nuclear Blast in Germania. Ha dato il via a questa nuova etichetta, noi conoscevamo i nomi e sapevamo di che cosa fossero capaci, questi ragazzi hanno totalmente capito la nostra idea e hanno creduto a pieno nella band.

In questi due volumi avete omaggiato alcune delle più belle pellicole del cinema, come Rocky, Dirty Dancing, Flashdance, 007, Bella In Rosa (Pretty in pink) e molti altri… c’erano altre colonne che avreste voluto coverizzare ma che, per qualche ragione, non siete riusciti ad includere nei due dischi?
CHRIS – Ehm, no! (ride, ndr). Ci sono ancora molti altri dischi da realizzare! Avevamo provato a fare un paio di brani ma non hanno funzionato. Come ti dicevo prima, incidevamo una canzone ogni settimana ed era un’idea folle da portare avanti, ma ce l’abbiamo fatta! La prossima volta ci prenderemo un po’ più di tempo, dal momento in cui tutti incidevano nei propri studi a casa e io ho avuto la necessità di creare della magia con la mia conoscenza di produttore discografico! Avevo bisogno di ricreare un po’ di magia, cercare di far suonare un brano come un album… Abbiamo già delle idee per un terzo disco, vogliamo andare avanti!

Già in periodo di pandemia, forse per smorzare un po’ la noia quotidiana o per presentare qualcosa di originale, avevate pubblicato una serie di video su Youtube riproponendo già all’epoca alcune ost. Che tipo di feedback avete avuto? Devo dire di aver letto dei commenti esilaranti!
CHRIS – Devo dire che è stato pazzesco! È per questa ragione che ci siamo detti: “Ok, facciamone altre”. Quando la gente ha iniziato a contattarci via email, ci siamo detti: “È giovedì. Perché non sono già le 7 di sera?”, perché sai, ogni giovedì intorno a quell’ora pubblicavamo una canzone con un nuovo video! Per noi è diventato una sorta di spinta, dal momento in cui non avevamo niente da fare! I Pretty Maids non erano in tour, così come i Soilwork o gli Hammerfall… Siamo diventati una squadra molto unita e ci siamo ritrovati a fare quella specie di riunioni su Google Meet ogni Giovedì alle 18. Tutti si bevevano un calice di vino e ci dicevamo: “Alla salute! Pubblichiamo e tagghiamo chiunque”. È susseguita poi una risata, devo dire che nessuno era grandioso, anche se mi manca quella follia nel dover pubblicare una canzone a settimana!

Qualche giorno fa avete pubblicato il video di “Last Christmas”. Che accoglienza ha avuto?
CHRIS – Non lo so ancora, ma l’unica cosa certa che so è che da due giorni abbiamo raggiunto oltre 1.5 milioni di visualizzazioni nelle nostre canzoni su Youtube! È un’ottima cosa! In merito a “Last Christmas”, sai, è una di quelle canzoni che non puoi fare, che non dovresti fare, ma noi dovevamo farlo, perché c’era troppo entusiasmo in questa band e non abbiamo dovuto pensare se fosse figo o meno. L’unica cosa di cui volevamo essere sicuri era quella di far sorridere le persone! Realizzare cover è molto diverso rispetto all’essere dentro una band che produce musica originale…

Nel secondo volume sono presenti, però, due brani che non c’entrano nulla con le colonne sonore: “Crush” e “I Want It That Way”. Sono, infatti, un po’ le mosche bianche dell’album, quindi ti chiedo: a che pro inserire due canzoni pop degli anni 2000 in un disco che omaggia gli anni ’90?
CHRIS – Mi dispiace dirti che sei in errore! Quei brani erano contenuti in alcuni film, c’è solo un pezzo che non era incluso! Ora non ho il disco davanti a me, ma sia “Crush” che “I Want It That Way” erano stati inclusi in alcune pellicole! Lo vedrai anche nelle note dietro al disco, credo che una appartenesse al film “Sabrina, Vita Da Strega” o qualcosa del genere! Non sono certamente i brani più conosciuti, perché c’è una differenza tra gli anni ’80 e gli anni ’90. Sai, in film come “Pretty Woman” le soundtrack venivano pubblicate sotto forma di album, ma hanno smesso di fare questa cosa negli anni successivi, per cui abbiamo dovuto cercare brani che fossero buoni abbastanza e che fossero inclusi in alcune pellicole, perché se dai un’occhiata ad alcuni dei miei film preferiti degli anni ’90, capirai che era tutta roba rockabilly e grunge! Sono cose su cui non puoi mettere mano, per cui abbiamo ripiegato su film sciocchi, tipo roba per adolescenti dove la gente si fidanza e cantano canzoni come “Heaven Is A Place On Earth” o cose del genere… Ma te l’ho detto, c’è solo un brano che non c’entra nulla con tutto il resto, ma non è nessuno dei due che tu hai menzionato! A dire il vero, si tratta di tutt’altro pezzo!

In questi due volumi vi siete cimentati con le colonne sonore di alcuni dei film più iconici, come dicevo, ma devo, devo chiederti per forza questa cosa: valutereste mai il riadattamento anche delle sigle delle maggiori serie tv di quegli anni? io, ad esempio, vedrei bene anche un riadattamento del tutto strumentale di Supercar o McGyver, Baywatch…
CHRIS – Beh, tutto è possibile! Voglio dire, al momento abbiamo solamente iniziato a grattare la superficie degli anni ’80 e ’90. Ci sarà molto inerente agli anni ’70 e persino ai ’60. Sto solamente cercando di capire in qualche modo procedere!

Ammetto di essermi divertita e di aver rivissuto ciò che io, a prescindere, ritengo la più importante decade d’oro, ovvero gli anni ’80 e ’90, quindi grazie davvero di aver riportato in vita questo periodo!
CHRIS – Grazie! È proprio questo il punto: essere in grado di far sorridere e far ridere!

Avete fatto un lavoro eloquente. A quando un terzo album di altre re-interpretazioni?
CHRIS – Sai una cosa? Ho già due brani pronti, per cui arriverà molto altro…

Mi pare di capire che tu sia un grande amante del cinema. Tra i brani che avete riproposto in chiave metal, ce ne è qualcuno che più ti sta a cuore? O meglio, c’è un film che ti sta più a cuore di altri?
CHRIS – Wow! Questa è una domanda difficile! Credo di poter dire che quando abbiamo dato il via a questo progetto, avevamo pianificato di realizzare “The Time Of Our Live”. Faccio schifo in merito alle commedie romantiche, mi piace tutto ciò che ti fa commuovere e che ha un lieto fine, non riesco a guardare un film horror, a tal proposito ho proprio la strizza, ma amo totalmente queste cose. Quando mi è venuta in mente l’idea, tutti quanti hanno scritto: “Sei certo che possiamo fare una cosa simile?” e la mia risposta è stata: “Se chiunque lo ha fatto, possiamo farlo anche noi”, così è stato e quando ho avuto tutto il materiale in studio, ho iniziato a missare e mi è piaciuto! Certo, non lo rifarei, ma ho apprezzato l’idea di cogliere l’occasione, che tutti noi abbiamo osato nel realizzare un brano del genere! Avevo chiesto già un paio di volte a Bjorn di ascoltare al brano “The Ocean” ma ha detto no!

Sai, potrei citare una delle battute prese da uno dei miei film preferiti, “Dirty Dancing” e dire senza troppi giri di parole che “nessuno può mettere gli At The Movies in un angolo”!
CHRIS – Aahahhaa, ti adoro per questo!

Ammetto che un po’ mi è dispiaciuto non leggere alcuni grandi classici rock del cinema, come ‘Eye of The Tiger’, per citarne una…
CHRIS – Amo totalmente “Top Gun”, davvero! È uno dei film che rientra nella mia top 10, adoro quella pellicola, ma il fatto è che se ci pensi, nessuno dei nostri brani è un pezzo rock, perché chiunque può realizzarne una versione metal! Abbiamo deciso di rimanere fedeli a noi stessi, volevamo mantenere lo stesso tempo, lo stesso arrangiamento e forse utilizzare un sassofono o un flauto o qualsiasi altra cosa, forse una chitarra elettrica! A dire la verità, abbiamo realizzato delle copie carboni di quei brani, ma abbiamo suonato come suoniamo normalmente gli strumenti che abbiamo a disposizione! Non aveva senso fare “Danger Zone” in un primo momento o anche “Eye Of The Tiger”, perché sono maledettamente brillanti nel modo in cui già sono! È più divertente fare una re-interpretazione di Jennifer Paige, l’unica regola che ci siamo dati era questa, ovvero non realizzare canzoni rock!

C’è da dire – correggimi se sbaglio – che il cinema si è evoluto, le pellicole odierne non sono affatto come quelle degli anni 80. Io sono dell’87 e ricordo che, quando vedevo i film con i miei genitori o le mie sorelle, principalmente me li ricordavo sia per la trama che per la musica, in particolar modo per i brani delle colonne sonore. Oggi giorno i film me li ricordo perlopiù per le trame, poiché le ost sono puramente diventate strumentali. Quale è il tuo pensiero in merito?
CHRIS – Mia moglie lavora nella compagnia più importante di cinema qui in Svezia, per cui a casa parliamo molto di cinema e film! Ad essere sincero, credo – e questa rimane una mia opinione – che l’orologio segna l’ora esatta due volte! Al giorno d’oggi è tutta roba strumentale in stile Hans Zimmer o cose del genere, aspetta e vedrai, questa cosa cambierà ancora! All’improvviso, la canzone è diventata importante tanto quanto la pellicola, perché fa vendere il film! Ora sembra che tutti lo abbiano dimenticato, ma a dire il vero, se prendi ad esempio “Take My Breath Away” o qualsiasi altra canzone di “Top Gun”, ti ricorderai che quei brani hanno venduto il film! Vedremo! Credo che questa cosa tornerà, perché se dai un’occhiata a tutte le pubblicità odierne, vedrai come queste spezzano un artista o un nuovo marchio! Gira tutto intorno a questo, è solo una questione di tempo!

Gli At The Movies sono destinati ad essere quindi una ‘studio band’ o credi che possano essere considerati anche una band da palco? io vi ci vedrei nei locali a far rivivere a tutti i nostalgici queste bellissime ost!
CHRIS – Sai una cosa? Sono contento che tu me lo abbia chiesto! Il fatto è che quando abbiamo iniziato, eravamo tutti coinvolti nel progetto e avevamo deciso di non cambiare membri ma di essere una band! Non c’è niente di più che vorremmo fare, perché credo che tutto ciò sia fantastico! Anche se fossimo una band d’apertura al Wacken o a qualsiasi altro festival, la gente verrebbe e si divertirebbe! Sarebbe ancora più interessante andare in scena dopo la performance degli headliner e avere un enorme schermo in stile karaoke! Non c’è alcuna vergogna in questo, non ci sentiamo in imbarazzo, perché amiamo quei brani e credo che potremmo anche chiamare sul palco alcuni dei più grandi cantanti che sono in tour e presenti allo stesso festival, piuttosto che dire: “Nessuno può fare questo”. Ne abbiamo parlato a lungo e il problema maggiore al momento è che i Pretty Maids dipendono letteralmente dallo stato di salute di Ronnie! Per me non ci sono problemi, lo stesso vale per Edberg, dal momento che dovrebbe fare qualche data con i Mercyful Fate e non con King Diamond nel suo progetto solista, anche Allan e Morten sono liberi! Per quel che riguarda Bjorn e Pontus Norgren, entrambi hanno detto: “Vorremmo fare più concerti possibili, ma nel caso non riuscissimo, troveremo dei validi sostituti per rimpiazzarci”, ma in quel caso il progetto si chiamerebbe “At The Movies featuring”… Vogliamo uscire, ma non vogliamo suonare nei club, vogliamo partecipare ai festival e questa è l’idea alla base, far sì che molta gente si diverta e non si senta affatto in imbarazzo nel cantare con noi “Never Ending Story!”.

Prossimi piani?
CHRIS – Beh, sto componendo due brani, ma non ho ancora deciso come proseguirò, perché potremmo fare anche il meglio dei brani romantici, potremmo provare questi nuovi pezzo, potremmo fare 16 o 2mila brani… Sto cercando di capire a che punto sono, perché ruota tutto intorno al sentimento, sai, credo di sentire qualcosa al momento, ma non posso dire nulla!