AGATHODAIMON: Virtù occulte

AGATHODAIMON – INTERVISTA ESCLUSIVA A SATHONYS • (English version below)

A distanza di nove anni dall’ultima release in studio, “In Darkness” e a seguito di una lunga pausa forzata dovuta ad alcune ragioni personali importanti, gli Agathodaimon inaugurano questo 2022 annunciando il loro ritorno sulle scene, dando alle stampe il loro nuovo album, “The Seven“, primo lavoro pubblicato con la nuova etichetta della band, Napalm Records. Un disco, come asserito da Sathonys, nostro interlocutore in questa nuova intervista targata Metalforce.it, che ha raccolto ottimi riscontri positivi, sia dalla nutrita fanbase della band, che da tempo attendeva il grande ritorno del combo di Magonza, che dalla stampa specializzata del settore. In esclusiva per i nostri lettori, vi offriamo una particolare intervista condotta proprio col mastermind del gruppo.

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di Metalforce.it. Per noi è un piacere, come state? Come è la situazione nel vostro paese al momento, vista la situazione che stiamo vivendo a livello globale?
SATHONYS – È tutto ok, date le circostanze. Non appena abbiamo pensato che questa situazione legata alla pandemia fosse, in qualche modo, sotto controllo, il signor Putin ha deciso di peggiorare le cose. È incredibile, ma non parliamo di politica ora…

Oggi siamo in vostra compagnia per parlare, appunto, degli Agathodaimon. Vi andrebbe di presentarvi al pubblico italiano, fornendo una breve bio della band?
SATHONYS – Forse ci hanno dimenticati, è passato un po’ di tempo. Beh, la band è stata formata nel 1995, abbiamo registrato due demo negli anni d’oro, gli anni ’90, l’era del black metal, prima di firmare un contratto discografico nel 1997 con Nuclear Blast. Abbiamo inciso un paio di dischi, suonato tantissimi concerti e abbiamo tenuto tanti tour, cambiato etichetta, passando alla Massacre Records nel 2008. Dopo la pubblicazione del nostro sesto album, “In Darkness”, nel 2013, ho messo in standby la band a causa di alcune ragioni personali, ma saremmo voluti ritornare non appena l’occasione sarebbe stata ottimale e questo è accaduto nel 2020. Beh, all’epoca il coronavirus aveva appena colpito il mondo, ma siamo stati capaci di pubblicare il nostro settimo lavoro in studio proprio quest’anno su Napalm Records.

Dopo molti anni di silenzio, tornate nuovamente sulle scene con un nuovo album, ‘The Seven’, di cui parleremo a brevissimo. Partiamo con la prima domanda bruciapelo: a che cosa è dovuta questa lunga assenza che vi ha tenuto lontani dalle scene?
SATHONYS – Beh, la famiglia. Il mio primo genito è nato nel 2009 e ho sperimentato già allora quanto tempo ed impegno siano stati necessari per essere presente per mio figlio e quando ho saputo che sarebbe arrivata una sorellina nel 2014, ho preso la decisione di mettere in pausa la band, fino al momento in cui i figli fossero diventati un po’ più grandi. Non volevo dividere il mio tempo tra la band e la famiglia, questo non renderebbe giustizia a nessuno dei due. Prendo entrambe le cose molto seriamente e l’album che abbiamo pubblicato nel 2009, “Phoenix”, è la prova vivente che le cose sono andate oltre il mio controllo, non volevo che la situazione si ripetesse. Ora che i miei figli sono grandi abbastanza per godersi del tempo senza il loro fastidioso papà, posso nuovamente concentrarmi sugli Agathodaimon.

Come dicevo pocanzi, lo scorso 18 marzo avete dato alle stampe il vostro nuovo album, “The Seven”, su Napalm Records. A distanza di così pochi giorni, che genere di valutazione vi sentireste di fare in merito al disco? Come è stato accolto sia dalla vostra fanbase, che dalla stampa specializzata?
SATHONYS – Sorprendentemente positivo. A dire la verità, non ho ancora visto una sola recensione negativa, voglio dire, sicuramente c’è o ci sarà, dopotutto la musica è una questione di gusti, ma ogni recensione che ho visto finora è stata abbastanza positiva, alcune sono state addirittura entusiaste. È una bella sensazione, dato che abbiamo messo molto impegno in questo nuovo disco e anche alcuni dei nostri vecchi fan sembrano averlo apprezzato, il ché è grandioso, dal momento in cui dimostra che può mettersi in coda insieme ai vecchi album.

Avendo menzionato, appunto, Napalm Records, come è nato il vostro sodalizio?
SATHONYS – Quando abbiamo registrato un demo nel 2020, volevamo avvicinarci a poche etichette alle quali eravamo interessati. Prima che questo accadesse, siamo stati contattati da Napalm, la quale ci chiedeva di ascoltare materiale inedito. È venuto fuori che al loro responsabile Sebastian piacevamo già dagli esordi della band, per cui si è trattato di un inizio molto positivo. Dal momento in cui, poi, la demo era pronta già alcuni giorni più tardi, siamo stati in grado di inviare una visione di quello che sarebbe arrivato dopo. A Napalm è piaciuta molto e io stesso conoscevo già alcuni dipendenti dell’etichetta, per cui non abbiamo cazzeggiato con altre compagnie, ma abbiamo firmato direttamente. Non avevamo dubbi che avremmo costruito un bel rapporto.

Il disco è intitolato, appunto, “The Seven”. È il vostro settimo album sulla lunga distanza ed il sette, nella numerologia, ha un valore simbolico molto forte: si connette ai sette vizi capitali, rappresenta anche la spiritualità, la saggezza e il misticismo. Questi argomenti in qualche modo si riflettono anche nei dieci brani che compongono il disco? Che cosa potete dirci in merito?
SATHONYS – Sì, il tema principale ruota intorno ai sette peccati capitali, per cui questa era in qualche modo una conseguenza logica. Avevamo un brano chiamato “Favourite Sin” nel nostro precedente disco, “In Darkness”, che era per giunta il mio pezzo preferito del disco e ho pensato di provare ad espandere questo concetto, raffigurando tutti i vizi e il loro legame con l’umanità. Abbiamo reclutato questo duo artistico, Credo Quia Absurdum, che ha realizzato la copertina del disco e che ha sviluppato un artwork specifico per ogni peccato (ogni testo). Potrei altamente raccomandare le edizioni fisiche di “The Seven”, in quanto vale davvero la pena avere questi lavori su carta stampata. Abbiamo già esposto e mostrato pezzo per pezzo sui nostri canali social, ma si presenta meglio su carta stampata…

Da questo terzo disco, avete tratto finora tre singoli: “Ain’t Death Grand”, “Wolf Within” e “Kyrie / Gloria”. Come sono stati accolti questi brani dai vostri fans? Inoltre, credete che possano fornire una buona idea del disco per i nuovi fan che vorrebbero approcciarsi alla vostra musica per la prima volta?
SATHONYS – A dire la verità, non sono un grande fan delle singole tracce proposte come teaser. Il problema qui è che il nostro sound è piuttosto variegato, abbiamo brani veloci, melodici, malinconici, aggressivi e via discorrendo, per cui scegliere un solo pezzo o la sequenza dei brani da pubblicare è stata tosta. Abbiamo deciso di optare per “Ain’t Death Grand” come primo singolo di lancio perché è stata la prima traccia che abbiamo scritto insieme e volevamo avere un brano più melodico che seguisse e presentasse un altro aspetto della nostra proposta musicale. “Kyrie & Gloria” è stato un modo abbastanza furioso per terminare tutte le sessioni di “pre-ascolto”, anche se non sono sicuro che questo pezzo possa dare una buona rappresentazione dell’intero lotto. Aggiungerei “Mother Of All Gods” per mostrare anche il lato sinfonico della band, credo che ne realizzeremo un piccolo lyric video.

Per questo disco, vi siete affidati alle mani esperte di Kristian “Kohle” Bonifer, conosciuto per il suo lavoro con band del calibro di Aborted, Benighted e molto altro. Che cosa potete condividere in merito al lavoro svolto con lui?
SATHONYS – Beh, a dire il vero noi siamo stati la prima “grande” band che ha lavorato con lui già nel 2001. Abbiamo registrato là la nostra musica da allora, per cui c’è una grossa mole di fiducia ed esperienza nel modo in cui noi collaboriamo insieme. I Kohlekeller Studio sono, in qualche modo, una parte di questa band e l’apporto di Kohle, così come la sua opinione, sono altamente apprezzate.

Avendo menzionato i Benighted, non posso esimermi dal chiedervi qualcosa in merito alla collaborazione proprio con Julien Truchan. Come è nata?
SATHONYS – Kohle gestisce un canale Youtube e Julien stava per aggregarsi al canale per dare il suo contributo in merito ad una sessione, credo che si trattasse di testare vari microfoni. Dal momento in cui all’epoca eravamo in studio di registrazione, ci siamo seduti e abbiamo sperimentato un po’. Volevamo avere delle voci in stile “psycho” per il brano “Kyrie / Gloria” da parte di un cantante che avesse un colore vocale diverso rispetto ad Ashtrael. Julien è impressionante, sa davvero come padroneggiare la propria voce…

Sembra che in ‘The Seven’ abbiate voluto regalare anche un’altra bella sorpresa: infatti, nel brano “Mother Of All Gods” è presente in veste di ospite speciale l’ex cantante della band, Romanian Vlad Dracul. Cosa potete condividere in merito a questa speciale collaborazione?
SATHONYS – Beh, sono in contatto con lui dal 1995 e persino negli anni della sua assenza, si poteva sentire il suo contributo o la sua influenza. Ha avuto un grosso impatto sul modo in cui la band suonava agli esordi, lo considero un musicista e compositore strepitoso. Purtroppo non siamo mai riusciti a fare una traccia completa per gli Agathodaimon dal 1999, lui non è più interessato al metal, ma quando ci siamo trovati a scambiarci idee musicali durante il processo di pre-produzione del nostro album, lui mi ha mostrato una struttura di un brano ruvido, che si appoggiava solo sulla tastiera e batteria, il che mi ha riportato alla mente gli esordi degli Agathodaimon. Ho provato a pressarlo un po’ e l’ho convinto a prestarci quel brano per la band, alla fine ha contribuito anche con i testi e le voci che lui stesso ha registrato a Bucarest, in Romania. Sono veramente contento che ce l’abbiamo fatta, dopo tutto questo tempo…

Toglimi una curiosità: so che molti vostri fan vi hanno spesso etichettati “una band dark metal”, ma personalmente io mi sento di dire che gli AgathoDaimon sono più virati al black metal o meglio, al symphonic black metal che richiama un po’ i primi periodi dei Cradle Of Filth, tanto per fare un esempio. A quale sfera vi sentite di appartenere di più? Molti ragazzi che conosco, ad esempio, spesso etichettano il black metal come un genere ‘affascinante’. Quale è il tuo pensiero?
SATHONYS – Beh, quando abbiamo iniziato, c’era molta discussione in merito a chi fosse la band più ‘vera’, a chi ‘vendesse di più’ e via discorrendo… È sempre stato un discorso senza senso, dal momento in cui nessuno nella scena guadagnasse soldoni. Voglio dire, ci sono band relativamente importanti come i Dimmu Borgir o i Cradle Of Filght, ma ancora, paragoniamole a gruppi commerciali… Fanno ancora le loro cose come facevano agli esordi, ma non è un qualcosa che ti fa vendere milioni di dischi. Ad ogni modo, c’era sempre troppa negatività dopo aver firmato con Nuclear Blast e, dopo aver ricevuto minacce di morte e avuto un sacco di incontri strani, mi sono seccato di questa “scena” e ho pensato di seguire rigorosamente un’altra etichetta, dal momento in cui non ho mai visto gli Agathodaimon come una band black metal al 100%. C’era sempre qualcosa in più, anche nella nostra seconda demo del 1997 avevamo introdotto le clean vocals, il che non era una cosa molto tipica ai tempi, per cui il mio filo del discorso era: “Non è black, ma è dark”. Credo che, ad eccezione dei Bethlehem, che mi piacevano molto, non vi fosse davvero nessuna “dark metal” band all’epoca, pertanto non mi interessa affatto delle etichette, voglio dire, onestamente, è black metal.  Si tratta della musica più appassionata che ho vissuto e sperimentato, ascoltate “In The Nightside Eclipse” o “The Principle Of Evil Made Flesh” o, ancora, “Pentagram”, quanta musica ardente. So che forse è difficile da comprendere, se non si è appassionati di black metal, ma già durante i primi anni ’90 questo genere musicale era considerato una rivelazione, era inascoltato nella sua estremità musicale e, allo stesso tempo, era ed è tuttora bellissimo, nel suo modo speciale.

Il vostro album di debutto, “Blacken the Angel”, è uscito nel lontano 1998. A distanza di così tanti anni, vi sareste mai immaginati di arrivare a dove siete arrivati? C’è qualcosa che, personalmente, vorreste cambiare se poteste tornare indietro o vi ritenete abbastanza soddisfatti del vostro percorso musicale?
SATHONYS – Oh, beh, “carriera” è un parolone. Sono, però, soddisfatto di ciò che abbiamo raggiunto e di sapere che ci sono ancora persone che ascoltano la nostra musica dopo tutti questi anni, persino nuovi fan che si approcciano a noi. Sono contento di sapere che tutti provano qualcosa mentre ascoltano la nostra musica. Per me, la musica è sempre stata qualcosa di più di un’illuminazione di fondo, era un qualcosa in cui immergersi, perdersi, concentrarsi e sentire le emozioni trasportate dalla musica, dai testi e dalla copertina. Non so che cosa avrei potuto fare di diverso, credo che la mia vita si trovi ad un buon punto, al momento, e chissà dove sarei potuto finire se avessi cambiato qualcosa. Sono stato un completo idiota sotto molti aspetti quando si trattava di come mi sono comportato con alcune donne quando ero più giovane, mi piacerebbe tornare indietro nel tempo e scusarmi per il mio atteggiamento, è ciò che mi piacerebbe fare.

Quali saranno i progetti che vi vedranno coinvolti nelle prossime settimane?
SATHONYS – Beh, cerchiamo di suonare live dove possibile e pubblicheremo ulteriori video playthrough e altra roba per promuovere il nuovo materiale.

Grazie mille ragazzi per l’opportunità che ci avete dato oggi. Nella speranza di vedervi in futuro anche in Italia, vi ringrazio ancora una volta e, come da tradizione, spetta all’intervistato chiudere l’intervista come meglio crede, quindi a voi la parola!
SATHONYS – Grazie ancora per l’interesse e il supporto dimostrato. Se non conoscete ancora gli Agathodaimon, date un’occhiata alle nostre pagine Facebook, Instagram o Youtube (abbiamo filmato alcune clip divertenti come ho menzionato poco fa) e se ritenete che supportare un artista possa essere una buona scelta ai tempi di Spotify & Co, date un’occhiata alla nostra pagina su Bandcamp per un po’ di merchandising! Grazie mille!


(English version)

Nine years after the release of its latest studio album, “In Darkness” and after a long break due to very important personal reasons, Agathodaimon celebrates 2022 announcing its return with the release of a brand new record, called “The Seven”. A record that, as stated by Sathonis, our interviewee in this brand new interview conducted by Metalforce.it, has gained a lot of great feedbacks so far, both from the band’s fanbase, who awaited for the band’s comeback for so long, and from the metal press. Exclusively for our readers, we offer you now a very peculiar interview conducted with the band’s mastermind.

Hi there and welcome to Metalforce.it for this very first interview of ours! It’s such a great pleasure for us. How are you doing and how is the current situation there in your country, given the bad historical time we’re all living worldwide?
SATHONYS – It’s ok, given the circumstances. As soon as we thought we had this pandemic situation somewhat under control, Mr. Putin decided to make things much worse. It’s unbelievable. But let’s not talk about politics now…

Today we’re here in order to talk about Agathodaimon. Would you mind introducing the band with a short biography for those Italian people who still do not know you?
SATHONYS – Or have forgotten maybe, it’s been a while. Well, the band was founded in 1995, we recorded 2 demos in good old 90ies Black Metal-style before we signed a deal with Nuclear Blast in 1997. We recorded a few albums there, played a lot of shows and tours, and switched label to Massacre Records in 2008. After having released our 6th album IN DARKNESS in 2013, I’ve had to put the band on ice due to personal reasons. But we wanted to get back once it’s time again, and this happened in 2020. Well, right when Corona hit the world… but we managed to finally release our 7th album in 2022, under Napalm Records.

After so many years of silence, Agathodaimon gets back on track with a brand new record, “The Seven”, which we’ll talk about shortly. Let’s start from the very first question: how come did you choose to stay away from the scene for so long?
SATHONYS – Well, family. My first son was born in 2009, and I experienced back then how much time and effort is needed in order to be there for your kid, and when I heard that there’ll be a sister to follow next in 2014, I took the decision to put the band on hold, until the kids are big enough. I didn’t want to split my time between band and family, that wouldn’t do either of them justice. I do take both very seriously, and the album we released in 2009 (PHOENIX) is the living proof that things went beyond my control, I didn’t want to repeat that. Now the kids are big enough to enjoy some time without their annoying dad, therefore I can focus on Agathodaimon again.

On March 18th you’ve released your brand new album, “The Seven”, via Napalm Records. Ten days after the release, what kind of appraisal can you make about this record? How has the record been welcome by both your fanbase and the press?
SATHONYS – Surprisingly positive. Honestly, I didn’t see a negative review yet. I mean, there surely is or will be, after all, music is a matter of taste, but every review I’ve seen so far is quite positive, some even enthusiastic. That feels awesome, as we’ve put a lot of effort into this album. And also our old fans seem to appreciate it, which is great, as it shows that it can stand in line with the older albums.

Since I’ve mentioned Napalm Records, what can you share about your professional relationship? How did it come to birth?
SATHONYS – When we recorded a demo in 2020, we wanted to approach a few labels that we’ve been interested in. Before that happened, we’ve been approached by Napalm who were asking to hear some new stuff. Turned out that their A&R Sebastian did like our band since the old days, so that was a very positive start, and as the demo was ready a few days later, we were able to send them an insight of what was to come. They did like it very much, and I also know some of the staff at Napalm already, so we didn’t mess around with other labels but signed directly, I had no doubts that we’d have a good relationship.

The album is entitled “The Seven” and it’s your seventh album to date. Moreover, the number seven in the numerology science, has a very strong symbolic value, because it’s related to the seven deadly sins, but it also represents the spirituality, wisdom and mysticism. Are these topics somehow kinda reflected in the album’s lyrics? What can you share about it?
SATHONYS – Yes, the main topic is centered around the seven sins; that was somehow a logical consequence. We’ve had a song called “Favourite Sin” on our previous album IN DARKNESS that was my fave track of that record, and I thought we should give it a try and expand this concept, portraying all the sins and how they’re connected to humanity. We’ve also had artist duo Credo Quia Absurdum take care of the album artwork; they also developed an artwork for every sin / lyric. I can highly recommend the physical editions of THE SEVEN, as it’s worth having these artworks in printed form. We’ve already displayed and experienced them one by one via our social media channels, but it just looks better in printed form…

From this new album, you’ve shared three singles so far: “Ain’t Death Grand”, “Wolf Within” e “Kyrie / Gloria”. How have these single been welcomed by your fans? Do you also think that somehow they could give a proper picture of the record to those new fans who would love to start listening to your music?
SATHONYS – Honestly, I’m not a big fan of single tracks as teaser. The issue there is that our sound is quite diverse, we’re having fast songs, melodic songs, melancholic songs, aggressive songs etc., so just picking one song or even the sequence in which them to be released was tough. We’ve decided to go for “Ain’t Death Grand” as first song as it was the first track we’ve written together, and then wanted to have a more melodic track to follow & show another aspect of our music. And then “Kyrie & Gloria” was a quite furious way to end the “pre-listening”. Yet, not sure if that will give a good representation of the full album. I’d add “Mother Of All Gods” to show the symphonic side as well. I think we’ll do at least a little lyric video to push this track a bit.

For this new album, you’ve worked with Kristian “Kohle” Bonifer, whose work is known because of bands like Aborted and Benighted, just to name a few. What can you share about the work you’ve done with him?
SATHONYS – Well, actually we’ve been the first “bigger” band that worked with him, back in 2001. We’ve recorded all our music there since then. So there’s a big amount of trust and experience on how we collaborate together. Kohlekeller Studio is somehow a part of this band, and Kohle’s input and opinion much appreciated.

Since I’ve mentioned Benighted, I have to ask you this: what can you tell about the cooperation you’ve shared with Julien Truchan? How did this collaboration come to birth?
SATHONYS – Kohle runs a YouTube channel, and Julien was about to pay a visit for a tech session, I think it was about testing various microphones. As we’ve been in the studio at that time, we sat together and experimented a bit. We wanted to have some psycho-style vocals on “Kyrie / Gloria”, from a vocalist that has a different voice color than Ashtrael. And Julien is impressive, he really knows how to master his voice…

It seems that in “The Seven” you wanted to give another extra surprise: indeed, in “Mother Of All Gods” there’s another special guest, the former singer of the band, Romanian Vlad Dracul. What can you share about him?
SATHONYS – Well, I’ve been in touch with him since 1995. And even in the years of his absence, his input or influence could be felt. He had a big impact on how the band sounded in the early days, and I consider him as an awesome musician and lyricist. But it never worked out that we got to create a full track for Agathodaimon since 1999, he’s not that much into metal anymore. But when we were exchanging musical ideas during the preproduction of our album, he showed me a rough song skeleton, only keys and drum patterns, which reminded me of the early days of Agathodaimon. I pushed him a bit and convinced him that we should take this song for Agathodaimon, in the end he also contributed lyrics and vocals that he recorded in Bucharest, Romania. I’m so happy that we managed to pull this off, after all this time…

Please, arouse this curiosity of mine: I’ve read that many of your fans usually were used to label the band as “a dark metal band”, but personally I think that Agathodaimon is more black metal oriented, the sound reminds something about the early stages of Cradle Of Filth, if you know what I mean. How would you label the band? A lot of people I know usually say that black metal is a very fascinating kind of music. What’s your thought about it?
SATHONYS – Well, when we started out, there was a lot of discussion about being “true”, about “selling out” etc, it was always nonsense, as nobody in the scene was making big money. I mean, there are relatively big bands like Dimmu or Cradle, but still, compare them to commercial bands, they’re still doing their stuff as in the early days, it’s not something that sells millions of records. Anyway, there was a lot of negativity after we’ve signed to Nuclear Blast, and after receiving death threats and a lot of weird encounters, I got annoyed by this “scene” and thought we’d just stick to another label. Especially as I’ve never seen us as 100% Black Metal. There was always something more to it. Even on our 2nd demo in 1997, we had some clean vocals, which was not quite usual at that time. So my train of thought was, it’s not Black, but it’s Dark. I think, except for Bethlehem, whom I liked very much, there was no real “Dark” Metal band. Therefore, I don’t really give a fuck about labels anyway, I mean honestly- at its core, it is Black Metal. That always has been the most passionate music I’ve experienced. Listen to “In The Nightside Eclipse” or “The Principle Of Evil Made Flesh” or “Pentagram”, such passionate music. It’s maybe hard to understand, if you’re not into Black Metal, but back in the early 90ies, this was a revelation, this was unheard in its musical extremity, and at the same time, it was and is beautiful, in its own special way.

“Blacken The Angel”, your debut album, has been released in 1998. After so many years, would you ever expected to have such a great music career? Is there something that, personally, you would like to change if you could turn back time or are you quite satisfied about the work you’ve done so far?
SATHONYS – Oh well, “career” is a big word. But I’m happy about what we’ve achieved, and that there are still people listening to our music after all these years, and even new fans getting into our music. I’m happy about everyone that FEELS something when listening to our music. To me, music was always more than just background illumination, it was something to deep dive into, to get lost in, to concentrate in and feel the emotions carried by music, lyrics and artwork. What I’d have done differently, I don’t know. I think my life is at a quite good spot at the moment, and who knows where I’d have ended up if I changed something. It was ok. And it’s not over yet. Well, changing things… I’d try to behave differently towards people. I was a complete jerk in many aspects when it comes to how I treated some women when I was young. I’d like to turn back the time and apologize for my behavior, that is something I’d like to do.

What will your future goals be now? How will you promote this new release at its best?
SATHONYS – Well, we try to play live where possible! And we’ll release some more playthrough videos and other stuff to showcase the new material.

Thanks so much guys for this spot you gave us. Hoping to see Agathodaimon sooner or later in Italy as well, I want to thank you once again and, as our tradition wants, it’s up to the interviewee to share his final words, so I call you to speak!
SATHONYS – Again, thanks for the interest shown and the support given. If you don’t know Agathodaimon yet, check us out on Facebook, Instagram or Youtube (we did film some nice clips as mentioned above), and if you feel like supporting an artist might be a nice choice in times of Spotify & Co, have a look at our page on Bandcamp for some merch! Thanks so much!