A rock night with ThunderMother

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THUNDERMOTHER – INTERVISTA ESCLUSIVA •

A bordo del tour bus del “Rebels of Scandinavia Tour” abbiamo incontrato le ThunderMother in occasione del loro concerto, domenica 13 settembre all’Officina degli Angeli Music Club di Arbizzano – Verona. (qui il nostro report).
Fin da prima che si aprissero le porte al pubblico, qualche fan venuto appositamente da fuori città già attendeva il quintetto svedese tutto al femminile.
Sì, perché le ThunderMother hanno un legame particolare con l’Italia, poiché tra loro c’è Giorgia, nata e cresciuta a Verona, ma ormai da anni residente in Svezia. È proprio lei che mi apre le porte della loro casa su ruote, un mega tourbus total black dall’aspetto oscuro che ospiterà per un paio di settimane una decina di musicisti, trasportandoli in giro per l’Europa. Mi accomodo timidamente su uno dei sedili imbottiti, quasi timorosa di violare la loro privacy, e iniziamo la chiacchierata.
Le ragazze della band colpiscono immediatamente per la loro genuinità: semplici, dirette e assolutamente determinate.
Inizio col chiedere se c’è stato un concerto che ricordano con particolare trasporto e rispondono che è stata sicuramente la prima volta che hanno suonato insieme. E qui c’è del bello.
Le ThunderMother non si sono esercitate insieme per mesi, come si suppone facciano tutte le band, magari in un garage sotto casa, prima di suonare a Goteborg, all’interno del prestigioso Metal Town Festival, accanto a musicisti come Motörhead e Carcass (giusto per citarne un paio).
La band ha conosciuto di persona la cantante, Clare Cunningham, nativa Irlandese, solamente il giorno prima del concerto. Clare si è esercitata da sola, provando a distanza i brani e si è unita alle altre per il live poco prima del concerto.
Le ragazze raccontano l’emozione e la paura di salire su un palco senza aver mai suonato fisicamente l’una accanto all’altra e l’immensa soddisfazione di essere riuscite non solo a dare il meglio di se stesse, ma di aver trovato una grande intesa on stage. E da quel primo concerto nel 2013, la loro intesa si è visibilmente rafforzata.
Il loro secondo album, “Road Fever”, è uscito il 4 settembre in tutto il mondo e le ThunderMother lanciano già il loro pensiero a possibili live in Asia o oltre oceano. Filippa Nassil, chitarrista, dice che hanno già ricevuto qualche contatto, ma occorre ponderare bene le proposte che arrivano, valutare la possibilità concreta di spostarsi a lungo raggio, in quanto non è così semplice trovare locali adatti e soprattutto organizzare trasferte così importanti e dispendiose. Si tratterà di avere pazienza, ma di certo la grande determinazione delle ThunderMother aprirà loro le porte dei paesi più lontani e valide offerte pioveranno sulle loro chiome bionde.
Le ragazze si stanno impegnando in prima persona per promuovere e diffondere la propria musica e riuscire ad ampliare il proprio pubblico, infatti, presto due membri della band voleranno a Londra e Parigi per una serie d’interviste volte a far conoscere il loro nuovo album.
Quando chiedo loro quale sia il loro più alto obiettivo, il più grande dei loro sogni, rispondono quasi all’unisono: vivere di musica. Linda Strom (bassista) mi racconta quanto sia difficile per ciascuna delle ragazze avere un lavoro per mantenersi e al contempo occuparsi dell’organizzazione della band. Chi osserva dall’esterno, infatti, difficilmente si rende conto di quanto tempo e costanza occorra dedicare quotidianamente non solo alla musica in sé, ma a tutto quello che ci sta dietro. Mi spiegano che ognuna di loro contribuisce in maniera forte alla logistica e all’organizzazione, ad esempio Filippa si occupa delle numerose mail che la band riceve ogni giorno e Giorgia della grafica. Certo, se avessero un aiuto esterno, potrebbero concentrarsi maggiormente sulla musica e al solo pensiero di questa possibilità, i loro occhi si illuminano.
Chiedo se c’è una persona particolare che le ha aiutate o che le sta aiutando a farsi strada; loro si guardano e mi rispondono “No”. Le cinque ragazze hanno fatto e continuano a fare tutto da sole. Questo significa che non dovranno ringraziare nessuno per i risultati che hanno ottenuto finora e i successi che le aspettano, tranne se stesse. È una cosa di cui un giorno potranno andar fiere. Sapranno che nessuno le ha “spinte”, nessuno le ha introdotte nel mondo della musica, si sono fatte strada contando unicamente sulle loro forze.
È difficile anche immaginare i grandi sacrifici che ciascun membro della band sta compiendo per portare avanti questo progetto. I conti in cassa non sempre quadrano e l’unica fonte auspicabile di guadagno è il merchandising. Ma ciò che colpisce al cuore è che le ThunderMother parlano di questi ostacoli prettamente materiali con sorrisi radiosi che sprigionano tutta la loro contagiosa energia. La loro è pura passione per la musica. L’unione e la tenacia che dimostrano sono invidiabili e costituiranno, senza ombra di dubbio, la chiave del loro successo.
Un enorme in bocca al lupo a queste tostissime ragazze.

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photo: Stefania Marchi

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