Therion: novità e progetti futuri

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THERION: INTERVISTA ESCLUSIVA A CHRISTOFER JOHNSSON •

La mia prima trasferta musicale del 2016 è stata più che soddisfacente: nonostante il freddo bresciano, lo scorso 19 gennaio è stato allietato dalla chiacchierata che ho avuto con Christofer Johnsson, chitarra e mente principale dei Therion, i padri del symphonic metal. Ecco cosa ci siamo detti in occasione della data italiana del loro attuale tour.

Ciao Christofer! È un onore essere qui per METALROCK. È da dicembre 2013 che non venivate in Italia. Cosa pensi dell’Italia e dei fan italiani?
Grandi, come il resto del mondo d’altronde.

Essendo io italiano, sono orgoglioso che Chiara (Malvestiti n.d.r.) sia la nuova cantante dei Therion. Come l’avete conosciuta, e cosa vi ha fatto capire che lei era il vostro pezzo mancante?
Abbiamo avuto una raccomandazione e lei ha fatto un’audizione, così come tutte le altre cantanti. Lei ha un registro superiore molto ben consolidato, e questo è ciò di cui i Therion avevano bisogno… abbiamo sempre avuto problemi, con le cantanti precedenti, sulle note più acute, ed una cantante che si sentisse a suo agio su queste note era esattamente ciò che cercavamo. Inoltre ha anche un timbro così forte e drammatico, e cercavamo anche questo. Più tardi è stata importante anche la personalità: siamo andati in tour insieme, ed è importante che la cosa funzioni anche sul piano personale.

L’intervista sarà soprattutto sul vostro futuro. State lavorando sulla Rock Opera da più di due anni, e sarà basata sul libro ‘A Short Story of the Antichrist’ di Vladimir Solovyov. A che punto siete con la composizione e con le registrazioni?
Le registrazioni inizieranno quando il processo compositivo sarà interamente concluso, quindi non abbiamo ancora registrato nulla. Abbiamo scritto all’incirca il 40% di quanto stimiamo, ma siamo stati impegnati in così tante altre cose nel frattempo, perciò l’idea ora è quella di concentrarci al massimo sull’opera e concluderla entro l’estate. Questo è il piano, perlomeno: se verrà rispettato, inizieremo a registrare a settembre.

Com’è nata quest’idea? Quando hai realizzato che questo libro poteva essere un buon tema per una rock opera?
Non so, è stata un’idea spontanea. Credo di aver avuto quest’idea nel 2012… non so, ho molte idee, alcune buone, alcune meno, e le idee buone cerco di portarle a compimento.

L’opera ha quattro ruoli principali, e ad ottobre avevate solo 3 ruoli assegnati. State ancora facendo audizioni?
Devo dire che abbiamo praticamente riscritto tutto! Nel libro non ci sono ruoli femminili, ci sono molti uomini. Non è una rock opera totalmente basata totalmente sul libro, è meglio dire che è parzialmente basata sul libro, o ispirata al libro. Ne abbiamo riscritta gran parte. Gli unici tre ruoli che sono, per così dire, incisi nella pietra sono quelli di Chiara, Lori (Lewis, n.d.r.) e Thomas (Vikström, n.d.r.), ma non faremo audizioni finché l’opera non è scritta interamente, perché tutto può cambiare durante il processo compositivo, anche i personaggi. Quando finiamo di scrivere terremo delle audizioni.

E per quanto riguarda i testi? Collaborerete ancora con Thomas Karlsson?
No. Sto lavorando con uno scrittore, perché questa volta è qualcosa di molto diverso. Non stiamo scrivendo roba totalmente nuova per la quale c’è bisogno di ispirazione, come quando proponiamo nuovi temi. Questa volta è più un lavoro sui dialoghi, sul linguaggio, è una cosa molto diversa. Ne ho parlato con Thomas, ma non sembrava così interessato ad una cosa teatrale, così ho collaborato con un autore con il quale ho già lavorato in passato. È molto entusiasta, stiamo facendo un bel lavoro insieme.

Ok, parliamo adesso dei Luciferian Light Orchestra. L’album è stato pubblicato ad aprile, ma ci hai lavorato per molti anni. Quando hai realizzato di avere materiale sufficiente per un progetto diverso dai Therion, e quando hai capito di avere abbastanza roba per un intero album?
Era il 2012 credo. Adesso c’è questo grande trend, si ripropone questo sound vintage, retro… alcune delle più vecchie canzoni dei Luciferian Light Orchestra risalgono al 1995, e poi ho continuato a scrivere questo tipo di materiale durante gli anni, che non ho usato con i Therion. Poi nel 2012 ho realizzato che avevo un bel po’ di materiale che aveva questo sound, e che forse sarebbe stato sufficiente per un album! Allora ho iniziato a ricontrollare tutte le demo e ho capito che era abbastanza per un disco. Abbiamo registrato discontinuamente, quando c’era tempo, ma alla fine l’album è stato concluso.

Dal punto di vista dei testi, “Luciferian Light Orchestra” può essere visto come una prosecuzione delle usuali tematiche dei Therion, e anche Thomas Karlsson vi ha lavorato. È curioso, perché l’ultimo album dei Therion, “Les Fleurs Du Mal”, dal punto di vista dei contenuti è completamente diverso dai precedenti lavori, mentre dal punto di vista del sound è tipicamente Therion. Dall’altra parte, “Luciferian Light Orchestra” riprende i temi dei Therion ma con un sound totalmente diverso. La domanda è: fino a che punto il sound e i testi definiscono l’identità di una band?
I Therion hanno cambiato moltissimo il sound durante gli anni. Se prendi band come Iron Maiden o Motorhead hanno un’identità fortemente legata al loro sound che è molto ben riconoscibile… per i Therion non è proprio così. Abbiamo cambiato totalmente i suoni delle chitarre, abbiamo scritto roba vintage come “The Dreams Of Swedenborg”, tratta dall’album “Lemuria”, in cui uso una Stratocaster, che ha un suono simile a quello usato coi Luciferian Light Orchestra. Avrei potuto fare il disco dei Luciferian con i Therion, ma non sarebbe stato adatto ai nostri cantanti. Volevo registrarlo quasi tutto con una sola cantante, Mari (Karhunen, n.d.r.). Ho anche voluto un suono da chitarra rotta, come se qualcuno stesse pisciando nell’amplificatore, o mettendoci birra, ho usato un vecchio amplificatore di merda… ne ho usati molti in realtà, ma questo in particolare. Non è proprio roba da Therion, con i Therion usiamo un suono raffinato, brillante, mentre qui è, al contrario, vecchio ed oscuro.

Dunque è corretto dire che la principale ragione dietro a questo side project è il suono?
Non proprio, il motivo principale è che è basato su una cantante che non è un membro dei Therion, e sarebbe stato molto strano se avessi fatto un disco dei Therion senza i cantanti dei Therion ma con una cantante che non c’entra niente. Da lì ho voluto creare una band separatamente.

I Luciferian Light Orchestra sono un progetto destinato a continuare? Hai già altre idee, o è solo un progetto momentaneo?
Oh sì! Abbiamo già un altro EP con 4 canzoni, e assolutamente ci sarà un altro album! Non direi che è un progetto, io direi che è una band.

Posso chiederti qual è il mistero che ne avvolge la line-up?
Fondamentalmente si tratta di un lavoro che ha cambiato e cambia formazione continuamente. Al disco hanno partecipato tantissimi musicisti, e sarebbe un caos chiarire chi ha fatto cosa. E poi qualcuno dei musicisti è più famoso, qualcuno meno, e non voglio che si ascolti il disco solo perché c’è quel particolare musicista. Odio quel tipo di ascolto basato sul musicista. All’inizio avevo addirittura intenzione di pubblicare l’album senza dire che io ne facevo parte, volevo rilasciarlo anonimamente… però ci sono state molte difficoltà legate all’etichetta discografica, avrei dovuto mettere necessariamente il mio nome. Allora ho deciso di rilasciarlo indipendentemente, in modo tale da poterlo pubblicare in tutti i modi che volevo. Ogni edizione è una luxury edition: abbiamo quella con il disco in oro e il digibook, abbiamo il luxury digipack, con lamina d’oro e disco nero, abbiamo l’edizione Hellfire con il disco arancione ed un bel digipack, non ci sono edizioni regolari, tutte le edizioni sono speciali ed uniche. Non credo che una casa discografica avrebbe investito su ciò.

Torniamo ai Therion. A novembre avete fatto un tour acustico in sud America. Com’è stato? È stato divertente riarrangiare i pezzi?
Ci hanno organizzato gli spettacoli in luoghi molto più grandi di quanto fosse nelle nostre intenzioni! È stato strano trovarsi in teatri così grandi, con più di mille persone, e suonare le chitarre acustiche seduti su delle sedie… ci aspettavamo di suonare in locali grandi, ma non in teatri! Perciò è diventato più “show” di quanto avessimo progettato! Ma è stato bello, gli spettacoli in Brasile sono stati in locali così come era nelle nostre intenzioni, comunque è stato divertente. Inoltre l’idea era che se avessimo suonato in acustico avremmo potuto suonare in luoghi dove non avremmo potuto portare l’intera produzione, perché in acustico è più economico. L’idea era quella di suonare in posti insoliti, ma alla fine abbiamo suonato in luoghi in cui già eravamo stati, tranne una città in Brasile. Ma ne è valsa la pena!

Dando un’occhiata retrospettiva alla carriera dei Therion, molte cose sono cambiate, ma altre sono rimaste uguali, rappresentando l’anima della band. A conti fatti, puoi dire ora quali momenti sono stati punti di svolta per la band (quali album, quali cambi di line-up) e qual è il filo rosso che ha attraversato la storia della band?
Il vero punto di svolta è stata, ovviamente, l’era di “Theli”, perché prima nessuno comprava i nostri dischi, quando nessuno compra i tuoi dischi non hai il budget appropriato, se non hai un budget appropriato non puoi realizzare le tue idee. Il mio problema è sempre stato quello di avere idee troppo costose per le dimensioni e la popolarità della band. Quando “Theli” ha iniziato ad essere venduto, i miei problemi si sono risolti. Improvvisamente ho potuto fare tutto quello che volevo coi Therion. L’album “Vovin” ha anche venduto il doppio all’epoca, perciò è stato l’album più importante a conti fatti, perché ha stabilito la band su un livello molto alto. Credo che quel periodo sia stato il più importante per lo sviluppo della band. Musicalmente, tutti gli album sono ugualmente importanti per me, ma direi che la musica è divenuta molto più evoluta e avanzata più tardi, specialmente con “Secret Of The Runes”, “Lemuria”, “Sirius B”, quando ho iniziato ad usare un’intera orchestra sinfonica. Poi ho continuato a sperimentare cose più progressive con “Gothic Kabbalah”… poi siamo andati più sul vintage con “Sitra Ahra”, ma non è stata una cosa di successo, perché è stata una cosa vintage a metà, tra due mondi. Abbiamo avuto un po’ di paura, in studio, forse avremmo dovuto farlo ancora più vintage, così forse il pubblico avrebbe capito il senso dell’album, più che anni ’70 ha un sound da primi anni ’80, perciò forse avremmo dovuto farlo tutto moderno o tutto vintage. È sempre così, in ogni album c’è qualche errore che ti fa dire “fanculo, perché l’abbiamo fatto?”, in ogni disco c’è qualcosa che adesso cambierei. Poi con “Les Fleurs Du Mal” siamo tornati di nuovo ad una produzione moderna, ed in un certo senso è uno dei nostri album più importanti, perché i tempi sono molto diversi ora, e volevo vedere quanto vale il brand della band, quanto in là si possono spingere le cose… ho organizzato un tour senza avere nulla di nuovo, solo il nome dei Therion, e ho indotto la gente a comprare cose nuove su fiducia, anche per far vedere alla mia piccola etichetta (Adulruna Records, n.d.r.) quanto si può finanziare soltanto con le vendite dirette. Abbiamo venduto oltre 4000 dischi durante il tour, che equivale a vendere 40.000 copie se sei con un’etichetta discografica. Se compri un disco qui allo stand, dai alla band l’equivalente di 10 dischi acquistati al negozio. Ciò significa che non devi vendere tantissimo per finanziare un progetto costoso. Perciò se con l’etichetta discografica vendo 70.000 copie di un album, ma poi guadagno lo stesso con un album di cover che metà dei fan odia e metà dei fan ama… è un album difficile ovviamente, solo con testi francesi e canzoni pop. Se avessi fatto un album regolare, avrei probabilmente venduto il triplo, che comunque è una cosa bellissima, non fraintendermi! Ho un rapporto molto bello con la Nuclear Blast, siamo ancora sotto contratto e non vedo l’ora di lavorare con loro per molti anni, anzi spero per sempre, ma mi piacere avere un piano B. I tempi stanno cambiando drasticamente nell’industria musicale, e non si sa se è un trend o se l’inizio di un cambiamento totale, quindi bisogna essere preparati. Grazie a ciò ho anche potuto portare avanti i Luciferian Light Orchestra, perché altrimenti non avrei avuto alcuna distribuzione.

Perfetto! Ti ringrazio per il tempo che hai concesso a METALROCK!

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elaborazione video 
Federica Borroni

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